....è in partenza dal 2° Binario il treno per.....

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onde in tempesta
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Inaugurato quest'anno il 36+3 , un treno turistico di lusso che attraversa il Giappone con un itinerario pazzesco contraddistinto da percorsi panoramici, scorci incredibili e le più belle attrazioni del paese.E' un treno elettrico della serie 787 completamente rinnovato. Il suo nome deriva dal fatto che Kyūshū è la 36esima isola più grande del mondo mentre il 3 rappresenta la compagnia ferroviaria che lo gestisce.

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Particolarmente curato nel design degli scompartimenti, mentre la pavimentazione del treno è realizzata in tatami (per questo ai viaggiatori è richiesto di togliere le scarpe prima di entrare).

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In occasione delle gite giornaliere a ritmo slow, i viaggiatori a bordo potranno ammirare le sorgenti termali, la fioritura primaverile dell'azalea, il Monte Aso, baia di Beppu e le montagne della Prefettura di Oita.



Il giovedì il treno parte da Hakata, a nord, lungo la costa occidentale dell'isola, nella prefettura di Kumamoto, offrendo vedute spettacolari del Mar Cinese orientale lungo la strada. Il venerdì, il treno attraversa il sud dell'isola da Kagoshima-Chuo, il sabato, corre lungo la costa orientale del Kyushu fino a Beppu, con una sosta a Saiki City. La domenica, il treno attraversa la costa settentrionale e il lunedì arriva nella città di Nagasaki.


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Una sera, sul treno, aveva aperto il giornale e letto questa frase:
«La felicità è quando scopriamo di essere capaci di qualcosa che ignoravamo di saper fare».
Aveva ripiegato il giornale, chiuso gli occhi, pensato è così! È proprio così.

Voleva la felicità e non transigeva.

KATHERINE PANCOL

 

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"L' uomo che scende nel metrò non è lo stesso che torna in superficie; tuttavia, bisogna che si sia tenuto l' obolo tra i denti, che abbia meritato quello spostamento che per molti altri non è che un viaggio tra diverse stazioni, un oblio immediato. In principio ci furono gli odori.

Io avevo otto o nove anni, e dalla periferia di Buenos Aires dove vivevamo mia nonna mi portava in visita da certi amici. Si cominciava con un treno locale, dopo si prendeva un tram e infine, già in centro città, il metrò, che gli abitanti chiamano «subte», come se avessero paura della parola completa e volessero neutralizzarla mediante un taglio desacralizzante. ....

Quando il treno prendeva velocità le pareti del tunnel si animavano, diventavano uno schermo mobile con cavi come serpenti neri ondeggianti al ritmo sincopato delle luci, e sempre quell' odore nell' aria spessa e lenta che nulla aveva a che vedere con quella di fuori.

In un momento che mi sembrava meraviglioso, il treno risaliva in superficie, i finestrini si riempivano di sole e di fogliame; era al contempo il sollievo dopo la breve stagione all' inferno e la monotonia di tornare alla normalità, la strada, la gente, il tè coi pasticcini che ci aspettava invariabile a ogni visita mensile. "

(J. Cortazar, Manoscritto trovato in una tasca, trad. Jaime Riera Rehren)

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"Si tratta ancora una volta dell’attrazione del labirinto, ricorrente maelstrom di pietra e di metallo. L’insolito vi si esprime come un richiamo che esige la rinuncia alla superficie, la ricodificazione della vita.

Poveri Ulisse legati dall’urgenza degli orari e degli appuntamenti, i passeggeri si tappano le orecchie con ogni tipo di oggetti o esercitandosi nella vuota contemplazione della carrozza o del binario. Alcuni, però, ascoltano il canto delle sirene degli abissi e io ho imparato a riconoscerli, sono quelli che mentre aspettano un treno voltano la schiena alla stazione e fissano le tenebre del tunnel.

Fra loro si potrebbe individuare il protagonista del Manoscritto trovato in una tasca, una persona capace di capire e di accettare l’implacabile rituale di un gioco di vita o morte con cui si cercherà una donna dentro un sistema di codici implacabili che lui pensa di aver inventato, ma che viene dal metrò, dalla fatalità dei suoi percorsi, dal suo potere totale sul passeggero non appena si scendono i gradini che allontanano dal sole e dalle altre stelle."

(J. Cortazar, Manoscritto trovato in una tasca)

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"Baby likes to rock like a boogey woogey choo choo train!
Oh look hear, rock it Boogie woogie choo choo train
You know she likes to take me dancin' on the outskirts of town
Where the music's turned up and the lights are turned down..."


