Milano (citta') - Osservatorio mercato immobiliare - Parte VI

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Nonostante la pandemia a Milano crescono i prezzi delle case (ma non in centro): i da

Nonostante la crisi i prezzi delle case a Milano nel 2020 sono cresciuti mediamente dell'1,3%, ma i rialzi si sono concentrati principalmente all'esterno del centro storico. All'ombra (diretta) della Madonnina, infatti, il valore degli immobili è diminuito dello 0.4%. È quanto è emerso dalla "Rilevazione dei prezzi degli Immobili sulla piazza di Milano e Provincia", studio realizzato dalla Camera di commercio, in collaborazione con Fimaa, Assimpredil Ance, Fiaip Lombardia, Anama Milano, Isivi Milano, Ordine dei Geometri della Provincia di Milano e altre associazioni di categoria ed ordini professionali del settore.


Mediamente comprare una casa a Milano costa 5.710 euro al metro quadro. La media in centro è di 10.228 euro al mq rispetto a 10.272 euro al mq del 2019, segnando una leggera flessione -0,4%. Nella zona nord, i prezzi passano da 4.268 euro al mq a 4.335 €/mq, +1,6%. Nel quadrante meridionale la variazione più significativa con quotazioni che crescono a +5,5%. Nella zona ovest si passa da 5.159 €/mq a 5.177 €/mq, +0,3%. In crescita la zona est, da 4.575 €/mq a 4.704 €/mq, con un incremento dei prezzi pari a +2,8%.

Crescono i prezzi delle case nell'hinterlandTabella - Fonte: Camera di Commercio
Da Cologno Monzese a Bresso, da Cormano a Cusano Milanino, crescono soprattutto a nord e nel quadrante est i prezzi in alcuni centri nell’hinterland milanese, in un quadro che si mantiene comunque all’insegna della stabilità per gli appartamenti nuovi. L’attenzione degli operatori si concentra sulla qualità dei servizi e sulla diponibilità di zone verdi, in un mercato che comincia a riflettere il cambio di paradigma conseguente all’emergenza sanitaria.

Le zone più care di Milano
Rimangono in centro città i quartieri più cari, seppure in lieve ridimensionamento. Si tratta di Spiga - Montenapoleone a 12.800 €/mq, in calo di 100 euro in un anno; Vittorio Emanuele - San Babila a 12.375 euro rispetto a 12.750 € mq di un anno fa; Diaz con Duomo e Scala a 11.700 €/mq rispetto a 11.850 €/mq; Parco e Castello a 10.850 €/mq, in calo di 100 euro al mq; Cairoli e Cordusio a 10.625 €/mq rispetto a 10.750 €/mq. Tra i segni positivi cresce Brera a 10.500 €/mq, in crescita di 50 euro. Nirone e S. Ambrogio salgono a 9.500 €/mq rispetto a 9.050 €/mq della precedente rilevazione e sorpassano in valore in un anno gli immobili di Repubblica - Porta Nuova, che calano da 9.500 €/mq a 9.375 €/mq, e di Venezia - Monforte, che restano stabili a 9.350 €/mq. In crescita lieve le quotazioni anche a Largo Augusto, che passa da 8.400 €/mq a 8.450 €/mq.

Le zone di Milano che crescono di più
Al primo posto Greco, da 3.200 a 3.750 €/mq, + 17,2%; Corvetto con quotazioni in crescita di + 16% a 3.700 €/mq; la zona Solari - Napoli + 15% a quota 6.500 €/mq; piazza Udine che passa da € 3.150 al mq a € 3.600 al mq, +14,3%; Forlanini e Mecenate da 3.025 €/mq a 3.400 €/mq, +12,4%; Musocco - Villapizzone a 3.075 euro al mq, +11,8%; Lambrate a 3.400 euro al mq, +11,5%; Brianza - Pasteur a 3.650, +7,4%; Bovisa e Dergano a 3.500 €/mq, +6,9%; Santa Giulia e Rogoredo a 3.150 €/mq, +5%; Nirone e S. Ambrogio passano da 9.050 €/mq a 9.500 €/mq, con una variazione di +5%; Fulvio Testi e Ca’ Granda a 3.200 €/mq, +4,9%; Abruzzi - Romagna a 4.800 €/mq, +4,9%; Gallaratese e Trenno a 2.750 €/mq, +3,8%; Niguarda vale 3.200 €/mq, +3,2%; Turro e Precotto prezzi a 3.300 €/mq, +3,1%. Tra le maggiori crescite si evidenziano anche Fulvio Testi e Bicocca con 3.300 €/mq, +3,1%; Istria e Maciachini a quota 3.500 €/mq, +2,9%; Buenos Aires e Vitruvio a 5.300 €/mq, +2,9%. Anche Baggio e Quarto Oggiaro crescono del 2%.

