Vogliamo solo sghei mica saracche da Saras!

ghianda82

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Uno tsunami sta per abbattersi sui mercati petroliferi. La Russia è responsabile del 10% della produzione globale di greggio ed è impossibile che l’embargo europeo non lasci conseguenze, a prescindere dall’efficacia o meno del price cap voluto dal G7. Il nodo delle trattative nella Ue si è sciolto venerdì sera, quando anche la Polonia ha accettato di convergere su un tetto a 60 dollari al barile, all’incirca in linea con le attuali valutazioni del greggio russo Ural. Ma questo non basta a fare chiarezza...
 

rodolfx

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Qualcuno che ha un minimo di dignità nel valutare le aziende esiste ancora...:eek:
 

Nicolino-

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Per ir il price cap attualmente non cambia nessuno scenario attuale,
Il prezzo del price cap è 60 dollari. Ural veniva venduto a sconto di quasi 33 dollari fino a metà agosto mentre da settembre si è ridotto a 23 dollari.
ora con un brent 80/85 l'ural rimane sui 60.
Giustamente ha detto che i concorrenti hanno maggiri difficoltà con trasporto navale per assicurarlo ecc. E prezzi trasporto crescenti per urals.


Nell'articolo sotto dice che tradigura è interessata a una quota di maggioranza su priolo.
Forse salire al 5% di saras non gli basta ma non trova accordi con moratti?

Dal sole 24 ore

Lukoil, ripresi i colloqui con Crossbridge Energy​

Intanto, secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, Lukoil ha ripreso i colloqui con il gruppo di private equity statunitense Crossbridge Energy Partners per cedere la Isab. Una cessione, scrive il Financial Times, che potrebbe avvenire sulla base di una valutazione di 1-1,5 miliardi di euro ma richiederà la preventiva approvazione del governo italiano. I colloqui tra Lukoil e Crossbridge erano già iniziati mesi fa.

Secondo questa ricostruzione i russi vorrebbero chiudere l’accordo prima di lunedì, quando le sanzioni europee colpiranno l’esportazione di petrolio russo via mare, mentre per l’Italia, che vuole prima chiudere l’accordo con le banche per assicurare alla raffineria i fondi per operare, serve più tempo e anche in quest’ottica va letto il decreto legge approvato ieri sul commissariamento temporaneo.

L’operazione, se dovesse andare in porto, potrebbe essere finanziata dal trader di commodity Vitol, che siglerebbe un accordo con Crossbridge per fornire greggio a Isab e ritirare i prodotti della raffinazione. Nel caso in cui le trattative con gli americani non dovessero andare a buon fine, anche il trader Trafigura sarebbe interessato a Priolo. In caso di cessione, il governo studierebbe comunque una formula in cui lo Stato detiene una quota di minoranza nella società svizzera ed esercita il golden power.
Speriamo bene!!! Come prossimi livelli cosa vedi ?
 

ghianda82

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BofA ha confermato la visione positiva sulle prospettive di crescita del titolo, confermando la raccomandazione Buy.
Il cosensus sull’asset fissa un nuovo target price fissato a 2,15 (Saras azioni), visione che premia Saras come una delle società più allettanti del settore.

Azioni Saras: conviene investire?
Se vogliamo parlare di grafici ti dico la mia.
Naturalmente testa soldi son vostri ed é solo per confronto.

Questa settimana mi son ripreso il grafico postato il 18 novembre.

Graficamente mi ritrovo con i target postati dalle sim ed anche a quest'ultima dei 2.15.

Partiamo sul trend di breve.
Son tutti valori che ricordo a memoria quindi probabilmente non precisi.
Come ho scritto i target di ritraccio ho 1.15 e 1.08, quest'ultimo è il 50% dell'onda 0.82 /1.35. ( son anche i valori indicati da una sim)
Sinceramente non vedo sotto questi valori anche se fibonacci ha dei supporti più bassi.
Come tecnica che uso io è che sul breve due chiusure giornaliere sotto il supporto ho come target quello successivo.
Due chiusure sopra 1.23 il trend mi torna long.

