Una condanna per insider trading?!?

Voltaire

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Quasi quasi non ci credo...

(ANSA) - BRESCIA, 25 GIU - Emilio Gnutti, presidente di Hopa,
e l'industriale bresciano Ettore Lonati sono stati condannati,
rispettivamente, a 8 mesi e 6 mesi di carcere, con l'accusa di
insider trading.

I fatti per cui Lonati e Gnutti sono stati condannati si verificarono nel 1999 e riguardano informazioni e movimenti in Borsa su azioni della Cmi.

Emilio Gnutti e Ettore Lonati dovranno inoltre pagare una multa di 100 mila euro a testa. Il giudice ha disposto la confisca delle azioni che costituiscono il corpo del reato, l' interdizione per un anno dai pubblici uffici e dalle cariche ricoperte nelle attivita' imprenditoriali da Gnutti e Lonati, la pubblicazione della sentenza su due quotidiani. La pena non e' stata sospesa.


L'avvocato Manuela Di Lazzaro, legale della Consob, presente
quale ente rappresentante di interessi lesi, dopo la lettura
della sentenza ha dichiarato: ''e' stata una bella vittoria, per
chi come noi si batte per l' integrita' e la trasparenza del
mercato. In quel caso c'erano state informazioni per pochi
eletti''.
 
Soddisfacente...mooolto soddisfacente !!
Ciao.
 
Scritto da Voltaire
Quasi quasi non ci credo...


Questa...e' la storia...finita ieri sera...sul tardi...si fa per dire...in tribunale...che di solito a me...basta la mattina....e m'han rinviato nuovamente la causa per anatocismo al 10/10/2002...lazzaroni sto giudici...col genio pare.
Loro non han fretta....io un po' di piu'...

Un po' lunga...ma alemno ci sta quasi la stoia vera...storie vecchie comunque.
Chissa'...con Seat allora...che gli dovrebbero dar l'ergastolo???

Insider trading Condannati Emilio Gnutti ed Ettore Lonati



Nelle operazioni legate ai titoli Cmi (cantieri metallurgici Italiani spa, società del gruppo Falck) vi fu lo sfruttamento di informazioni riservate da parte di Emilio Gnutti e di Ettore Lonati. A dirlo è stato il giudice della seconda sezione penale del tribunale di Brescia, Anna Di Martino, che ha condannato Emilio Gnutti a 8 mesi di reclusione ed Ettore Lonati a 6 mesi. Per entrambi è scattata anche la multa di 100 mila euro a testa e l’interdizione dai pubblici uffici e da funzioni di amministratore di società per un anno. Il giudice ha poi ordinato la confisca delle 320 mila azioni Cmi per un controvalore - ai tempi in cui è scattala l’indagine - di un miliardo e 737 milioni. La sentenza è arrivata ieri sera poco dopo le diciannove, al termine di due ore di camera di consiglio, e ha sancito la chiusura del processo di primo grado per Insider trading a carico del presidente di Hopa spa e dei fratelli Ettore, Tiberio e Fausto Lonati. Per tutti, ieri pomeriggio, il pubblico ministero Silvia Bonardi aveva chiesto la condanna a 12 mesi di reclusione, ma il giudice ha ritenuto che non vi fosse prova che Fausto e Tiberio Lonati fossero a conoscenza di informazioni riservate quando acquistarono con il fratello le azioni Cmi. Così per loro è scattata l’assoluzione per non aver commesso il fatto.
Davanti alla dottoressa Anna Di Martino in questi mesi è stata ricostruita la vicenda giudiziaria nata da una segnalazione della Consob del settembre 1999. In quella nota i funzionari della vigilanza puntavano il dito su massicci acquisti del titolo Cmi avvenuti in febbraio, una manciata di settimane prima che il gruppo Falck annunciasse il riassetto della società all’interno del gruppo e, successivamente, l’intenzione di accettare l’offerta di acquisto del pacchetto di controllo del Iil spa (società che doveva essere costituita per scissione da Cmi) pervenuta da "G.P. Finanziaria" di Gnutti. Queste operazioni avevano fatto apprezzare il titolo di parecchi punti percentuale.
Da ulteriori accertamenti si scoprì che ad aggiudicarsi i "movimenti" sospetti erano stati i fratelli Lonati, imprenditori vicini, peraltro, ad Emilio Gnutti. Secondo l’accusa Gnutti avrebbe informato Lonati del piano di riassetto della Cmi all’interno del gruppo Falck e dell’intenzione di dar vita a Iil (che, secondo alcuni osservatori di Borsa, avrebbe potuto essere utilizzata da Gnutti per la scalata a Telecom). A confermare che Gnutti fosse al corrente del riassetto, prima che questo fosse reso pubblico, in aula si è presentato anche Alberto Falck. Una circostanza ritenuta dall’accusa determinante per stabilire un unico filo conduttore tra le intenzioni del gruppo Falck e l’acquisto dei titoli da parte dei Lonati.
Nel corso dell’arringa i legali degli imputati (Giuseppe Frigo e Francesco Mucciarelli per Gnutti, Luigi Frattini per i Lonati) hanno sostenuto che non vi fossero invece prove dell’esistenza del reato. «Abbiamo anche cercato di dimostrare - ha ribadito il professor Frigo - che quelle notizie riservate, in realtà, erano il segreto di pulcinella: se ne parlava da mesi». Una tesi che non ha trovato d’accordo il giudice, un orientamento difensivo che ora verrà ribadito davanti alla Corte d’appello.
Mentre accusa e difesa non hanno voluto commentare la sentenza di condanna (una delle poche in Italia su casi di Insider trading), positiva l’analisi dell’avvocato Emanuela Di Lazzaro, rappresentante di interessi collettivi per conto della Consob: «Qui si afferma un principio istituzionale: va tutelata l’integrità e la trasparenza del mercato. Un mercato basato sulla parità delle informazioni e non viziato da notizie in possesso di pochi eletti. Come Consob abbiamo utilizzato tutti i poteri in nostro possesso per far valere questo principio e il giudice ci ha dato ragione».
 
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