Vicenda Piazza Affari Sim

statecalmi

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Disposizione n. 1/2006
Sospensione per un periodo di sessanta giorni degli organi di amministrazione della Piazza Affari Sim spa e nomina del commissario incaricato della gestione della società, ai sensi dell'art. 53 del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58
IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA' E LA BORSA
VISTA la legge 7 giugno 1974, n. 216 e le successive modificazioni;
VISTO il decreto legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58;
VISTO, in particolare, l'art. 53, comma 1, del suddetto decreto legislativo che attribuisce al Presidente della Consob la potestà di disporre, in via di urgenza, ove ricorrano situazioni di pericolo per i clienti o per i mercati, la sospensione degli organi di amministrazione della SIM e la nomina di un commissario che ne assume la gestione quando risultino gravi irregolarità nell'amministrazione ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie;
VISTO altresì l'art. 53, comma 2, del medesimo decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58, che stabilisce che il commissario, nominato ai sensi dell'art. 53, comma 1, dura in carica per un periodo massimo di sessanta giorni e che il Presidente della Consob può stabilire speciali cautele e limitazioni per la gestione della SIM ;
VISTA la delibera Consob n. 11761 del 22 dicembre 1998, con la quale la PIAZZA AFFARI SIM S.p.A. è stata iscritta di diritto nell'Albo delle SIM di cui all'art. 20, comma 1, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, risultando autorizzata alla prestazione dei servizi di negoziazione per conto terzi, collocamento senza preventiva sottoscrizione o acquisto a fermo ovvero assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente, ricezione e trasmissione di ordini di cui all'art. 1, comma 5, lettere b), c) ed e), del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58;
VISTA la nota del 17 gennaio 2006, pervenuta in pari data, mediante la quale la Borsa Italiana S.p.A. ha comunicato di aver sospeso dalle negoziazioni nei mercati da essa gestiti la PIAZZA AFFARI SIM S.p.A., su richiesta dell'[...omissis...] in qualità di aderente al servizio di liquidazione e al sistema di garanzia di cui al titolo 5.2 del Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.a.;
VISTA la nota n. 6003318 del 17 gennaio 2006 a mezzo della quale la Consob ha provveduto a convocare presso i propri Uffici di Milano il rappresentante legale della PIAZZA AFFARI SIM S.p.A. al fine di acquisire maggiori informazioni sulla vicenda;
VISTO che in data 18 gennaio 2006, il Presidente ed Amministratore delegato della PIAZZA AFFARI SIM S.p.A., dott. Giuseppe Ramella, nell'ambito dell'incontro formalmente convocato a cui hanno preso parte anche rappresentanti della Banca d'Italia, ha dichiarato, fornendo la relativa documentazione di supporto, quanto segue.
[...omissis...]
A seguito dell'operatività su strumenti finanziari derivati riconducibile a n. 10 conti di clientela del servizio di negoziazione per conto terzi prestato dalla SIM , si è registrato un mancato versamento dei margini che ha determinato scoperti di liquidità dei suddetti clienti per un ammontare di circa Euro 6,5 milioni.
Al fine di fronteggiare parzialmente il suddetto scoperto la SIM ha prelevato dai conti di altri clienti disponibilità per un saldo complessivo di circa Euro 5 milioni.
In tale contesto, sono state illustrate due distinte operazioni.
[...omissis...]
CONSIDERATO pertanto che le dichiarazioni rese e la documentazione fornita dal rappresentante legale della PIAZZA AFFARI SIM S.p.A. configurano una grave violazione delle disposizioni legislative e amministrative ed in particolare dei principi in tema di separazione patrimoniale e che esse determinano una situazione di pericolo per i clienti della SIM e per i mercati;
RITENUTO che le suddette irregolarità e la conseguente situazione di pericolo per i clienti e per i mercati integrino l'ipotesi di cui all'art. 53, comma 1, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58;
D I S P O N E
a) la sospensione degli organi di amministrazione della PIAZZA AFFARI SIM S.p.A. con sede in Milano, alla Piazza S. Giorgio, 2 e la nomina del Dott. Marco Lori, nato a Cerchio (Aq) il 31 agosto 1956, quale commissario, con l'incarico di assumere la gestione della società;
b) l'obbligo, a carico della PIAZZA AFFARI SIM S.p.A., nella gestione commissariale, in particolare, di:
1) ricostruire le modalità di utilizzo della liquidità e degli strumenti finanziari di pertinenza della clientela a fronte degli scoperti registrati sull'operatività in strumenti derivati;
2) [...omissis...];
3) adottare le misure necessarie per garantire la tutela delle ragioni patrimoniali dei clienti della SIM .
Il presente provvedimento, unitamente ad una copia conforme all'originale della delibera n. 10579 del 17 marzo 1997, recante le raccomandazioni cui devono attenersi, nella gestione delle SIM , i Commissari incaricati dal Presidente della Consob, ai sensi dell'art. 53 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, sarà comunicato alla PIAZZA AFFARI SIM S.P.A. e al Dott. Marco Lori nei modi e nei termini di legge e pubblicato nel Bollettino della Consob.
Con separato provvedimento verrà determinato l'importo dell'indennità spettante al Dott. Marco Lori, per la propria attività di commissario, secondo i criteri prescritti dalla delibera n. 12378 del 16 febbraio 2000.
Il presente provvedimento può essere impugnato dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio entro sessanta giorni dalla data della sua notificazione.
Roma, 19 gennaio 2006
p. IL PRESIDENTE
Enrico Cervone
 
