Venezuela e PDVSA (Vol.158) Quota "Aran2" .... il sogno reminiscente!

ninjazzurro

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Josep Borrell: La UE, EEUU y Canada siguen comprometidos con una solucion democratica en Venezuela - AlbertoNews - Periodismo sin censura


L'alto rappresentante dell'Unione europea, Josep Borrell, ha ribadito l'impegno dell'organizzazione per una soluzione democratica in Venezuela.

"L'UE, gli Stati Uniti e il Canada rimangono impegnati per una soluzione democratica guidata dal Venezuela alla crisi in Venezuela", ha affermato l'alto funzionario dell'UE di fronte alla possibile revoca delle sanzioni al regime di Nicolás Maduro nel quadro di un negoziato che porta alla fine della crisi del Paese.

La volontà di terminare la crisi politica venezuelana e di rimuovere le sanzioni arancioni c'è... .


Aspettiamo fiduciosi..


Non credo debba mancare molto.
 

ninjazzurro

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Pdte. (E) Guaido tras declaracion conjunta de EEUU, UE y Canada: Luchamos para atender la emergencia y lograr una solucion a la catastrofe - AlbertoNews - Periodismo sin censura


Il presidente in carica del Venezuela Juan Guaidó, è intervenuto dopo la dichiarazione congiunta resa dal Segretario di Stato degli Stati Uniti, Antony J. Blinken, dall'alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri, Josep Borrell, e dal ministro degli Esteri del Canada , Marc Garneau, dopo aver annunciato la sua disponibilità a rivedere le sanzioni imposte al regime di Nicolás Maduro, portando a libere elezioni.



Si sbrighi....
 

holysky

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Manca poco, anche questo grandissimo coxxxto, si smarca e cerca di ripulirsi di fronte al mondo. Ottima notizia, la nave affonda e i topi scappano, il capitano - Maduro - "dovrebbe" scappare per ultimo - cit. il capitano della Concordia di cui ho dimenticato il nome -
 

Allegati

  • FireShot Capture 089 - Maikel Moreno a favor de la _revolución judicial_ - www.elnacional.com.png
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ninjazzurro

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La oposicion aboga en EEUU por cese de las sanciones para beneficiar al regimen

La oposición aboga en EEUU por cese de las sanciones para beneficiar al régimen

La oposición apuesta nuevamente a la ficha del diálogo y necesita sentar a los personeros del chavismo para negociar. La mejor carnada son el alivio de las penalidades que pesan sobre PDVSA y varios voceros del régimen



Representantes de la oposición venezolana, entre ellos el dirigente Leopoldo López, estuvieron en conversaciones con funcionarios clave de la Administración Biden en Washington esta semana. Allí presuntamente exploraron negociar el levantamiento de las sanciones que pesan sobre el régimen de Nicolás Maduro. Todo esto bajo la promesa de la realización de «unas elecciones transparentes» en el país caribeño.



Aspettiamo...

È più di una notizia o di una speranza...

È volontà certa di risolvere e finire...


E pagare il debito estero Venezuela in USD :D
 

holysky

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Da ora in poi le notizie bisogna darle centellinate ed accompagnate da una nota di sfiducia nella conclusione positiva della faccenda; in caso contrario "qualcunocauto" o "il padrino" possono rischiare un infarto o un travaso di bile.
 

Risparmiatore cauto

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Da ora in poi le notizie bisogna darle centellinate ed accompagnate da una nota di sfiducia nella conclusione positiva della faccenda; in caso contrario "qualcunocauto" o "il padrino" possono rischiare un infarto o un travaso di bile.

La conclusione della vicenda è stata scritta dal mese di gennaio 2014 al mese di dicembre di quell'anno. Sono obbligazioni in dollari. Quello che si deciderà nei prossimi mesi è semplicemente la percentuale di recupero del capitale affidato alla rivoluzione socialista bolivariana.
 