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Lettere volteggianti nel cielo
alate e luccicanti lettere
lettere piene di rimproveri, nostalgie e cuori infranti

lettere in tante bottiglie sulla superficie dei mari
lettere lente ed ozianti, in ritardo
lettere per amanti, amici e madri

lettere sui binari dei treni chouf-chouf
alcune travolte, sanguinanti
copiosamente sanguinanti, quelle
che rimpiangono di essere state scritte

lettere impigliate nelle ruote di una bici
lettere che danno gioia o tristezza
le più belle quelle non ancora scritte

Yesim Agaoglu
 

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"Ti strinsi tra le braccia nuda
in un silenzio fatto a pezzi dai tuoi baci,
il tuo corpo era un campo di semi d’amore,
l’anima mia balzò
sotto le curve del treno della notte;
ero in un gran fuoco di mani e abbracci

che faceva arrossire la notte piena di stelle,
ormai il tuo cuore era in una danza d’amore
sotto un’orchestra di carezze in folate d’emozioni."


(Bruno Baldo)



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“Ci sono ore normali,
e poi ci sono ore invalide,
durante le quali il tempo si ferma e scivola via,
in cui la vita – la vita reale – sembra scorrere su un binario parallelo.”

[Jojo Moyes, Io prima di te]
 

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“Ci sono così tanti giorni
quando la vita si ferma e accosta e si siede
e aspetta come un treno sulle rotaie.”
versi tratti dalla poesia "fermata"

CHARLES BUKOWSKI


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Federico Fellini

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ponte ferroviario denominato Ventunoponti è ubicato in agro di Spinazzola in contrada Macchia
 

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Video veramente romantico e carino!:clap::D:clap:

I treni non si fermano più qui dagli anni cinquanta, ma rimane a tutti gli effetti la mia fermata.
C’è ancora scritto Gare sopra la volta, il vetro del guichet è ancora intatto, le rotaie non ci sono
più ma c’è una specie di cucitura nel terreno, cicatrici parallele dove l’erba stenta a crescere.
Poi, la vertigine del marciapiede: quel salto di oltre mezzo metro dal bordo del binario
dentro l’arrivo successivo, il servizio perpetuamente sospeso, e qualche (mai come in questo
caso nome più adatto) traversina dormiente...Questo è ancora il quartier de la gare, dove la
pioggia scende come i titoli di un vecchio film...

Patrick McGuinness
 

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Talvolta sei
come la pioggia
che non cessa
Talvolta ritardi
perché pensi
di essere un treno
Talvolta avverti
di non sapere tutto
e ti basta
Talvolta
capisci le rotaie
che non portano
da nessuna parte.
Talvolta guardi
le nuvole
per non guardare
la gente.
Talvolta
sparisci
con la poesia*

Esad Babačić, Lubiana 21 7 1965
 

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"Le piogge lacrimeranno negli occhi
tutte le malinconie di te

Sia che questa notte mi porti
un'altra valigia di sogni sul binario di quell'ultima volta
e che le mie insonni veglino il desiderio
che un giorno tornerai

quando una canzone sarà ritornello di baci
nei primi boccioli di marzo
in mezzo ai silenzi assordanti e venti spettinati dai ricordi

Sia che nel calamaio poggerò la penna dell'ultimo verso
l'inchiostro del cuore su pagine bianche
sarà sigillo di un altro istante che solo tu potrai riscrivere

in questa solitudine che in te mi cancella."

(E. Leica)






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Si esce dall’amore come dal cinema

talvolta di corsa

e svelto a ripetere immagini o memorabili colonne sonore

e giusto sul punto di prendere un bus o un caffé

che cancelli quell’ultima scena rimasta impressa nella retina.

Talvolta si esce prima della fine,

sconcertati o a disagio sempre coi biglietti strappati.

Talvolta si esce dall’amore come da un treno o un aereo,

di corsa e silenziosi, pieni di pacchetti e di inutili commissioni

diretti ad aspettare bagagli dai soliti colori

e inseguendo un taxi o un volto familiare che ci accolga

o un agente che ci rintracci tra la folla

con un cartello con su scritto, a tratti frettolosi, il nostro nome.

Così anch’io esco dalla poesia

senza parole e con il cuore inaridito

pieno di anniversari segreti e tesori smarriti

abbozzi di qualche perdita, rauche voci ed episodi incompiuti.

