Venezuela e PDVSA (Vol.159)

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La sveglia di Maduro agli imprenditori: obiettivo è produrre tutto in Venezuela. Arreaza nuovo ministro dell’Industria
Di redazione -19/08/2021

“Abbiamo condizioni favorevoli e positive per avanzare in modo sostenibile in tutti i settori e prodotti, con un obiettivo: produrre TUTTO in Venezuela, che è l’obiettivo numero uno, per soddisfare i bisogni delle persone”.
Lo ha affermato il presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro Moros, guidando una nuova giornata denominata “mercoledì produttivo”, insieme al vicepresidente esecutivo, Delcy Rodríguez, e al capo dell’agricoltura produttiva e delle terre, Wilmar Castro Soteldo.

La visita ha preceduto la notizia che Jorge Arreaza, già vicepresidente e attuale ministro degli esteri diventa ministro del Potere Popolare per le Industrie e la Produzione Nazionale per avanzare “con maggiore forza nella rivitalizzazione delle forze produttive della Patria. Produrre tutto in Venezuela, questo è l’Obiettivo!”.



In un tour di una mostra delle piccole e medie imprese produttive, il capo dello Stato ha segnalato che c’è stato un intenso e deciso colloquio con gli imprenditori, nei Tavoli di Dialogo, con i titolari di imprese e industrie nel cosiddetto Consiglio Nazionale dell’Economia dove, ha aggiunto, sono rappresentati tutti gli elementi che compongono ogni settore produttivo, in modo da offrire una visione complessiva che permetta il progresso della produzione nazionale e la sostituzione delle importazioni.

Il Consiglio economico nazionale ha installato 13 tavoli di lavoro a cui partecipano le associazioni dei piccoli, medi e grandi produttori del Paese.
“Abbiamo lavorato e stiamo cercando soluzioni adeguate al momento che sta vivendo l’economia venezuelana, per l’esito e lo sviluppo della crescita dei motori economici; sciogliere, sciogliere nodi, risolvere problemi, in modo congiunturale e in modo sostenibile”, ha commentato il presidente nazionale.

In questo contesto il presidente Maduro ha ordinato il lancio di un Piano Speciale per il Natale del 2021, che inizierà a ottobre. In sostanza il capo di Stato venezuelano ha previsto che le vacanze di Natale di quest’anno avranno una grande crescita economica e commerciale.

“Natale sta arrivando già ad ottobre e novembre e dicembre sarà una grande crescita commerciale degli acquisti pubblici, preparatevi che avremo Natali di crescita economica e inizieranno ad ottobre”, ha detto il presidente nazionale che
ha incoraggiato i produttori e gli imprenditori del paese a preparare la produzione.


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Cambi nel governo bolivariano di Caracas. Félix Plasencia nuovo ministro degli esteri
Di redazione -19/08/2021
Félix Plasencia è il nuovo Cancelliere della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Era attualmente ministro del Turismo e del Commercio Estero del Venezuela, dopo essere stato ambasciatore in Cina. Viene dalla carriera diplomatica ed è stato ambasciatore a Pechino fino al 2019.
I genitori di Félix Plasencia provengono dall’isola di Tenerife, nell’arcipelago spagnolo delle Isole Canarie, e per questo il nuovo ministro degli esteri ha la doppia cittadinanza, venezuelana e spagnola. L’attuale ministro degli esteri Jorge Arreaza assume invece la guida del ministero del Potere Popolare per le Industrie e la Produzione Nazionale per avanzare “con maggiore forza nella rivitalizzazione delle forze produttive della Patria. Produrre tutto in Venezuela, questo è l’Obiettivo!”.
Inoltre il Capo dello Stato ha nominato Remigio Ceballos Ichaso nuovo ministro del Potere Popolare per le Relazioni Interne, Giustizia e Pace e vice presidente del Governo per la Sicurezza dei Cittadini, carica che aveva ricoperto Carmen Meléndez che è candidata a sindaco del comune Libertador a Caracas.
Allo stesso modo, Maduro ha riferito che Yelitze Santaella assume il Ministero del Potere Popolare per l’Educazione, che avrà l’importante missione di continuare la lotta per un’istruzione di altissima qualità per bambini e giovani, insieme alla gente.
In un altro tweet, Maduro ha sottolineato che il ministro Mervin Maldonado assume come nuovo vicepresidente del governo per il socialismo sociale e territoriale.
Allo stesso modo, l’ammiraglio William Serantes Pinto assumerà le funzioni di nuovo ministro dello sviluppo minerario ecologico, in sostituzione di Magaly Josefina Henríquez.
 