Diminuiscono gli affitti
Prezzi delle case in risalita, gli affitti invece sono in controdentenza. In centro le quotazioni calano a -11% per i monolocali e a -20% per i bilocali. Nella cerchia dei Bastioni si evidenziano valori in diminuzione di -4% per i monolocali e di -5% per i trilocali. Più stabile il mercato degli affitti in Circonvallazione, in calo però per i quadrilocali e le metrature ulteriori del 9%. In periferia gli affitti segnano quotazioni in calo di -3% per monolocali e trilocali, -2% per i bilocali.

Nonostante la pandemia a Milano crescono i prezzi delle case (ma non in centro): i dati
 
Nonostante la crisi i prezzi delle case a Milano nel 2020 sono cresciuti mediamente dell'1,3%, ma i rialzi si sono concentrati principalmente all'esterno del centro storico. All'ombra (diretta) della Madonnina, infatti, il valore degli immobili è diminuito dello 0.4%. È quanto è emerso dalla "Rilevazione dei prezzi degli Immobili sulla piazza di Milano e Provincia", studio realizzato dalla Camera di commercio, in collaborazione con Fimaa, Assimpredil Ance, Fiaip Lombardia, Anama Milano, Isivi Milano, Ordine dei Geometri della Provincia di Milano e altre associazioni di categoria ed ordini professionali del settore.


Mediamente comprare una casa a Milano costa 5.710 euro al metro quadro. La media in centro è di 10.228 euro al mq rispetto a 10.272 euro al mq del 2019, segnando una leggera flessione -0,4%. Nella zona nord, i prezzi passano da 4.268 euro al mq a 4.335 €/mq, +1,6%. Nel quadrante meridionale la variazione più significativa con quotazioni che crescono a +5,5%. Nella zona ovest si passa da 5.159 €/mq a 5.177 €/mq, +0,3%. In crescita la zona est, da 4.575 €/mq a 4.704 €/mq, con un incremento dei prezzi pari a +2,8%.

Crescono i prezzi delle case nell'hinterlandTabella - Fonte: Camera di Commercio
Da Cologno Monzese a Bresso, da Cormano a Cusano Milanino, crescono soprattutto a nord e nel quadrante est i prezzi in alcuni centri nell’hinterland milanese, in un quadro che si mantiene comunque all’insegna della stabilità per gli appartamenti nuovi. L’attenzione degli operatori si concentra sulla qualità dei servizi e sulla diponibilità di zone verdi, in un mercato che comincia a riflettere il cambio di paradigma conseguente all’emergenza sanitaria.

Le zone più care di Milano
Rimangono in centro città i quartieri più cari, seppure in lieve ridimensionamento. Si tratta di Spiga - Montenapoleone a 12.800 €/mq, in calo di 100 euro in un anno; Vittorio Emanuele - San Babila a 12.375 euro rispetto a 12.750 € mq di un anno fa; Diaz con Duomo e Scala a 11.700 €/mq rispetto a 11.850 €/mq; Parco e Castello a 10.850 €/mq, in calo di 100 euro al mq; Cairoli e Cordusio a 10.625 €/mq rispetto a 10.750 €/mq. Tra i segni positivi cresce Brera a 10.500 €/mq, in crescita di 50 euro. Nirone e S. Ambrogio salgono a 9.500 €/mq rispetto a 9.050 €/mq della precedente rilevazione e sorpassano in valore in un anno gli immobili di Repubblica - Porta Nuova, che calano da 9.500 €/mq a 9.375 €/mq, e di Venezia - Monforte, che restano stabili a 9.350 €/mq. In crescita lieve le quotazioni anche a Largo Augusto, che passa da 8.400 €/mq a 8.450 €/mq.

