La vita e' tutto un rischio: Rischi per chi pianifica o e' gia' in FIRE(Finantial Indipendence Retire Early)

Rischi per chi pianifica o e' gia' in FIRE

  • 1)Rischio di spese sanitarie

    Voti: 7 14,3%
  • 2) Rischio di perdita di reddito

    Voti: 1 2,0%
  • 3)Rischio elevato del servizio del debito

    Voti: 0 0,0%
  • 4) Rischio problema abitativo

    Voti: 0 0,0%
  • 5)Rischio operativo

    Voti: 0 0,0%
  • 6)Rischio per cure a lungo termine

    Voti: 4 8,2%
  • 7)Rischio di longevità

    Voti: 6 12,2%
  • 8)Rischio di inflazione

    Voti: 5 10,2%
  • 9)Rischio di prelievo in eccesso

    Voti: 2 4,1%
  • 10)Rischio di fragilità declino cognitivo

    Voti: 9 18,4%
  • 11)Rischio finanziario di abuso sugli anziani

    Voti: 0 0,0%
  • 12)Rischio di consulenza finanziaria

    Voti: 0 0,0%
  • 13)Rischio di frode

    Voti: 0 0,0%
  • 14)Rischio di mercato

    Voti: 3 6,1%
  • 15)Rischio di tasso di interesse

    Voti: 2 4,1%
  • 16)Rischio di liquidità

    Voti: 0 0,0%
  • 17)Rischio Sequenza di Restituzione rendimenti

    Voti: 0 0,0%
  • 18)Rischio di pensionamento forzato

    Voti: 0 0,0%
  • 19)Rischio di insolvenza del datore di lavoro

    Voti: 0 0,0%
  • 20)Rischio di cambiamento di stato civile

    Voti: 1 2,0%
  • 21)Rischio di responsabilità finanziaria imprevisto

    Voti: 0 0,0%
  • 22)Rischio di spesa eccessiva

    Voti: 2 4,1%
  • 23)Rischio di politica pubblica

    Voti: 3 6,1%
  • 24)Rischio di pianificazione patrimoniale

    Voti: 1 2,0%
  • 25)Rischio di allocazione delle attività (asset)

    Voti: 1 2,0%
  • 26)Rischio causato da un danno importante( non assicurabile del tutto )