Slipknot

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Il regime di Maduro ha venduto la sua partecipazione in una raffineria di petrolio a un prezzo molto più basso di quello pagato
Severo Eneide Agosto 20, 2021

PDVSA ha ceduto la sua quota del 49% nella raffineria dominicana come parte di uno scambio di alcune delle sue obbligazioni non pagate.Lo ha detto oggi, giovedì, il ministero delle Finanze della Repubblica Dominicana in una nota Corporazione petrolifera statale venezuelana.

L’accordo rappresenta un piccolo passo avanti tra la compagnia petrolifera e i suoi creditori, dato che le sanzioni statunitensi, che cercano di rimuovere dal potere il dittatore Nicolas Maduro, Complicanti gli sforzi per ristrutturare i miliardi di dollari di debito su cui PDVSA e il regime sono inadempienti durante il tracollo economico.

Nell’ambito dell’accordo, la controllata PDVSA PDV Caribe first Azioni scambiate nella raffineria Refidomsa, 34.000 b/g di obbligazioni di proprietà di PATSA Ltd, un’unità della società dominicana di cacao Grupo Rizek. Il ministero ha affermato che la società ha agito come “facilitatore” dell’accordo.

La PATSA ha subito ceduto le quote al governo dominicano, che già possiede il restante 51% della raffineria. Il valore dell’operazione è stato di 74 milioni di euro (circa 88,1 milioni di dollari).. Ora la raffineria è interamente di proprietà del governo dominicano.

L’accordo era ben al di sotto dei $ 135 milioni che PDVSA ha pagato per una quota di minoranza in Refidomsa nel 2010, come parte degli sforzi del defunto presidente venezuelano Hugo Chavez per rafforzare l’influenza della nazione OPEC nei Caraibi attraverso la diplomazia petrolifera.
Il Ministero delle Finanze della Repubblica Dominicana ha affermato che le sanzioni contro PDVSA hanno complicato la capacità di Revivumsa di accedere al credito e investire in progetti di espansione.Ha aggiunto di aver informato il governo degli Stati Uniti dell’accordo e che Washington non si è opposta.
READ Ha portato il bilancio delle vittime a 9 e ha identificato altri 3 decessi
Sebbene l’operazione fosse a un prezzo molto più basso di quello pagato, La dittatura chavista ha celebrato l’evento e ha descritto l’azienda come un successo. “Il governo bolivariano del Venezuela e PDVSA hanno concluso con successo le trattative REFIDOMSA, adempiendo così agli obblighi finanziari ottenuti con i creditori, evidenziando la nostra solvibilità e responsabilità, nonostante il blocco criminale degli Stati Uniti”, ha scritto sul suo account Twitter. Tariq El AissamiMinistro del Potere Popolare per il Petrolio.
Gli Stati Uniti hanno inserito PDVSA nella lista nera nel 2019 nel tentativo di tagliare il flusso di cassa a Maduro, che descrive come un dittatore e accusato di corruzione, oltre a manipolare la sua rielezione nel 2018.
Né PDVSA né il Ministero delle Comunicazioni venezuelano hanno risposto immediatamente alle richieste di commento. Maduro definisce le sanzioni un “blocco criminale” e le incolpa dei problemi economici del Venezuela.
(Con informazioni da Reuters)
 

amgone

ultimo dei ribelli
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NIE
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tda75

nonneazzeccouna
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C è la speranza che ripartano le contrattazioni diciamo entro l'anno?
Saluti a tutti
 

jq68

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La sveglia di Maduro agli imprenditori: obiettivo è produrre tutto in Venezuela.

