Wimax News

livio.buscaroli ha scritto:
Grazie Curria :bow: ,una curiosità:hai già letto tutto? :D :D :D :D OK!

molto velocemente,ma si!!!!!!

intel in prima linea su tutti i fronti del mondo!!!!!!

speriamo arrivi anche da noi!!!!!!

l'unica cosa' che mi preoccupa,e' il nostro ministero delle tlc!!!!! :confused:
 
Curria69 ha scritto:
molto velocemente,ma si!!!!!!

intel in prima linea su tutti i fronti del mondo!!!!!!

speriamo arrivi anche da noi!!!!!!

l'unica cosa' che mi preoccupa,e' il nostro ministero delle tlc!!!!! :confused:
La fine di giugno dovrebbe coincidere con la fine della fase sperimentale italiana. OK!
 
Buona sera,
complimenti per il lavoro svolto.
avevo letto tempo fa (marzo c.a.) un articolo di affari e finanza di la repubblica riguardo ad un nuovo sistema wireless denominato WiOne messo a punto dalla Celthec (sede a Milano e laboratori a Riesi (CL)).la società, chiaramente, asseriva la superiorità del sistema a quello Wimax o Wifi oltre a costi minori.
 
franita ha scritto:
Buona sera,
complimenti per il lavoro svolto.
avevo letto tempo fa (marzo c.a.) un articolo di affari e finanza di la repubblica riguardo ad un nuovo sistema wireless denominato WiOne messo a punto dalla Celthec (sede a Milano e laboratori a Riesi (CL)).la società, chiaramente, asseriva la superiorità del sistema a quello Wimax o Wifi oltre a costi minori.
Grazie :bow: Per adesso credo che il Wimax basti e avanzi,visto che fra l' altro deve ancora essere approvato in Italia.Se il Ministero della Difesa non libera le frequenze,non parte OK!
 
Commento preso da un blog:
Wi-Max, il popolo bue può attendere


Dicono che devono sperimentare, e che le sperimentazioni saranno lunghe e difficili. Vogliono cioè farci credere che il Wi-Max, il protocollo di trasmissione che permetterebbe la connessione a internet senza fili e a costi irrisori (leggi senza Telecom Italia) sia una tecnologia immatura.

La verità è che oggi, in altri paesi, il Wimax già esiste e funziona. E allora cosa devono sperimentare? Si tratta in realtà di un espediente per ritardare il più possibile, o addirittura impedire, l'arrivo di una nuova tecnologia che spiazzerebbe il monopolista Telecom Italia, che vuole continuare a spremere i limoni come ha fatto e come sta facendo da ormai mezzo secolo.

Il popolo bue può attendere.
 
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notizie di oggi

Notizia del 26 maggio 2006 - 14:01
Orascom Telecom firma accordo con Intel Capital per Wi-MAX
Operatore egiziano dara' licenze per distribuzione servizi


(ANSA) - ROMA, 26 MAG - L'operatore telefonico egiziano Orascom Telecom ha siglato un accordo per i servizi Wi-MAX con Intel Capital. E' il primo investimento di Orascom Telebom WIMAX effettuato con il fondo Intel Capital Middle East and Turkey Fund, annunciato lo scorso novembre per il Medio Oriente e la Turchia. Orascom si impegnera' a collaborare con governi e aziende del Medio Oriente e di alcune regioni dell'Asia per ottenere le licenze per le frequenze dei servizi WiMAX.
 