Ora prendo il trend di lungo.

Iniziato a 0.5 come impulsiva e finito a 1.35 come corpo di chiusura settimanale, questa la considero onda 1 di lungo periodo.
Da qui iniziato il ritraccio come onda 2 finito a 0.825 che è lo 0.618 come supporto ritraccio fibonacci.
Quindi direi che il min di onda 2 è finito e siamo nel laterale di impostazione onda 3 che mi darebbe conferma con la doppia chiusura settimanale sopra 1.355.
Se cosi fosse e stiamo impostando la formazione di onda 3 di lungo periodo, la caratteristica di onda 3 è di essere minimo onda 2+ onda 1 x 1.618 ( 0.825+ ((1.355-0.5)x1.618))=2.2 euro. Target che ha indicato la sim.

Ultima considerazione.
Tempi di chiusura onda di lungo perido.
Sempre fibonacci mi da' come tempo di chiusura onda 2 il 17 ottobre , da qui dovremmo essere entrati nel tempo onda 3 che finisce i primi di febbraio e mi darebbe conferma con 2 chiusure settimanali sopra 1,355


Ora attendo un riscontro su come la vedete e impostate voi per confrontarci.

Quando son al pc e la badante mi insegna come condividere grafici posso allegare le fandogne che ho scritto.
 
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ghianda82

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questi sono i grafici .
nel primo grafico onda 1 onda 2 e onda 3 eliot lungo periodo. il tempo di fine onda 3 è il primi febbraio non primi gennaio come avevo scritto.

secondo grafico onda 2 ritraccio A/B/C dove C è 1,618 onda A-

terzo grafico è il range di accumulo per partenza onda 3 di lungo 1,07/1,355 come chiusure settimanali. Come dicevo vedo difficile andare sotto 1,07 che sarebbe sia il 50% di ritraccio dell'onda di periodo corto partita da C sia perchè la nuova onda che si è formata da C ad oggi, se fosse stato un rimbalzo per poi andare a fare un nuovo minimo, non poteva tecnicamente bucare in minimo di onda A (1,07).
se fate caso, il tempo 2 di fine onda 2 coincide con la rottura di 1,07, in teoria ha dato forza per dare avvio onda 3 di lungo che finisce i primi di febbraio.
 

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babytrader2

Ma se ghe pensu...
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Secondo me prox sedute dovrebbe andare ad appoggiarsi sulla mm gialla probabilmente in area 1,07/08 prima di ripartire...
 

Cassetto nei sogni -

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Se vogliamo parlare di grafici ti dico la mia.
Naturalmente testa soldi son vostri ed é solo per confronto.

Questa settimana mi son ripreso il grafico postato il 18 novembre.

Graficamente mi ritrovo con i target postati dalle sim ed anche a quest'ultima dei 2.15.

Partiamo sul trend di breve.
Son tutti valori che ricordo a memoria quindi probabilmente non precisi.
Come ho scritto i target di ritraccio ho 1.15 e 1.08, quest'ultimo è il 50% dell'onda 0.82 /1.35. ( son anche i valori indicati da una sim)
Sinceramente non vedo sotto questi valori anche se fibonacci ha dei supporti più bassi.
Come tecnica che uso io è che sul breve due chiusure giornaliere sotto il supporto ho come target quello successivo.
Due chiusure sopra 1.23 il trend mi torna long.

Ora prendo il trend di lungo.