60 giorni, per appurare quele era la reale situazione della sim
e verificare le posizioni dei clienti,
trascorsi i quali si è arrivati alla liquidazione coatta amministrativa
 

Allegati

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escono i primi articoli che parlano della vicenda facendo un po di luce sull'accaduto, dimenticavo grazie genio



Il buco bis di Piazzaffari Sim
Sul crack sta indagando la procura di Milano
Il precedente analogo, della Gestiservice fiduciaria.
Sono circa 500 i clienti coinvolti
nel dissesto della Piazza Affari Sim
sicieta' di intemediazione milanese,
guidata da Giuseppe Ramella, finanziere attivo
sulla piazza di Milano sin dagli annii 70,
con la finanziaria Eurco.
I conti dei clienti sono stati (parzialmente)
utilizzati per appianare le perdite di 10 investitori
accumulate su operazioni in derivati.
Per Ramella si tratta di un frutto
deja' vu. Gia' nel settembre 1998,
infatti, una sua societa', la Gestiservice fiduciaria Sim
venne commissariata dalla Consob
per gli stessi motivi.
La societa' allora, era controllata al 49% dalla Eurco
(la stessa che oggi detiene il 55,5% di Piazza Affari Sim),
Ma le vicende che portarono al provvedimento
della Consob e alla successiva messa in amministrazione
di Gestiservice furono del tutto analoghe a quelle di oggi.
Anche otto anni fa, a causare il buco
furono perdite su una linea di gestione
in strumenti derivati denominata Gestirisk.
Gli ammanchi, in quella circostanza vennero
quantificati in 3 milioardi di lire.
Allora la vicenda si chiuse in bonis,
oggi al contrario, sembra che la situazione
sia piu' grave. Dopo la segnalazione della Consob
(intervenuta in un primo momento con la sospensione
della societa'), ora sta indagando la Procura
della Repubblica di Milano e il fascicolo e' stato
affidato ai Pm Maria Letizia Mannella e a Giuseppina Barbara
che coordinano gli uomini del nucleo regionale
di polizia tributaria. Le ipotesi degli inquirenti,
almeno nelle fasi iniziali, prevedono oltre
che l'appropriazione indebita, anche reati
di bancarotta. La Sim infatti, dal 17 marzo scorso
e' stata posta in liquidazione coatta amministartiva.
Compito del commissario liquidatore Marco Lori
e del prestigioso comitato di sorveglianza
formato da Stefania Chiaruttini (gia' commercialista
e consulente della Procura di Milano nel processo
Parmalat) da Bruno Inzitari (docente di diritto
privato a Milano) e da Alberto Urbani (docente a Ca' Foscari)
stabilire modalita' e responsabilita' di quanto accaduto.
I dieci clienti hanno operato prevalentemente
su opzioni call su indici con leve molto elevate (da 6 a 10).
Le operazioni hanno causato perdite per 6,5 milioni
di euro che sono state per 1,5 milionidi euro
integrate dalla proprieta'. Gli altri cinque milioni
viceversa, dai primi riscontri, sarebbero stai arbitrariamente
prelevati dai conti dei clienti (in gran parte scalper)
sembra dietro pressione esercitate sullo stesso Ramella.
Ma, come in altre circostanze simili, inquirenti e liquidatotri
stanno lavorando per approfondire la posizione
e il ruolo giocato nella vicenda anche da alcuni
Istituti di credito che avrebbero prestato, in un primo momento
garanzie alla societa', facendole venire meno nel momento
dell'insorgere della crisi. Non si tratta soltanto della
Cassa Rurale Pinetina socia di Piazza Affari al 4,56%
ne della Banca Sanmarinese del Titano partner della Sim
nel piccolo paradiso fiscale in terra di Romagna.
Ma anche di un partner bancario di peso: la banca
depositaria di Piazza Affari Sim, l'istituto centrale delle
banche popolari italiane che avrebbe avuto la possibilita'
di monitorare la situazione nel suo intero percorso e,
sino allo scoppio della crisi, non avrebbe mai notato
nulla di anomalo. Nel frattempo i 500 clienti, in gran
parte facenti parte del poèpolo dei trader online in
queste settimane si starebbero organizzando in un
comitato costituito per tentare azioni legali contro
i responsabili del crack.
pagina a cura di Stefano Elli
s.elli@il sole240re.com
 