Intel preme l'acceleratore sul WiMax
Intel Capital estende gli investimenti a livello mondiale nei servizi senza fili a banda larga

VNUnet.it, vnunet 29-05-2006


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Intel Capital, la divisione di Intel che si occupa di investimenti di venture capital, ha annunciato di aver siglato due contratti per i servizi WiMAX (Wireless Interoperability for Microwave Access - una tecnologia di accesso a Internet a banda larga che permette di collegarsi in modalità wireless anche a grandi distanze, in quanto può coprire fino a 50 km con un singolo punto d’accesso). Il primo contratto riguarda un investimento in Orascom Telecom WiMAX

Limited e rappresenta il primo investimento effettuato tramite il fondo Intel Capital Middle East and Turkey Fund annunciato lo scorso novembre per il Medio Oriente e la Turchia. Orascom Telecom WiMAX Limited si impegnerà a collaborare con governi e aziende del Medio Oriente e di alcune regioni dell'Asia per ottenere le licenze dello spettro di frequenze adeguate per la distribuzione di servizi WiMAX. Il secondo contratto invece è relativo ad un investimento in Worldmax, una joint venture con l'olandese Enertel Holding, che si dedicherà alla distribuzione di servizi WiMAX nei Paesi Bassi. Le trattative sottolineano il continuo impegno di Intel Capital finalizzato alla distribuzione dell'accesso a Internet a banda larga e a basso costo tramite reti WiMAX in tutto il mondo.
 
Telecoms e Mobility Conference 2006
L’evento, promosso da IDC, si terrà il prossimo 21 giugno 2006 a Milano presso l’Hotel Executive, Viale Don Luigi Sturzo, 45



L'offerta di servizi e tecnologie legate al mondo delle telecomunicazioni si sta rinnovando profondamente, creando opportunità importanti sia per gli utenti finali (aziende e individui), sia per gli stessi operatori telecom e ISP, ma anche per le aziende interessate dal processo di “convergenza digitale” (editori, broadcaster, produttori di contenuti digitali, portali ecc.).



Obiettivo della manifestazione IDC è di mettere in evidenza lo stato di evoluzione e le opportunità concrete collegate alle tecnologie, alle piattaforme, ai servizi che rappresentano la nuova “wave” delle telecomunicazioni: dalla distribuzione di contenuti in Rete, grazie alle piattaforme di IPTV, DBV-H e al digitale terrestre, all'integrazione tra servizi di rete fissa e mobile (e alle piattaforme IT che supportano questa integrazione), allo sviluppo dell'accesso wireless grazie al Wi-Fi e in prospettiva all'offerta WiMAX, all'integrazione della voce su IP e ai servizi managed che ne stanno diventando un importante corollario.



All'interno di questo scenario, compito degli operatori dell'offerta è di evidenziare lo stato di avanzamento e l'applicabilità delle proprie offerte innovative, oltre ai benefici che ne derivano per gli utenti; sta invece alle aziende utenti di individuare in quali aree possano sfruttare al meglio queste nuove opportunità che vengono loro proposte. L'abbondanza di soluzioni richiede infatti un'attenta valutazione delle singole tecnologie/soluzioni, per potersi dare delle priorità di intervento e quindi selezionare correttamente gli investimenti da pianificare nel breve medio-termine.



Date le tensioni che ormai da tempo riguardano i budget a disposizione dei responsabili ICT aziendali, questa attività di selezione diventa estremamente critica per garantire il giusto supporto all'operatività e quindi alla competitività dell'azienda. Disporre delle giuste informazioni per decidere è quindi fondamentale: fare chiarezza su queste tematiche è appunto l'obiettivo dell'evento IDC e degli operatori dell'offerta che ne sono gli sponsor.



Il target dell'iniziativa, data la vastità del tema, coinvolge diverse figure aziendali:

End users-enterprise: resp. IT/TLC, resp. acquisti, resp. organizzazione, CEO, CFO
Operatori del mondo del “digital contents”: fornitori di contenuti, integratori, fornitori di soluzioni “abilitanti” (sicurezza, billing, content management), nuovi consorzi operatori televisivi DTT
Terze parti: tendenzialmente interessati in quanto operatori del canale che lavora sui segmenti fonia enterprise
Operatori telecom e network


Il programma di Telecoms e Mobility Conference 2006 è consultabile online.
 
mercoledì, maggio 31, 2006
Cossiga per accelerare sul WiMAX

Interessante questa agenzia (ANSA) sul WiMAX:

Cosa intende fare il governo per favorire al piu' presto la liberazione delle frequenze del Wi-Max, attualmente impegnate dal ministero della Difesa, cosi' da poter avere internet senza fili e con pochi ripetitori su tutto il territorio nazionale?: e' quanto si chiede in una interrogazione parlamentare al ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni presentata alla Camera da Franco Grillini (Ds) e al Senato dal presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.

