Monti euroconservatore, tsunami politico

ceck78

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Roma, 14-12-2012

"La partecipazione di Mario Monti alla riunione del gruppo europeo del Ppe è un elemento di chiarificazione che mi rassicura perché è evidente che il premier ha aderito al campo conservatore". Questa la chiave di lettura degli eventi delle ultime ore proposta da Nichi Vendola a Radioanch'io. Ma il pressing dei Popolari Europei su Monti perché assuma la guida dei moderati italiani scuote l'intero panorama politico italiano e rimette in discussione tutte le ipotesi costruite sugli attuali rapporti di forza registrati dai sondaggi.

Vendola: Monti con l'austerity ha aggravato la crisi
"La sua - ha aggiunto il leader di Sel - è stata una scelta forte fatta da un euroconservatore". Il presidente della regione Puglia ha comunque sottolineato che "avere in Europa una personalità come quella di Monti è altra cosa rispetto al capitolo berlusconiano che consideriamo una storia finita". In ogni caso, per Vendola "con il governo Monti la crisi si è aggravata, recidendo ogni prospettiva futura di lavoro per i giovani".

Il Pd in difficoltà
La prosepttiva di essere schiacciati a sinistra dalla necessità dell'allenza con Vendola e di vedersi 'scippare' da Monti il sostegno dei centristi. "L'ho detto a Monti personalmente, ora glielo dico pubblicamente: sta logorando la sua immagine - spiega al Corriere della Sera Massimo D'Alema - Preservi se stesso, sia utile al Paese, non si faccia coinvolgere negli spasmi di una crisi politica sempre più convulsa e sconcertante per i cittadini". Per il presidente del Copasir, insomma, "Monti non si deve candidare". D'Alema si sofferma sulla offerta di Silvio Berlusconi a Monti: "E' una mossa
disperata per ribadire il suo potere sul centrodestra. Però mette in rilievo il rischio che sta correndo in questo momento la figura del presidente del Consiglio" e cioè quello "che venga meno la coerenza con il ruolo che gli e' stato assegnato e che ha svolto fin qui con grande correttezza".

"Siamo nelle condizioni di vincere comunque, non abbiamo paura di confrontarci", dice D'Alema. "Non è questo il problema. Trovo solo che sarebbe illogico e in qualche modo moralmente discutibile che il Professore scenda in campo contro la principale forza politica che lo ha voluto e lo ha sostenuto nell'opera di risanamento. Avendo grande stima di lui spero che non lo farà. Ad ogni modo non si può più andare avanti con questa incertezza sul suo futuro: è meglio che chiarisca al più presto".

Monti al Quirinale
"Qui stiamo parlando del futuro del Paese e delle istituzioni - dice D'Alema - non stiamo mettendo all'asta delle poltrone". Per quanto riguarda la possibile candidatura di Monti alla testa di una lista di centro, l'ex premier afferma: "Se personalità come Montezemolo hanno intenzione di candidarsi lo facciano senza nascondersi dietro il suo nome".

Invasione di campo
"Monti aderisce completamente ai voleri dell'Europa e vogliamo che Merkel non lo adori? Certo che lo adora. Berlusconi invece è un bastian contrario. La Cancelliera non lo vuole in mezzo ai piedi, perché non si allinea, non scatta sull'attenti, non ubbidisce", dice al Messaggero l'ex ministro Antonio Martino secondo il quale quella della Merkel è una ingerenza, "ma - aggiunge - ha fatto ingerenze anche peggiori di questa. Accettando il fiscal compact, l'Italia ha rinunciato alla sua sovranità nazionale".

Monti teutonico
"L'Europa - prosegue Martino - sta andando a rotoli per colpa della Merkel che e' prigioniera dei suoi elettori che hanno il terrore dell'euro". Mario Monti, sottolinea quindi, "è una persona intellettualmente onesta. Una volta ha detto di vedere
il rischio dell'auto-colonizzazione. Però lui questa auto-colonizzazione l'ha accettata".

Frattini: "I moderati sono ancora la maggioranza del Paese"
"Se davvero Monti si mettesse alla loro guida la partita sarebbe riaperta. Se invece rimanesse dietro le quinte, per il centrodestra le cose si complicherebbero terribilmente", dice chiaro Franco Frattini a Il Tempo, prefigurando la possibilità che il premier annuci il suo impegno diretto dopo il varo della legge di stabilità e il decreto sull'Ilva.

Rientra la scissione del PdL
"Presumibilmente potrebbe accadere -afferma l'ex ministro degli Esteri- intorno alla vigilia di Natale. Fare un passo avanti prima di quel momento sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti della maggioranza che lo ha sostenuto, che comprende anche il Pd". Frattini presiede la Fondazione De Gasperi aderente all'iniziativa 'Italia popolare' di domenica prossima ma che "assolutamente" non darà vita ad una scissione del Pdl.

Quale ruolo per Berlusconi
"Si potrebbe ritagliare il ruolo -risponde Frattini- di contributore all'aggregazione di tutte le anime italiane che si riconoscono nel Ppe", un progetto che "a lui non e' riuscito ma ora potrebbe riuscire a Monti". Il Cavaliere si considera però ancora leader della
coalizione... "Se Monti scendesse in campo -replica l'esponente Pdl- determinerebbe un'aggregazione completamente diversa che andrebbe oltre il Pdl. Il ruolo di leader, di federatore del questa coalizione, spetterebbe al Professore".
Rainews24.it
 
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