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FaGal

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Operai, impiegati e dirigenti:
la busta paga sarebbe così


Il Fisco a due marce? Premia tutti i contribuenti. Ma in misura molto diversa. Se, per i redditi bassi il bilancio familiare è destinato a migliorare solo in minima parte, per chi ha già entrate di una certa consistenza, un prelievo che non può mai superare il 33% si presenta come un vero e proprio regalo. Lo dimostrano le simulazioni pubblicate in questa pagina ed elaborate per il Corriere dall’ufficio studi dell’Associazione artigiani Mestre. Si tratta, diciamolo subito, di elaborazioni grezze con le quali si è provveduto a calcolare le imposte dovute da sei diversi contribuenti ipotizzando l'applicazione di un'aliquota del 23% fino a 100.000 euro e del 33% dai 100.000 euro in su, come previsto dalla legge delega approvata dal Parlamento. Si è ipotizzato anche un'estensione della no tax area, la fascia di reddito completamente esente da Irpef, dai 7.500 euro attuali a 10.000 euro. Da 10.000 a 38.000 euro, invece, la copertura della no tax area è solo parziale (oggi i limiti sono 7.500 e 33.500 euro). I guadagni in termini di minore Irpef, per ciascun contribuente tipo, sono indicati su base mensile per dare un’immediata idea di quanto ognuno di essi potrà spendere in più e anche in termini percentuali per capire di quanto si riduce il carico impositivo. L’Irpef è quella lorda, non sono state considerate, quindi, le detrazioni d’imposta.
Dalle simulazione si può vedere a colpo d'occhio che con questi elementi la progressività dell'Irpef è fortemente ridotta. Manca, infatti, un altro dei tasselli previsto dalla legge delega: la trasformazione delle detrazioni in deduzioni d’imposta. I contorni di questa operazione sono però ancora nebulosi e, quindi, non se n’è potuto tenerne conto.
E’ facile prevedere che questo pacchetto di misure sarà sostanzialmente rivolto ai redditi medio e medio bassi che, nonostante la no tax area, risultano ancora colpiti da un’aliquota iniziale del 23%. Due dati esemplificativi: il risparmio di 649 euro di minore Irpef che conseguirà un operaio con un imponibile di 20.000 euro, corrisponde a un aumento del suo reddito disponibile del 3,2%. Gli 11.512 euro che risparmierà il dirigente, invece, rappresentano quasi il 13% delle sue entrate.
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=ECONOMIA&doc=TESTA19
Massimo Fracaro
Economia


Ora la faccio io una proposta provocatoria....perchè non aumentare la tassazione delle abitazioni possedute non come prima casa e sfitte?

Uniche riforme fatte:
ABOLIZIONE DELL'IMPOSTA SU SUCCESSIONE E DONAZIONIquanto di più iniquo potesse fare: avrebbe dovuto solo introdurre franchigie per imposta di registro, visto che già erano previste delle agevolazioni per imposta sui trasferimenti a titolo di morte od altra liberalità; il gettito si disse è basso, è vero ma potenzialmente sarebbe stato destinato ad aumentare, visto l'età della popolazione
PRIMO MODULO IRPEF: lascia invariata sostanzialmente la tassazione se non la sfavorisce per i redditi medio bassi, tant'è che vi è clausola di salvaguardia
IRES: vedremo
SECONDO MODULO IRPEF: meglio lasciar perdere.


FEDERALISMO FISCALE: Si faccia un solo esempio dove ha funzionato nel mondo: Germania?...USA? Si prenda la California.
Se si analizza il carico fiscale complessivo si scopre che laddove v'è federalismo sospinto la pressione non tende a diminuire ma semplicemente decresce la statale ma necessariamente accresce quella locale, salvo creare deficit spaventosi (vedremo prima o poi come sta la finanza locale BOC...).
MEGLIO UNA COMPARTECIPAZIONE AL GETTITO: meno burocrazia, più certezza nelle entrate.

Scusate

:angry: :rolleyes: :censored:
 
proposta da sito giusto

tutt'al più abbassiamo l'aliquota della ricchezza investita in attività finanziarie ed aumentiamo quella investita in beni immobili.
Meglio favorirne la movimentazione che l'immobilizzazione
 
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