Le licenze per un utilizzo a livello nazionale di questa tecnologia non sono state ancora assegnate a differenza di quanto e' gia' avvenuto i diversi Paesi europei, e questo in quanto le frequenze sono ancora impegnate dal ministero della Difesa''. Per questo, Grillini e Cossiga chiedono al ministro Gentiloni di ''concedere al piu' presto le licenze a livello nazionale per l'uso della tecnologia Wi-Max, con il preciso scopo di ridare slancio alla concorrenza a favore dei consumatori, dello sviluppo e della innovazione tecnologica e per ridurre l'ormai annoso problema del digital divide''. (ANSA).
 
Buona sera,

Sono campanilista :D


Martedì, 28 Febbraio 2006 - 20:07 - 1390 Letture
Mentre il Wi-fi sta lentamente diffondendo e sono in pieno svolgimento i test per il Wimax, a sorpresa spunta una nuova tecnologia. Tutta italiana.

Si chiama WiOne è realizzata dalla Celtech ed è stata presentata a Milano dove c'è stata anche un breve dimostrazione del funzionamento. Un auto, alla velocità di 30-40 all'ora ha girato in un parcheggio vicino a un palazzo dove al 14° piano era piazzato un hot spot mostrando tramite una webcam le immagini della zona. “WiOne - ha spiegato Lino Calcagno, vicepresidente della società milanese - è un protocollo avanzato completamente compatibile con il Wi-fi (802.11 a/b/g) in grado però di aumentare la zona servita e il bit rate”.

La tecnologia, che si basa sull'emissione di due polarizzazioni ortogonali per il campo elettromagnetico anziché una, offre una combinazione ottimale delle polarizzazioni ricevute dal segnale. Questo permette di avere trasmissioni del segnale anche in verticale e di raggiungere anche i 108 Mb di velocità fra due apparati visibili tra loro a 70 km di distanza. La distanza è scesa a 40 km quando gli apparati non erano visibili e dunque la trasmissione incontrava ostacoli sul cammino. “A differenza del Wi-fi - ha aggiunto Calcagno - è garantito il passaggio da una cella a un'altra senza perdita di segnale e in confronto agli 11 canali classici del wireless in questo caso ne abbiamo a disposizione 316 con fornitura di servizi separati per ogni canale”. Un apparato WiOne, sottolinea il vicepresidente della società, permette di ospitare fino a 1.200 utenti connessi separatamente su Wan con una velocità di 10 Mb ciascuno.

Copertura di cinquecento metri in orizzontale con un unico dispositivo al chiuso e 1.500 metri all'aperto sono le altre prestazioni offerte dalla tecnologia che, assicura il management di Celtech, è competitiva anche sui costi e la facilità d'installazione. Compatibile con i pc attualmente in circolazione, WiOne utilizza un client proprietario che ne migliora le prestazioni ma funziona anche con altre soluzioni. “La certificazione scientifica della tecnologia - spiega Giulio Bensaja, presidente della società - è arrivata dal Centro radioelettrico sperimentale Guglielmo Marconi, mentre stiamo procedendo per quanto riguarda l'omologazione degli apparati”. Contatti sono poi stati attivati con i provider e con produttori di schede madri e pc per la produzione di schede con il software di Celtech.
 