Le zone di Milano che crescono di più
Al primo posto Greco, da 3.200 a 3.750 €/mq, + 17,2%; Corvetto con quotazioni in crescita di + 16% a 3.700 €/mq; la zona Solari - Napoli + 15% a quota 6.500 €/mq; piazza Udine che passa da € 3.150 al mq a € 3.600 al mq, +14,3%; Forlanini e Mecenate da 3.025 €/mq a 3.400 €/mq, +12,4%; Musocco - Villapizzone a 3.075 euro al mq, +11,8%; Lambrate a 3.400 euro al mq, +11,5%; Brianza - Pasteur a 3.650, +7,4%; Bovisa e Dergano a 3.500 €/mq, +6,9%; Santa Giulia e Rogoredo a 3.150 €/mq, +5%; Nirone e S. Ambrogio passano da 9.050 €/mq a 9.500 €/mq, con una variazione di +5%; Fulvio Testi e Ca’ Granda a 3.200 €/mq, +4,9%; Abruzzi - Romagna a 4.800 €/mq, +4,9%; Gallaratese e Trenno a 2.750 €/mq, +3,8%; Niguarda vale 3.200 €/mq, +3,2%; Turro e Precotto prezzi a 3.300 €/mq, +3,1%. Tra le maggiori crescite si evidenziano anche Fulvio Testi e Bicocca con 3.300 €/mq, +3,1%; Istria e Maciachini a quota 3.500 €/mq, +2,9%; Buenos Aires e Vitruvio a 5.300 €/mq, +2,9%. Anche Baggio e Quarto Oggiaro crescono del 2%.

Diminuiscono gli affitti
Prezzi delle case in risalita, gli affitti invece sono in controdentenza. In centro le quotazioni calano a -11% per i monolocali e a -20% per i bilocali. Nella cerchia dei Bastioni si evidenziano valori in diminuzione di -4% per i monolocali e di -5% per i trilocali. Più stabile il mercato degli affitti in Circonvallazione, in calo però per i quadrilocali e le metrature ulteriori del 9%. In periferia gli affitti segnano quotazioni in calo di -3% per monolocali e trilocali, -2% per i bilocali.

Nonostante la pandemia a Milano crescono i prezzi delle case (ma non in centro): i dati

Niente da fare, dove leggi è tutto un rassicurare sull'andamento positivo del mercato immobiliare milanese. :o

Proprio non si può leggere da nessuna parte - tranne su FOL - che la crescita inarrestabile dei prezzi richiesti di vendita si è almeno fermata.

Non ci spero troppo ma, a fronte di così tanti articoli ottimisti, mi aspetto di vedere settimana prossima qualche bel "meno" sul report mensile di immobiliare.it :cool:
 
Niente da fare, dove leggi è tutto un rassicurare sull'andamento positivo del mercato immobiliare milanese. :o

Proprio non si può leggere da nessuna parte - tranne su FOL - che la crescita inarrestabile dei prezzi richiesti di vendita si è almeno fermata.

Non ci spero troppo ma, a fronte di così tanti articoli ottimisti, mi aspetto di vedere settimana prossima qualche bel "meno" sul report mensile di immobiliare.it :cool:

come detto da altri forumisti, preparati ed imparziali, siamo all'inizio dello SBOOM.... prepariamoci alla discesa dei prezzi, ci sarà almeno un CALO DEL -20% anche se non è ben chiaro quando inizieranno i saldi di fine stagione!!!!
 
Io credo che a Milano, al di là del covid, i prezzi avessero raggiunto valori limite, totalmente disallineati rispetto a livelli retributivi medi. Non credo nel tracollo dei valori perchè Milano resta e resterà l'unica piazza veramente attrattiva nello scenario italiano. Mi aspetto piuttosto una stabilizzazione dei valori.

Era un po' che non frequentavo questa sezione ma vedo che la passione per le previsioni catastrofiche non passa mai di moda. Adesso mi leggo anche un po' di topic...
 
Nonostante la crisi i prezzi delle case a Milano nel 2020 sono cresciuti mediamente dell'1,3%, ma i rialzi si sono concentrati principalmente all'esterno del centro storico. All'ombra (diretta) della Madonnina, infatti, il valore degli immobili è diminuito dello 0.4%. È quanto è emerso dalla "Rilevazione dei prezzi degli Immobili sulla piazza di Milano e Provincia", studio realizzato dalla Camera di commercio, in collaborazione con Fimaa, Assimpredil Ance, Fiaip Lombardia, Anama Milano, Isivi Milano, Ordine dei Geometri della Provincia di Milano e altre associazioni di categoria ed ordini professionali del settore.


