va bene,i fondi fanno schifo però.....

watson

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leggo spesso,su questo forum,accuse di inefficienza e incompetenza nei confronti dei gestori dei fondi;con epiteti non molto carini sono indicati quanti continuano ad affidare i loro risparmi a tali "professionisti".Vi chiedo:quale è l'alternativa all'investimento in fondi per chi non possa seguire minuto per minuto l'andamento dei mercati.
 
Elementare Watson.....

Comprare solo fondi efficienti e ben gestiti!
Ce ne sono più di quanto pensi.....

Ciao
 
Considerare un fondo non come "prodotto finito" ma come "semilavorato" per costruirci altro (la gestione).


P.


P.s.: in linea di massima non concordo sui giudizi che riportavi.
 
Scritto da watson
con epiteti non molto carini


Si è sempre in tempo per smettere di fare il pollame, ai borsini o telematico.

Primo passo per smettere di fare il pollame fondista è la lettura di questa sezione del forum.
 
non capisco se il vostro consiglio si riferisce ad una gestione fai da te grazie ai consigli tratti dalla lettura di questo forum oppure
a cosa altro
 
Alla gestione in proprio mediante valutazioni concrete (e non le storielle che raccontano i venditori) dei fondi che si scelgono, magari aiutandosi col forum.
 
Scritto da watson
leggo spesso,su questo forum,accuse di inefficienza e incompetenza nei confronti dei gestori dei fondi (cut)

Ho riletto alcuni interventi del passato su questo argomento.

Tutte le accuse ai fondi che non replicano "asetticamente" un indice, risultano oggettivamente indiscutibili, ma non mi sembra di aver mai visto una "prova", un esempio pratico, salvo indiscutibili constatazioni a posteriori fondate esclusivamente sulle performance.

Credo di poter essere utile ad una eventuale discussione su questo tema, avendo visionato personalmente i dati ufficiali sull'operatività del recente passato di oltre un centinaio tra fondi e gpf.

Sempre che a qualcuno interessino i "casi pratici".
 
I casi pratici penso possano interessare a molti!

Personalmente penso che un fondo non debba essere giudicato solamente se replica un indice ovvero se ha delle buone performance; si farebbe un errore madornale!

Un fondo, a mio parere, andrebbe giudicato in base a vari fattori: efficienza, volatilità negatica, filosofia di gestione sono solo alcuni esempi.

Che senso ha avere un fondo che sopraperforma il suo benchmark di 5 punti se poi si è preso un rischio immenso per farlo.
A tale scopo vengono in aiuto i vari indici di sharpe, di sortino, le analisi sui quartili, ecc..

Penso che ogni risparmiatore che possa farlo dovrebbe guardarsi questi parametri e ragionarci un pò su....

Forse solo dopo una così attenta analisi ci sarebbe una "pulizia" del mercato e un beneficio tangibile per il "parco buoi".

Ciao
Giuppy
 
Scritto da Giuppy

Personalmente penso che un fondo non debba essere giudicato solamente (cut) se ha delle buone performance; si farebbe un errore madornale!

Un fondo, a mio parere, andrebbe giudicato in base a vari fattori: efficienza, volatilità negatica, filosofia di gestione sono solo alcuni esempi.

Che senso ha avere un fondo che sopraperforma il suo benchmark di 5 punti se poi si è preso un rischio immenso per farlo (cut)

Giudicare la gestione di un fondo esclusivamente sulla base delle sue performance è un errore madornale, ma mai come dare troppo peso ad un concetto distorto come quello di "rischio" (e collegati).

Il primo è un errore soprattutto perchè il gestore è sottoposto ad una lunga serie di vincoli dovuti sia alla natura del fondo (esempio, fondo settoriale che sia costretto a "rimanere sul mercato" per almeno un 80% anche in fase di crollo del suo settore) sia alle "direttive societarie" (le solite "politiche bancarie" che curano gli interessi dei grandi a discapito dei piccoli).

Il secondo è un errore spesso ancor più grave, come dimostrano in modo splendido, diretto e insindacabile, sistemi di trading, anche sul breve periodo e anche sui fondi (Regolo compreso), che tentano di assecondare le differenti fasi di mercato, minimizzando efficacemente il rischio di perdite, che rimane altissimo, in fasi come queste, per chi "rimane fermo".
 
Scritto da Ripley


Giudicare la gestione di un fondo esclusivamente sulla base delle sue performance è un errore madornale, ma mai come dare troppo peso ad un concetto distorto come quello di "rischio" (e collegati).