Un gruppo di giovani ingegneri muove alla conquista del mercato Wi-Fi.
Prima ha inventato il modo di sfruttare i punti deboli dei sistemi tradizionali per ottenere prestazioni mai viste in termini di copertura e velocità di trasmissione. Ora Celtech, la società da loro fondata, si dice pronta a realizzare le infrastrutture che sconfiggeranno il digital divide

Di Andrea Lawendel

E' veramente la storia di una visione quella in cui è incappato Marco Zamperini la scorsa settimana a Milano. «Sei stato alla presentazione di Celtech in Camera di Commercio?» mi chiede il nostro Virgilio delle tecnologie “alte”, ma possibilmente sostenibili. No, che cosa fanno questi di Celtech ( www.celtech.it )? La domanda più corretta sarebbe che cosa “non” fanno. Bisognerebbe vedere per credere, spiega a questo punto Zamperini, ma in sostanza è una piccola startup che, da un laboratorio sperduto in una remota località della provincia di Caltanissetta, ha inventato e promosso una tecnica in radiofrequenza che rende ancora più potenti le capacità del Wi-Fi. In che senso “più potenti”? Beh, uno dei problemi delle frequenze di lavoro del Wi-Fi è la portata ottica dei segnali. In presenza di ostacoli e schermature le onde radio dello standard per eccellenza di Internet senza fili si “frantumano” e perdono consistenza, come imparano presto coloro che, abitando in un appartamento di più stanze, si ritrovano senza connettività mettendo una o due pareti tra il computer e la stazione base. L'access point messo a punto da Celtech, invece, riesce a coprire distanze molto maggiori e spazi chiusi molto più complessi. Idealmente, affermano i giovani tecnici della startup di Riesi, basta una sola antenna in cima a un edificio per coprire tutti i piani, senza ripetitori interni. Con questo sistema, chiamato WiOne, Celtech ha già effettuato lavori di copertura Wi-Fi del campus universitario dello Iulm di Milano.

Le origini dell'invenzione
Moreno Bertarelli, vicepresidente di Celtech (il presidente è Giulio Bensaia che, normalmente, con il suo gruppo si occupa di tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili) spiega a Data Manager le origini di questa incredibile invenzione, anticipando quelli che saranno i modelli di business di Celtech. Cinque anni fa, spiega Bertarelli, il gruppo Bensaia si imbatte in alcuni giovani della Sicilia profonda che sembrano avere un'idea molto coraggiosa. «Invece di assumerli e costringerli a muoversi gli abbiamo costruito intorno una piccola struttura di ricerca e sviluppo e per cinque anni li abbiamo fatti lavorare senza emettere una sola fattura». Un investimento modesto, per gli standard del venture capital americano, ma non indifferente se trasportato in una realtà come quella di Riesi: 4 milioni di euro. «Ora quel piccolo nucleo originario vanta una dozzina di ingegneri informatici - prosegue Bertarelli, che ammette anche -: sicuramente un po' di fortuna l'abbiamo avuta. Non avremmo mai pensato che la soluzione Celtech avrebbe operato in un segmento di frequenze libero da licenze e che arrivasse in un momento di grande interesse per il Wi-Fi. Ma abbiamo avuto il merito di crederci, senza essere specialisti in questa particolare tecnologia».

