Fausto Pirandello

Alessandro Celli

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Sarò comunque breve, tanto questo 3D finirà in sedicesima pagina dopo oggi.:boh::boh:


Nel 1925 si presenta al pubblico per la prima volta, a quasi ventisei anni, alla III Biennale Romana, esponendo un quadro di Bagnanti, un tema che, insieme a quello della natura morta, lo accompagnerà per tutta la vita.

Da una sua delle ultime interviste:
“Veramente io non mi sono mai discostato da un riferimento alla realtà, anche se, anzi proprio perché la realtà è l’invenzione che ciascuno di noi fa del mondo che percepisce”.

Lucien Freud e Fausto Pirandello: che affinità esiste fra il nipote di Sigmund, padre della psicoanalisi, interprete massimo dei turbamenti umani ed il figlio di Luigi Pirandello la cui indagine sui disturbi e le follie della personalità è materia viva della sua drammaturgia ?
interessante quesito, eh;)

Maggiori info qui:
Opere - Associazione Fausto Pirandello
oppure qui:
Fondazione Fausto Pirandello
 

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Alessandro Celli

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Ah, già, che sbadato:wall::wall:

Dimentico sempre che siamo in un sito di finanza.

E va bene, dai, la prima opera che vedete sopra è passata da Christie’s Milano nell’aprile di quest’anno.
Opera del 1939, Cm : 64 x 100 cm Provienza: Collezione V. Bompiani, Milano; Galleria Gian Ferrari, Milano

Aggiudicata a circa 200 mila euro.:o
 

Alessandro Celli

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Nota : opera del 1923 .... Lucian Freud aveva un anno.
 

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AM-Art

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Bel thread, bravo! Ci pensiamo noi a tenerlo in prima pagina.
 

Alessandro Celli

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grazie.... in fondo,
come diceva lui

"Nulla è più complicato della sincerità".
OK!
 

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NonOmnisMoriar

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Si racconta che una volta, a Parigi, nel rinomato quartiere di Montparnasse, ove Fausto Pirandello si era stabilito con la moglie Pompilia fin dal 1927, un critico amico di Picasso, ospite nella casa di importanti collezionisti, vide un quadro dell'ultimogenito del futuro Premio Nobel per la Letteratura (1934), Luigi, e disse: "Perbacco! Questo dipinge meglio di de Chirico!"
Aggiungendo, un attimo dopo: "E non solo..."

P.s. Brixia, chapeau x questo 3d!
 

Alessandro Celli

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Si racconta che una volta, a Parigi, nel rinomato quartiere di Montparnasse, ove Fausto Pirandello si era stabilito con la moglie Pompilia

Pompilla, sì .... modella di posa che aveva sposato in gran segreto nel 1927:cool: tant'è vero che lo stesso Luigi Pirandello sarebbe venuto a conoscenza del matrimonio solo nel 1930:D
 

NonOmnisMoriar

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Lo trovo uno fra i più ispirati e suggestivi pittori di figura del primo Novecento. Hai fatto bene a citare l'anticipo temporale che la ricerca di Fausto Pirandello ebbe, ad esempio, rispetto a quella di Lucian Freud.
Dipinse corpi emblematici, talvolta di uno squallore fisico evocativo di uno ben più marcato, interiore.
Esponente di spicco della Scuola Romana, ne estese l'attenzione ad altre latitudini, in virtù di un talento pittorico e di una ricerca introspettiva rilevanti ben oltre i confini nazionali.
So per certo come Velasco (Vitali) sia un suo grande estimatore.
 

Alessandro Celli

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provo qui a proporre la lettura di una sua opera.

Lettura di Fabio Benzi

«La tempesta rappresenta una scena che, come sempre in Pirandello, accentua gli aspetti surreali e drammatici di una realtà scarna, esistenzialmente sofferente. L’idea nasce da una visione di tempesta estiva nella campagna di Anticoli Corrado, il paese vicino Roma dove molti artisti risiedevano.
Qui in particolare vivevano Emanuele Cavalli e Giuseppe Capogrossi, suoi amici e sodali nella prima elaborazione della Scuola Romana.
Il tonalismo, che partendo dalla loro ricerca era divenuto il linguaggio giovanile di punta nell’Italia degli anni Trenta, si esprime qui attraverso una ricerca di scavo nella realtà dei corpi e delle cose, che genera un senso di allarme e di inquietudine.

Il dramma della tempesta, metafora di un disastro incombente, sembra presagire le distruzioni della guerra che di lì a poco scoppierà, con la fuga disordinata di figure il cui terrore è reificato nelle sottane sollevate che trasformano le donne in lugubri fantasmi, immagini di disperazione e terrore senza volto.
Il miracoloso stamparsi di una foglia secca sul nero violaceo della gonna strappata dal vento mostra come a quel terrore sia impassibile l’ineluttabilità della natura.
Pirandello dà della scena una soluzione visionaria e inquietante, attraverso figure spatolate, dalle posizioni e dai gesti quotidiani, ma come bloccate in composizioni ritmiche e innaturali: figure dominate da un’ansia immanente, conturbante e surreale.
L’artista compone attraverso l’indagine di uno spazio distorto, sempre planato su schemi diagonali e instabili, quegli spazi vuoti che la coscienza non riesce a colmare nel suo rapporto complesso con la realtà.
Ci restituisce senza retorica, attraverso una materia scabra e allo stesso tempo sontuosa, una condizione umana dolorosa, di straordinaria forza spirituale».
 

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Alessandro Celli

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a meno che non invitiamo Giovanni Faccenda a scrivere qui, mi sa che saremmo in pochi.
Ma mi auguro qualcuno comunque ci legga:(


i tetti parigini : si nota come avesse compreso la grandezza di Cézanne.

vi propongo questa, arroccata in una materia rivolta al punto da mimare in tre spazi netti comignoli, tegole e grondaia.
Eppure la intotola "tetti"
Eccerto che doveva intotolarla tetti : tutto sta in quel nero del fumaiolo, visto?:cool:
 

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a meno che non invitiamo Giovanni Faccenda a scrivere qui, mi sa che saremmo in pochi.
Ma mi auguro qualcuno comunque ci legga:(


i tetti parigini : si nota come avesse compreso la grandezza di Cézanne.

vi propongo questa, arroccata in una materia rivolta al punto da mimare in tre spazi netti comignoli, tegole e grondaia.
Eppure la intotola "tetti"
Eccerto che doveva intotolarla tetti : tutto sta in quel nero del fumaiolo, visto?:cool:

Magari!!! È uno che non ha bisogno di staff per scrivere. Lo sa fare benissimo da solo.
 

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