?
:eek:
?

Perchè mai in una fase acclarata di mercati down il "gestore" non dovrebbe attuare politiche di coperture del rischio (previste addirittura dalla vincolistica regolamentazione italiana)?

Forse solo perchè i soldi investiti non sono i suoi e per "salvare la faccia" basta fare meglio del benchmark?

Andiamo poi a vedere quanti "gestori" arrivano a fare meglio degli "astrusi" benchmarks che loro stessi si sono dati!

Scusatemi se mi sono un pò alterato, ma "professionisti" che guadagnano fior di provviggioni per fare il loro mestiere lo debbono fare bene e debbono portare risultati... altrimenti perchè mai dovrei farmi gestire i risparmi?

Rendimenti "di mercato" si possono realizzare senza grossi problemi. Sul lungo termine un buon paniere di titoli di stato con una certa percentuale di azioni di grosse e solide aziende non hanno mai dato risultati deludenti... basta non farsi condizionare dalle mode e... saper attendere...

:D



La "gestione professionale" è un'altra cosa!

;)
 
Scritto da mac


?
:eek:
?

Perchè mai in una fase acclarata di mercati down il "gestore" non dovrebbe attuare politiche di coperture del rischio (previste addirittura dalla vincolistica regolamentazione italiana)?

;)
.


Scusami, ma non riesco a capire cosa, nella fretta del post, sono riuscito a "trasmettere" a chi, come te, ha letto.

Quindi cerco di essere più chiaro: se io sono il gestore di un fondo internet costretto per regolamento a mantenere costantemente almeno l'80% del portafoglio in tale settore, nelle ultime 7-800 sedute di borsa ci facevo il brodo con i derivati di copertura.

Per fare gli interessi di tutti (tranne la mia banca), ossia per poter "uscire dal mercato", potevo solo o cambiare il ridicolo regolamento del mio fondo, o cambiare la testa degli investitori, convincendoli a lasciare il mio fondo non (o non solo) perchè io fossi incapace a gestirlo, ma solo perchè risulta naturale abbandonare un settore che ho "spremuto" (con soddisfazione) per un paio d'anni, ma che ora (marzo 2000) è arrivato alla frutta, se contemporaneamente ne esiste un altro che ha appena iniziato a "tirare" (farmaceutico-biotech).

Questa maturità degli investitori mi permetterebbe prima di liquidare la maggior parte delle azioni a prezzi molto vicini ai massimi (nonostante anche il regolamento poco furbo), poi di riacquistarle molto vicine ai minimi, con ovvi, conseguenti benefici sulla performance complessiva di lungo periodo.

Riassumendo, con queste regole e questa immaturità, un gestore "settoriale" italiano deve essere molto più bravo a fare il "p_a_r_a_s_f_i_g_h_e" che a gestire.

Quindi ritengo sia utile per la "causa comune" affiancare alle indiscutibili critiche nei confronti del gestore che ha dormito, anche quelle nei confronti degli investitori che hanno acquistato ING Internet a 17€ e se lo tirano dietro anche oggi che, miracolosamente, è riuscito a recuperare quota 3€.

Perchè, spesso, "ognuno ha gli amici che si merita".
 
Secondo problema: il concetto di rischio.

Secondo la tradizione, Regolo sarebbe rischioso perchè "si muove troppo" (riassunto ingeneroso).

I dati dimostrano inequivocabilmente in questi mesi l'esatto contrario (anche per decine di altri TS).

Oltreoceano stanno pian piano rivedendo un arcaico concetto di rischio basato su un vecchio mercato dalle caratteristiche molto differenti da quello attuale.

Perchè è difficile sostenere con interlocutori evoluti che la maggior parte delle strategie "dinamiche=(?) più rischiose" negli ultimi 2 anni ha guadagnato, e che, contemporaneamente, la maggior parte delle strategie "statiche=(?) meno rischiose" ha perduto tra il 25 ed il 55%..... anche all'immaturità c'è un limite...
 
Non ho tempo per una risposta circostanziata, che pure sarebbe necessaria.

Sono molòto stanco, domani parto per una breve vacanza e... devo ancora fare le valigie...

Se c'è una cosa, comunque che non condivido e quella che non mi pare un gestore nostrano di un fondo internet sia costretto a "mantenere costantemente almeno l'80% del portafoglio in tale settore". Può, se lo ritiene, coprire, quanto meno, le sue posizioni long (ma non ci pensa minimamente... troppo rischioso...).

Che dire poi di un gestore di un fondo flessibile? Non mi pare abbia avuto risultati molto diversi!

