Vivere di rendita, posso (Vol. LXXV)?

Nemor

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1) vi prego gentilmente di rispettare il tema della discussione.
2) le politiche affini al vivere di rendita sono ovviamente ammesse, ma la morte dei politici russi e conseguenze politico-militari sono totalmente fuori tema, come lo sono l'argomento "elettore medio", PD e Meloni.
3) Il forum è grande e potete scrivere in ogni sezione, davvero, non c'è limite, l'unica cosa che vi si chiede è per favore di rispettare gli argomenti delle sezioni e delle discussioni.

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@Foster ( o chi per lui ) se puoi mettere questa discussione in risalto e spostare l'altra.
Se qualcuno puo' mettere il link nell'ultimo post del precedente thread
Grazie
 
Il Pil italiano supera quello francese e Roma sorpassa Parigi nell’occupazione

Interessante analisi controcorrente di Marco Fortis che evidenzia che "se confrontiamo il primo trimestre del 2024 con l’ultimo trimestre 2019, antecedente la pandemia, la classifica della crescita cumulata dei Pil vede sempre in testa l’Italia e, in cifre, è la seguente: Italia +4,6%, Spagna +3,7%, Francia +2,2%, Germania +0,3%" a cui io aggiungo i differenziali di debito pubblico sul PIL (come già feci qualche giorno fa, ma su un arco decennale, ora riporto il delta tra fine 2023 e fine 2019 Italia +3%, Spagna +10%, Francia + 13%, Germania +4%). Orbene, che succede? Questi sono dati che mostrano una Germania ferma, una Francia che striscia molto lentamente ma solo inondando l'economia di debito pubblica (come evidenzia anche Fortis "Abbiamo già ricordato nelle scorse settimane che tra il 2020 e il 2023 il debito pubblico francese esclusi gli interessi è cresciuto di 551 miliardi di euro rispetto al 2019, contro i “soli” +170 miliardi dell’Italia. E che il debito pubblico francese (per quasi la metà in mani straniere) è oggi di 3.101 miliardi rispetto ai 2.863 miliardi di quello dell’Italia (solo per poco più di ¼ in mani straniere), vale a dire che esso è ormai di 238 miliardi più alto del nostro."), una Spagna più dinamica ma anch'essa grazie ad un bella iniezione di soldi governativi e il Belpaese che è l'unico la cui crescita risulta essere migliore rispetto al peggioramento del quadro di finanza pubblico. La mia impressione è che la crisi del 2011 ha fatto parecchia pulizia tra le imprese italiane e chi è rimasto è stato obbligato a ristrutturarsi e a migliorare la propria competitività ed ora si vedono dei risultati.
Non so a voi, ma a me paiono dati più belli che brutti e ribadisco quanto già evidenziavo qui Vivere di rendita, posso ? (Vol. LXXIV)?, dieci anni fa stavamo (come Paese) peggio di oggi.
 
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Il Pil italiano supera quello francese e Roma sorpassa Parigi nell’occupazione

Interessante analisi controcorrente di Marco Fortis che evidenzia che "se confrontiamo il primo trimestre del 2024 con l’ultimo trimestre 2019, antecedente la pandemia, la classifica della crescita cumulata dei Pil vede sempre in testa l’Italia e, in cifre, è la seguente: Italia +4,6%, Spagna +3,7%, Francia +2,2%, Germania +0,3%" a cui io aggiungo i differenziali di debito pubblico sul PIL (come già feci qualche giorno fa, ma su un arco decennale, ora riporto il delta tra fine 2023 e fine 2019 Italia +3%, Spagna +10%, Francia + 13%, Germania +4%). Orbene, che succede? Questi sono dati che mostrano una Germania ferma, una Francia che striscia molto lentamente ma solo inondando l'economia di debito pubblica (come evidenzia anche Fortis "Abbiamo già ricordato nelle scorse settimane che tra il 2020 e il 2023 il debito pubblico francese esclusi gli interessi è cresciuto di 551 miliardi di euro rispetto al 2019, contro i “soli” +170 miliardi dell’Italia. E che il debito pubblico francese (per quasi la metà in mani straniere) è oggi di 3.101 miliardi rispetto ai 2.863 miliardi di quello dell’Italia (solo per poco più di ¼ in mani straniere), vale a dire che esso è ormai di 238 miliardi più alto del nostro."), una Spagna più dinamica ma anch'essa grazie ad un bella iniezione di soldi governativi e il Belpaese che è l'unico la cui crescita risulta essere migliore rispetto al peggioramento del quadro di finanza pubblico. La mia impressione è che la crisi del 2011 ha fatto parecchia pulizia tra le imprese italiane e chi è rimasto è stato obbligato a ristrutturarsi e a migliorare la propria competitività ed ora si vedono dei risultati.
Non so a voi, ma a me paiono dati più belli che brutti e ribadisco quanto già evidenziavo qui Vivere di rendita, posso ? (Vol. LXXIV)?, dieci anni fa stavamo (come Paese) peggio di oggi.
Non ho tempo di cercare articoli, ma anche le previsioni del FMI vengono, ultimamente, regolarmente smentite...