    Voti: 1 2,0%
  • 27)Rischio di concentrazione

    Voti: 0 0,0%
  • 28)Rischio di credito

    Voti: 0 0,0%
  • 29)Rischio esecuzione

    Voti: 0 0,0%
  • 30)Rischio di controparte

    Voti: 1 2,0%

  • Votanti
    49
Strategie ottimali di decumulo per soluzioni pensionistiche
I sistemi pensionistici tradizionali basati sul sistema pay-as-you-go (PAYG) sono diventati più difficili da sostenere nei paesi sviluppati a causa del continuo invecchiamento della popolazione, del minor numero di figli in famiglia e della debole crescita economica. Negli ultimi decenni, i sistemi pensionistici sono passati gradualmente da piani a benefici definiti (DB) a piani a contribuzione definita (DC). Negli schemi pensionistici DC, non vi è alcuna garanzia del pagamento delle pensioni dopo il pensionamento, quindi è importante sviluppare strategie di decumulo adeguate per convertire in modo efficiente la ricchezza in reddito. La prima parte di questo documento di lavoro esamina sistematicamente due tipi di strategie di decumulo: metodi basati sul tasso di prelievo sicuro e metodi basati sulla teoria del controllo ottimale. La seconda parte presenta simulazioni di queste strategie. Inoltre, indaghiamo la robustezza di queste strategie simulando rendimenti non distribuiti normalmente di attività rischiose, come la distribuzione t di Student e la distribuzione normale asimmetrica. Infine, testiamo queste strategie con dati finanziari lungimiranti simulati da Amundi Cascade Asset Simulation Model.
In questo articolo, discutiamo la tendenza generale dei regimi pensionistici a passare dai piani DB a quelli DC e l'importanza di disporre di un'adeguata strategia di decumulo per il periodo successivo al pensionamento evitare rischi come il rischio di longevità, il rischio di sequenziamento, il rischio di inflazione, ecc. La sfida principale Nel progettare una strategia pensionistica è che ogni pensionato abbia le sue preferenze su come molto da ritirare come reddito e come investire i risparmi in pensione, e questi diversi le preferenze derivano da diverse situazioni finanziarie personali, condizioni di salute e famiglia circostanze. Di conseguenza, è difficile definire una nozione comune di “ottimale” per ciascuno individuale, nel senso che non esiste un’unica soluzione adatta a tutti.
In questo articolo, descriviamo in dettaglio tre metodi utilizzati per progettare strategie di decumulo: il
metodo standard del tasso di prelievo sicuro (SWR), massimizzazione dell'utilità di consumo (CUM)e il metodo Ruin Date Utility Maximization (RDUM). Testiamo la fattibilitàe la robustezza di questi metodi con dati simulati basati sul browniano geometrico
movimento e alcuni scenari come la sovrastima dei rendimenti delle attività, la sottostima di volatilità, coda grassa e rischio di asimmetria.
1)Il metodo SWR consente ai pensionati di prelevare regolarmente una somma fissa di denaro
soddisfare le loro esigenze e sceglie una strategia di investimento a mix costante o glide-path per investire
la ricchezza rimanente nei loro portafogli. Una delle famose strategie successive all'SWR
metodo è la regola del 4%, che paga un reddito reale costante corrispondente al 4% del
ricchezza iniziale al momento del pensionamento e sceglie un’allocazione a mix costante tra azioni e obbligazioni.
Questa strategia è semplice e comprensibile per i pensionati, tuttavia è considerata uno spreco
strategia, come in molti scenari, c’è un eccesso di asset alla fine dei 30 anni.
2) Il CUM
Il metodo si basa sulla teoria economica e ricerca il consumo e l'investimento ottimali
strategia per i fondi rimanenti del portafoglio ad ogni data, massimizzando le aspettative
utilità scontata del consumo nel corso della vita. Utilizzando questo metodo, il consumo ottimale è
non è costante ma varia con il valore del portafoglio. Mentre il metodo CUM non lo farà mai
a corto di soldi, non è ancora adatto ai pensionati perché non produce un reddito stabile
reddito.
3) Anche il metodo RDUM, come il metodo CUM, segue la teoria del controllo ottimo stocastico,
e il suo obiettivo è massimizzare l'utilità attesa della data di rovina. In questo metodo, il
il consumo è fisso o programmato per ogni data, e il problema è trovare quello ottimale
strategia di investimento. Anche se spesso è difficile trovare una soluzione analitica a questo
metodo, le soluzioni numeriche alle equazioni alle derivate parziali HJB possono essere ottenute mediante
il metodo delle differenze finite. Questo metodo prevede anche una strategia di investimento glide-path,
ma l’allocazione delle attività rischiose diminuisce con il valore del portafoglio anziché oltre il tempo, che ha più senso del metodo SWR. Sebbene ci siano molti parametri per confrontare diverse strategie di decumulo, come il prelievo totale medio durante il
intero periodo di pensionamento, il tempo medio di sopravvivenza, la probabilità di successo, ecc., noi crediamo che la cosa più importante sia la probabilità di successo. Le strategie dovrebbero essere impostate obiettivi di consumo chiari e un orizzonte di investimento fisso, ed essere progettati per massimizzare il probabilità di successo piuttosto che altri parametri.
Perché il mondo reale è solo un campione nella simulazione, ma questo dato è relativo a tutti i pensionati, cioè al futuro corrisponde a uno scenario negativo, lo sperimenteranno tutti i pensionati che utilizzano una strategia simile la stessa difficoltà di rimanere senza soldi. È quindi importante massimizzare il probabilità di successo della strategia. Rispetto al metodo SWR, il metodo RDUM
ha una caratteristica di take-profit e quindi una maggiore probabilità di successo. Troviamo che la strategia basato sul metodo RDUM è robusto anche nei casi di rendimento sovrastimato delle attività rischiose, code spesse e asimmetria negativa. Nell'applicazione pratica, questo metodo è personalizzabile,consentire ai pensionati di scegliere diversi vincoli di allocazione e modelli di consumo, ad esempio come costanti, resistenti all’inflazione e a forma di U, a seconda della loro situazione reale. Questo
L'approccio è quindi adatto a pensionati con obiettivi chiari, certezza dei consumi, e conservatorismo relativo. Inoltre, coloro che desiderano evitare il rischio di longevità, possono impostare un periodo più lungo orizzonte di investimento, diciamo 40 anni. Un altro modo per affrontare il rischio di longevità è incorporare una rendita o una moderna tontina in una strategia di decumulo. Può essere visto come un strategia di uscita dalle strategie di drawdown descritte in questo documento, oppure può essere presa in considerazione direttamente come asset nel portafoglio. Tuttavia, l'atto di acquisto di una rendita o di un moderno
la pensione è irreversibile, quindi la tempistica è fondamentale.
Esistono diversi modi per migliorare il nostro lavoro. In ulteriori ricerche, potremmo prendere in considerazione incorporando i costi di transazione per studiarne l'impatto o approssimando la soluzione del problema Metodo RDUM con funzione graduale per ridurre i costi di transazione. Un altro interessante studio consisterebbe nel considerare modelli di mercato finanziario più complessi, come i modelli di salto,o l’uso di tecniche di machine learning come Restricted Boltzmann Machine (RBM) e reti avversarie generative (GAN) (Lezmi et al., 2020). Possiamo quindi usarli modelli per simulare dati finanziari più realistici per studiare la robustezza del decumulo
strategie.
Optimal Decumulation Strategies for Retirement Solutions
 

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  • SSRN-id4652428 Optimal Decumulation Strategies for retirement solution.pdf
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Mentre vi distraggono con notizie varie...vi stanno per chiudere in gabbia, nel silenzio dei mass media.
Pensate a quanta gente della terza eta' e non che ha il conto in banca fisica e che di colpo si vede chiusa la filiale di riferimento vicino a casa ,magari nel paese isolato e non , ed ora deve trovare il sistema per poter prelevare i sodi almeno una volta al mese per campare.
Oltre 4,4 milioni italiani vivono in comuni completamente “desertificati”.
Spariscono le banche, cresce la preoccupazione: la mappa
 

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Conoscere la regola del 72 è utile per programmare, durante l'età lavorativa, la neutralizzazione del Rischio di Longevità accantonando risparmi e per capire come mitigare il rischio inflazione .

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐜𝐢 𝐯𝐨𝐫𝐫𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐚𝐝𝐝𝐨𝐩𝐩𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐭𝐮𝐨𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐝𝐢?
Dividendo il numero 72 per il rendimento medio annuo si ottiene una stima approssimativa.
Se ottieni un rendimento del 2%, ci vorranno 36 anni per raddoppiare il tuo capitale (72/2 = 36)
Se invece ottieni un rendimento del 4% ci vorranno 18 anni (72/4 = 18)
Viceversa
La regola del 72 può essere usata anche per farti un’idea di quanto sia dannosa l’𝐢𝐧𝐟𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 per i tuoi risparmi:
con un’inflazione media del 2% i tuoi risparmi improduttivi perdono metà del loro potere d’acquisto in 36 anni (72/2 = 36)
con un’inflazione media del 4% i tuoi risparmi improduttivi perdono metà del loro potere d’acquisto in 18 anni (72/4 = 18)
 