Cosa fa WiOne
Qual è la particolarità di WiOne? La prima caratteristica è quella citata: in un tipo di modulazione che normalmente si propaga sul piano orizzontale e in vista ottica, WiOne aggiunge una componente propagativa verticale e può quindi funzionare in doppia chiave applicativa. Quella degli access point o stazioni base, per offrire copertura Wi-Fi in ambienti articolati, e quella del cablaggio via etere. Nell'uno e nell'altro caso, rispetto alle attrezzature Wi-Fi tradizionali, verso cui WiOne è in ogni caso del tutto trasparente, è possibile ottenere risultati di copertura e distanza di gran lunga superiori senza ricorrere allo stesso numero di nodi. In pratica, nei casi in cui il Wi-Fi “normale” richiede la progettazione di un impianto complesso, con diversi ripetitori, WiOne se la cava con poche stazioni, addirittura una sola. «Se la preoccupazione di tutti è aumentare la potenza e il numero di apparati, WiOne va dalla parte opposta, sfruttando al massimo fenomeni come la rifrazione per migliorare le prestazioni dove gli altri registrano un degrado delle stesse». Secondo Bertarelli il tipo di modulazione usata e gli algoritmi che la governano sono compatibili con Wi-Fi, «ma per chi deciderà di utilizzare il nostro hardware anche a bordo dei terminali client, per esempio, saranno possibili larghezze di banda di connettività doppi rispetto ai Mbps dello standard 802.11g. E per le sue caratteristiche WiOne è anche più adatto allo sfruttamento della banda wireless in condizioni di mobilità degli utenti».

Il modello di business
Detta così è quasi difficile crederci. Ma quasi ad anticipare le reazioni degli scettici, conclude Bertarelli, Celtech ha optato per una strategia di grande prudenza. Prima di presentarsi ufficialmente alla stampa e ai potenziali clienti a Milano, dove è stata allestita una dimostrazione basata su un link WiOne dalla sede milanese della Camera di Commercio alla sede dell'azienda, in via Murat, molto più a nord, Celtech ha avviato i lavori di Matera e dello Iulm, conquistando anche altri clienti. Già, i clienti. L'altro aspetto che distingue questa startup da altri concorrenti, tecnologia a parte, è un modello di business molto diverso da quello basato sulla semplice vendita di apparati o di licenze. «Noi non vogliamo vendere WiOne ma proporci come realizzatori di infrastrutture che verranno messe a disposizione di altri operatori», o di altri utenti che pagheranno per un servizio. Uno degli obiettivi primari, almeno in questa prima fase, è indirizzare la problematica del digital divide. «Secondo il Mnistero delle Comunicazioni, ci sono sette milioni di italiani in una percentuale del territorio, pari al 23% del totale, che rischiano di non avere mai la larga banda», osserva Bertarelli. Secondo Celtech, WiOne e non Wi-Max è la tecnologia vincente per una sfida ambiziosa come è il ponte di connettività da gettare verso questo bacino trascurato da tutti gli altri operatori a causa di uno sfavorevole rapporto tra investimenti (certi) e ritorni (potenziali). E l'arma segreta starebbe proprio nella possibilità di offrire al tempo stesso copertura capillare insieme a quello che in termine tecnico si chiama “back hauling”, cioè la capacità di interconnettere la banda della dorsale ai punti, remoti, in cui questa banda deve essere ridistribuita tra gli utenti finali. «A noi basta un access point dove altri devono metterne venti per realizzare le infrastrutture che operatori, Pubbliche Amministrazioni, Internet provider, potranno affittare per raggiungere nuovi utenti», conclude il vicepresidente di Celtech.
 
Grazie per il contributo,ragazzi/e.Continuate così OK!
10/04/06
WiMax in dirittura d’arrivo
SUSANNA JACONA SALAFIA