Iniziato a 0.5 come impulsiva e finito a 1.35 come corpo di chiusura settimanale, questa la considero onda 1 di lungo periodo.
Da qui iniziato il ritraccio come onda 2 finito a 0.825 che è lo 0.618 come supporto ritraccio fibonacci.
Quindi direi che il min di onda 2 è finito e siamo nel laterale di impostazione onda 3 che mi darebbe conferma con la doppia chiusura settimanale sopra 1.355.
Se cosi fosse e stiamo impostando la formazione di onda 3 di lungo periodo, la caratteristica di onda 3 è di essere minimo onda 2+ onda 1 x 1.618 ( 0.825+ ((1.355-0.5)x1.618))=2.2 euro. Target che ha indicato la sim.

Ultima considerazione.
Tempi di chiusura onda di lungo perido.
Sempre fibonacci mi da' come tempo di chiusura onda 2 il 17 ottobre , da qui dovremmo essere entrati nel tempo onda 3 che finisce i primi di febbraio e mi darebbe conferma con 2 chiusure settimanali sopra 1,355


Ora attendo un riscontro su come la vedete e impostate voi per confrontarci.

Quando son al pc e la badante mi insegna come condividere grafici posso allegare le fandogne che ho scritto.
Tutto molto bello( cit)

Per gli allegati e' piu' facile ora,meno step.
 

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cercatore uno

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questi sono i grafici .
nel primo grafico onda 1 onda 2 e onda 3 eliot lungo periodo. il tempo di fine onda 3 è il primi febbraio non primi gennaio come avevo scritto.

secondo grafico onda 2 ritraccio A/B/C dove C è 1,618 onda A-

terzo grafico è il range di accumulo per partenza onda 3 di lungo 1,07/1,355 come chiusure settimanali. Come dicevo vedo difficile andare sotto 1,07 che sarebbe sia il 50% di ritraccio dell'onda di periodo corto partita da C sia perchè la nuova onda che si è formata da C ad oggi, se fosse stato un rimbalzo per poi andare a fare un nuovo minimo, non poteva tecnicamente bucare in minimo di onda A (1,07).
se fate caso, il tempo 2 di fine onda 2 coincide con la rottura di 1,07, in teoria ha dato forza per dare avvio onda 3 di lungo che finisce i primi di febbraio.
A volte faccio fatica a seguirti ma su una base importante in zona 1,07 mi trovi d'accordo.... così come vedo 1,00 in continuazione dei due minimi importanti dell'anno.
Notare anche la formazione di un testa e spalle rialzista....

Non riesco a farmi un'idea di quale sarà la reazione dei titoli oil al price cap.
 

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ghianda82

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A volte faccio fatica a seguirti ma su una base importante in zona 1,07 mi trovi d'accordo.... così come vedo 1,00 in continuazione dei due minimi importanti dell'anno.
Notare anche la formazione di un testa e spalle rialzista....

Non riesco a farmi un'idea di quale sarà la reazione dei titoli oil al price cap.
Son due tipi di operatività diverse, sicuramenfe la mia molto più complessa.
Io vado a cercare i cicli di onde che si formano con cicli lunghi ( durano mesi) e all'interno medi ( settimane).

Quando esempio mi dici che può arrivare a 1 euro, io ti rispondo che é possibile che tocchi anche 1 euro, ma la chiusura giornaliera non deve essere sotto 1.07 ( io come tecnica prendo 2 chiusure giornaliere sotto/sopra un valore per togliermi i falsi segnali).

Tecnicamente lo dico perché se in un ciclo di ribasso al posto di farlo in 3 onde (A/B/c) il ciclo è di 5 onde, a quel punto l'onda 4 ( che sarebbe un rimbalzo) non potrebbe passare il min di onda 1 (A) .
Riportato sto concetto al grafico in cui ho segnato il primo ciclo A, questo ha come minimo 1.07. Poi c'è stato il rimbalzo e affondo con ciclo C.
Arrivati a questo punto il rimbalzo dal min di C se fosse stato a 5 onde non poteva assolutamente superare il min onda A (1.07) che invece ha rotto la settimana del 17 ottobre
Arrivando a 1.3xx, settimana che se noti c'è la linea verticale ( tempo fine ciclo e inizio nuovo).
 

ghianda82

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Sera quando stacchera' il dividendo di 17 cent?grazie
Nessuno sa' nulla su un possibile stacco dvd, ancor meno sull'importo.