In un recente caso di truffa, un consulente bergamasco è stato coinvolto in un complesso schema fraudolento orchestrato con un trevigiano e un romano, ai danni di due imprenditori altoatesini proprietari di un hotel in provincia di Bolzano.
La GdF di Treviso ha denunciato i tre per aver truffato gli imprenditori in difficoltà finanziarie, che avevano pagato 140mila euro con la promessa di ottenere un prestito obbligazionario di 4 milioni, mai arrivato.
Le indagini sono iniziate dalla querela presentata dagli imprenditori, che si erano affidati al consulente bergamasco per ottenere un finanziamento “alternativo”.
Questo li ha indirizzati a un consulente trevigiano che, secondo le accuse, ha proposto intermediazione di una società rumena, coordinata da un fondoestero rappresentato da un avvocato romano. Quest’ultimo ha suggerito l'emissione di obbligazione da 4 milioni da collocare sul mercato privato statunitense, con il pagamento annuale degli interessi e il rimborso del capitale alla scadenza.
Convinti dalle premesse, gli imprenditori e i loro soci hanno firmato un mandato di consulenza, impegnandosi a versare 140mila euro su un conto corrente rumeno.
Nonostante il pagamento, il prestito non è stato mai emesso. Successivamente, gli indagati hanno fatto firmare alle vittime un "addendum al contratto di mandato di consulenza", che sostituiva la società rumena con un’altra impresa, poi fallita, liberandola da qualsiasi obbligo contrattuale nei confronti dell’hotel.
Le indagini hanno rivelato che il denaro accreditato alla società rumena è finito nelle mani dei tre indagati – il consulente finanziario trevigiano, l’avvocato romano e il consulente bergamasco – ora denunciati pertruffaaggravata. Il tribunale di Bolzano ha archiviato la posizione del trevigiano e del legale dopo la restituzione della somma, mentre il consulente bergamasco deve ancora rispondere dei reati contestati.
Questo caso evidenzia l'importanza per gli imprenditori in crisi di rivolgersi esclusivamente a professionisti seri e affidabili. Quando si cerca di superare difficoltà finanziarie, affidarsi a consulenti senza adeguato supporto professionale può aggravare la situazione, portando a ulteriori perdite finanziarie e complicazioni legali. La scelta di professionisti con comprovata esperienza e integrità è fondamentale per evitare truffe e garantire soluzioni efficaci e trasparenti.
 

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La domanda da un milione di dollari: Quanto mi serve per andare in pensione?
Se chiedete a qualcuno quanto gli servirà per andare in pensione con un buon livello di sicurezza finanziaria, probabilmente la risposta sarà una bella cifra tonda, tipo "un milione di dollari". In teoria, un numero a sette cifre potrebbe suonare come un obiettivo fin troppo ambizioso che però, una volta raggiunto, dovrebbe instradare gli investitori verso una pensione sicura. In realtà, quel milione sarebbe forse puro azzardo se l'obiettivo è invece quello di finanziare una pensione che potrebbe protrarsi per 25-30 anni.
Per avere una percezione più corretta del livello di sicurezza associato a una cifra così cospicua, abbiamo consultato i 1.617 investitori che hanno già accumulato almeno un milione di dollari sotto forma di asset investibili e che, nel 2021, avevano partecipato alla nostra indagine globale sugli investitori individuali (Natixis Global Survey of Individual Investors). A prima vista, buona parte degli intervistati (79%) dichiara di sentirsi finanziariamente sicuro in vista della pensione ma, scavando più a fondo, questa fiducia si ridimensiona sensibilmente.
In effetti, la percentuale dei milionari che pensa che ci vorrebbe un miracolo per raggiungere una sicurezza finanziaria post-pensionamento (35%) non differisce molto da quella calcolata sull'intero campione di investitori (40%), forse perché oggi l'asticella a un milione di dollari potrebbe essere meno significativa di quanto fosse in passato.
Il 35% dei milionari dichiara che, per raggiungere la sicurezza finanziaria post-pensionamento, ci vorrà un miracolo
Un milione di oggi non è più come un milione di ieri
La figura del milionario ha sempre esercitato un fascino misterioso. Nel tempo, però, l'immagine di ricchezza che richiama alla mente è cambiata profondamente. Mentre, per i nostri nonni, il tipico milionario poteva assomigliare allo zio Pennybags, l'omino del Monopoli del secolo scorso, per noi è più facile pensare a uno dei nostri vicini. Niente cappello a cilindro, né vestito di sartoria e ghette, ma semplici jeans, scarpe da ginnastica e una comoda felpa.
Non è che un milione di dollari siano pochi, anzi; questa cifra è tuttora il parametro utilizzato per definire i paperoni odierni, i cosiddetti HNWI (High Net Worth Individual). Il fatto è che oggi i milionari sono molti di più. Infatti, il World Wealth Report di Capgemini segnala che,nel mondo, il numero di persone con un patrimonio di questa entità è quasi raddoppiato, passando da 10,9 milioni nel 2010 a 20,8 milioni nel 2020. Il rapporto individua un numero elevato di milionari in Nord America (6,98 milioni), in Asia (6,9 milioni) e in Europa (5,36 milioni).
I ricchi non assomigliano né a voi né a me
Hanno più soldi, ma questo non sembra fare molta differenza quando si parla di sicurezza previdenziale. Nel campione consultato da Natixis per l'indagine, gli investitori con grandi patrimoni dichiarano di avere accumulato più del quadruplo delle sostanze medie della popolazione generale (2 milioni vs 450.000 dollari). Invece, sul piano del risparmio previdenziale, la differenza non è così rilevante.
Gli investitori HNWI intervistati dichiarano di avere a disposizione, in media, un risparmio previdenziale di 625.000 dollari che, per quanto consistente, corrisponde solo a due volte e mezzo il risparmio post-pensionamento medio (250.000 dollari) dell'intero campione consultato. Analogamente, se è vero che un tasso medio di risparmio previdenziale del 19,4% è ragguardevole, comunque supera di poco meno del tre per cento la media generale, che è pari al 16,6%. E' quindi evidente che, a dispetto dei numeri apparentemente buoni, lo scarto non è sufficiente per determinare una diversità sostanziale in termini di fiducia.
Il lavoro pone grandi interrogativi anche ai milionari
Avere messo da parte 625.000 dollari per la pensione dovrebbe permettere di guardare al futuro con una certa fiducia, come confermato dal 79% che dichiara di aspettarsi di vivere una pensione sicura sotto il profilo finanziario; non è però sufficiente per fugare tutti i dubbi su ciò che riserverà davvero il futuro. In realtà, proprio come gli altri investitori, i milionari devono trovare una risposta a molte domande.
Per questo gruppo, un importante punto interrogativo è rappresentato dal lavoro. Pur prevedendo di andare in pensione a un'età ancora abbastanza giovane - 63 anni - quasi sei su dieci (58%) dichiarano di accettare l'idea di dovere eventualmente continuare a lavorare più a lungo del previsto. Entra in gioco l'aspetto dell'imprevedibilità, che è uno dei principali problemi insiti nella pianificazione pensionistica.
Il 58% accetta l'idea di dover lavorare più a lungo di quanto programmato
I fattori da cui potrebbe dipendere la necessità di lavorare più anni del previsto sono molteplici: la mutata situazione finanziaria, problemi di salute che richiedano un'assicurazione sanitaria più costosa, la necessità di entrate supplementari per prendersi cura di un genitore anziano o per aiutare un figlio adulto.
Mentre la necessità di rimanere in attività più a lungo può essere assimilabile a un imprevisto, il 44% di questo gruppo teme di non essere in grado di continuare a lavorare finché lo vorrà. Un licenziamento verso fine carriera o la decisione di lasciare il lavoro per occuparsi di un familiare possono avere ripercussioni altrettanto forti sulla sicurezza previdenziale.
Il delinearsi di un quadro finanziario complesso che potrebbe richiedere cambiamenti drastici può costituire una sfida addirittura maggiore e il 36% teme di non poter avere neanche la scelta di andare in pensione. Le pressioni sono reali, anche per gli investitori più abbienti, e possono essere opprimenti. In effetti, il 42% degli intervistati è talmente preoccupato della sicurezza post-pensionamento da preferire non pensarci affatto.
Le minacce economiche sono in aumento
Pur pianificando e risparmiando in vista della pensione, gli investitori con grandi patrimoni riconoscono che la loro sicurezza è messa a repentaglio da fattori che esulano dal loro controllo. Tra i principali citano la tenuta delle prestazioni pensionistiche pubbliche, che incidono anche sui piani pensionistici dei più ricchi.