A me sembra che la nostra Italietta, tutto sommato, abbia meglio di altre nazioni impresso un cambio di rotta alla sua economia, intesa come settori produttivi.
Lo dico a malincuore, da meccanico che ha passato gli ultimi 30 anni in mezzo a macchine ed impianti, però ormai nel PIL italiano la manifattura è sempre meno importante (pur rimanendo l'Italia il secondo paese manufatturiero in Europa), a favore di altri settori
 
Il Pil italiano supera quello francese e Roma sorpassa Parigi nell’occupazione

Interessante analisi controcorrente di Marco Fortis che evidenzia che "se confrontiamo il primo trimestre del 2024 con l’ultimo trimestre 2019, antecedente la pandemia, la classifica della crescita cumulata dei Pil vede sempre in testa l’Italia e, in cifre, è la seguente: Italia +4,6%, Spagna +3,7%, Francia +2,2%, Germania +0,3%" a cui io aggiungo i differenziali di debito pubblico sul PIL (come già feci qualche giorno fa, ma su un arco decennale, ora riporto il delta tra fine 2023 e fine 2019 Italia +3%, Spagna +10%, Francia + 13%, Germania +4%). Orbene, che succede? Questi sono dati che mostrano una Germania ferma, una Francia che striscia molto lentamente ma solo inondando l'economia di debito pubblica (come evidenzia anche Fortis "Abbiamo già ricordato nelle scorse settimane che tra il 2020 e il 2023 il debito pubblico francese esclusi gli interessi è cresciuto di 551 miliardi di euro rispetto al 2019, contro i “soli” +170 miliardi dell’Italia. E che il debito pubblico francese (per quasi la metà in mani straniere) è oggi di 3.101 miliardi rispetto ai 2.863 miliardi di quello dell’Italia (solo per poco più di ¼ in mani straniere), vale a dire che esso è ormai di 238 miliardi più alto del nostro."), una Spagna più dinamica ma anch'essa grazie ad un bella iniezione di soldi governativi e il Belpaese che è l'unico la cui crescita risulta essere migliore rispetto al peggioramento del quadro di finanza pubblico. La mia impressione è che la crisi del 2011 ha fatto parecchia pulizia tra le imprese italiane e chi è rimasto è stato obbligato a ristrutturarsi e a migliorare la propria competitività ed ora si vedono dei risultati.
Non so a voi, ma a me paiono dati più belli che brutti e ribadisco quanto già evidenziavo qui Vivere di rendita, posso ? (Vol. LXXIV)?, dieci anni fa stavamo (come Paese) peggio di oggi.
Secondo me invece sono stati preponderanti i fattori esterni covid + guerra i quali hanno:
- costretto lo stato ad aumentare la spesa pubblica, sia a livello nazionale (penso al 110%), sia a livello europeo con il PNNR, ed in generale rilassato i termini stringenti sul debito/deficit del trattato di maastricht
- rotto il legame economico-politico fra Germania e Russia, mettendo in crisi l'industria manifatturiera tedesca basata essenzialmente sul gas a poco prezzo (e non su una qualche presunta competetività intrinseca delle aziende tedesche)

In altre parole in questo periodo è stata buttata fuori dalla porta la "vecchia" Unione Europea mercantilista, pro austerity e impostata secondo le esigenze della grande industria tedesca, cioè il vecchio schema istituzionale-geopolitco-monetario che ha permesso alla Germania di sovraperformare nel contesto europeo nel periodo 2005-2019 senza praticamente innovare in nulla

Non dimentichiamo inoltre che l'Italia è uno dei paesi che è cresciuto meno al mondo nel ventennio 2000-2020 e quindi abbiamo appena cominciato a recuperare il gap
 