Per questo l’amore è come il mondo, il cinema, il treno, l’aereo o la poesia:

si esce allo stesso modo e dalla stessa porta

coi biglietti strappati

inciampando in bagagli e pigri viaggiatori

e guardandosi indietro tra fretta e urgenza.

Federico Díaz-Granados, Bogotá (Colombia) 1974


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Il Sunshine Special è un treno inaugurato dalla St. Louis, Iron Mountain and Southern Railway il 5 dicembre 1915, per fornire un livello premium di servizio ferroviario ai passeggeri tra St. Louis, Little Rock e le destinazioni in Texas, come El Paso, San Antonio, Laredo e Houston.

Fino al 1948 fu l'ammiraglia del servizio ferroviario passeggeri e la sezione San Antonio/Laredo del treno proseguiva sui Ferrocarriles Nacionales de México (N de M) come Águila Azteca o Aztec Eagle fino a Città del Messico.



"...Ora ci troviamo sul treno per Città del Messico. Si chiama Sunshine Special, ed è uno di quei treni un po' lenti e malridoti. Non abbiamo più uno scompartimento, solo un settore di un vagone letto, il che significa due cuccette, una sopra e una sotto, in una di quelle carrozze vagamente comiche che si vedono nei film, dove uomini e donne si spogliano e dormono chiusi dentro nicchie schermate da tende.
Durante il giorno letti, tende e divisori vengono in qualche modo ripiegati e riposti, in modo ingombrante e ingegnoso allo stesso tempo, e la carrozza assume l'aspetto di un tram con dei tavolini. E' un accorgimento vecchio quanto le ferrovie americane.
[.... ] E' mattino inoltrato. Al risveglio ci troviamo davanti un deserto, fulvo di pietra e argilla cotte dal sole. Abbiamo davvero voltato pagina, siamo davvero in un mondo nuovo espoglio fatto di pochi ingredienti - qua e là un alto cactus che sembra un cero, capanne di adobe, così uniformi da assomigliare a tante tane di talpa sormontate da altrettante montagnole di terra, e poi c'è sempre un uomo che cammina, solitario, lungo un crinale, in compagnia di un asino. ..."

(di Sybille Bedford)


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O fragili poesie
fiori d’amore-notte

Rabbrividire di chitarre
sul Guadalquivir

Voci echeggiate
su terrazze assolate

Statue bianche all’imbocco dei ponti
E le braccia bianche delle strade

Balzo di cavalli bradi
che incidono la terra scalpitando

Treni di notte
dalle sirene maledette nascoste
nel libro del tempo

Sere autunnali sulla Third Avenue
la luce ocra che ora si spegne

Manichini nudi
sulle scale antiincendio di casamenti popolari

Neonati gettati
in bagni di lacrime

Risate come cristallo in frantumi
Coppe di champagne lanciate dentro i caminetti

Alba e gli amanti spossati
ancora da saziare

Tutte, tutte le poesie del sogno umano
ancora da liberare!


Lawrence Ferlinghetti


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Il campione del mondo dei pesi massimi del 1962-63 Sonny Liston si è spesso allenato al suono di "Night Train" del sassofonista Jimmy Forrest, un enorme successo di rhythm and blues nel 1952. Ma per la maggior parte il blues strumentale è più bump and grind che jab -e-gancio. Si muove a un ritmo appena alzato da un bacio, e il sax già grezzo di Forrest è distorto dall'eco.



Forrest ha concepito il suo blues in tre versi durante un periodo con la Duke Ellington Orchestra. Il riff della prima strofa è una lettura abbozzata dell'elegante registrazione del 1940 di Johnny Hodges, "That's the Blues, Old Man". Ma la seconda strofa prende in prestito pesantemente da "Happy Go Lucky Local", il quarto movimento della Deep South Suite di Ellington , registrato nel 1946. Solo l'interruzione del tempo che apre la terza strofa era interamente di invenzione di Forrest.


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JAMES BROWN – NIGHT TRAIN

Night Train! è un album pubblicato con varie copertine, ed anche con il titolo di Mighty Instrumental.
Così importante da essere anche titolo di raccolte di hit dell’artista.


All aboard, the night train

Miami, Florida
Atlanta, Georgia
Raleigh, North Carolina

Miami, Florida
Atlanta, Georgia
Raleigh, North Carolina
Washington D.C.
Oh, and Richmond, Virginia too
Baltimore, Maryland
Philadelphia
New York City, take it home
Boston, Massachusetts
And don't forget New Orleans, the home of the blues

Oh, yeah, night train
Night train, night train, night train
Carry me home


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