La minaccia del debito pubblico
Tre quarti degli investitori milionari sono convinti che l'attuale debito pubblico elevato causerà una riduzione delle prestazioni pensionistiche pubbliche. Questa preoccupazione opprime in particolare il 38% degli investitori con patrimoni superiori a un milione, che dichiarano che, senza la pensione pubblica, sarà difficile arrivare alla fine del mese.
Qualcuno potrebbe chiedersi per quale motivo un milionario dovrebbe preoccuparsi dell'eventuale riduzione delle pensioni pubbliche. E' una questione di scala: raggiungere la magica soglia del milione non corrisponde necessariamente allo stile di vita confortevole che molti di noi immaginano.
Se i pensionati vogliono garantirsi che il loro gruzzolo duri almeno per vent'anni, dovranno limitare i prelievi. In genere, le strategie di gestione del reddito pensionistico prevedono che, nel primo anno di pensione, si possa prelevare il 4% di quanto accantonato e, in ogni anno successivo, solo il 4% indicizzato all'inflazione. Se si parte con 1 milione di dollari, si ottiene così una rendita iniziale di non più di 40.000 dollari, cifra che per molti potrebbe essere molto inferiore al reddito percepito prima di lasciare il lavoro. Per questo motivo, gli esperti di investimento e di pianificazione finanziaria consigliano di gestire il reddito pensionistico con un triplice approccio che attinge al risparmio pensionistico, al risparmio personale e alle prestazioni pubbliche.
L'inflazione erode i piani pensionistici
Quasi sette intervistati su dieci vedono una minaccia anche nell'inflazione. Dopo avere conosciuto l'inflazione più alta degli ultimi 40 anni, gli investitori sono consapevoli dell'impatto che il rialzo dei prezzi potrebbe avere sulle loro finanze una volta andati in pensione. Essenzialmente, quando i prezzi salgono, i risparmi non fanno altrettanto.
Il rapido rialzo del costo dei prodotti alimentari e dell'energia è stato determinante per fare salire l'inflazione nel 2022, ma ci sono altri costi che preoccupano gli investitori più ricchi, in particolare le spese sanitarie sempre più elevate. Infatti, il 65% di questo gruppo teme che le spese per le cure sanitarie e l'assistenza a lungo termine incideranno sulla sicurezza finanziaria post-pensionamento.
Tassi d'interesse bassi
A complicare i problemi dovuti al rialzo dei prezzi si aggiungono le limitazioni derivanti dai bassi tassi d'interesse. Mentre i tassi bassi sembrano offrire un contesto ideale ai consumatori che intendono accedere a un finanziamento per acquistare beni particolarmente costosi, come la casa o l'automobile, quegli stessi tassi rischiano di mettere in difficoltà i pensionati. Se i tassi sono bassi, gli investitori in pensione vedono ridursi la capacità di convertire in rendita il proprio patrimonio, offrendo a molti di loro un reddito subottimale. In effetti, il 58% dei milionari intervistati riconosce che, a causa dei tassi bassi, diventa difficile generare una rendita dai propri risparmi.
Nel 2022 le banche centrali hanno alzato i tassi per contrastare l'aumento dell'inflazione, ma questi rialzi non porteranno un sollievo immediato ai pensionati. E' importante notare che, sebbene tassi più elevati potrebbero consentire rendite superiori in futuro, è anche vero che le obbligazioni che offrono rendimenti inferiori potrebbero perdere valore. E anche se i tassi sono saliti, la Fed si è comunque fermata al 3,25%, la Bank of England al 2,25% e solo di recente la Banca Centrale Europea ha portato i tassi allo 0,75%, e nessuna di queste mosse è riuscita a fare decollare le rendite.2
A complicare le cose si è aggiunto il picco della volatilità sui mercati, frutto dell'effetto combinato dell'inflazione più alta degli ultimi 40 anni e del rialzo dei tassi d'interesse. Le turbolenze dei mercati possono essere snervanti anche per gli investitori più abbienti. Infatti, il 56% degli intervistati ritiene che la volatilità dei mercati mini la loro capacità di centrare gli obiettivi pensionistici che si sono dati.
Un anno difficile per andare in pensione
Fondamentalmente, due dei timori segnalati dai milionari da noi consultati si sono materializzati nel 2022, che è quindi diventato un anno difficile per andare in pensione. In un quadro di inflazione elevata e di tassi in ascesa, i mercati sono diventati volatili e l'indice S&P 500® ha perso addirittura il 23%.3
Chi sceglie di andare in pensione nel 2022, non solo percepirà una rendita da un monte pensione che potrebbe essersi ridotto almeno del 10%-20% ma, a causa dei costi elevati, per fare fronte alle spese dovrà anche prelevare di più dal suo gruzzolo e sarà costretto a sforare il tradizionale 4%. Mentre i loro risparmi si esauriranno più velocemente del previsto, i pensionati avranno difficoltà a reintegrare il patrimonio, perché avranno a disposizione meno tempo e, forse, anche una minore tolleranza al rischio.
I professionisti lo sanno
Sembrerebbe che, in materia di piani pensionistici, i milionari prestino attenzione alle cose giuste. Nell'indagine condotta da Natixis nel 2022 presso i professionisti finanziari (2022 Natixis Global Survey of Financial Professionals),4 è stato chiesto a 2.700 consulenti ed esperti di 16 paesi quali siano i principali errori che gli investitori potrebbero commettere nel pianificare la loro pensione. I primi cinque errori citati costituiscono una vera e propria sfida per i grandi patrimoni.
1) Non dimenticare l'inflazione