A me sembra che la nostra Italietta, tutto sommato, abbia meglio di altre nazioni impresso un cambio di rotta alla sua economia, intesa come settori produttivi.
Lo dico a malincuore, da meccanico che ha passato gli ultimi 30 anni in mezzo a macchine ed impianti, però ormai nel PIL italiano la manifattura è sempre meno importante (pur rimanendo l'Italia il secondo paese manufatturiero in Europa), a favore di altri settori
digiamo che l'italietta e i suoi prenditori (almeno quelli rimasti) sono diventati abilissimi nel districarsi in questo ginepraio, ovvio che uno "straniero" che va ad investire in italia si mette le mani nei capelli ma gli autoctoni ormai si sono abituati come dice il detto a nuotare nel guano :o
 

Secondo me invece sono stati preponderanti i fattori esterni covid + guerra i quali hanno:
- costretto lo stato ad aumentare la spesa pubblica, sia a livello nazionale (penso al 110%), sia a livello europeo con il PNNR, ed in generale rilassato i termini stringenti sul debito/deficit del trattato di maastricht
Ma questo non si è tradotto in un peggioramento del saldo di bilancio per l'Italia, anzi abbiamo fatto meglio degli altri.

- rotto il legame economico-politico fra Germania e Russia, mettendo in crisi l'industria manifatturiera tedesca basata essenzialmente sul gas a poco prezzo (e non su una qualche presunta competetività intrinseca delle aziende tedesche)
Questo può spiegare in parte lo stop tedesco, ma non spiega la crisi francese e nemmeno il fatto che il dato spagnolo sia peggiore del nostro (in particolar modo per quanto riguarda l'indebitamento)

In altre parole in questo periodo è stata buttata fuori dalla porta la "vecchia" Unione Europea mercantilista, pro austerity e impostata secondo le esigenze della grande industria tedesca, cioè il vecchio schema istituzionale-geopolitco-monetario che ha permesso alla Germania di sovraperformare nel contesto europeo nel periodo 2005-2019 senza praticamente innovare in nulla
E' dal "whatever it takes" che è cominciato a cambiare il mood ed infatti è da lì che la Germania ha iniziato a rallentare e noi a recuperare.

Non dimentichiamo inoltre che l'Italia è uno dei paesi che è cresciuto meno al mondo nel ventennio 2000-2020 e quindi abbiamo appena cominciato a recuperare il gap
Diciamo meglio, dal 2008 al 2013-14, è in quel periodo che abbiamo DECISAMENTE sottoperformato il mondo.
 
- costretto lo stato ad aumentare la spesa pubblica, sia a livello nazionale (penso al 110%), sia a livello europeo con il PNNR, ed in generale rilassato i termini stringenti sul debito/deficit del trattato di maastricht

Il Superbonus110 è stato un disastro totale come ormai appare evidente sulla base dei numeri.
Uno dei più grandi sperperi di finanza pubblica della storia d'Italia.
Abbiamo speso una valanga di miliardi (mi sembra il conto sia arrivato a 200) per ristrutturare qualche centinaio di migliaio di case...molte delle quali anche di gente che avrebbe potuto permettersi di farlo senza bisogno del sussidio pubblico. Quindi il Bonus110 è stato oltretutto iniquo e regressivo sotto il profilo della redistribuzione sociale. In definitiva, il Superbons110 come tutti gli altri bonus, non ha avuto nessun impatto significativo sul PIL dell'Italia in rapporto alla cifra spesa, oltre a causare un enorme fardello sui conti pubblici destinato a trascinarsi per i prossimi anni (Giorgetti su questo è già stato chiaro). L'Italia batte la Francia sul PIL...si... ma stiamo parlando comunque di poca roba (0,3% dell'Italia contro 0,2% della Francia). La Francia però non ha beneficiato della stessa bomba adrenalinica di doping della quale ha beneficiato l'Italia in termini di bonus edilizi. Infatti anche i francesi hanno introdotto qualche bonus edilizio ma senza buttare nella fornace una valanga di soldi come fatto dagli italiani..i bonus edilizi francesi erano molto meno generosi di quelli italiani ed inoltre con criteri precisi per delimitarli in base a reddito, ricchezza etc.

