Wi-Fi libero, dietrofront e polemiche..

steelhead

meloni? no ,angurie..
Registrato
6/6/01
Messaggi
49.012
Punti reazioni
2.791
il governo del fare..altra lobby altro dietro front........:wall:
In salita la liberalizzare nei locali
e negli spazi pubblici: spunta
l’obbligo di tracciare informazioni relative all’accesso dei singoli utenti
Il decreto produrrà una restrizione

luca indemini

Liberalizzare il WiFi nei locali e negli spazi pubblici italiani sembra più difficile del previsto.

Poco più di un mese fa, l’Articolo 10 del “Decreto del Fare”del Governo Letta introduceva la “Liberalizzazione dell’allacciamento dei terminali di comunicazione alle interfacce della rete pubblica”. Il primo comma sancisce: “L’offerta di accesso ad internet al pubblico è libera e non richiede la identificazione personale degli utilizzatori. Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento (MAC address)”.

Un comma ambivalente i cui rischi non sono sfuggiti al Garante per la protezione dei dati personali, che in una segnalazione inviata a Governo e Parlamento, ha posto l’accento sui rischi per la privacy dei cittadini. Se da un lato, l’articolo 10 del decreto legge n.69 del 21 giugno scorso prevede, come già avviene adesso, che chi offre accessi a Internet tramite wi-fi (come locali, bar, alberghi) non debba più identificare i clienti che utilizzano il terminale, dall’altro stabilisce l’obbligo di tracciare alcune informazioni relative all’accesso alla rete (il cosiddetto “indirizzo fisico” del terminale, Mac Address). Informazioni che, come sottolinea il Garante, ai sensi della Direttiva europea sulla riservatezza e del Codice privacy, sono dati personali, in quanto molto spesso riconducibili all’utente che si è collegato a Internet. I gestori di determinati esercizi, quali negozi, hotel, ristoranti, sarebbero dunque obbligati a tracciare il collegamento dell’utente, usando il punto di Wi-Fi libero, attraverso tecniche complesse e molto onerose. L’adempimento richiesto, aggiunge il Garante, non solo grava su un ampio numero di imprese, ma riporta in vita quegli obblighi di monitoraggio e registrazione dei dati previsti dal decreto Pisanu, che erano stati successivamente soppressi, proprio a causa degli oneri legati alla loro applicazione.

La nota del Garante si chiude con un auspicio: “lo stralcio della norma e l’approfondimento di questi aspetti nell’ambito di un provvedimento che non abbia carattere d’urgenza”.

In pratica, così come è stato concepito, il decreto produce effetti diametralmente opposti alla liberalizzazione che il Governo si proponeva. A questo punto tutto passa nelle mani delle Camere e il futuro del WI-Fi libero in Italia, nonostante proclami e buone intenzioni, rimane incerto. Non resta che sperare nella conversione in legge del decreto, per sistemare il pasticcio dell’articolo 10 e assistere una vera liberalizzazione priva di equivoci.
 
ma immaginate cosa penserebbero negli altri paesi, se sapessero di tutte le pippe e contropippe che riusciamo a tirar fuori su ogni singolo provvedimento del cavolo, per accontentare dalla prima all'ultima lobby? :wall:
 
ma immaginate cosa penserebbero negli altri paesi, se sapessero di tutte le pippe e contropippe che riusciamo a tirar fuori su ogni singolo provvedimento del cavolo, per accontentare dalla prima all'ultima lobby? :wall:

negli altri paesi lo sanno gia' e lo pensano pure
 
all' estero pensano che siamo dei kojotes a tenerci degli inetti come legislatori, p. es. quest' alta trovata

Dl Fare, ok allo sconto del 30% sulle multe - Il Sole 24 ORE

prevede che..
".In particolare, potranno accedere allo sconto del 30% i patentati "virtuosi", ovvero gli automobilisti che non hanno subito decurtazioni di punti nell'ultimo biennio, o che decidono di pagare entro 5 giorni dalla contestazione"

la sola verifica di questi requisiti "virtuosi" da parte di qualche burokrate senza qualita' sara' un altro costo in piu' per la kollettivita'
 
Indietro