Non hanno mai prodotto nulla, neanche quando il petrolio stava a 130 e i pozzi estraevano al massimo della capacità, vorrebbero farlo ora che non hanno neppure gli occhi per piangere
Puoi cambiare nickname ma le fesserie, e le fake, pubblicate restano sempre le stesse
 

enzocell

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Aug 19 (Reuters) - Venezuelan state oil company PDVSA has given up its 49% stake in a Dominican refinery as part of a swap for some of its defaulted bonds, the Dominican Republic's finance ministry and Venezuela's oil minister said in statements on Thursday.

The transaction represents a small breakthrough between the company and its creditors as U.S. sanctions, aimed at ousting Venezuelan President Nicolas Maduro, complicate efforts to restructure billions of dollars in debt that PDVSA and the government have defaulted on amidst an economic collapse.

As part of the deal, PDVSA subsidiary PDV Caribe S.A. first swapped its shares in the 34,000 barrel-per-day (bpd) Refidomsa refinery for bonds held by a company named PATSA Ltd, a unit of Dominican cocoa company Grupo Rizek, which the finance ministry described as a "facilitator" of the transaction.

PATSA then immediately sold the shares to the Dominican government, which already owned the remaining 51% stake in the plant, for 74 million euros ($88.1 million). The plant is now fully-owned by the Dominican government.

That was far below the $135 million PDVSA paid for the minority stake in Refidomsa in 2010 as part of the late former Venezuelan President Hugo Chavez' efforts at boosting the OPEC member's influence in the Caribbean through petrodiplomacy.

PDVSA has neither sent crude to the refinery, nor received refined products from the plant, for several years.

Venezuelan oil minister Tareck El Aissami said in a statement posted to Twitter that Venezuela and PDVSA reduced its outstanding debt as a result of the deal, without providing details.

"This transaction demonstrates the firm commitment of the Bolivarian Republic of Venezuela and PDVSA to comply with their contractual obligations, despite the criminal external restrictions," the statement said, referring to U.S. sanctions on the company.

The Dominican Republic's finance ministry said the sanctions had complicated Refidomsa's ability to get credit and invest in expansion projects. It said it informed the U.S. government of the deal and that Washington did not object.

The United States under President Donald Trump imposed sanctions on PDVSA in 2019 to cut off cash flow to Maduro, who it labels a dictator and accuses of corruption, election-rigging and human rights violations. The Venezuelan government denies this and accuses the U.S. of pushing for regime change.
 

enzocell

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19 agosto (Reuters) - La compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA ha ceduto la sua quota del 49% in una raffineria dominicana come parte di uno scambio per alcune delle sue obbligazioni in default, hanno dichiarato giovedì il ministero delle finanze della Repubblica Dominicana e il ministro del petrolio venezuelano.

La transazione rappresenta una piccola svolta tra la società e i suoi creditori poiché le sanzioni statunitensi, volte a cacciare il presidente venezuelano Nicolas Maduro, complicano gli sforzi per ristrutturare miliardi di dollari di debito su cui PDVSA e il governo sono inadempienti in mezzo a un collasso economico.

Come parte dell'accordo, la controllata di PDVSA PDV Caribe SA ha prima scambiato le sue azioni nella raffineria Refidomsa da 34.000 barili al giorno (bpd) con obbligazioni detenute da una società denominata PATSA Ltd, un'unità della società dominicana di cacao Grupo Rizek, che il finanziatore ministero descritto come un "facilitatore" della transazione.