secondo articolo


BORSA&FINANZA
FINANZA ONLINE
Affonda Piazza Affari sim
Via libera alla liquidazione
ANDREA FIORINI
E due. Prosegue la stagione delle liquidazioni
e , dopo la chiusura definitiva delle genovese
Bregliano sim.giunge (per nulla inattesa) la
parola fine anche sulle attivita' di Piazza Affari
sim. Sospesa dalle negoziazioni da Borsa
Italiana il 17 gennaio, commissariata dal 19
gennaio per gravi irregolarita' nell'amministrazione,
la societa' si e' vista infine revocare il 16 marzo
l'autorizzazione all'esercizio delll'attivita' dal
Ministero dell'Economia. Come conseguenza
si e' avviata la procedura di liquidazione coatta
amministrativa . Tra le motivazioni:
<<A seguito dell'operativita' su strumenti
derivati, riconducibili a dieci conti di clientela
del servizio di negoziazione per conto terzi
prestato dalla sim - si legge nell'ordinanza
di commissariamento Consob - si e' registrato
un mancato versamento dei margini
che ha determinato scoperti di liquidita'
dei suddetti clienti per un ammomtare di
circa 6,5 milioni di euro>>.
<< Il nostro prossimo passo sara' scrivere ai
clienti per informarli con precisione di quanto
sta avvenendo - dichiara a Blomberg
Bprsa&Finanza il commissario liquidatore
Marco Lori dello Studio Lori e associati di
Milano - In questi due mesi di analisi della
situazione societaria non sono emersi
elementi nuovi rispetto a quanto gia' conte-
nuto nell'ordinanza. Tuttavia la procedura
e' complessa , sopratutto perche' ha profili
di criticita' piu' marcati rispetto ad altri casi
di questo tipo proprio a causa del comportamento
tenuto dagli amministratori della sim. Se non vi
saranno opposizioni o cause, entro la fine dell'anno
sara' possibile chiarire lo stato dei patrimoni dei
singoli clienti. A quanto risulta a BB&F pero'
piu' di una causa si prospetta all'orizzonte: almeno
una societa' svizzera, rimasta vittima del crac, si
preparerebbe a giocare le sue carte in tribunale per
verificare un'ipotesi di bancarotta preferenziale.
Situazione complessa anche a Bregliano sim,
dove alcuni clienti si lamentano del comportamento
tenuto dal commissario straordinario, ora sostitituito
dai liquidatori:<<Appena arrivato ci ha bloccato
i conti senza dare spiegazioni - dice un trader che
chiede l'anonimato, cliente tra l'altro anche di
Piazzaffari Sim - una procedura certemente non
corretta. Senza contare l'assoluta mancanza
di comunicazione e trasparenza verso noi clienti.
Alcuni hanno fino a 100.000 euro bloccati.
Oltre al rischio di non rivederli piu', come trader
professionisti siamo anche praticamente disoccupati>>.
<<Mi ha stupito molto il modo di procedere
del commissario - conferma il trader Domenico Marasco -
anch'io pensavo di fare causa, ma il mio capitale bloccato
e' di circa 7.500 euro per cui non so se ne valga la pena.
Sono stao fortunato, purche' pur avendo conti
con cinque o sei sim diverse, su ognuno non tengo
piu' di 20mila euro proprio per il timore della
loro instabilita'. Dopo questa esperienza sto' valutando
con altri amici trader la possibilita' di rilevare una
piccola sim per operare direttamente in conto
proprio. Anche se la burocrazia di Consob e Borsa
Italiana sono piuttosto scoraggianti.
 
statecalmi ha scritto:
Per Ramella si tratta di un frutto
deja' vu. Gia' nel settembre 1998,
infatti, una sua societa', la Gestiservice fiduciaria Sim
venne commissariata dalla Consob
per gli stessi motivi.


Gli altri cinque milioni
viceversa, dai primi riscontri, sarebbero stai arbitrariamente
prelevati dai conti dei clienti (in gran parte scalper)
sembra dietro pressione esercitate sullo stesso Ramella.