Connessioni internet ultraveloci a banda larga (fino a 70 Mbit/s) con il nostro pc portatile, Pda o cellulare 3G, sul treno, in macchina o ovunque sia difficilmente accessibile una postazione telefonica fissa o mobile. Servirà non soltanto a chi viaggia o si sposta ma anche in quelle aree attualmente non servite da Adsl o Umts, come le zone costiere o montuose, e quindi in digital divide. Sembra un sogno, ma accadrà già dal 2007 se si considera il ritmo impressionante di crescita annuale del mercato di questa nuova tecnologia:+759% nel 2005 con 142,3 milioni di dollari secondo uno studio della società di consulenza di mercato Infonetics research.
Stiamo parlando di "WiMax", una tecnologia simile al wifi, ma che è riuscita a raggiungere una copertura di 50 chilometri e sulla quale oggi punta molto il mercato mondiale Itc. Intel, nel 2004 ha già presentato il primo "chip" mentre, il "craig" di questo tipo di investimento, cioè il suo tasso di crescita annuale in cinque anni, secondo gli analisti di Infonetics sarà del 134% con un mercato di un miliardo e 600 milioni di dollari nel 2009.
A giugno 2006, in coincidenza con il "PlugFest" di Malaga, si effettueranno test di conformità e interoperabilità del protocollo Wimax, tra gli operatori, come già era avvenuto sempre a Malaga e a Pechino nelle due PlugFest del 2005 e l’ultima svoltasi in Francia a Marzo. Si tratta di un evento organizzato dal Wimax Forum (www.wimaxforum.org), un consorzio di oltre 200 compagnie (per l’Italia, la Telecom) da tutto il mondo che da due anni studia l’applicazione e l’implementazione del nuovo protocollo Wimax 802.16e. Nelle PlugFest del Wimax forum le compagnie aderenti al circuito possono cosi testare tra loro la capacità di fornire un reale connessione WiMax, valutando cosi l’omogeneità del protocollo tra loro per la standardizzazione di uno spettro di frequenze. Il superamento del test consente cosi di ottenere la "certificazione" WiMax dal Forum internazionale. A Malaga sarà la volta delle compagnia Ict spagnola Cetecom e la stunitense Aeroflex, produttrice di hardware.
Altri 10 operatori del forum hanno avuto la possibilità di testare la loro conformità del protocollo WiMax nelle precedenti 3 PlugFest. Dal Gennaio scorso il WiMax forum ha cominciato a rilasciare la "certificazione" a quattro "base station" tra quelle che hanno superato il test: Aperto Network, Sequans, Wavesat, Redline Communication. Sono provider in grado già di fornire nodi WiMax per una connessione a banda larga nel raggio di 50 chilometri. L’obiettivo del forum è quello di certificare al più presto tutte le aziende che ne faranno richiesta in modo da moltiplicare i nodi e raggiungere veramente una copertura WiMax globale del pianeta. I nodi outdoor, gestiti in gran parte da autorità ed enti locali, rappresentano un segmento interessante di questo nuovo mercato, secondo lo studio di Infonetics, totalizzando 110 milioni di dollari nel 2005, cioè quasi l’1% dell’intero mercato mondiale.
In Italia, intanto il ministero delle Telecomunicazioni ha chiesto alla Difesa di liberalizzare le radiofrequenze su cui si basa la tecnologia, onde agevolare la sperimentazione WiMax in corso nel nostro Paese. Alla sperimentazione italiana è stata infatti assegnata dal Ministero una radiofrequenza( tra i 3400 e i 3600 Mghz) che non è quella usata dal WiMax forum e da Intel del nuovo procollo 802.16(da 10 a 66 Ghz). L’Italia quindi rischia di rimanere fuori da questa importante tecnologia.
 
Ultima modifica:
WiMax: presentata interrogazione parlamentare per accelerare la liberazione delle frequenze

PMI BUSINESS, clicca qui per leggere la rassegna di Key4Biz , 01.06.2006 10:55

Master Operativo con Stefano Masullo

Il WiMax, tecnologia broadband wireless tra le più promettenti, potrebbe consentire una maggiore concorrenza nel settore delle tlc italiane, nonché favorire il superamento del digital divide.

Bisogna però accelerare la liberazione delle frequenze, attualmente utilizzate dal ministero della Difesa, per permettere il lancio dei servizi commerciali su tutto il territorio nazionale.

È quello che chiedono in un’interrogazione parlamentare al ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni il deputato dei DS Franco Grillini e il senatore a vita Francesco Cossiga.

