verifica movimenti su un conto corrente del de cuius da parte degli eredi

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Strd

Sardus Trader
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Mi è venuto un dubbio studiando un caso concreto di un cliente: gli eredi del de cuius (in questo caso eredi legittimi per discendenza diretta, i figli):

-a) hanno diritto di avere dalla banca i movimenti sul conto che era intestato ai genitori? Questo eventuale diritto ha un particolare termine entro cui dover essere esercitato?

-b) a prescindere dall'eventuale obbligo della banca in tal senso (in caso sussista il diritto del punto a) di cui sopra), questa può decidere comunque di rendere noti questi movimenti?

-c) i movimenti di un conto corrente per quanto tempo vengono archiviati?


La risposta che intuitivamente mi viene da darmi da me, sarebbe che dal momento che gli eredi a titolo universale subentrano in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi del de cuius, per logica essi dovrebbero anche subentrare in tale rapporto con la banca, di conseguenza poter chiedere i movimenti precedenti, ma non ne sono sicuro.

Buon (scorcio :( :D) di fine settimana)

Strd.
 
Il problema, secondo me, consiste, non tanto nello stabilire se spetta il diritto, dato che non vi sono motivi ostativi, ma nel verificare le modalità di esercizio del diritto ad ottenere copia della documentazione relativa al correntista, poi deceduto. Il termine entro cui richiederla non può che essere quello ordinario di dieci anni. Ma il diritto spetta a qualsiasi chiamato all'eredità o a chi abbia accettato? In sostanza, vi potrebbe essere un esercizio da parte di più soggetti (escludendo un esercizio congiunto da parte di tutti gli eredi), in tempi diversi. Non ricordo se il problema sia affrontato nella regolamentazione contrattuale, così come modificata (in questo, non so se una visita sul sito dell'ABi sia produttiva). Ci penso un po' su.
V.
 
Scritto da Verm & Solitair
Il problema, secondo me, consiste, non tanto nello stabilire se spetta il diritto, dato che non vi sono motivi ostativi, ma nel verificare le modalità di esercizio del diritto ad ottenere copia della documentazione relativa al correntista, poi deceduto. Il termine entro cui richiederla non può che essere quello ordinario di dieci anni. Ma il diritto spetta a qualsiasi chiamato all'eredità o a chi abbia accettato? In sostanza, vi potrebbe essere un esercizio da parte di più soggetti (escludendo un esercizio congiunto da parte di tutti gli eredi), in tempi diversi. Non ricordo se il problema sia affrontato nella regolamentazione contrattuale, così come modificata (in questo, non so se una visita sul sito dell'ABi sia produttiva). Ci penso un po' su.
V.

ti ho mandato un mp con dei dettagli in più sul caso.

Mi faccio un giro nel sito dell'abi ;)

Strd.
 
.....

http://www.bancatoscana.it/info/rispondiamo.htm
...gli eredi possono esercitare il diritto di accesso ai dati che spettavano al defunto relativamente alle informazioni riguardanti conti correnti, depositi e operazioni bancarie, mentre non possono essere rese note le generalità dei soggetti che abbiano eventualmente prelevato delle somme depositate presso l' Istituto di credito, in quanto trattasi di informazioni che contengono dati personali di terzi.
garanteprivacy 22-5-2000
 
Re: .....

Scritto da redon
http://www.bancatoscana.it/info/rispondiamo.htm
...gli eredi possono esercitare il diritto di accesso ai dati che spettavano al defunto relativamente alle informazioni riguardanti conti correnti, depositi e operazioni bancarie, mentre non possono essere rese note le generalità dei soggetti che abbiano eventualmente prelevato delle somme depositate presso l' Istituto di credito, in quanto trattasi di informazioni che contengono dati personali di terzi.
garanteprivacy 22-5-2000

diamine redon, mi era sfuggito di risponderti, scusa :rolleyes:

ovvero secondo te è possibile solo avere accesso alle movimentazioni contabili senza sapere le controparti del rapporto? Ad es. di un bonifico di 50.000 € sapere che c'è stato un movimento in uscita, di tale importo e in una certa data, ma non anche il soggetto destinatario?

A questo punto mi chiedo in che rapporti si mette la pronuncia del Garante con gli artt. 210 e ss. come giustamente mi segnalava Verm & Solitair, ma non ho approfondito il punto e in questo momento sono oltre i miei intenti originari. Il mancato deposito di una certa cifra di denaro sarebbe a mio avviso più che sufficiente. Anche se poi probabilmente sopperirebbe il decorso del tempo, perché dopo 10 anni probabilmente tali informazioni non solo non sono più dovute, ma verosimilmente non saranno neanche più a disposizione della banca.

http://www.ilconsulentetelematico.com/quesiti/domanda241.htm

Ciao,

Strd.
 
certo...

l' accesso agli atti va inserito all' interno di un procedimento giudiziario...al di fuori appunto non credo sia fattibile l' accesso a dati di terzi
 
una dichiarazione di questo tenore letterale:

"dichiarano le parti di essere parenti in linea retta in primo grado, e che fra esse non è intercorsa precedentemente ad oggi alcuna donazione"

inerita nel rogito di vendita, in base alla vostra esperienza e conoscenze è una clausola di stile (domanda che più che altro metto per completezza perché non ci credo per niente lo sia, potendo invece avere rilevanti effetti giuridici), oppure comunque sia una clausola che si ritrova spesso, o comunque la ritenete normale?

Strd.
 
Scritto da Strd
una dichiarazione di questo tenore letterale:

"dichiarano le parti di essere parenti in linea retta in primo grado, e che fra esse non è intercorsa precedentemente ad oggi alcuna donazione"

inerita nel rogito di vendita, in base alla vostra esperienza e conoscenze è una clausola di stile (domanda che più che altro metto per completezza perché non ci credo per niente lo sia, potendo invece avere rilevanti effetti giuridici), oppure comunque sia una clausola che si ritrova spesso, o comunque la ritenete normale?

Strd.


Facendo le visure dovresti "vedere" tutti i passaggi, se per vendita, donazione o altre cose...... e non dovresti avere altre necessità....
Esite, al contrario, la clausula che riporta la presenza della donazione, ma dovrebbe essere il notaio ad inserirla nel rogito....
 
Scritto da Apache71
Facendo le visure dovresti "vedere" tutti i passaggi, se per vendita, donazione o altre cose...... e non dovresti avere altre necessità....
Esite, al contrario, la clausula che riporta la presenza della donazione, ma dovrebbe essere il notaio ad inserirla nel rogito....

si infatti, è una dichiarazione che mi lascia di stucco perché dai possibili effetti boomerang. Mi chiedevo infatti se per ipotesi fosse un'affermazione che si era soliti inserire in determinati contratti di vendita, specificamente in quelli tra discendenti. La ragione del mio stupore sono infatti date innanzi tutto dal fatto che non c'entra niente col contenuto dell'atto. E se per ipotesi le parti hanno voluto inserire tale affermazione per giovarsi in un secondo momento della figura del notaio, mi sembra abbastanza poco lungimirante come gesto...infatti in una vendita genitori-figli in cui la "presunzione" di fatto e comune è che in realtà si tratti di una donazione, tale affermazione sembra quasi mettere le mani avanti facendo trapelare la mala fede e quindi avvalorare l'ipotesi della simulazione. Anche la lettera della dichiarazione è singolare: da come è posta, sembrerebbe infatti quasi voler significare che OLTRE quella donazione (ma in realtà è una vendita...) altre donazioni non sono intercorse tra le parti... :D

Strd.
 
posto qualcosa più tardi e più preciso

:cool:
 
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