Sul price cap mi faceva notare ir che ai prezzi attuali di brent /ural non cambia nulla. Erano a sconto di oltre 30 dollari fino settembre e son diventati 20 da settembre in poi.
Quindi dai 80 del brent si paga 60 ural come negli ultimi mesi.

Penso che occorra vedere quali raffinerie sono in grado di sostituire l'ural senza stravolgere la raffinazione, quello sarà il punto cruciale. Priolo usando 100% petrolio russo riesce riorganizzare la raffinazione sul brent rapidamente senza costi importanti?
 

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Nessuno sa' nulla su un possibile stacco dvd, ancor meno sull'importo.

Sul price cap mi faceva notare ir che ai prezzi attuali di brent /ural non cambia nulla. Erano a sconto di oltre 30 dollari fino settembre e son diventati 20 da settembre in poi.
Quindi dai 80 del brent si paga 60 ural come negli ultimi mesi.

Penso che occorra vedere quali raffinerie sono in grado di sostituire l'ural senza stravolgere la raffinazione, quello sarà il punto cruciale. Priolo usando 100% petrolio russo riesce riorganizzare la raffinazione sul brent rapidamente senza costi importanti?
Quello che mi fa strano è che è stato deciso un prezzo fisso e non legato alle condizioni di mercato.
Se il Brent và a 50 o 200 cosa fanno?
Ci mettono un mese a concordare un nuovo prezzo?
 

ghianda82

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Un amministratore temporaneo da parte dello Stato per la raffineria Isab di Priolo non sarebbe né giusto né equo e potrebbe ostacolare una eventuale vendita da parte di Lukoil. La trattativa per la cessione dell’impianto è già in fase avanzata e potrebbe concludersi entro la fine dell’anno. È il sintesi il ragionamento di Eugene Maniakhine, direttore generale dell’impianto (e Ceo della società) che si trova nell’area industriale di Siracusa nel territorio del comune di Priolo. Un impianto, si ricorderà, controllato dalla svizzera Litasco a sua volta controllata dal colosso russo Lukoil. Maniakhine sceglie di parlare con Il Sole 24Ore il giorno in cui scatta l’embargo deciso dall’Unione europea contro il petrolio russo che è stato, si è detto, l’unica fonte di approvvigionamento per la raffineria siciliana negli ultimi sei mesi a causa della scelta da parte delle banche, per quella che si chiama over compliance, di non concedere lettere di credito alla società per consentirle di acquistare petrolio sul mercato internazionale. Una situazione che ha fatto temere il peggio con possibili drastiche conseguenze non solo per i tremila lavoratori di Isab (mille diretti) ma per tutta l’area industriale che dà lavoro, secondo stime, a circa 10mila persone.

Nella serata di giovedì 1 dicembre il consiglio dei ministri ha approvato il decreto che dispone, tra le altre cose, l’amministrazione temporanea dello Stato della raffineria. Venerdì 2 dicembre Litasco ha diffuso un comunicato in cui sostiene di essere in condizione di andare avanti senza problemi.

S i è detto che senza il petrolio russo la raffineria avrebbe chiuso, ora si scopre che invece il petrolio non russo c’è. Qual è la situazione?

Oggi Isab è una società efficiente e che opera con successo ma questo non è stato un risultato facile da ottenere. Non è un segreto che la raffineria è stata in perdita per anni e ha avuto bisogno di investimenti significativi. Lukoil ha acquistato la raffineria nel 2008 e abbiamo fatto investimenti complessivi da allora di circa sei miliardi per l'acquisto, per progetti di sviluppo e per il mantenimento della capacità di lavorazione. Sei miliardi investiti nell'economia italiana. Abbiamo migliorato la struttura, la qualità dei prodotti della raffineria e aumentato la sicurezza industriale e migliorato l'impatto ambientale dell’azienda. Vorrei sottolineare che abbiamo sviluppato l’impianto in modo continuo, tenendo conto di tutte le tendenze e le sfide del settore, compresa l’agenda sul clima.