Te capì Ciro ?
Mio papà qui ,mio papà la ...addirittura un re-make.
Non avrà imparato dai propri errori o avrà imparato troppo bene ...dubbio che è destinato a rimanere se non fa luce la magistratura. :mmmm:

Mi piacerebbe sapere i nomi di quei 10 investitori....chissà che non siano i soliti personaggi che si dice abbiano già fatto cose del genere con altre SIM

Ovviamente senza nulla togliere alle responsabilità di Piazzaaffari sim che anzichè tutelarci ha toppato il buco coi nostri soldi ...robe da matti.
E così adesso abbiamo anche noi il ....buco toppato. :mad:

Bye ;)
 
Ultima modifica:
dice un trader che
chiede l'anonimato, cliente tra l'altro anche di
Piazzaffari Sim -

ciùla che cùlo questo
:D
 
renetrader ha scritto:
Te capì Ciro ?

Ovviamente senza nulla togliere alle responsabilità di Piazzaaffari sim che anzichè tutelarci ha toppato il buco coi nostri soldi ...robe da matti.
E così adesso abbiamo anche noi il ....buco toppato. :mad:

Bye ;)


ciao Renè

a me dei 10 clienti non importa niente, le responsabilita sono degli amministratori che come hai detto bene tu hanno fatto pagare i loro errori ai clienti.
mi fa piacere che la magistratura stia indagando sull'intera vicenda
e spero che chi abbia fatto il furbo paghi, e mi sa che di furbi in questa vicenda c'è ne siano tanti come si può intuire dagli articoli usciti sui giornali.
 
di seguito per tutti i clienti che sono coinvolti nel crac un po di leggi per la gestione della crisi di una sim


Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58

Art. 53
Sospensione degli organi amministrativi

1. Il Presidente della CONSOB può disporre in via d'urgenza, ove ricorrano situazioni di pericolo per i clienti o per i mercati, la sospensione degli organi di amministrazione delle SIM e la nomina di un commissario che ne assume la gestione quando risultino gravi irregolarità nell'amministrazione ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie.

2. Il commissario dura in carica per un periodo massimo di sessanta giorni. Il commissario, nell'esercizio delle sue funzioni, è pubblico ufficiale. Il Presidente dalla CONSOB può stabilire speciali cautele e limitazioni per la gestione della SIM.

3. L'indennità spettante al commissario è determinata dalla CONSOB in base a criteri dalla stessa stabiliti ed è a carico della società commissariata. Si applica l'articolo 91, comma 1, ultimo periodo, del T.U. bancario.

4. Le azioni civili contro il commissario, per atti compiuti nell'espletamento dell'incarico, sono promosse previa autorizzazione della CONSOB.

5. Il presente articolo si applica anche alle succursali italiane di imprese di investimento extracomunitarie. Il commissario assume nei confronti delle succursali i poteri degli organi di amministrazione dell'impresa di investimento.

6. Il presente articolo si applica anche alle società di gestione del risparmio e alle SICAV. Il Presidente della CONSOB dispone il provvedimento, sentito il Governatore della Banca d'Italia.
 
Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58


Art. 57
Liquidazione coatta amministrativa

1. Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, su proposta della Banca d'Italia o della CONSOB, ciascuna per le materie di propria competenza, può disporre con decreto la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività e la liquidazione coatta amministrativa delle SIM, delle società di gestione del risparmio e delle SICAV, anche quando ne sia in corso l'amministrazione straordinaria ovvero la liquidazione secondo le norme ordinarie, qualora le irregolarità nell'amministrazione ovvero le violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie o le perdite previste dall'articolo 56 siano di eccezionale gravità.

2. La liquidazione coatta può essere disposta con il medesimo procedimento previsto dal comma 1, su istanza motivata degli organi amministrativi, dell'assemblea straordinaria, del commissario nominato ai sensi dell'articolo 53, dei commissari straordinari o dei liquidatori.

3. La direzione della procedura e tutti gli adempimenti a essa connessi spettano alla Banca d'Italia. Si applicano, in quanto compatibili, l'articolo 80, commi da 3 a 6, e gli articoli 81, 82, 83, 84, 85, 86, a eccezione dei commi 6 e 7, 87, commi 2, 3 e 4, 88, 89, 90, 91, 92, 93, 94 e 97 del T.U. bancario, intendendosi le suddette disposizioni riferite alle SIM, alle società di gestione del risparmio e alle SICAV in luogo delle banche, e l'espressione "strumenti finanziari" riferita agli strumenti finanziari e al denaro.

