Zero Coupon e Buoni Postali

jaga

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25/9/03
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Sto guardando sul sito delle poste il valore di un mio vecchio buono postale di 11 anni fà valore 1 milione di lire 516 Euro secondo il loro calcolo on line adesso mi rimborsano dopo le tasse 1155 euros
Sto prendendo in considerazione lo ZC Bei con scadenza 2016 che quota 65 e rotti non so come calcolare cosa è + conveniente se rifare un B P oppure acquistare Zc tenendo conto che sono soldi da cassetto e basta .
in teoria in 11 anni il postale è raddoppiato mentre a 10 anni lo ZC mi rende di meno ,come faccio i calcoli '
Grazie e scusate se la domanda è troppo semplice :p
 
Secondo me, detta cosi, ti converrebbe uno zc. Considera che i tassi a potrebbero un pò salire e quindi ti potrebbe convenire attendere qualche mese. Lo pagheresti meno
 
giangi72 ha scritto:
Secondo me, detta cosi, ti converrebbe uno zc. Considera che i tassi a potrebbero un pò salire e quindi ti potrebbe convenire attendere qualche mese. Lo pagheresti meno
Esatto... Attendiamo un paio di mesi e poi si compra!!
Parcheggia su CA o Santander... OK!
 
ildecimo ha scritto:
Esatto... Attendiamo un paio di mesi e poi si compra!!
Parcheggia su CA o Santander... OK!
Un parcheggio su bot a 6 mesi al 2,3% netto? Cosa ne pensate?
 
Investire una cifra relativamente modesta oggi, per ...
I nvestire una cifra relativamente modesta oggi, per ricevere una somma di tutto rilievo fra vent'anni. Costruirsi, insomma, una sorta di polizza vita che, alla scadenza prefissata, verserà un capitale assai interessante al risparmiatore, senza che egli debba pagare, ogni anno, il relativo premio. Il comparto obbligazionario propone anche questa opportunità. Si tratta di uno strumento non molto diffuso, perché sono pochi gli emittenti disponibili a collocarlo, ma sufficientemente presente sui mercati perché possa essere acquistato dai risparmiatori. Stiamo parlando delle obbligazioni zero coupon, la cui caratteristica consiste nel pagamento della cedola in un'unica soluzione, alla scadenza del prestito.
A differenza dei principali titoli in circolazione che, con cadenza trimestrale, semestrale o annuale, versano ai sottoscrittori le cedole stabilite al momento dell'emissione, le obbligazioni zero coupon non ne pagano alcuna, durante la vita del prestito, ma rimborsano all'investitore il valore nominale, al lordo dell'imposta sostitutiva. Il valore nominale è quindi comprensivo degli interessi maturati.
Com'è possibile, potrebbe chiedersi un risparmiatore? Per semplificare il concetto, è sufficiente ripensare alle caratteristiche dei Bot, i Buoni ordinari del Tesoro. Questi strumenti sono strutturati in modo tale da non pagare gli interessi che alla loro naturale scadenza. Interessi che risultano dalla differenza tra il valore nominale che si incasserà e il prezzo pagato all'acquisto.
I prestiti zero coupon hanno simili caratteristiche: il guadagno che l'investitore otterrà dipenderà dalla differenza tra valore di rimborso e prezzo pagato. Due aspetti importanti differenziano le loro caratteristiche da quelle dei Bot: la durata, generalmente compresa fra 15 e 20 anni, ma che può risultare superiore, mentre per i Buoni la scadenza massima è di 12 mesi e l'applicazione dell’imposta sostitutiva. Nel caso dei Bot l’aliquota del 12,5% interviene all'emissione del titolo al pubblico, per cui alla scadenza il risparmiatore persona fisica incasserà il valore nominale, senza decurtazioni. Nel caso degli zero coupon, invece, l'imposta verrà applicata alla data del rimborso. Attenzione, però: l’aliquota del 12,5% colpisce la differenza tra 100 e prezzo di collocamento e non di acquisto.
Il prezzo di collocamento e la quotazione di questa tipologia di strumenti sul mercato secondario sono determinati dal livello dei rendimenti. Più elevati sono, minore sarà il valore del titolo, e viceversa.
Perché comprare zero coupon? E, al tempo stesso, quali i possibili rischi che comporta la loro presenza in portafoglio? Comprarli, perché gli strumenti con durata lunga vengono scambiati, in questa fase, ad un prezzo di circa 40. Come dire: s'investono 40 mila euro, per riceverne 100mila lordi alla scadenza. E così in proporzione: 20mila euro, per riceverne 50mila, e ulteriori possibilità. Basta dare un’occhiata alla tabella. Il prestito Bei con scadenza 2026 è quotato a 40,23 e offre un rendimento lordo del 4,25%. Con il bond di Intesa (2028) il rendimento è del 5,25% visto che è quotato 32,90.
La gestione di questa tipologia di titoli, inoltre, è la più semplice in assoluto, perché non prevede reinvestimento cedolare, se non alla data di rimborso, una volta ogni 20 o più anni, mentre un prestito normale richiede l'intervento del risparmiatore con cadenza di 3, 6 o 12 mesi.
Il rischio, in prospettiva di tassi in rialzo, è che la quotazione del titolo possa diminuire nei prossimi mesi e che, se la previsione si dovesse rilevare corretta, attendendo qualche tempo, sarebbe possibile acquistare zero coupon a prezzi inferiori a quelli attuali.
Di questa ipotesi, non v'è certezza alcuna. Strategicamente, tre sono le direttrici sulle quali muoversi:

destinare una quota del portafoglio pari al 15-20%, se si è cassettisti;

scegliere emittenti ad alto rating visto che la durata dei prestiti è mediamente lunga;

chi vuole valutare ciò che accadrà sui mercati finanziari in materia di tassi potrebbe investire ora una quota di patrimonio e un’ulteriore fetta tra qualche mese se, effettivamente, i prezzi saranno scesi.
Nessuna preoccupazione se si preferisce uno strumento zero coupon con scadenza più ravvicinata: il mercato propone anche durate quinquennali o decennali, i cui prezzi di mercato tendono ad avvicinarsi sempre più a quello di rimborso, 100, ma offrono la stessa semplicità di gestione e propongono una minore rischiosità, qualora i rendimenti di mercato dovessero salire.
Ma il vero fascino di questi titoli è quello di comprare a poco quello che verrà poi rimborsato a un valore superiore. Insomma, meglio guardare lontano.
corriere
 
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