Carib

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La conclusione della vicenda è stata scritta dal mese di gennaio 2014 al mese di dicembre di quell'anno. Sono obbligazioni in dollari. Quello che si deciderà nei prossimi mesi è semplicemente la percentuale di recupero del capitale affidato alla rivoluzione socialista bolivariana.

Non direi che la cosa sia "semplice" visto che dubito vi sara' un rimborso in cash.
Si tratta di sapere cosa offriranno, quando vi sara' un interlocutore in grado di offrire, vedere se vi sara' accordo o scontro con i creditori.. e quanto potra' valere a mercato la "robba" che offriranno...
 

Sonny Lyndon

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Non direi che la cosa sia "semplice" visto che dubito vi sara' un rimborso in cash.
Si tratta di sapere cosa offriranno, quando vi sara' un interlocutore in grado di offrire, vedere se vi sara' accordo o scontro con i creditori.. e quanto potra' valere a mercato la "robba" che offriranno...

Il Venezuela tenta di ristrutturare il debito. Lo ha annunciato lo stesso presidente Nicolas Maduro dopo aver comunicato ufficialmente che PDVSA ha rimborsato l’ultimo bond in scadenza lo scorso 2 novembre per quasi 1,2 miliardi di dollari e dopo aver saldato una tranche da oltre 800 milioni lo scorso 27 ottobre.
Come noto, la situazione debitoria del Paese è critica, stretta a tenaglia da un’inflazione galoppante e il prezzo del petrolio crollato da tre anni a questa parte di oltre il 50%. Livello di prezzo che non consente al Venezuela, che basa il suo budget statale per il 95% sull’export di greggio, di continuare a sostenere gli alti costi del debito pubblico. In tutto circa 120 miliardi di dollari, appesantiti anche dalle recenti sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti. Un annuncio non a sorpresa, visto il rendimento dei bond e il prezzo distressed, e che arriva a un anno dalle elezioni presidenziali e dopo il successo del risultato elettorale delle elezioni regionali che vedono il presidente Maduro favorito nei sondaggi. Ma al di là del fattore politico, pare che le pressioni a rinegoziare il debito internazionale, per il quale il Venezuela rischierebbe il default nei prossimi anni, siano arrivate soprattutto da Cina e Russia che avrebbero chiesto al governo di ridimensionare i costi di finanziamento in cambio del continuo sostegno economico esterno al Paese.
La ristrutturazione dei bond venezuelani
Come verrà ristrutturato il debito? Questo è il dubbio che molti investitori si stanno ponendo, in quanto non c’è nessuna intenzione da parte del Venezuela di sospendere i pagamenti e dichiararsi insolvente. Né, pare, Maduro abbia intenzioni di piegarsi ai diktat del Fondo Monetario Internazionale che, in cambio di prestiti miliardari in valuta pregiata, imporrebbe un drastico taglio del valore nominale dei bond ricalcando quanto accaduto nel 2001 in Argentina. L’opzione più probabile – secondo gli esperti – sarebbe quella già perseguita tre anni fa per la ristrutturazione su base volontaria di alcuni bond della Compagnia Petrolifera Statale Petroleos de Venezuela (PDVSA) PDVSA di breve scadenza. Una mossa che si è rivelata vincente, ma che ha avuto un respiro di breve periodo, cioè è stata fatta per prendere tempo nella speranza che il prezzo del petrolio sui mercati internazionali risalisse.
I bond governativi e PDVSA
Tecnicamente i bond, sia quelli governativi che quelli di PDVSA e che costituiscono la quasi totalità del debito esterno, hanno bisogno di un ampio consenso per poter essere ristrutturati integralmente da parte dell’emittente sulla base delle cosi dette clausole di azione collettiva (CAC). In alcuni casi, come per le obbligazioni Venezuela 2018 e 2027, occorre addirittura il 100% del consenso dei creditori, così come per PDVSA. Ecco quindi che la strada obbligata è quella delle adesioni su base volontaria. Allo studio vi sarebbero sostanzialmente due opzioni o una combinazione di esse: il taglio delle cedole e l’allungamento delle scadenze. Il tutto dopo aver venduto ingenti quantità d’oro per stare a galla nel 2017. Alcuni investitori internazionali, che avevano già subodorato la manovra, potrebbero anche aderire in futuro a una possibile offerta di scambio, ma resta poi da vedere come, in che misura e se lo swap sarà sostenibile in mancanza di una risalita dei prezzi del petrolio. Il tutto in attesa di elezioni per le quali Maduro vuole assolutamente evitare da un lato, il default e, dall’altro l’acuirsi della crisi sociale. Ma anche la riconferma ai vertici del potere politico e istituzionale che non potrà avvenire (a questo punto) senza l’appoggio esterno dei creditori internazionali, soprattutto russi e cinesi. Il governo venezuelano ha infatti già annunciato un aumento dei salari e che non intende tagliare ulteriormente il livello delle importazioni di beni di prima necessità.