4. I commissari, trascorso il termine previsto dall'articolo 86, comma 5, del T.U. bancario e non oltre trenta giorni successivi, sentiti i cessati amministratori, depositano presso la Banca d'Italia e, a disposizione degli aventi diritto, nella cancelleria del tribunale del luogo dove la SIM, la società di gestione del risparmio e la SICAV hanno la sede legale, gli elenchi dei creditori ammessi, indicando i diritti di prelazione e l'ordine degli stessi, dei titolari dei diritti indicati nel comma 2 del predetto articolo, nonchè dei soggetti appartenenti alle medesime categorie cui è stato negato il riconoscimento delle pretese. I clienti aventi diritto alla restituzione degli strumenti finanziari e del denaro relativi ai servizi previsti dal presente decreto sono iscritti in apposita e separata sezione dello stato passivo. Il presente comma si applica in luogo dell'articolo 86, commi 6 e 7 del T.U. bancario.

5. Possono proporre opposizione allo stato passivo, relativamente alla propria posizione e contro il riconoscimento dei diritti in favore dei soggetti inclusi negli elenchi indicati nella disposizione del comma 4, i soggetti le cui pretese non siano state accolte, in tutto o in parte, entro 15 giorni dal ricevimento della raccomandata prevista dall'articolo 86, comma 8, del T.U. bancario e i soggetti ammessi entro lo stesso termine decorrente dalla data di pubblicazione dell'avviso previsto dal medesimo comma 8. Il presente comma si applica in luogo dell'articolo 87, comma 1, del T.U. bancario.

6. Se il provvedimento di liquidazione coatta amministrativa riguarda una SICAV, i commissari, entro trenta giorni dalla nomina, comunicano ai soci il numero e la specie delle azioni risultanti di pertinenza di ciascuno secondo le scritture e i documenti della società.
 
Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58

Art. 59
Sistemi di indennizzo

1. L'esercizio dei servizi d'investimento è subordinato all'adesione a un sistema di indennizzo a tutela degli investitori riconosciuto dal Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentite la Banca d'Italia e la CONSOB.

2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentite la Banca d'Italia e la CONSOB, disciplina con regolamento l'organizzazione e il funzionamento dei sistemi di indennizzo.

3. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, coordina con regolamento l'operatività dei sistemi d'indennizzo con la procedura di liquidazione coatta amministrativa e, in generale, con l'attività di vigilanza.

4. I sistemi di indennizzo sono surrogati nei diritti degli investitori fino alla concorrenza dei pagamenti effettuati a loro favore.

5. Gli organi della procedura concorsuale verificano e attestano se i crediti ammessi allo stato passivo derivano dall'esercizio dei servizi di investimento tutelati dai sistemi di indennizzo.

6. Per le cause relative alle richieste di indennizzo è competente il giudice del luogo ove ha sede legale il sistema di indennizzo.
 
fondo nazionale di garanzia

Art. 8

1. A norma dell’art. 5 del decreto del Ministro del tesoro 14 novembre 1997, n. 485, l'indennizzo del Fondo si commisura, per ciascun investitore, all'importo complessivo dei crediti ammessi allo stato passivo, diminuito dell'importo degli eventuali riparti parziali effettuati dagli organi della procedura concorsuale, fino ad un massimo complessivo di 20.000 Ecu. La conversione in lire italiane è effettuata al cambio del giorno in cui è stato depositato e reso esecutivo lo stato passivo o è stata depositata la sentenza di omologazione del concordato ex art. 57, comma 3, del “T.U. dell’intermediazione finanziaria”, ex art. 93 del “T.U. bancario” ed ex artt. 124 e 160 L.F., passata in giudicato.

2. Ai fini del rispetto del limite previsto dal comma 1, per ciascun investitore si sommano i crediti derivanti da operazioni di investimento singole e la quota di pertinenza dei crediti derivanti da operazioni di investimento congiunte di due o più investitori.

3. Nel caso di operazione di investimento congiunta di due o più investitori nella qualità di soci di una società o di membri di un’associazione, ai fini del calcolo del limite previsto dal comma 1, l’investimento si considera effettuato da un unico investitore.

4. Nel caso di operazioni congiunte di investimento, i crediti, salvo specifiche disposizioni, si intendono ripartiti in parti uguali.

5. Nessun investitore può ottenere un indennizzo superiore ai crediti complessivamente vantati.

Art. 9

1. A norma dell’art. 5, comma 4, del decreto del Ministro del tesoro 14 novembre 1997, n. 485, gli indennizzi di cui agli artt. 2 e 3 non sono cumulabili con l’indennizzo previsto dall’art. 96-bis del “T.U. bancario”.
 
