Uscite discografiche AUTUNNO 2003

CAPAREZZA - "Verità Supposte"

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Versione più grottesca e grossolana (non necessariamente in accezione negativa) di Frankie, questo CapaRezza ha anche lui un suo bel modo di graffiare, capacità di azzeccare il ritornello, più incline al cercare anche di far ridere, non di rado ci riesce.
Particolarmente valida "Nessun Razza".
Insomma, nel suo genere mi è piaciuto.

E con questo si chiude il thread dato che l'autunno è oramai terminato.
Grazie per l'attenzione :o
 
Molto bravo.
Si legge con piacere.

Soprattutto mi piace Caparezza.

Io preferisco ammazzare il tempo, preferisco sparare *******, preferisco far esplodere una moda, preferisco morire d'amore, preferisco caricare una sveglia, preferisco puntare alla roulette, preferisco il fuoco di un obiettivo, preferisco che tu rimanga vivo.

E'il vero fenomeno degli ultimi anni: provare per credere.

Grazie delle recensioni.
 
Dream Theater - Train Of Thought

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Con questo nuovo lavoro, i Dream Theater continuano la strada intrapresa, ma mai abbandonata, di "Change Of Season" e "Images And Words", dopo essere passati per esperienze di tutt’altro genere, ma che hanno contribuito ad arricchire (se si poteva ancora farlo), il loro bagaglio impressionante di conoscenze. L’album esprime episodi abbastanza "lunghi", tutti sopra i 7 minuti, tranne la sommessa "Vacant", una romantica ballata fatta con voce e tastiere, con la novità di un violino fantasticamente arrangiato, e il sottofondo di dolci cori che ne cullano la melodia. "As I Am" per quanto limitante potrebbe sembrare la definizione, è abbastanza lineare: la canzone si apre con un’intro abbastanza tipica, lunga e tirata (un’apertura ideale per un album), prima lenta e sinuosa, poi in accordo con il ritmo del pezzo.
Dopo la classica sequenza di un pezzo rock, gli strumenti prendono l’iniziativa dando spazio a delle brillanti e acrobatiche evoluzioni, per poi ridare spazio alla voce di La Brie e poi chiudere con il tema iniziale. L’assolo finale mozzafiato di "This Dying Soul" ricorda quello leggendario di "Fatal Tragedy" ("Metropolis Part II"), mentre "Endless Sacrifice" mostra un perfetto connubio – ammesso che possa esistere – tra un inizio melodico e uno sviluppo tipicamente "progressive", e termina con una rullata supersonica di batteria, che continua nell’avvio dell’ambiziosa "Honor Thy Father". Il titolo di "Strem Of Consciousness" rispecchia esattamente la natura del pezzo, esattamente un flusso di coscienza strumentale in puro stile Dream Theater; "In The Name Of The God" chiude in maniera elegante l’album, con delle melodie dal sapore classicheggiante e un po’ epiche, e un’affascinante alchimia tra gli strumenti che porta a desiderare che il pezzo stesso e con esso l’album intero, non giunga mai al termine, nonostante i 14 lunghi minuti di una fine che sembra non finire mai.
 
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