PATSA ha quindi immediatamente venduto le azioni al governo dominicano, che già possedeva il restante 51% dello stabilimento, per 74 milioni di euro (88,1 milioni di dollari). L'impianto è ora interamente di proprietà del governo dominicano.

Era molto al di sotto dei 135 milioni di dollari pagati dalla PDVSA per la quota di minoranza di Refidomsa nel 2010 come parte degli sforzi dell'ex presidente venezuelano Hugo Chavez per aumentare l'influenza del membro dell'OPEC nei Caraibi attraverso la petrodiplomazia.

Da diversi anni PDVSA non invia greggio alla raffineria, né riceve prodotti raffinati dall'impianto.

Il ministro del petrolio venezuelano Tareck El Aissami ha dichiarato in una dichiarazione pubblicata su Twitter che Venezuela e PDVSA hanno ridotto il loro debito in essere a seguito dell'accordo, senza fornire dettagli.

"Questa transazione dimostra il fermo impegno della Repubblica Bolivariana del Venezuela e della PDVSA a rispettare i loro obblighi contrattuali, nonostante le restrizioni penali esterne", afferma la nota, riferendosi alle sanzioni statunitensi nei confronti della società.

Il ministero delle finanze della Repubblica Dominicana ha affermato che le sanzioni hanno complicato la capacità di Refidomsa di ottenere credito e investire in progetti di espansione. Ha detto che ha informato il governo degli Stati Uniti dell'accordo e che Washington non ha obiettato.

Gli Stati Uniti sotto il presidente Donald Trump hanno imposto sanzioni a PDVSA nel 2019 per tagliare il flusso di cassa a Maduro, che etichetta come dittatore e accusa di corruzione, brogli elettorali e violazioni dei diritti umani. Il governo venezuelano nega questo e accusa gli Stati Uniti di spingere per un cambio di regime.
 

Sonny Lyndon

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Venezuela: Maduro, con negoziati si restitusca impresa Monomeros al governo
Caracas, 19 ago 10:36 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha fissato la restituzione al governo della Monomeros (impresa colombo-venezuelana già filiale della compagnia energetica Pdvsa) come "punto fondamentale" del nuovo negoziato aperto in Messico con le opposizioni. L'economia, ha detto Maduro in un discorso trasmesso da "Venezolana de television" (Vtv), "non può più essere il centro di un campo di battaglia politica ed ideologica". Il presidente ha invitato Jorge Rodriguez, presidente dell'Assemblea nazionale e capo negoziatore, a "presentare come punto fondamentale la firma di un documento per cui Monomeros torni al suo proprietario, Pdvsa (Petroleos de Venezuela). Monomeros appartiene al Venezuela", ha insistito il presidente.
 

Sonny Lyndon

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Venezuela: Maduro, con negoziati si restitusca impresa Monomeros al governo (2)

Caracas, 19 ago 10:36 - (Agenzia Nova) - Fondata nel 1967 per iniziativa della colombiana Ecopetrol e della venezuelana Ivp, la Monomeros sintetizza fertilizzanti, fosfati per alimentazione animale e materie prime per la fabbricazione di nylon e altri prodotti industriali. Con il principale stabilimento nei pressi della città colombiana di Barranquilla, la Monomeros diventa nel 2006 di proprietà completa della venezuelana Pequiven. A maggio del 2019, il presidente dell'Assemblea nazionale e leader oppositore Juan Guaidò ha preso il controllo dell'impresa nominando una nuova giunta direttiva. Una mossa grazie alla quale la compagnia è stata di fatto sottratta alle sanzioni disposte dal dipartimento del Tesoro Usa, dato che Washington riconosce Guaidò come "presidente ad interim" del Venezuela. (segue)
 