Testo unico bancario

Art. 86 - (Accertamento del passivo)
1. Entro un mese dalla nomina i commissari comunicano a ciascun creditore, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, le somme risultanti a credito di ciascuno secondo le scritture e i documenti della banca. La comunicazione s'intende effettuata con riserva di eventuali contestazioni.
2. Analoga comunicazione viene inviata a coloro che risultino titolari di diritti reali sui beni e sugli strumenti finanziari relativi ai servizi previsti dal decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in possesso della banca, nonché ai clienti aventi diritto alle restituzioni dei detti strumenti finanziari.
3. La Banca d'Italia può stabilire ulteriori forme di pubblicità allo scopo di rendere nota la scadenza dei termini per la presentazione delle domande di insinuazione ai sensi del comma 5.
4. Entro quindici giorni dal ricevimento della raccomandata, i creditori e i titolari dei diritti indicati nel comma 2 possono presentare o inviare, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, i loro reclami ai commissari, allegando i documenti giustificativi.
5. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto di liquidazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, i creditori e i titolari dei diritti indicati nel comma 2, i quali non abbiano ricevuto la comunicazione prevista dai commi 1 e 2, devono chiedere ai commissari, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, il riconoscimento dei propri crediti e la restituzione dei propri beni, presentando i documenti atti a provare l'esistenza, la specie e l'entità dei propri diritti.
6. I commissari, trascorso il termine previsto dal comma 5 e non oltre i trenta giorni successivi, presentano alla Banca d'Italia, sentiti i cessati amministratori della banca, l'elenco dei creditori ammessi e delle somme riconosciute a ciascuno, indicando i diritti di prelazione e l'ordine degli stessi, nonché gli elenchi dei titolari dei diritti indicati nel comma 2 e di coloro cui è stato negato il riconoscimento delle pretese. I clienti aventi diritto alla restituzione degli strumenti finanziari relativi ai servizi previsti dal decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 sono iscritti in apposita e separata sezione dello stato passivo.
7. Nei medesimi termini previsti dal comma 6 i commissari depositano nella cancelleria del tribunale del luogo ove la banca ha la sede legale, a disposizione degli aventi diritto, gli elenchi dei creditori privilegiati, dei titolari di diritti indicati nel comma 2, nonché dei soggetti appartenenti alle medesime categorie cui è stato negato il riconoscimento delle pretese.
8. Successivamente i commissari, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, comunicano senza indugio a coloro ai quali è stato negato in tutto o in parte il riconoscimento delle pretese, la decisione presa nei loro riguardi. Dell'avvenuto deposito dello stato passivo è dato avviso tramite pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
9. Espletati gli adempimenti indicati nei commi 6 e 7, lo stato passivo diventa esecutivo.
 
Testo unico bancario

Art. 87 - (Opposizioni allo stato passivo)
1. Possono proporre opposizione allo stato passivo, relativamente alla propria posizione e contro il riconoscimento dei diritti in favore dei soggetti inclusi negli elenchi indicati nell'articolo 86, comma 7, i soggetti le cui pretese non siano state accolte, in tutto o in parte, entro quindici giorni dal ricevimento della raccomandata prevista dall'articolo 86, comma 8, e i soggetti ammessi entro lo stesso termine decorrente dalla data di pubblicazione dell'avviso previsto dal medesimo comma 8.
2. L'opposizione si propone con deposito in cancelleria del ricorso al presidente del tribunale del luogo ove la banca ha la sede legale.
3. Il presidente del tribunale assegna a un unico giudice istruttore tutte le cause relative alla stessa liquidazione. Nei tribunali divisi in più sezioni il presidente assegna le cause a una di esse e il presidente di questa provvede alla designazione di un unico giudice istruttore. Il giudice istruttore fissa con decreto l'udienza in cui i commissari e le parti devono comparire davanti a lui, dispone la comunicazione del decreto alla parte opponente almeno quindici giorni prima della data fissata per l'udienza e assegna il termine per la notificazione del ricorso e del decreto ai commissari e alle parti. L'opponente deve costituirsi almeno cinque giorni liberi prima dell'udienza, altrimenti l'opposizione si reputa abbandonata.
4. Il giudice istruttore provvede all'istruzione delle varie cause di opposizione, che rimette al collegio perché siano definite con un'unica sentenza. Tuttavia, quando alcune opposizioni sono mature per la decisione e altre richiedono una più lunga istruzione, il giudice pronuncia ordinanza, con la quale separa le cause e rimette al collegio quelle mature per la decisione.
5. Quando sia necessario per decidere sulle contestazioni, il giudice richiede ai commissari l'esibizione di un estratto dell'elenco dei creditori chirografari previsto dall'articolo 86, comma 6; l'elenco non viene messo a disposizione.
 
Testo unico bancario

Art. 88 - (Appello e ricorso per Cassazione)
1. Contro la sentenza del tribunale può essere proposto appello, anche dai commissari, entro il termine di quindici giorni dalla data di notificazione della stessa. Al giudizio di appello si applica l'articolo 87, commi 4, in quanto compatibile, e 5.
2. Il termine per il ricorso per Cassazione è ridotto alla metà e decorre dalla data di notificazione della sentenza di appello.
3. Le sentenze pronunciate in ogni grado del giudizio di opposizione sono esecutive con il passaggio in giudicato.
4. Per quanto non espressamente previsto dalle norme contenute nell'articolo 87 e nel presente articolo, al giudizio di opposizione si applicano le disposizioni del codice di procedura civile sul processo di cognizione.
 