La verità è che, da noi, il concetto di total return non si è ancora fatto strada (i motrivi sarebbe lungo, ma utile, elencare: lo faremo con più calma...) troppo facile (e comodo) limitarsi ad un confronto con il benchmark (o con la "finta" concorrenza) e troppo riuschioso tentare rendimenti diversi (e migliori).

Personalmente ho investito per un certo tempo in una gestione "internet" con possibilità di leva finanziaria fino a 100(!?!) e con nessun vincolo di quelli imposti dalla legge nazionale sui fondi (che, ripeto, lascia, comunque, possibilità di "difesa", quantomeno, in fasi down). Risultato: nei periodi di incertezza (feb-mag 2000): 50% investito in bot (!) e nella fase down (giu-set 2000): 80% in bot. Va bene che avevo guadagnato prima (ott. 1999- mar. 2000) ma insomma... perchè farsi autorizzare dall'investitore leve "spropositate" sui derivati per poi acquistare bot nei periodi "dichiaratamente" down.? ... e quando utilizzate gli strumenti disponibili per shortare il mercato?

Il discorso merita ulteriori approfondimenti... ma non ora...

Notte.
 
Scritto da Ripley
Per fare gli interessi di tutti (tranne la mia banca), ossia per poter "uscire dal mercato", potevo solo o cambiare il ridicolo regolamento del mio fondo, o cambiare la testa degli investitori, convincendoli a lasciare il mio fondo

I fondi azionari italiani devono mantenere un minimo del 70% investito in azioni, ed è anche ovvio, altrimenti che azionari sono?

Quanto al convincere i clienti a ridurre o anche eliminare l'investimento nel comparto non è compito del gestore ma dei "consulenti" e qui, come sappiamo, si tocca un tasto dolente, dato che i "consulenti" piazzisti, incalzati dai global-magnacc-managers delle sim, piazzano i prodotti di moda (vedi hi tech in primavera del 2000) e poi, per via delle commissioni più alte, dicono sempre di tenere il fondo, di guardare al lungo periodo, di approfittare dello storno per comprare ancora per mediare, ecc.

Fateci caso: la maggioranza dei fondi hi tech è nata col mercato ai massimi o quasi, e ciò anche per la miopia delle varie Scassacocchi Sim, che hanno le idee quando il mercato è già partito al rialzo, poi aggiungiamoci i lunghi tempi per le autorizzazioni, ed ecco che il cliente entra col Nasdaq a 5.000.

Il gestore deve fare il gestore: se io sono responsabile di un azionario settoriale hi tech devo gestire le azioni hi tech, è poi il cliente a stabilire, con l'aiuto del "consulente" la propria asset allocation ideale.

Quanto alla copertura del rischio, pare che quasi tutti i gestori italiani ancora non sappiano che sono nati i derivati.
 
Buona vacanza, Mac!

Se vai a sciare, la giornata inizia bene!

Il Nasdaq sembrerebbe propenso a risalire un pò dopo 5 giorni di batoste, quindi... viene a nevicare sicuro!

Anch'io ieri sera dormivo già da un pezzo quando ho postato, quindi ritento per l'ennesima volta ad essere un pelo più chiaro (e ci risentiamo al ritorno).

Il gestore del tuo ex fondo internet è da lapidare pubblicamente perchè, pur potendo, a quanto sembra, gestire in modo molto flessibile il proprio portafoglio, si è rifugiato per lunghi periodi nei bot ed è andato a sciare, senza nemmeno tentare di sfruttare uno dei tanti mini-cicli del Nasdaq.

Da quanto ho capito, tu lo hai silurato molto presto: questa è maturità dell'investitore, che, oltre che fare i propri interessi, permette ad alcuni gestori "vincolati ma svegli" di liberarsi di titoli scomodi, e costringe quelli "liberi ma addormentati" a darsi da fare (anche se vorrebberro andare a Cortina) in attesa del rimbalzo successivo.

Purtroppo sembra che tu sia un caso molto raro.

E anche "criticabile", dal punto di vista della mentalità "di massa": il tuo fondo era caratterizzato da un "altissimo rischio", che tu hai ulteriormente elevato "muovendoti" anzichè attendere immobile i risultati nell'ottica del lungo periodo.

Quello che invece sempre più investitori evoluti iniziano a sostenere, è esattamente l'opposto: sei tu quello che ha rischiato di meno, poichè non sei rimasto in balìa di un mercato che avevi già in precedenza spremuto con notevoli soddisfazioni, ma sei uscito dalla tempesta rimanendo a guardare "da terra", in attesa che il mare fosse un pochino meno mosso.