(Mirco Galbusera per Investire oggi 4/11/2017)
 

Sonny Lyndon

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La necessità di trasformare il sistema
finanziario globale, di avanzare verso la riduzione delle disuguaglianze e “superare gli errori del neoliberismo, che hanno rovinato il mondo”, sono stati i temi che il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha sollevato questa settimana davanti alle Nazioni Unite, all’incontro dei Capi di Stato e di Governo su “Architettura del Debito Internazionale e Liquidità: iniziativa sul finanziamento dello sviluppo
nell’era del Covid 19”.
“È importante che si tenga conto delle
condizioni particolari dei paesi in via di sviluppo, soprattutto delle economie più piccole. Più che una sospensione temporanea del debito, è necessaria una
ristrutturazione globale, senza che ciò
implichi la cessione della loro sovranità”,
ha sottolineato il capo dello Stato venezuelano.
Il Presidente ha ricordato con
preoccupazione che, nel mondo,
dall’inizio della pandemia, sono cadute in povertà circa 131 milioni di persone. Per affrontare le conseguenze economiche e sociali ancora imprevedibili, ha detto, è necessaria “una profonda revisione delle condizioni del debito, che non si trasformi in un’arma di controllo, ricatto e dominio”.
Maduro, inoltre, ha definito come “flagrante attacco contro l’umanità”, l’imposizione di misure coercitive unilaterali e il loro uso per sequestrare*i beni di un popolo, come nel caso del Venezuela. “Chiediamo, ancora una volta, la fine dei blocchi economici, finanziari e commerciali contro i nostri popoli”.
Il presidente Maduro, infine, ha sostenuto i principi di solidarietà e complementarità per costruire “un percorso comune per contrastare le circostanze straordinarie che l’umanità*dovrà affrontare, in modo che “le economie mondiali superino la crisi
generata dalla pandemia”.

(farodiroma 8/4/2021)
 

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Non direi che la cosa sia "semplice" visto che dubito vi sara' un rimborso in cash.
Si tratta di sapere cosa offriranno, quando vi sara' un interlocutore in grado di offrire, vedere se vi sara' accordo o scontro con i creditori.. e quanto potra' valere a mercato la "robba" che offriranno...

Il primo ostacolo , il cambio dell'interlocutore, è lì da una dozzina di anni irremovibile e senza solide garanzie (amnistia di tutti i reati contro l'umanità , traffico di droga, ..... ) e benefit allo stato attuale è destinato a restare per molto tempo
L'opposizione sarà disponibile magari a fare delle forte concessioni pur di occupare le stanza dei bottoni
Per i successivi punti per ovvie ragioni economiche/finanziarie vedo uno scontro con i creditori salvo un accordo verso un forte ribasso diluito in venti anni.
L'alternativa può essere un buon accordo che penso sarà immediatamente scontato dal mercato con crolli verso numeri molto piccoli

La "robba" c'è e anche tanta ma continua ad essere sotto terra e per valorizzarla ci vuole un corposo investimento e tanta pazienza per raccogliere i frutti se non saranno raccolti , anzitempo, acerba dai nuovi occupanti bramosi di governare ....
In due parole la testa può essere sostituita ma i motivi di fondo che portano il sud America a fallire con regolarità sono tutti lì ancora ben radicati nel terreno .
 

