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Compagnie
Indagati per insider trading i vertici di Unipol e Lloyd Adriatico
10/04/2003

La Procura di Milano sta indagando sugli scambi record avvenuti poco prima del rimborso alla pari delle obbligazioni 2005 emesse da Unipol. In un solo giorno, secondo quanto riferiscono la Stampa e il Corriere della Sera, è passato di mano il 15% del prestito obbligazionario, quasi 50 milioni di euro, mentre le compravendite di queste obbligazioni si aggiravano sui 10.000 euro al giorno.

Pochi giorni dopo l'Unipol annuncia il rimborso al valore nominale delle obbligazioni, fino ad allora quotate sotto la pari, con tre anni di anticipo sulla scadenza.

Sono 12 le persone indagate, tra le quali spiccano i nomi di Emilio Gnutti, presidente della finanziaria Hopa (legata con intrecci azionari all'Unipol), di Giovanni Consorte, presidente della compagnia bolognese e di Enrico Cucchiani, presidente del Lloyd Adriatico, nel cui CdA siede anche Emilio Gnutti.

Sulla vicenda Hopa non ha voluto rilasciare dichiarazioni, al contrario del Lloyd Adriatico ha dichiarato di "essere totalmente estranei alla vicenda", manifestando comunque "piena collaborazione con gli inquirenti".

Mi auguro che il PM Eugenio Fusco, che ha già disposto perquisizioni e sequestri a Milano, Bologna, Brescia e Trieste, faccia presto piena luce sulla vicenda, fugando ogni dubbio almeno sugli assicuratori coinvolti.
 
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Libero 19-4-2003 p. 17



Gli strani rimborsi di Unipol

di Beppe Scienza

Non è il tipico insider trading, ovvero utilizzo illecito di informazioni riservate. La vicenda delle obbligazioni Unipol 2000-2005, sfociata nelle recenti indagini a carico dell’imprenditore bresciano Emilio Gnutti, sua moglie e altre sei persone, è più complessa. Ed è unica nelle cronache finanziarie italiane degli ultimi anni.

E’ dal 1978 che seguo il mercato obbligazionario italiano e di rimborsi anticipati ne ho visti a centinaia. Però mai nessuno simile a quelli decisi l’anno scorso dalla compagnia d’assicurazione bolognese, chiaramente dannosi per i propri azionisti. Tenendo in vaita i prestiti e sfruttando la differenza di rendimento rispetto ai Btp 2005 (allora sul 4,65%), la società poteva infatti lucrare circa 12,8 milioni di euro con le Unipol al 2,25% e 1,3 milioni con quelle al 3,75%. Perché dare un calcio a 27 miliardi di lire?

Tutto ciò mi lasciò perplesso, mentre non fece ne caldo né freddo ai gestori dei fondi comuni che, avendo in pancia azioni Unipol, avrebbero dovuto curarsi un po’ di più degl’interessi dei loro clienti.

A ogni modo decisi di approfondire la cosa. Andai a spulciare le compravendite di quei titoli, normalmente oggetti di scambi modesti, tipo 20-30 mila euro al giorno. Scoprii così, nelle settimane precedenti l'annuncio del rimborso (4-3-2002), volumi di milioni di euro del titolo al 2,25%. Il 24 gennaio 2002 addirittura 20 milioni al prezzo di 93. L'emissione al 3,75% aveva ancora meno mercato, ma il 28 gennaio ne passarono di mano 9,8 milioni di euro al prezzo di 97.

Chi comprava quelle obbligazioni evidentemente sapeva in anticipo dell’imminente rimborso a 100 lire. Ma era anche strano che qualcuno fosse pronto a vendergliene delle vagonate. Erano titoli suoi o magari di fondi comuni o gestioni separate di polizze vita?

Insomma, molte cose non quadravano. Pensai dunque che valesse la pena segnalare il fatto e lo feci coi limitati mezzi a mia disposizione. Descrissi la faccenda nella mia pagina web all’Università di Torino (www.beppescienza.it) e la raccontai a Miaeconomia il 22-5-2002.

Al che una delle più attive associazioni di consumatori, ovvero l'Adusbef, fece un esposto all'organo di controllo, cioè alla Consob. La quale, quatta quatta, procedette a indagini, passando poi il caso alla Magistratura.

Quali siano i veri responsabili, io non lo so. Quello che so è che non è un normale caso d'insider trading, come quando uno compra azioni sapendo che verrà lanciata un'offerta pubblica d'acquisto (Opa) a un prezzo più alto. In situazioni simili l'Opa risponde a una logica sua propria, indipendentemente da fenomeni d’insider trading.

Il caso dell'Unipol è del tutto diverso. Il rimborso anticipato, in spregio agli interessi della società, si capisce solo se finalizzato a permettere quegli strani acquisti. O vogliamo credere all'addetto stampa della società Emilio Spinardi che, trattandomi come un *******, mi raccontò che le Unipol 2,25% erano state rimborsate perché il tasso d'interesse era molto alto, "di fatti a lui in banca sul conto corrente davano di meno"?
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Volumi anomali delle OBBLIGAZIONI UNIPOL 2,25% 2000/2005 EX WARRANT (cod. ISIN IT0001476271)

04-01-2002 1.562.000 euro
09-01-2002 1.358.000 euro
15-01-2002 3.834.000 euro
16-01-2002 1.391.000 euro
18-01-2002 9.316.000 euro
24-01-2002 20.076.000 euro
25-01-2002 2.810.000 euro
28-01-2002 1.329.000 euro
11-02-2002 3.676.000 euro

Tenere presente che in genere i volumi scambiati era nell’ordine di poche decine di migliaia di euro. Si veda il grafico della Borsa Italiana:

Inoltre il 28-1-2002 abbiamo anche per le UNIPOL 3,75% 2000/2005 ex warrant (ISIN IT0001476289) un volume eccezionale di 9.867.000 euro al prezzo di 97 euro.
 
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:cool:
 

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Una "pillola dolce" per Tomaso Cucchiani
09/05/2003

A cura di Honny

Il Presidente e a.d. del Lloyd Adriatico, Tomaso Cucchiani, a quanto riferisce "Il Sole - 24 Ore", del 19 aprile sembra essere definitivamente fuori dall'inchiesta sull'insider trading riguardante il rimborso anticipato delle obbligazioni Unipol.

Il Lloyd Adriatico, infatti, aveva venduto tali obbligazioni, per cui dal trading aveva, caso mai, riportato una perdita.
Ne siamo lieti.
Dal nuovo consiglio di amministrazione della compagnia triestina è uscito Emilio Gnutti, uno dei personaggi di maggior spicco associato a tale vicenda.
Non avevamo dubbi in proposito
 
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