Testo unico bancario

Art. 89 - (Insinuazioni tardive)
1. Dopo il deposito dello stato passivo e fino a che non siano esauriti tutti i riparti e le restituzioni, i creditori e i titolari dei diritti indicati nell'articolo 86, comma 2 che non abbiano ricevuto la comunicazione ai sensi dell'articolo 86, comma 8, e non risultino inclusi nello stato passivo, possono chiedere di far valere i loro diritti secondo quanto previsto dall'articolo 87, commi da 2 a 5, e dall'articolo 88. Tali soggetti sopportano le spese conseguenti al ritardo della domanda, salvo che il ritardo stesso non sia a essi imputabile.
 
Testo unico bancario

Art. 90 - (Liquidazione dell'attivo)
1. I commissari liquidatori hanno tutti i poteri occorrenti per realizzare l'attivo.
2. I commissari, con il parere favorevole del comitato di sorveglianza e previa autorizzazione della Banca d'Italia, possono cedere le attività e le passività, l'azienda, rami d'azienda nonché beni e rapporti giuridici individuabili in blocco. La cessione può avvenire in qualsiasi stadio della procedura, anche prima del deposito dello stato passivo; il cessionario risponde comunque delle sole passività risultanti dallo stato passivo. Si applicano le disposizioni dell'articolo 58, commi 2, 3 e 4, anche quando il cessionario non sia una banca o uno degli altri soggetti previsti dal comma 7 del medesimo articolo.
3. I commissari possono, nei casi di necessità e per il miglior realizzo dell'attivo, previa autorizzazione della Banca d'Italia, continuare l'esercizio dell'impresa o di determinati rami di attività, secondo le cautele indicate dal comitato di sorveglianza. La continuazione dell'esercizio dell'impresa disposta all'atto dell'insediamento degli organi liquidatori entro il termine indicato nell'articolo 83, comma 1, esclude lo scioglimento di diritto dei rapporti giuridici preesistenti previsto dalle norme richiamate dal comma 2 del medesimo articolo.
4. Anche ai fini dell'eventuale esecuzione di riparti agli aventi diritto, i commissari possono contrarre mutui, effettuare altre operazioni finanziarie passive e costituire in garanzia attività aziendali, secondo le prescrizioni e le cautele disposte dal comitato di sorveglianza e previa autorizzazione della Banca d'Italia.
 
Testo unico bancario

Art. 91 - (Restituzioni e riparti)
1. I commissari procedono alle restituzioni dei beni nonche' degli strumenti finanziari relativi ai servizi di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e, secondo l'ordine stabilito dall'articolo 111 della legge fallimentare, alla ripartizione dell'attivo liquidato. Le indennita' e i rimborsi spettanti agli organi della procedura di amministrazione straordinaria e ai commissari della gestione provvisoria che abbiano preceduto la liquidazione coatta amministrativa sono equiparate alle spese indicate nell'articolo 111, comma primo, numero 1), della legge fallimentare.
2. Se risulta rispettata, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.58, la separazione del patrimonio della banca da quelli dei clienti iscritti nell'apposita sezione separata dello stato passivo, ma non sia rispettata la separazione dei patrimoni dei detti clienti tra di loro ovvero gli strumenti finanziari non risultino sufficienti per l'effettuazione di tutte le restituzioni, i commissari procedono, ove possibile, alle restituzioni ai sensi del comma 1 in proporzione dei diritti per i quali ciascuno dei clienti è stato ammesso alla sezione separata dello stato passivo, ovvero alla liquidazione degli strumenti finanziari di pertinenza della clientela e alla ripartizione del ricavato secondo la medesima proporzione.
3. I clienti iscritti nell'apposita sezione separata dello stato passivo concorrono con i creditori chirografari ai sensi dell'articolo 111, comma 1, numero 3) della legge fallimentare, per l'intero, nell'ipotesi in cui non risulti rispettata la separazione del patrimonio della banca da quelli dei clienti ovvero per la parte del diritto rimasto insoddisfatto, nei casi previsti dal comma 2.
4. I commissari, sentito il comitato di sorveglianza e previa autorizzazione della Banca d'Italia, possono eseguire riparti e restituzioni parziali, sia a favore di tutti gli aventi diritto sia a favore di talune categorie di essi, anche prima che siano realizzate tutte le attività e accertate tutte le passività.
5. Fatto salvo quanto previsto dai commi 8, 9 e 10, i riparti e le restituzioni non devono pregiudicare la possibilità della definitiva assegnazione delle quote e dei beni spettanti a tutti gli aventi diritto.
6. Nell'effettuare i riparti e le restituzioni, i commissari, in presenza di pretese di creditori o di altri interessati per le quali non sia stata definita l'ammissione allo stato passivo, accantonano le somme e gli strumenti finanziari corrispondenti ai riparti e alle restituzioni non effettuati a favore di ciascuno di detti soggetti, al fine della distribuzione o della restituzione agli stessi nel caso di riconoscimento dei diritti o, in caso contrario, della loro liberazione a favore degli altri aventi diritto.
7. Nei casi previsti dal comma 6, i commissari, con il parere favorevole del comitato di sorveglianza e previa autorizzazione della Banca d'Italia, possono acquisire idonee garanzie in sostituzione degli accantonamenti.
8. La presentazione oltre i termini dei reclami e delle domande previsti dall'articolo 86, commi 4 e 5, fa concorrere solo agli eventuali riparti e restituzioni successivi, nei limiti in cui le pretese sono accolte dal commissario o, dopo il deposito dello stato passivo, dal giudice in sede di opposizione proposta ai sensi dell'articolo 87, comma 1.
9. Coloro che hanno proposto insinuazione tardiva ai sensi dell'articolo 89, concorrono solo ai riparti e alle restituzioni che venissero eseguiti dopo la presentazione del ricorso.
10. Nei casi previsti dai commi 8 e 9, i diritti reali e i diritti di prelazione sono salvi quando i beni ai quali si riferiscono non siano stati ancora alienati.
11. Fino alla restituzione o alla liquidazione degli strumenti finanziari gestiti dalla banca, i commissari provvedono affinché gli stessi siano amministrati in un'ottica di minimizzazione del rischio.
 