Secondo alcuni dati nel primo semestre 2022 il fatturato della raffineria è stato di poco meno di sei miliardi: mi sembra che quest’anno i conti stiano andando molto bene.

I conti sono oggi molto buoni. Oggi la raffineria è efficiente e procede con successo. Ci sono stati due anni difficili a causa del Covid, il 2020 e buona parte del 2021, ma ora possiamo dire la marginalità è migliorata.  Come già detto da Litasco, da quando ha acquisito la raffineria nel 2008, la proprietà ha investito regolarmente nel suo sviluppo. Di conseguenza, Isab è attualmente una società redditizia, una struttura tecnologicamente avanzata e un partner affidabile per tutti i suoi clienti, fornitori e appaltatori.

Oggi è il 5 dicembre, data in cui scatta l’embargo sul petrolio russo.

Oggi la raffineria è completamente pronta a operare senza interruzione in queste nuove condizioni di mercato.

Significa che voi anche senza petrolio russo siete in condizioni di andare avanti?
Sì. Le nostre riserve di petrolio sono sufficienti per mantenere la raffineria in funzione per diversi mesi. La raffineria è completamente pronta ad operare ininterrottamente nelle nuove condizioni. In particolare, le nostre riserve di grezzo sono sufficienti per mantenere la raffineria in funzione per diversi mesi. Devo sottolineare che già adesso questo grezzo in gran parte non proviene dalla Russia. Sapete che Lukoil è una società internazionale che produce petrolio in circa 10 Paesi e che il proprietario della raffineria Isab, Litasco è un trader svizzero che tratta petrolio da tutto il mondo. Pertanto, per noi non è un problema fornire una quantità sufficiente di greggio non russo per Isab.

Quindi il problema del greggio non russo non c’era? Noi abbiamo scritto che in assenza di linee di credito non sareste stati in condizione di acquistare petrolio non russo.

Come già detto, con Litasco lavoriamo per assicurarci l'approvvigionamento del grezzo necessario. Ci aspettiamo che l'approvvigionamento di petrolio non russo alla raffineria siano possibili. Non ci sono ostacoli legali. Litasco insieme all'Isab collabora con le principali compagnie per soddisfare tutti i requisiti e ridurre al minimo i rischi di trasporto.

C’è qualcosa che non capisco: se Litasco era ed è in condizione di avere il petrolio, per dire, dall’Arabia Saudita o da un altro Paese perché si è posto il problema della fornitura?

Noi siamo pronti per andare avanti in condizioni nuove: abbiamo già un programma per le forniture di grezzo per dicembre e gennaio.

Abbiamo scritto che l’ultima nave sarebbe arrivata il 28 novembre, ora abbiamo scoperto che invece sono arrivate o stanno arrivando nuove petroliere. E dal mercato internazionale. Cosa è cambiato? Avete cambiato voi strategia.

Abbiamo rispettato le sanzioni e le rispetteremo non prendendo più il petrolio russo. Lo prenderemo altrove

Ma lo pagate in contanti perché non avete le lettere di credito.

Esatto. Sul mercato internazionale lo standard prevede che vi siano le lettere di credito da parte degli istituti bancari. In questo contesto noi stiamo procedendo in altro modo: è una scelta possibile sul libero mercato. Ecco il motivo dell'assicurazione sul petrolio non russo.

Cosa ne pensate del decreto del governo: vi aiuta? Il ministro Adolfo Urso ha dichiarato che potrebbe avvalersi dell’Eni per l’amministrazione temporanea. Voi che ne pensate?