Quindi in definitiva possiamo dire che nonostante l'iniezione endovena della bomba di doping l'Italia ha prodotto un misero 0,3% mentre la Francia, con molto meno doping, ha fatto 0,2%. Il confronto per l'Italia è impietoso e staremo a vedere cosa accadrà al PIL italiano nei prossimi anni quando non ci sarà più il doping ovvero i vari bonus edilizi, i quali grazie a Dio stanno per essere progressivamente soppressi da questo governo, ma un governo di qualsiasi altro colore non avrebbe potuto fare diversamente per non mettere in serio pericolo i nostri conti pubblici.

Riguardo al PNRR purtroppo più passa il tempo più si rivela anch'esso un flop per incapacità strutturale dell'Italia di implementarlo. Il ministro Fitto lo ha già sforbiciato e ridotto rispetto alle intenzioni iniziali (e giunti a questo punto devo dire che ha fatto bene). Nonostante la sforbiciata di Fitto l'Italia ancora arranca anche con la revisione ridimensionata di Fitto. Non siamo capaci di spendere i soldi manco quando ce li danno su un piatto di argento.

- rotto il legame economico-politico fra Germania e Russia, mettendo in crisi l'industria manifatturiera tedesca basata essenzialmente sul gas a poco prezzo (e non su una qualche presunta competetività intrinseca delle aziende tedesche)

Molti altri paesi in passato hanno avuto vantaggi dal gas russo a basso prezzo inclusa senza dubbio l'Italia (gas che ci veniva venduto da Putin a prezzi favorevoli in funzione del suo diabolico piano di incatenare i paesi europei alla Russia per facilitare così i suoi istinti di espansionismo post-zarista di ricostituzione del vecchio impero, dei quali oggi abbiamo piena e tragica evidenza). L'Italia anzi ha beneficiato del gas russo molto più della Germania, la quale poteva contare su parecchie centrali nucleari che sono state in gran parte smantellate dai tedeschi nell'ultimo decennio in modo scellerato sotto l'effetto allucinogeno del fanatismo-green. La competitività dell'industria tedesca si basava anche su qualità dei prodotti, investimenti in tecnologia oltre ad avere alle spalle il supporto di uno stato solido, efficiente e con un bilancio pubblico in ordine. Inoltre ci andrei cauto con l'anti-germanesimo in quanto notoriamente una parte non certo piccola dell'industria italiana del Nord dipende dalle catene di fornitura tedesche.


In altre parole in questo periodo è stata buttata fuori dalla porta la "vecchia" Unione Europea mercantilista, pro austerity e impostata secondo le esigenze della grande industria tedesca, cioè il vecchio schema istituzionale-geopolitco-monetario che ha permesso alla Germania di sovraperformare nel contesto europeo nel periodo 2005-2019 senza praticamente innovare in nulla

Riguardo al "mercantilismo" anche l'Italia ha fatto delle esportazioni un suo punto di forza poichè il nostro export ormai da diversi anni va piuttosto forte, attraverso continui saldi positivi della bilancia commerciale, consentendoci così di dare ancora prezioso ossigeno al nostro bilancio pubblico. L'export è in sostanza ciò che ancora ha impedito a questo paese di sprofondare, quindi per me la parola "mercantilismo" non riveste alcuna accezione negativa se si tratta di contribuire a tenere a galla il nostro paese...se non altro perchè il primo trattato sul mercantilismo venne scritto proprio da un italiano nel 1613.

Riguardo all'austerity....almeno per quanto riguarda l'Italia non c'è mai stata nessuna austerity poichè l'Italia, ancora prima del covid, aveva il secondo debito pubblico più grande d'Europa, un rapporto debito/pil tra i più alti d'Europa ed una crescita del PIL più bassa d'Europa. Anzi, personalmente attendo con trepidazione la reintroduzione dei vari vincoli europei i quali rappresentano la camicia di forza che impedisce alla psicopatica Italia di compiere su se stessa gravi atti di auto-lesionismo come appunto è stato il Superbonus

Non dimentichiamo inoltre che l'Italia è uno dei paesi che è cresciuto meno al mondo nel ventennio 2000-2020 e quindi abbiamo appena cominciato a recuperare il gap

Mi spiace davvero ma credo che l'Italia non solo non recupererà nessun gap ma anzi tale gap è destinato a peggiorare.
Demografia ridotta al lumicino, nanismo imprenditoriale, fardello del gigantesco debito pubblico con relativi interessi da pagare su di esso, apparato burocratico inefficiente che fa da zavorra, eccessiva tassazione, fardello delle pensioni di vecchiaia in un paese dove aumentano i pensionati e diminuiscono i lavoratori, mancanza di riforme efficaci che nemmeno sotto la spinta del PNRR siamo stati capaci di fare...sono tutti elementi che purtroppo non lasciano ragionevolmente intravedere un futuro roseo.
 