statecalmi ha scritto:
Testo unico bancario

Art. 86 - (Accertamento del passivo)
1. Entro un mese dalla nomina i commissari comunicano a ciascun creditore, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, le somme risultanti a credito di ciascuno secondo le scritture e i documenti della banca. La comunicazione s'intende effettuata con riserva di eventuali contestazioni.
2. Analoga comunicazione viene inviata a coloro che risultino titolari di diritti reali sui beni e sugli strumenti finanziari relativi ai servizi previsti dal decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in possesso della banca, nonché ai clienti aventi diritto alle restituzioni dei detti strumenti finanziari.
3. La Banca d'Italia può stabilire ulteriori forme di pubblicità allo scopo di rendere nota la scadenza dei termini per la presentazione delle domande di insinuazione ai sensi del comma 5.
4. Entro quindici giorni dal ricevimento della raccomandata, i creditori e i titolari dei diritti indicati nel comma 2 possono presentare o inviare, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, i loro reclami ai commissari, allegando i documenti giustificativi.
5. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto di liquidazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, i creditori e i titolari dei diritti indicati nel comma 2, i quali non abbiano ricevuto la comunicazione prevista dai commi 1 e 2, devono chiedere ai commissari, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, il riconoscimento dei propri crediti e la restituzione dei propri beni, presentando i documenti atti a provare l'esistenza, la specie e l'entità dei propri diritti.
6. I commissari, trascorso il termine previsto dal comma 5 e non oltre i trenta giorni successivi, presentano alla Banca d'Italia, sentiti i cessati amministratori della banca, l'elenco dei creditori ammessi e delle somme riconosciute a ciascuno, indicando i diritti di prelazione e l'ordine degli stessi, nonché gli elenchi dei titolari dei diritti indicati nel comma 2 e di coloro cui è stato negato il riconoscimento delle pretese. I clienti aventi diritto alla restituzione degli strumenti finanziari relativi ai servizi previsti dal decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 sono iscritti in apposita e separata sezione dello stato passivo.
7. Nei medesimi termini previsti dal comma 6 i commissari depositano nella cancelleria del tribunale del luogo ove la banca ha la sede legale, a disposizione degli aventi diritto, gli elenchi dei creditori privilegiati, dei titolari di diritti indicati nel comma 2, nonché dei soggetti appartenenti alle medesime categorie cui è stato negato il riconoscimento delle pretese.
8. Successivamente i commissari, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, comunicano senza indugio a coloro ai quali è stato negato in tutto o in parte il riconoscimento delle pretese, la decisione presa nei loro riguardi. Dell'avvenuto deposito dello stato passivo è dato avviso tramite pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
9. Espletati gli adempimenti indicati nei commi 6 e 7, lo stato passivo diventa esecutivo.


allo stato attuale si è in questa fase, si attende la raccomandata del commissario liquidatore
 
la raccomandata è già arrivata da un po'


hai per caso i link degli articoli che hai postato prima?
 
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