Sonny Lyndon

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Venezuela: Maduro, con negoziati si restitusca impresa Monomeros al governo (3)
Caracas, 19 ago 10:36 - (Agenzia Nova) - Il dialogo tra governo e opposizioni venezuelane, formalmente avviato il 13 agosto, entrerà nel vivo nella prima tornata di colloqui prevista dal 3 al 6 settembre. Nel fine settimana, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri della Norvegia, Paese facilitatore del dialogo, le parti hanno sostenuto "riunioni costruttive", dando mostra di vuole "dar seguito" al memorandum di intesa firmato il 13 agosto. Nel comunicato si parla della "importanza dell'inclusione" di altri soggetti nel processo, e "l'impegno" a rispettare il metodo di lavoro nonché la "massima precauzione rispetto al riserbo e ai commenti sul processo". Un punto che spinge le parti a promettere "prudenza" nelle interazioni con l'opinione pubblica. (segue)
 

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Venezuela: Maduro, con negoziati si restitusca impresa Monomeros al governo (4)
Caracas, 19 ago 10:36 - (Agenzia Nova) - Governo e opposizioni del Venezuela hanno firmato venerdì sera in Messico il memorandum di intesa del dialogo, prima pietra di un delicato percorso per mettere fine alla lunga crisi politica in atto. L'accordo, da raggiungersi, attraverso un "negoziato intenso, integrale, progressivo e pacifico", dovrà "stabilire regole chiare di convivenza politica e sociale, nel rispetto assoluto della Costituzione nazionale". La firma è stata posta da Jorge Rodriguez, presidente dell'Assemblea nazionale (An) e capo delegazione del governo, e dall'ex parlamentare Gerardo Blyde, in rappresentanza della "Piattaforma unitaria", la coalizione che fa capo al leader oppositore Juan Guaidò. Al tavolo anche il capo delegazione del Regno di Norvegia, Paese accompagnatore del dialogo, Dag Halvor Nylander, e il ministro degli Esteri del Messico, Marcelo Ebrard, in qualità di anfitrione. Il documento è costruito attorno a un'agenda di sette punti: diritti politici per tutti; garanzie elettorali per tutti, con un calendario certo per un voto da sottoporre a osservazione; revisione delle sanzioni e del blocco sugli asset statali; rispetto dello stato di diritto; convivenza politica e sociale con la rinuncia alla violenza e il risarcimento delle vittime; protezione dell'economia nazionale e misure di tutela sociale per il popolo venezuelano; garanzie sull'implementazione, l'accompagnamento e la verifica di quanto accordato". (segue)
 

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Camera degli imprenditori di Guarenas-Guatire: 8 milioni di dollari investiti in materie prime per esportare prodotti di buona qualità
18 agosto 2021

Giovanni Celano, presidente della Camera degli imprenditori Guarenas-Guatire, ha sottolineato questo mercoledì che "abbiamo la più grande industria in Venezuela" a causa degli investimenti fatti , che stanno cercando di invertire gli effetti della crisi.

Ha anche indicato nel programma "A Tiempo" , trasmesso da Unión Radio, di aver investito circa 8 milioni di dollari in materie prime di "ottima qualità" per esportare prodotti nazionali

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Sonny Lyndon

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Venezuela: Maduro, con negoziati si restitusca impresa Monomeros al governo (5)
Caracas, 19 ago 10:36 - (Agenzia Nova) - Un elenco che riflette a pieno lo sforzo dei mediatori nel portare le ragioni delle due parti. Il governo ​punta innanzitutto alla rimozione delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, contando sui "buoni uffici" del leader oppositore, Juan Guaidò, alla Casa Bianca. Per Caracas le sanzioni, "contrarie al diritto internazionale, sono causa prima del disagio socio economico che vive il Paese. Maduro punta inoltre al riconoscimento delle istituzioni guidate da elementi a lui fedeli - Parlamento, Corte suprema e la stessa presidenza - ma nate con procedimenti contestati da buona parte della comunità internazionale. Un'agenda con cui il governo intende più in generale consolidare il suo potere nel Paese, ma potendo permettersi di rientrare nel tessuto dei rapporti commerciali e diplomatici.