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E' dal "whatever it takes" che è cominciato a cambiare il mood ed infatti è da lì che la Germania ha iniziato a rallentare e noi a recuperare.

Il "whatewer it takes" però ormai giunge al termine.
Sono un grande sostenitore di Draghi, comprai perfino una bottiglia di spumante pregiato per festeggiare la sua nomina a presidente del consiglio e non finirò mai di ringraziarlo appunto per quel suo "whatewer it takes" che nel luglio 2012 letteralmente contribuì a tirare fuori l'Italia da una situazione che rischiava di divenire per noi letale. Infatti dubito che le toppe messe allora dal governo Monti per tappare le falle, alla lunga avrebbero retto ancora nel tenere buoni i mercati. Un ulteriore deterioramento della situazione a quel punto avrebbe comportato due scenari....i governi italiani avrebbero dovuto ancora stingere la cinghia con ulteriori e dolorose misure sulla spesa pubblica, oppure doveva arrivare il Settimo Cavalleggeri a salvarci dall'accerchiamento nel quale ci eravamo infilati.....ed infatti arrivò Draghi a passo di carica con la cavalleria della BCE.

Adesso però, oggettivamente, le condizioni che giustificano ancora il mantenimento del QE sono venute meno
Realisticamente non è possibile vedere emissioni del debito pubblico italiano pagare tassi di interesse così bassi se non addirittura nulli, come avvenuto nel decennio scorso, in rapporto a quella che è la nostra valutazione di rischio come correttamente prezzata dai mercati e dalle agenzie di rating
 
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L'articolo è a pagamento.
Tra le magnifiche 7 è inclusa anche Tesla ?
Strano, non sono abbonato e me lo ha fatto leggere.
Prova nel con qualche proxy free

Comunque si parla piu' in generale dei fenomeni inflattivi ( difficile tornare ad inflazione zero virgola degli ultimi 15 anni ) e deflattivi ( IA ) e del fatto che oramai ci sono dei veri colossi in "cima"
 
Strano, non sono abbonato e me lo ha fatto leggere.
Prova nel con qualche proxy free

Comunque si parla piu' in generale dei fenomeni inflattivi ( difficile tornare ad inflazione zero virgola degli ultimi 15 anni ) e deflattivi ( IA ) e del fatto che oramai ci sono dei veri colossi in "cima"

quindi il titolo parla di "magnifiche 7" ma l'articolo non dice quali sono ?
 
Mi spiace davvero ma credo che l'Italia non solo non recupererà nessun gap ma anzi tale gap è destinato a peggiorare.
Demografia ridotta al lumicino, nanismo imprenditoriale, fardello del gigantesco debito pubblico con relativi interessi da pagare su di esso, apparato burocratico inefficiente che fa da zavorra, eccessiva tassazione, fardello delle pensioni di vecchiaia in un paese dove aumentano i pensionati e diminuiscono i lavoratori, mancanza di riforme efficaci che nemmeno sotto la spinta del PNRR siamo stati capaci di fare...sono tutti elementi che purtroppo non lasciano ragionevolmente intravedere un futuro roseo.
Tra due mesi compio dieci anni di iscrizione AIRE, più o meno questi concetti li esprimevo 15 anni fa ai miei amici milanesi, e continuo a non vedere prospettive di lungo termine per chi si ostina a risiedere in Italia pur capitalizzato. Non parliamo degli under 30 scolarizzati che anche nella lontana ipotesi arrivassero ad una pensione sarebbe insufficiente ad una vita dignitosa per quanto povera. Non a caso il vero e proprio esodo dalla penisola dei giovani medici sta a significare che chi anche il SSN è arrivato al capolinea.
I ceti una volta medi ora bassi si rifugiano nel voto ai populisti, come fosse una panacea. Peccato possano solo portare la repubblica sempre più in basso, l'elargizione di bonus e promesse incoerenti con la situazione di estrema dipendenza dai sottoscrittori del debito non possono che peggiorare il percorso.
 
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