Dieci%

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La necessità di trasformare il sistema
finanziario globale, di avanzare verso la riduzione delle disuguaglianze e “superare gli errori del neoliberismo, che hanno rovinato il mondo”, sono stati i temi che il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha sollevato questa settimana davanti alle Nazioni Unite, all’incontro dei Capi di Stato e di Governo su “Architettura del Debito Internazionale e Liquidità: iniziativa sul finanziamento dello sviluppo
nell’era del Covid 19”.
“È importante che si tenga conto delle
condizioni particolari dei paesi in via di sviluppo, soprattutto delle economie più piccole. Più che una sospensione temporanea del debito, è necessaria una
ristrutturazione globale, senza che ciò
implichi la cessione della loro sovranità”,
ha sottolineato il capo dello Stato venezuelano.
Il Presidente ha ricordato con
preoccupazione che, nel mondo,
dall’inizio della pandemia, sono cadute in povertà circa 131 milioni di persone. Per affrontare le conseguenze economiche e sociali ancora imprevedibili, ha detto, è necessaria “una profonda revisione delle condizioni del debito, che non si trasformi in un’arma di controllo, ricatto e dominio”.
Maduro, inoltre, ha definito come “flagrante attacco contro l’umanità”, l’imposizione di misure coercitive unilaterali e il loro uso per sequestrare*i beni di un popolo, come nel caso del Venezuela. “Chiediamo, ancora una volta, la fine dei blocchi economici, finanziari e commerciali contro i nostri popoli”.
Il presidente Maduro, infine, ha sostenuto i principi di solidarietà e complementarità per costruire “un percorso comune per contrastare le circostanze straordinarie che l’umanità*dovrà affrontare, in modo che “le economie mondiali superino la crisi
generata dalla pandemia”.

(farodiroma 8/4/2021)

La storia va raccontata tutta

Nicolas Maduro accusato dall’ONU di aver commesso crimini contro l’umanità. Omicidi e torture oltre a esecuzioni illegali sin dal 2014. L’ONU ha appena accusato il presidente del Venezuela Nicolas Maduro di crimini contro l’umanità: omicidi, torture ed esecuzioni illegali compiute dal 2014.

Venezuela: ONU accusa Maduro di crimini contro l'umanita | Sicurezza internazionale | LUISS
 

bigsharktrader66

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Il primo ostacolo , il cambio dell'interlocutore, è lì da una dozzina di anni irremovibile e senza solide garanzie (amnistia di tutti i reati contro l'umanità , traffico di droga, ..... ) e benefit allo stato attuale è destinato a restare per molto tempo
L'opposizione sarà disponibile magari a fare delle forte concessioni pur di occupare le stanza dei bottoni
Per i successivi punti per ovvie ragioni economiche/finanziarie vedo uno scontro con i creditori salvo un accordo verso un forte ribasso diluito in venti anni.
L'alternativa può essere un buon accordo che penso sarà immediatamente scontato dal mercato con crolli verso numeri molto piccoli

La "robba" c'è e anche tanta ma continua ad essere sotto terra e per valorizzarla ci vuole un corposo investimento e tanta pazienza per raccogliere i frutti se non saranno raccolti , anzitempo, acerba dai nuovi occupanti bramosi di governare ....
In due parole la testa può essere sostituita ma i motivi di fondo che portano il sud America a fallire con regolarità sono tutti lì ancora ben radicati nel terreno .

Sei nuovo o sei un riciclato bannato? Io propendo per la seconda
 

ninjazzurro

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Venezuela: Ue, Usa e Canada aprono a revoca sanzioni
Chiedono rilascio prigionieri politici


(ANSA) - CARACAS, 26 GIU - Di fronte ai "progressi sostanziali e credibili" registrati in Venezuela nella prospettiva di "ripristinare i processi e le istituzioni democratiche fondamentali", Unione europea, Stati Uniti e Canada hanno reso noto di essere "disposti a rivedere le politiche di sanzioni basate su progressi significativi in ;;un negoziato globale" fra governo e opposizione.
Questa posizione è stata manifestata attraverso un comunicato congiunto firmato dall'Alto rappresentante della Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell, dal segretario di Stato Usa, Antony Blinken, e dal ministro degli Esteri canadese, Marc Garneau.