Alla luce dell'attuale contesto economico, non sorprende che considerino che il primo errore in assoluto nella pianificazione previdenziale sia la sottovalutazione degli effetti dell'inflazione. Dopo vent'anni di inflazione bassa o assente, questo fattore è stato spesso trascurato ed è difficile prevedere come evolverà in futuro. Ma i piani pensionistici dovrebbero tenere conto di questa variabile incognita riconoscendo che, nel tempo, le spese tenderanno ad aumentare.
2) Considerare quanto si potrebbe vivere
Tra gli errori di pianificazione rientra anche un'altra incognita: la sottovalutazione di quanto a lungo si vivrà. Negli anni, le nostre indagini hanno mostrato che gli investitori pensano di vivere circa 20 anni da pensionati. Vent'anni possono essere un buon punto di partenza, ma molte persone vivranno più a lungo.
In realtà, i dati OCSE indicano che, tra il 2015 e il 2020, l'aspettativa di vita media oltre i 65 anni nei paesi G20 ha raggiunto 21,3 anni per le donne e 18,1 anni per gli uomini. Si stima inoltre che, nel periodo compreso tra il 2060 e il 2065, le donne vivranno 25,2 anni dopo i 65, mentre gli uomini vivranno per altri 22,5 anni.5 Questa è la media, ma molti vivranno anche di più. In sostanza, è meglio pianificare in base all'ipotesi di vivere più anni, anziché meno.
3) Fissare obiettivi di rendita realistici
Un altro errore citato dai professionisti finanziari è la sopravvalutazione della rendita generata dal patrimonio. E' qui che la formula del 4% offre una lezione preziosa. Per esempio, nel 2015 avevamo chiesto a 1.000 partecipanti a piani a contribuzione definita negli Stati Uniti a quanto sarebbe ammontata la rendita annuale generata da un patrimonio di 1 milione di dollari, nell'ipotesi di far durare il patrimonio per 30 anni. Solo quattro su dieci hanno risposto "4%". Il 17% ha risposto "8%". In totale, il 43% riteneva di poter prelevare anche più del 10% senza intaccare il patrimonio.6 La definizione di un obiettivo realistico di rendita è un altro elemento fondamentale nella pianificazione pensionistica.
4) Fare attenzione al rischio
Spesso il rischio può essere percepito in modo negativo, come nel caso delle perdite che gli investitori potrebbero subire nel 2022, ma occorre considerare anche l'altro lato della medaglia: il rendimento. In genere, i pensionati devono essere più prudenti riguardo al livello di rischio inserito nei loro portafogli. Ma i professionisti finanziari invitano a non esagerare. Infatti, un altro grosso errore che osservano nei piani pensionistici è proprio l'eccessiva prudenza dei pensionati nell'investire. Per molti di loro, è indispensabile conservare il patrimonio; però, con l'inflazione che incombe, è importante garantire che il rendimento degli investimenti sia superiore al costo della vita e, per questo motivo, è necessario ricorrere a un approccio misurato al rischio.
5) Fissare aspettative di rendimento realistiche
Secondo i professionisti finanziari, un altro errore cruciale è rappresentato dalle aspettative di rendimento irrealistiche. La nostra ricerca mostra che le attese potrebbero già oggi essere disallineate rispetto ai mercati. Nel 2021, gli investitori con grandi patrimoni hanno dichiarato di aspettarsi un rendimento a lungo termine del 14,6% sopra l'inflazione. Naturalmente, queste dichiarazioni sono state fatte prima dell'impennata dell'inflazione nel 2022 e dopo la performance del 18% messa a segno dall'indice S&P 500® nel 2020; i professionisti ritengono però che, più realisticamente, gli investitori dovrebbero attendersi un rendimento del 9,0% sopra l'inflazione.
Altre sfide dietro l'angolo
I professionisti finanziari citano altri errori da evitare nella pianificazione pensionistica. Uno dei più frequenti è il non tenere conto delle spese per cure sanitarie e assistenza a lungo termine. E' importante riconoscere che, con l'avanzare dell'età, le persone potrebbero avere bisogno di cure mediche più frequenti e intense. In funzione del paese in cui vivono, questo bisogno potrebbe comportare una spesa significativa.
Ritengono inoltre che gli investitori non sempre capiscono quali saranno le loro fonti di reddito dopo il ritiro dal lavoro e che molti potrebbero fare troppo affidamento sulle pensioni pubbliche.
Tutto questo fa capire che, a prescindere da quanto messo da parte, il passaggio dalla fase in cui si risparmia per la pensione a quella in cui si vive effettivamente da pensionati è irto di sfide - sfide che possono richiedere il consiglio di un professionista. Niente di strano, quindi, se la pianificazione previdenziale è al secondo posto tra i servizi che gli investitori con grandi patrimoni chiedono ai loro consulenti.
Ma che cosa si intende per "abbastanza"?
Questa è la vera domanda da un milione di dollari. Ma non esiste un modo per stimare con esattezza questo bisogno. In realtà, il consiglio migliore ai fini della pianificazione pensionistica è quello di cominciare a risparmiare presto e spesso, in modo che le persone abbiano tempo sufficiente per risparmiare e tutto il tempo possibile per fare crescere il patrimonio. In fin dei conti, anche gli investitori milionari riconoscono quanto sia arduo finanziare la pensione, tanto che più di un terzo (36%) pensa con preoccupazione che non riuscirà mai ad avere abbastanza denaro per andare in pensione.
La domanda da un milione di dollari: | Natixis Investment Managers
Scarica il report (in Inglese) https://www.im.natixis.com/it/resources/2022-millionaire-report-doc
 