Le opposizioni da parte loro segnalano che questo percorso di legittimazione delle istituzioni può passare solo attraverso nuove elezioni presidenziali e legislative, il vero obiettivo messo da tempo nel mirino del fronte che si riconosce in Guaidò. Elezioni cui devono partecipare anche i partiti azzerati dalle autorità e dagli oppositori attualmente tenuti lontani dalle urne. In questo senso, più in generale, si chiede che vengano liberati i "prigionieri politici". Il fronte anti governativo chiede inoltre che si adottino misure concrete per porre fine all'emergenza sanitaria della covid-19, a fronte di un piano vaccinale ampiamente insoddisfacente. Caracas ad oggi ha autorizzato l'ingresso solo di alcuni vaccini, cinesi, cubani e russi, rendendo più difficile il completamento della campagna. (segue)
 

Sonny Lyndon

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Venezuela: Maduro, con negoziati si restitusca impresa Monomeros al governo (6)
Caracas, 19 ago 10:36 - (Agenzia Nova) - Il capitolo del metodo nasce anche sulla riflessione degli errori compiuti nei precedenti tentativi di dialogo. Le parti stabiliscono che il negoziato non si riterrà concluso fino a quando non si sia raggiunto l'accordo su tutti i punti. Rimane comunque possibile chiudere "accordi parziali" se si ritiene che su uno o più temi ci sia stata una discussione sufficiente, "se la sua implementazione sia urgente, necessaria o, quanto meno verificabile prima della scadenza del negoziato". Queste eventuali intese parziali diventano irreversibili e saranno incluse nell'accordo finale, con possibili modifiche per adeguarli "alle circostanze" o "per migliorarli rispettando, tra le altre cose, il principio di progressività" del negoziato. Le trattative vere e proprie, che dovrebbero partire da settembre, saranno affidate a due "squadre" da nove elementi ciascuna. Con l'impegno a coinvolgere anche donne: nella sessione d'esordio, a Città del Messico, l'unica rappresentante del genere femminile è stata Mariella Magallanes, l'oppositrice con doppia cittadinanza venezuelana e italiana. Guidati dalla Norvegia, i negoziati saranno accompagnati anche dai Paesi Bassi e dalla Federazione Russa. Oslo, in qualità di "facilitatore", dovrà quindi invitare e annunciare le nazioni che comporranno il "Gruppo di Paesi amici del processo", con il solo potere di controllo ma senza diritto di intervento. (segue)
 

Sonny Lyndon

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Venezuela: Maduro, con negoziati si restitusca impresa Monomeros al governo (7)
Caracas, 19 ago 10:36 - (Agenzia Nova) - Sulla riuscita del negoziato rimangono forti ancora le incognite. Tra i motivi di maggiore fiducia viene ricordata soprattutto la disponibilità a rimuovere le sanzioni in caso di "progressi significativi" nei colloqui. La Casa Bianca, ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price, alla vigilia, è stata "chiara" sul fatto che "il regime di Nicolas Maduro può creare un cammino per alleviare le sanzioni, permettendo che i venezuelani partecipino ad elezioni presidenziali, parlamentari e locali, libere e giuste". Il Venezuela, ha proseguito Price, chiede che "il regime di Maduro intavoli discussioni sincere con l'opposizione, guidata - ovviamente - dal presidente ad interim Juan Guaidò, che sfocino in una soluzione integrale alla crisi venezuelana". Washington "è disposta a rivedere le politiche di sanzioni sulla base di un progresso significativo nel negoziato integrale. Ma quello che vogliamo vedere sono progressi significativi", ha proseguito il portavoce plaudendo ai "progressi sostanziali e credibili" sin qui compiuti per "ripristinare i processi e le istituzioni democratiche in Venezuela". (segue)
 
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