In due parole, tu sei l'esempio negativo che tutti i pf ed i bancari possono sbattere in faccia ai propri clienti per terrorizzarli quando vogliono disinvestire.

Quello che mi chiedo da tempo è come possano fare questi investitori in buona fede a pensare che l'inesperto sei tu che non ti sei preso la batosta, ed i geni sono loro che hanno acquistato un fondo internet a 17€ e oggi saltano di gioia perchè finalmente sono tornati a 3...

(non ce l'ho con ING, sono tra i miei clienti migliori: va bene un esempio col Fleming US Emerging Technologies che molti hanno acquistato a 54$ e che oggi sta lottando per mantenere quota 6?)
 
Scritto da Ripley
Secondo problema: il concetto di rischio.

Secondo la tradizione, Regolo sarebbe rischioso perchè "si muove troppo" (riassunto ingeneroso).

I dati dimostrano inequivocabilmente in questi mesi l'esatto contrario (anche per decine di altri TS).

Oltreoceano stanno pian piano rivedendo un arcaico concetto di rischio basato su un vecchio mercato dalle caratteristiche molto differenti da quello attuale.

Perchè è difficile sostenere con interlocutori evoluti che la maggior parte delle strategie "dinamiche=(?) più rischiose" negli ultimi 2 anni ha guadagnato, e che, contemporaneamente, la maggior parte delle strategie "statiche=(?) meno rischiose" ha perduto tra il 25 ed il 55%..... anche all'immaturità c'è un limite...

Sarei, anzi credo saremmo, tutti molti contenti se ci spiegassi più dettagliatamente queste evoluzioni del concetto di rischio che citi.
Credo che tu sia nel "luogo" giusto per parlarne ed essere compreso.

Aggiungo: penso che sarebbero accolte con interesse e riconoscenza.


Bye
 
Ultima modifica:
Equity sales o asset mgmt?
 
Scritto da Voltaire


I fondi azionari italiani devono mantenere un minimo del 70% investito in azioni, ed è anche ovvio, altrimenti che azionari sono?

Quanto al convincere i clienti a ridurre o anche eliminare l'investimento nel comparto non è compito del gestore ma dei "consulenti" e qui, come sappiamo, si tocca un tasto dolente, dato che i "consulenti" piazzisti, incalzati dai global-magnacc-managers delle sim, piazzano i prodotti di moda (vedi hi tech in primavera del 2000) e poi, per via delle commissioni più alte, dicono sempre di tenere il fondo, di guardare al lungo periodo, di approfittare dello storno per comprare ancora per mediare, ecc.............................. (cut).

Tutto sacrosanto.

Il problema è proprio che dalle nostre parti (ma non solo), nel settore degli investimenti, "il mercato" continuano a farlo le banche col marketing estremo dei loro piazzisti, e non i clienti con il loro "potere contrattuale".

Ossia, ovviamente, fino a quando i secondi non si sveglieranno, i primi continueranno a giocare al gatto col topo.
 
Scritto da aldo


Sarei, anzi credo saremmo, tutti molti contenti se ci spiegassi più dettagliatamente queste evoluzioni del concetto di rischio che citi.

Bye

Un caro amico dell'HSBC di New York giura che oltreoceano in molti stanno provando a mettere a punto una serie di "indici di valutazione" per fondi e gestioni, meno vincolati alle strategie di marketing e più legati ai risultati effettivi.

L'idea, per grandissime linee, sembra sia quella di ridurre l'intervallo di valutazione di un fondo/gestione da un'ottica di lungo periodo ad un'ottica di medio-breve, spostando quindi l'attenzione dai "grandi cicli", dove "ci si prende sempre", ai cicli intermedi, dove viceversa occorre essere bravi.

Se l'obbiettivo è questo, gli voglio già bene solo per averci pensato.

Solo per portare un esempio, in altra discussione ho fatto arrabbiare Gisi perchè considerava "eccezionale a 3 anni" il Fondo Trading di Anima, che ha costantemente perduto terreno in 2 dei 3 anni, pur essendo totalmente flessibile, quindi in grado di andare a cercare occasioni e mini cicli in giro per il mondo.

Non possono esistere indici di valutazione che esaltino chi sbaglia 2 anni su 3 e faccia perdere il 25% circa ai propri sottoscrittori, e viceversa taglino le gambe a settoriali Fleming o americani che sfruttano brillantemente ogni mini ciclo del proprio settore.
 
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