Nel documento si sottolinea comunque che "rimaniamo profondamente preoccupati per la crisi in corso in Venezuela e il suo impatto regionale e globale".
"Una soluzione pacifica alla esistente profonda crisi politica, sociale ed economica - si sottolinea - deve venire dallo stesso popolo venezuelano attraverso negoziati globali gestiti dallo stesso Venezuela, con la partecipazione di tutte le parti interessate".
Un processo negoziale completo e limitato nel tempo, sostiene il documento, "dovrebbe ripristinare le istituzioni del paese e consentire a tutti i venezuelani di esprimersi politicamente attraverso elezioni locali, parlamentari e presidenziali credibili, inclusive e trasparenti".

Ue, Usa e Canada chiedono quindi "il rilascio senza condizioni di tutti coloro che sono ingiustamente detenuti per motivi politici, garanzie di indipendenza dei partiti politici, libertà di espressione anche per i membri della stampa e la fine delle violazioni dei diritti umani".
Chiediamo, si dice infine, "condizioni elettorali che rispettino gli standard internazionali per la democrazia a partire dalle elezioni locali e regionali previste per novembre 2021". (ANSA).


Il compromesso di cui sono sempre stato convinto come via di risoluzione ;)

L'ANSA ne da ufficialità?

Come sosteneva Bloomberg per agosto....

:sperem:


Tempo al tempo :D

Si va a 100 + PDI :D

Viva Aran2 :D
 

Carib

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Il primo ostacolo , il cambio dell'interlocutore, è lì da una dozzina di anni irremovibile e senza solide garanzie (amnistia di tutti i reati contro l'umanità , traffico di droga, ..... ) e benefit allo stato attuale è destinato a restare per molto tempo
L'opposizione sarà disponibile magari a fare delle forte concessioni pur di occupare le stanza dei bottoni
Per i successivi punti per ovvie ragioni economiche/finanziarie vedo uno scontro con i creditori salvo un accordo verso un forte ribasso diluito in venti anni.
L'alternativa può essere un buon accordo che penso sarà immediatamente scontato dal mercato con crolli verso numeri molto piccoli

La "robba" c'è e anche tanta ma continua ad essere sotto terra e per valorizzarla ci vuole un corposo investimento e tanta pazienza per raccogliere i frutti se non saranno raccolti , anzitempo, acerba dai nuovi occupanti bramosi di governare ....
In due parole la testa può essere sostituita ma i motivi di fondo che portano il sud America a fallire con regolarità sono tutti lì ancora ben radicati nel terreno .

Guarda che il PSUV e' al potere da molto piu' tempo..
Che ci sara' cambio di interlocutore e' tutto da dimostrare.
io auspicherei un cambio.. ma con gli auspici non si risolvono i problemi.
consentimi, ma la tua visione del "sudamerica" mi pare un po superficiale e generalizzante.
Ci hai per caso vissuto o investito direttamente (non in titoli, ma beni) per qualche tempo?
 

Carib

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Circa le ipotesi di ristrutturazione, e' ovvio che SE ci si arrivera', vi sara' un haircut significativo.
Il valore di quanto eventualmente offerto ovviamente dipendera' da duration, tassi, ammortamenti, e sopratutto credibilita'
del risanamento finanziario sottostante.
E' un'equazione con troppe incognite al momento per fare ipotesi serie di NPV, a mio parere
 

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Circa le ipotesi di ristrutturazione, e' ovvio che SE ci si arrivera', vi sara' un haircut significativo.
Il valore di quanto eventualmente offerto ovviamente dipendera' da duration, tassi, ammortamenti, e sopratutto credibilita'
del risanamento finanziario sottostante.
E' un'equazione con troppe incognite al momento per fare ipotesi serie di NPV, a mio parere

Io invece, siccome i forum sono un passatempo, una ipotesi la farei: 20 attualizzati.
 