Non ho visto il testo del decreto che però sembra mettere in relazione questa opzione ad un grave rischio di continuità operativa tale da produrre pregiudizio alla sicurezza energetica e agli interessi nazionali. Come ho detto l’impianto è completamente pronto per operare nelle nuove condizioni e possiamo garantire autonomamente che continui a funzionare in modo efficace ed efficiente a beneficio di tutte le parti interessate
Se questa opzione venisse esercitata indipendentemente dalla sussistenza delle condizioni di rischio di cui sopra noi non la riteniamo né giusta né utile. Come io ho detto l'impianto è pronto a operare e noi possiamo garantire la prosecuzione in modo efficace ed efficiente. La gestione di una raffineria per noi non fa parte della competenza dello Stato. Tale decisione potrebbe contribuire alla chiusura dell'impianto e creare ostacoli per la vendita al nuovo proprietario. Per questo ci auguriamo che il governo italiano conduca un'analisi completa prima di prendere decisioni così importanti.
Per voi l’amministrazione fiduciaria dello Stato non è una decisione né giusta né utile. Intanto il ministro sostiene che anche grazie alla loro azione è stata ottenuta dagli Stati Uniti una sorta di “liberatoria” per le banche: una lettera in cui si dice che le banche possono dare le linee di credito per continuare a operare.

È difficile commentare come l’introduzione di un’amministrazione temporanea possa influire sull’impianto. Non ho visto ancora il decreto e la lettera di cui si parla. Non ho informazioni di dettaglio che mi consentano di fare un'analisi puntuale e corretta.

Ok. Parliamo della vendita: si è parlato di Crossbridge e il Finacial Times scrive di un’offerta di un miliardo e mezzo.

In effetti stiamo negoziando la vendita. Gli accordi possono essere raggiunti il prima possibile. Non posso parlare dei dettagli finché non saranno formalizzati. Nella situazione attuale, teniamo conto degli interessi di tutte le parti: il governo italiano e i consumatori italiani. Abbiamo investito molte risorse finanziarie e gestionali nello sviluppo di Isab ed è nostro interesse che l'azienda continui a operare e a crescere senza problemi.
Vorrei solo sottolineare che sotto la nostra gestione l’impianto continuerà a funzionare in modo efficiente e a rispettare tutti gli obblighi sociali, fiscali ed industriali; in caso di vendita dell’impianto, ci assicureremo che venga trasferito correttamente a un nuovo proprietario, evitando così qualsiasi impatto negativo sui dipendenti. Non è importante il paese di origine, ma la responsabilità sociale del proprietario. Isab è sempre stata un’azienda italiana per gli italiani e un’azienda europea per gli europei.

Ma Isab è ormai diventata per Lukoil un problema da eliminare, oppure se cambiassero le condizioni potrebbe mantenere la proprietà e investire ancora? Si parlava di un piano di investimenti da due miliardi per la transizione ecologica.

La decarbonizzazione è un processo inevitabile ma non può essere troppo veloce. Se andiamo troppo velocemente la decarbonizzazione può non essere favorevole per i consumatori. Il processo della transizione energetica deve essere controllato. Come ho già osservato in precedenza, abbiamo effettuato lo sviluppo di Isab tenendo conto dell’agenda climatica e considerato efficaci tali investimenti.

Ma la vendita è un fatto obbligato? Oppure c’è la possibilità che Lukoil dica no: vogliamo rimanere in Sicilia. Qual è la valutazione: di mercato oppure anche strategica?

Come ho detto siamo in discussione e se c'è la discussione significa che c'è l'idea di vendere. Noi pensiamo che l'accordo per la vendita può essere concluso in beve tempo.

Settimane o mesi?

Probabilmente entro quest’anno
 

toledo100

Brioches salate
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Ho notato che stiamo stazionando intorno a MM50 e MM100 del giornaliero. Speriamo facciano da supporto