Allegati

  • RC36-0922-2022-Millionaire-Report-F.pdf
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Tristemente, visti i venti di guerra che si sono riaffacciati molto vicini a noi, anche alcuni degli altri grandi rischi enunciati da Bernstein, quali confisca e devastazione, che avevamo completamente rimosso dalla lista delle possibilità negli ultimi tre decenni di pace, tornano ad essere di attualità facendo apparire la volatilità solo come una distrazione temporanea.
Rischio-rendimento: level 2
 

23)Rischio di politica pubblica​

QuanDO o QuanTO??
Lo sapevi che coloro che oggi hanno 30 anni rischiano di andare in pensione a 70 anni?
Questa è la fotografia che ci restituisce l’Inps attraverso il simulatore PENSAMI che in questi giorni è stato aggiornato tenendo conto delle aspettative di vita e dei requisiti.
Secondo il simulatore, un uomo nato a gennaio del 1994, che ha iniziato a lavorare a gennaio del 2023 andrà in pensione di vecchiaia a dicembre del 2064 con 69 anni e 10 mesi di età se è riuscito ad accumulare 20 anni di contributi, ed a 74 anni nel caso in cui abbia versato meno anni di contributi.
La lettura di queste simulazioni ci dice una sola cosa, la pensione si allontana sempre di più.
Immaginate la scena…
❌ 30 anni
Sveglia alle 7:00,Lavori 8 ore al giorno,Ti concedi 1-2 vacanze all’anno
❌ 70 anni
Sveglia alle 7:00,Lavori 8 ore al giorno,Ti concedi 1-2 vacanze all’anno (forse)
Forse stai ancora pagando il mutuo per l’acquisto della tua casa, o magari hai finito da pochissimo
A me personalmente non meraviglia più l’età della pensione.
Mi fa riflettere, invece, l’importo della pensione.
Quindi non il QUANDO andrò in pensione ma il QUANTO avrò di pensione.
Sul quanDO possiamo agire poco.
Sul quanTO, invece, possiamo fare tantissimo.
L'importo medio delle pensioni è di circa € 1.500 ed 1 italiano su 3 ha una pensione inferiore a € 1.000.
Quando leggo queste cifre sono sempre più convinto che pensare al nostro futuro da capelli grigi è esclusivamente nostra responsabilità se vogliamo evitare di vivere una vecchiaia con 500€ di pensione, svendere gli immobili e i gioielli di famiglia per campare.
Quindi, ogni tanto, oltre a parlare di calcio, di influencer, di politica, di gossip, è importante dedicare tempo a capire come pianificare ed investire risorse con il fine di anticipare e/o integrare la nostra pensione, evitando possibilmente di lavorare sino a 74 anni con un assegno pensionistico pari alla metà dell'ultimo reddito.Questo vale per i giovani ed i meno giovani...
Chi ha lungimiranza e intelligenza sta già provvedendo a fare qualche altra pensione integrativa.
Il problema è che i giovani che non sono abituati a risparmiare oltre a iniziare tardi a lavorare e a avere mutui a vita, non avranno grossi risparmi da investire.
Bisognerebbe parlare di più di questi argomenti.
Non penso che a 70anni abbiamo l'elasticità mentale per certe professioni, né tantomeno la forza fisica e l'agilità. Mah! Mi auguro che a un certo punto ci sia un cambiamento in controtendenza.
Quanto bisognerebbe investire per poter avere una pensione complessiva, tra pubblica e integrativa, pari all’80% del proprio reddito? A questa domanda hanno risposto con delle elaborazioni in un articolo a firma di Andrea Carbone per l’Economia del Corriere della Sera.
Per sei profili di 30, 40 e 50enni, dipendenti e autonomi, con redditi rispettivamente di 1.800, 2.000 e 2.200 euro netti al mese, abbiamo simulato il momento della pensione e l’ammontare dell’assegno netto pensionistico mensile.
In funzione dell’età e della linea di investimento scelta, a rischio basso (obbligazionario governativo europeo) o alto (azionario mondiale), abbiamo poi simulato il versamento necessario per poter raggiungere l’80% del reddito, con valori compresi tra i 91 e gli 845 euro al mese.
Per rendere i numeri ancora più immediati da comprendere, hanno infine stimato la percentuale di reddito che bisognerebbe investire ogni mese per poter raggiungere questo obiettivo: si va dal 5% di un 30enne dipendente fino al 38% di un 50enne autonomo. Per tutti va poi considerato il beneficio fiscale e per i dipendenti l’aiuto che può essere dato dal TFR.
 