Kid 123

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Venezuela: Ue, Usa e Canada aprono a revoca sanzioni
Chiedono rilascio prigionieri politici


(ANSA) - CARACAS, 26 GIU - Di fronte ai "progressi sostanziali e credibili" registrati in Venezuela nella prospettiva di "ripristinare i processi e le istituzioni democratiche fondamentali", Unione europea, Stati Uniti e Canada hanno reso noto di essere "disposti a rivedere le politiche di sanzioni basate su progressi significativi in ;;un negoziato globale" fra governo e opposizione.
Questa posizione è stata manifestata attraverso un comunicato congiunto firmato dall'Alto rappresentante della Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell, dal segretario di Stato Usa, Antony Blinken, e dal ministro degli Esteri canadese, Marc Garneau.

Nel documento si sottolinea comunque che "rimaniamo profondamente preoccupati per la crisi in corso in Venezuela e il suo impatto regionale e globale".
"Una soluzione pacifica alla esistente profonda crisi politica, sociale ed economica - si sottolinea - deve venire dallo stesso popolo venezuelano attraverso negoziati globali gestiti dallo stesso Venezuela, con la partecipazione di tutte le parti interessate".
Un processo negoziale completo e limitato nel tempo, sostiene il documento, "dovrebbe ripristinare le istituzioni del paese e consentire a tutti i venezuelani di esprimersi politicamente attraverso elezioni locali, parlamentari e presidenziali credibili, inclusive e trasparenti".

Ue, Usa e Canada chiedono quindi "il rilascio senza condizioni di tutti coloro che sono ingiustamente detenuti per motivi politici, garanzie di indipendenza dei partiti politici, libertà di espressione anche per i membri della stampa e la fine delle violazioni dei diritti umani".
Chiediamo, si dice infine, "condizioni elettorali che rispettino gli standard internazionali per la democrazia a partire dalle elezioni locali e regionali previste per novembre 2021". (ANSA).


Il compromesso di cui sono sempre stato convinto come via di risoluzione ;)

L'ANSA ne da ufficialità?

Come sosteneva Bloomberg per agosto....

:sperem:


Tempo al tempo :D

Si va a 100 + PDI :D

Viva Aran2 :D

Magari si andasse a 30 !!!
 

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Quanto pessimismo leggo per una ristrutturazione dopo il 2015....

Poi di un paese dalle immense ricchezze e potenzialità emergenti esplosive per il suo PIL.....

Con la ristrutturazione dell'Ucraina dal 2014 in poi è stato sottoscritto un documento per tutte le future ristrutturazioni sovrane in cui i must erano e sono pure attualmente: quello di evitare in ogni modo i fondi o creditori holdout (che fanno più danno all'economia del paese "ristrutturando" più di ogni cosa) e quindi cercare di limitare il più possibile gli haircut eccessivi e di creare i presupposti per una rinegoziazione del debito ordinata e sostenibile: cosa del resto che hanno sempre fatto dal 2015 in poi con le ristrutturazioni di Portorico, Argentina 2017 e Argentina 2021 ....

Io non la vedo nera come voi, se non in nuovi titoli di stato ventennali o trentennali....

Poi il Venezuela pacificato politicamente, come si sta lavorando per, e alleato economico del mondo occidentale.... avrá una crescita a doppia cifra soprattutto i primi anni....

Poi il Venezuela ha 15 trilioni USD, se non più, da poter sfruttare e fanno gola ad USA ed Europa.... Ed anche Cina

GLI USA e Cina sono sempre affamati di materie prime ... Vedasi l'inflazione aumentata di piú in USA e Cina dovuta alla salita dei prezzi delle materie prime post covid, con aumento della domanda non seguito da adeguata offerta....

Anche per questo Bloomberg stimava prossima la fine delle sanzioni economiche arancioni per Iran e Venezuela...

Buon mare e forza azzurri
 
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