Mediamente comprare una casa a Milano costa 5.710 euro al metro quadro. La media in centro è di 10.228 euro al mq rispetto a 10.272 euro al mq del 2019, segnando una leggera flessione -0,4%. Nella zona nord, i prezzi passano da 4.268 euro al mq a 4.335 €/mq, +1,6%. Nel quadrante meridionale la variazione più significativa con quotazioni che crescono a +5,5%. Nella zona ovest si passa da 5.159 €/mq a 5.177 €/mq, +0,3%. In crescita la zona est, da 4.575 €/mq a 4.704 €/mq, con un incremento dei prezzi pari a +2,8%.

Crescono i prezzi delle case nell'hinterlandTabella - Fonte: Camera di Commercio
Da Cologno Monzese a Bresso, da Cormano a Cusano Milanino, crescono soprattutto a nord e nel quadrante est i prezzi in alcuni centri nell’hinterland milanese, in un quadro che si mantiene comunque all’insegna della stabilità per gli appartamenti nuovi. L’attenzione degli operatori si concentra sulla qualità dei servizi e sulla diponibilità di zone verdi, in un mercato che comincia a riflettere il cambio di paradigma conseguente all’emergenza sanitaria.

Le zone più care di Milano
Rimangono in centro città i quartieri più cari, seppure in lieve ridimensionamento. Si tratta di Spiga - Montenapoleone a 12.800 €/mq, in calo di 100 euro in un anno; Vittorio Emanuele - San Babila a 12.375 euro rispetto a 12.750 € mq di un anno fa; Diaz con Duomo e Scala a 11.700 €/mq rispetto a 11.850 €/mq; Parco e Castello a 10.850 €/mq, in calo di 100 euro al mq; Cairoli e Cordusio a 10.625 €/mq rispetto a 10.750 €/mq. Tra i segni positivi cresce Brera a 10.500 €/mq, in crescita di 50 euro. Nirone e S. Ambrogio salgono a 9.500 €/mq rispetto a 9.050 €/mq della precedente rilevazione e sorpassano in valore in un anno gli immobili di Repubblica - Porta Nuova, che calano da 9.500 €/mq a 9.375 €/mq, e di Venezia - Monforte, che restano stabili a 9.350 €/mq. In crescita lieve le quotazioni anche a Largo Augusto, che passa da 8.400 €/mq a 8.450 €/mq.

Le zone di Milano che crescono di più
Al primo posto Greco, da 3.200 a 3.750 €/mq, + 17,2%; Corvetto con quotazioni in crescita di + 16% a 3.700 €/mq; la zona Solari - Napoli + 15% a quota 6.500 €/mq; piazza Udine che passa da € 3.150 al mq a € 3.600 al mq, +14,3%; Forlanini e Mecenate da 3.025 €/mq a 3.400 €/mq, +12,4%; Musocco - Villapizzone a 3.075 euro al mq, +11,8%; Lambrate a 3.400 euro al mq, +11,5%; Brianza - Pasteur a 3.650, +7,4%; Bovisa e Dergano a 3.500 €/mq, +6,9%; Santa Giulia e Rogoredo a 3.150 €/mq, +5%; Nirone e S. Ambrogio passano da 9.050 €/mq a 9.500 €/mq, con una variazione di +5%; Fulvio Testi e Ca’ Granda a 3.200 €/mq, +4,9%; Abruzzi - Romagna a 4.800 €/mq, +4,9%; Gallaratese e Trenno a 2.750 €/mq, +3,8%; Niguarda vale 3.200 €/mq, +3,2%; Turro e Precotto prezzi a 3.300 €/mq, +3,1%. Tra le maggiori crescite si evidenziano anche Fulvio Testi e Bicocca con 3.300 €/mq, +3,1%; Istria e Maciachini a quota 3.500 €/mq, +2,9%; Buenos Aires e Vitruvio a 5.300 €/mq, +2,9%. Anche Baggio e Quarto Oggiaro crescono del 2%.