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Attenti alle truffe ⚠️🚫
Truffatore seriale ruba tutti risparmi di una vita a 83enne.
Vittima ingannata due volte anche per recupero soldi. Denunciato.
Si è spacciato per un broker di una nota compagnia di investimenti per derubare un 83enne catanese, portandogli via 150mila euro, tutti i risparmi di una vita. Agenti del Commissariato Borgo Ognina hanno identificato e denunciato l'autore della truffa aggravata online: è un 69enne, residente a Salerno, con diversi precedenti per reati contro il patrimonio.
Secondo quanto ricostruito dalla Questura di Catania, l'indagato sarebbe un truffatore seriale che ha architettato un piano criminale mirato a conquistare la fiducia della vittima, agganciata telefonicamente, con la promessa di investimenti in borsa sicuri e redditizi. L'83enne, tratto in inganno, ha fornito le proprie credenziali bancarie al truffatore che, nel giro di qualche ora, gli ha svuotato il conto corrente bancario, attraverso diversi prelievi di denaro per un importo complessivo di 150mila euro.
Ma il truffatore non si è fermato, anzi è tornato sul 'luogo del delitto': dopo qualche mese, infatti, ha ricontattato la vittima con un'altra utenza telefonica per pianificare un nuovo raggiro. Questa volta si era spacciato per dipendente di un'agenzia di recupero crediti che gli offriva un aiuto per recuperare i 150 mila euro, che lui stesso gli aveva rubato. Per la 'consulenza' la vittima avrebbe dovuto anticipare 3mila euro. Anche in questo caso l'anziano ha pagato la somma chiesta dal truffatore, nella speranza di riavere il denaro sottratto.
Una volta compreso di essere stato raggirato l'83enne si è rivolto agli agenti del Commissariato Borgo Ognina di Catania.
I poliziotti hanno avviato le indagini e, attraverso l'analisi dei numeri telefonici, sono riusciti a mettersi sulle tracce del truffatore seriale. Risalendo alla movimentazione del denaro e ai conti bancari, i poliziotti hanno individuato il 69enne di Salerno che è stato denunciato per truffa aggravata.
 

7)Rischio di longevità​



1) La casa non va a fondo
Meglio il mattone o un fondo pensione integrativo per gli anni della longevità? Quali risultati si potrebbero raggiungere investendo 100.000 euro? A questa domanda hanno risposto con delle elaborazioni per il pezzo di Teresa Campo per Milano Finanza, con i commenti di Andrea Carbone.
Per l’investimento immobiliare hanno sviluppato la somma dei canoni che si possono percepire fino a 70, 80, 90 e 100 anni, per 30enni, 40enni e 50enni.
Per la previdenza integrativa hannosvolto le elaborazioni (su due linee di investimento), facendo la somma delle rendite nette che si potrebbero ottenere dai 67 anni in poi.
Con il passare del tempo, “la longevità tende a battere gli immobili”: in sè i mercati tendono infatti a rendere di più di un canone netto di affitto, e con il passare del tempo viene anche chiusa la forbice quando si considera il valore residuo dell’immobile. Naturalmente le linee ad alto rischio, con il passare del tempo, tendono a dare risultati superiori rispetto a quelle a basso rischio.
Il confronto tra immobili e previdenza integrativa è – come sempre – “un po’ al limite”, perchè si tratta di strumenti con finalità e caratteristiche diverse. In un mondo ideale, per gli anni della longevità si potrebbero avere entrambi gli strumenti. In un mondo “con risorse limitate” la scelta deve invece avvenire avendo ben chiare le necessità.
Per tutti i numeri e le riflessioni, ecco il pezzo. Buona lettura!
La casa non va a fondo - smileconomy

2) Meglio il mattone o il fondo pensione? (estratto)​


Questo è il titolo del convegno del Corriere della Sera Economia tenutosi al Salone del Risparmio 2024, moderato da Massimo Fracaro, con la partecipazione di Andrea Carbone, Alberto Brambilla, Gino Pagliuca ed Emanuela Notari.Nel corso dell'evento, hanno toccato 6 punti: 1) Le caratteristiche della compravendita media immobiliare (frequenza, valori, metrature); 2) il vero costo di acquisto degli immobili; 3) esempi di rendimenti netti di un immobile; 4) le logiche per confrontare strumenti diversi come immobili e fondi pensione; 5) il confronto della redditività tra immobili e fondi pensione; 6) il bisogno di integrazione pensionistica.Un confronto quasi "provocatorio", che hanno voluto sviluppare e affrontare nel corso del convegno, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo.
Meglio il mattone o il fondo pensione? - smileconomy
 

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Differenza tra rischio ed incertezza,questo e’ il libro consigliato che ti cambia radicalmente la visione della finanza estremamente interessante.