Considerato come il fratello maggiore del Wi-Fi, già integrato in molti Pc, il WiMax è una tecnologia senza fili ad alta velocità per le lunghe distanze che lavora sulla frequenza del 3.5 GHz, attualmente utilizzata anche dalla Difesa per applicazioni in ambito NATO.

Il WiMax, a differenza del Wi-Fi il cui segnale si estende fino a 100 metri dall'antenna, si spinge fino a 100 chilometri e può dunque consentire la copertura di ampie zone del territorio nazionale a prescindere dalle condizioni orografiche e della densità della popolazione.

Il sistema inoltre è molto più economico e pratico da implementare poiché non richiede il costoso processo di cablatura per far passare cavi e fibre ottiche e garantisce una copertura omogenea anche nelle aree geografiche più remote o svantaggiate dal punto di vista orografico.

Una diffusione capillare del WiMax aprirebbe inoltre la strada a tutta una serie di servizi innovativi come il VoIP, una tecnologia dirompente che permette di bypassare le linee telefoniche tradizionali, ottenendo un notevole risparmio sui costi delle telefonate.

“Un intervento di questo genere - spiega Franco Grillini- servirebbe a cancellare le distanze e le differenze tra i territori nel Paese, rendendo disponibile ovunque la banda larga a tutti. Tutto questo a costi ridottissimi”

Il Ministero delle Comunicazioni ha richiesto una progressiva liberazione delle frequenze e ha avviato un tavolo di lavoro con la Difesa per superare gli ostacoli tecnico-operativi, ma le trattative sono risultate più laboriose del previsto anche se le sperimentazioni – che si concluderanno il 30 giugno - stanno dando ottimi risultati.

Secondo Cossiga e Grillini, l'uso del WiMax non solo “consentirebbe di superare il problema dell’ultimo miglio, favorendo la concorrenza tra le società di telecomunicazione”, ma consentirebbe “di eliminare il 'digital divide', il divario esistente nell'accesso alle nuove tecnologie, tra città e piccoli comuni o zone di montagna, permettendo lo sviluppo del telelavoro e l'insediamento di nuove iniziative industriali anche in zone attualmente poco servite da infrastrutture e collegamenti”.

A differenza di quanto sta avvenendo in altri paesi europei (la Francia ha già autorizzato 44 licenze WiMax), in Italia sono in corso solo le sperimentazioni, mentre le licenze per un utilizzo a livello nazionale non sono state ancora assegnate proprio perché il ministero della Difesa sembra essere restio a sbloccare l’uso delle frequenze.
Tra gli operatori attivi nelle sperimentazioni della tecnologia nel nostro Paese, Fastweb, Siemens e Rai Way stanno conducendo dei test in Val d’Aosta, Alcatel nel comune di Arezzo, Marconi in Piemonte e Sicilia, Enterprise Digital Architects nella città di Milano, mentre Ericsson ha lanciato l'iniziativa Wimax Open Trial, per valutare caratteristiche e applicabilità delle soluzioni Wimax.

Secondo il progetto di copertura sviluppato da Siemens per coprire l’intero territorio italiano servono investimenti dell'ordine di 200-300 milioni di euro e un numero di stazioni radio-base compreso tra 2.000 e 3.000. i tempi di realizzazione non dovrebbero essere superiori ai due anni.

*di Alessandra Talarico. Per gentile concessione Key4biz.it - Copyright 2006 - Tutti i diritti riservati
 
ciao omonimo,io questa maiala l'ho venduta a 0,480 e da allora non riesco + a tradarla...ho sempre il terrore dell'inkulata.
 
livio1972mi ha scritto:
ciao omonimo,io questa maiala l'ho venduta a 0,480 e da allora non riesco + a tradarla...ho sempre il terrore dell'inkulata.
Io invece l' inkiulata l' ho presa a non venderla a0,64 ed ora me la ritrovo al punto di partenza :wall: :wall: :wall: Ciao Livio OK!
 
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