Radical Uncertainty: Decision-making for an Unknowable Future

Hachette UK, 2020 Kay, John A.;King, Mervyn A

Molti consigli economici sono una quantificazione fasulla, avvertono due importanti esperti in questo libro fondamentale. I numeri inventati offrono una falsa sicurezza; abbiamo invece bisogno di narrazioni solide che generino la fiducia necessaria per gestire l’incertezza.
Alcune incertezze sono risolvibili. Sia le tabelle attuariali del settore assicurativo che la roulette del giocatore d’azzardo si affidano agli strumenti della teoria della probabilità. La maggior parte delle situazioni della vita, tuttavia, implicano un tipo più profondo di incertezza, un’incertezza radicale per la quale i dati storici non forniscono indicazioni utili per i risultati futuri. L’incertezza radicale riguarda eventi le cui determinanti non sono sufficientemente comprese affinché le probabilità siano note o possibili previsioni. Prima che il presidente Barack Obama prendesse la fatidica decisione di inviare i Navy Seals, i suoi consiglieri gli avevano offerto stime estremamente divergenti sulle probabilità che Osama bin Laden si trovasse nel complesso di Abbottabad. Nel 2000 nessuno, nemmeno Steve Jobs, sapeva cosa fosse uno smartphone; come si sarebbe potuto prevedere quanti ne sarebbero stati venduti nel 2020? E i consulenti finanziari che forniscono con sicurezza le informazioni richieste nel pacchetto standard di pianificazione pensionistica – quali saranno i tassi di interesse, il costo della vita e il vostro stato di salute nel 2050? – dimostrano solo che i loro consigli sono inutili.
I limiti della certezza dimostrano il potere del giudizio umano sull’intelligenza artificiale. Nella maggior parte delle decisioni critiche non possono esserci previsioni o distribuzioni di probabilità su cui possiamo ragionevolmente fare affidamento. Invece di inventare numeri per colmare le lacune delle nostre conoscenze, dovremmo adottare strategie aziendali, politiche e personali che siano robuste rispetto a futuri alternativi e resilienti a eventi imprevedibili. All’interno della sicurezza di una narrativa di riferimento così solida e resiliente, l’incertezza può essere abbracciata, perché è fonte di creatività, eccitazione e profitto”.
https://www.amazon.co.uk/Radical-Uncertainty-Mervyn-King/dp/1408712601
 

17)Rischio Sequenza di Restituzione rendimenti​

Il pericolo di confondere rischio con incertezza​

Come scrisse il Professor Frank Knight della Chicago University un secolo fa:

il rischio è presente quando i futuri eventi accadono con un numero di probabilità misurabili. L’incertezza è presente quando la probabilità di futuri eventi è indefinita o non calcolabile.


Il pericolo di confondere rischio con incertezza
 
Pianificare (non solo i rischi )per essere più felici

Possiamo, tuttavia, attivarci per migliorare il controllo del nostro tempo: pianificare correttamente le nostre finanze per valorizzarle nel tempo poco alla volta ci restituisce la libertà di scegliere cosa fare e quando farlo.
Poter disporre di un adeguato fondo di emergenza ci renderà liberi di scegliere un nuovo lavoro senza dover accettare la prima offerta disponibile per la paura di non riuscire a pagare la rata del mutuo. Potremo opporci a pretese assurde da parte dei nostri superiori senza finire in rovina perché avremo il tempo per organizzare un nuovo percorso professionale.
Investire e far crescere il nostro capitale nel tempo ci potrà consentire di accumulare la ricchezza necessaria per poter scegliere un impiego part time o, magari, meno retribuito del precedente ma più in linea con le nostre ambizioni.
O ancora, poter contare su un adeguato patrimonio ci permetterà di ritirarci dall’attività lavorativa prima del tempo, senza dover attendere l’arrivo della pensione che, molti di noi, mai riceveranno.
Lo scopo della pianificazione finanziaria e dell’investimento non può essere soltanto la semplice ricerca di “rendimento”. E’ ovvio che un portafoglio efficace deve restituire nel tempo un rendimento adeguato al prezzo pagato in termini di rischiosità.
Quando si inizia a investire è opportuno avere ben chiari gli obiettivi che si intendono raggiungere con quel rendimento: un lavoro part time, l’università dei figli, una rendita integrativa.
Non abbiamo obiettivi di rendimento. Abbiamo obiettivi di vita che necessitano di capitale e rendimento per essere raggiunti (cit).
Individuare questi obiettivi è tutt’altro che semplice.
George Kinder è considerato una delle figure più autorevoli nell’ambito della pianificazione finanziaria. Kinder ha individuato tre domande molto profonde che rappresentano un ottimo supporto per individuare i propri obiettivi di vita.
Kinder invita il suo interlocutore a immedesimarsi in tre situazioni diverse riguardo a ricchezza, salute e aspettativa di vita.E’ proprio la proiezione della propria esistenza in contesti emotivamente scioccanti che ci aiuta a mettere a fuoco le nostre vere ambizioni.
In questo video di 4 minuti George Kinder ci sottopone le sue tre domande:
Felicità e soldi nella società moderna | David Volpe
 
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Quando decido di investire in un asset denominato in una valuta diversa dall’euro e non utilizzo l’hedging, mi espongo al rischio di cambio. Questo rischio si combina con quello di mercato.
Il rischio di cambio può influenzare le performance di un investimento in tre modi:
--> Impatto sul rendimento.
--> Impatto sulla volatilità.
--> Impatto sulle altre misure di rischio (massimo drawdown, periodo di recupero, Ulcer Index, VaR e CVaR).
Qui l'intero sesto capitolo del libro "Il rischio di cambio negli investimenti finanziari" ("L’impatto del rischio di cambio sul rendimento"), con l'auspicio che possa aiutare a capire come questo importante rischio, spesso trascurato, possa influenzare la performance di un investimento.
Il rischio di cambio | Dedalo Invest
 

Senza un piano di gestione del rischio gli obiettivi possono allontanarsi​

Senza un piano di investimento e, se necessario (perché non per tutti lo è), senza una strategia di progressiva riduzione/adeguamento del rischio (anche i più impavidi farebbero comunque bene a valutare la cosa.
CLEMENTS CONSIGLIA 5 /7 anni di fondo emergenza in un investimento POCO RISCHIOSO nel piano di decumulo.
Oppure strategia a scala con titoli obbligazionari che progressivamente scadono ogni anno fornendo un costante approvvigionamento al decumulo programmato.
Per alcune persone le condizioni di vita, familiari e reddituali potrebbero anche essere sufficienti per evitare questa strategia. Pensiamo a chi ha fatto bene i suoi calcoli stimando entrate annuali da rendite, (pensioni) , interessi, dividendi e affitti, sufficienti per foraggiare l’indipendenza finanziaria.
Cuscinetto di emergenza per dormire sereni durante la fase di decumulo del capitale
 
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