Diminuiscono gli affitti
Prezzi delle case in risalita, gli affitti invece sono in controdentenza. In centro le quotazioni calano a -11% per i monolocali e a -20% per i bilocali. Nella cerchia dei Bastioni si evidenziano valori in diminuzione di -4% per i monolocali e di -5% per i trilocali. Più stabile il mercato degli affitti in Circonvallazione, in calo però per i quadrilocali e le metrature ulteriori del 9%. In periferia gli affitti segnano quotazioni in calo di -3% per monolocali e trilocali, -2% per i bilocali.

Nonostante la pandemia a Milano crescono i prezzi delle case (ma non in centro): i dati



Boh.


Leggendo il link sembra che il fenomeno sia solo all'inizio.




Aste immobiliari: boom di case pignorate con il Covid - InvestireOggi.it
 
Io credo che a Milano, al di là del covid, i prezzi avessero raggiunto valori limite, totalmente disallineati rispetto a livelli retributivi medi. Non credo nel tracollo dei valori perchè Milano resta e resterà l'unica piazza veramente attrattiva nello scenario italiano. Mi aspetto piuttosto una stabilizzazione dei valori.

Era un po' che non frequentavo questa sezione ma vedo che la passione per le previsioni catastrofiche non passa mai di moda. Adesso mi leggo anche un po' di topic...

ma non sono previsisoni catastrofistiche si tratta solo di assorbire l'incremento ingiustificato dei prezzi del 25% registrato nell'ultimo anno e mezzo....
 
Ma di che parliamo? Se andiamo oltre i titoli acchiappa clic scopriamo che in Lombardia ci sono 2.100 immobili in asta.....:D Sul serio dobbiamo preoccuparci per 2mila immobili? Ma per favore....



Onestamente non mi preoccupano le 2000 case all'asta,ma lo sbriciolamento della classe media.
 
ma non sono previsisoni catastrofistiche si tratta solo di assorbire l'incremento ingiustificato dei prezzi del 25% registrato nell'ultimo anno e mezzo....

Questo è uno dei punti.

Chi oggi ritiene i prezzi giusti se lo avessi intervistato nel 2017 non ti avrebbe risposto che i prezzi sarebbero cresciuti del 30%.
I bias cognitivi tradiscono molti che credono di pensare in modo razionale.
IMHO I motivi per i quali si è venuta a creare l'impennata di prezzi ora sono quasi tutti venuti meno e quindi è molto probabile vedere un ritorno verso valori pre boom o comunque poco sopra. Infatti, come già si predisse, le zone che ora stanno soffrendo di più a leggere dall'articolo non sono le periferie o l'hinterland ma le zone più centrali (ovvero dve si era verificato maggiormente il boom).
 
Ultima modifica:
Questo è uno dei punti.

Chi oggi ritiene i prezzi giusti se lo avessi intervistato nel 2017 non ti avrebbe risposto che i prezzi sarebbero cresciuti del 30%.
I bias cognitivi tradiscono molti che credono di pensare in modo razionale.
IMHO I motivi per i quali si è venuta a creare l'impennata di prezzi ora sono quasi tutti venuti meno e quindi è molto probabile vedere un ritorno verso valori pre boom o comunque poco sopra. Infatti, come già si predisse, le zone che ora stanno soffrendo di più a leggere dall'articolo non sono le periferie o l'hinterland ma le zone più centrali (ovvero dve si era verificato maggiormente il boom).

è sempre un piacere leggere i tuoi interventi e le tue osservazioni che denotano una persona pacata ed intelligente.
 
Pre covid
Un bilocale da 300K€ affittata a 1000€ al mese LORDI. Al proprietario andranno qualcosa come 700€/mese netti.
Post covid
il mercato degli affitti crolla, si applicano sconti del 15% ma facciano anche del 20%. Il proprietario vede diminuire l'entrata netta di 140€/mese ricavandoci solo 560€/mese.

Pensi davvero che il proprietario di una seconda casa in semicentro a Milano, venda perchè non gli entrano più 140€/mese ?

Tenendo buone le tue cifre non è mica poco 140 euro in meno al mese.
Poi devi considerare che un -20% sulla rata che gli paga l'inquilino diventa maggiore sul netto che gli rimane in tasca.
Il proprietario ha spese fisse incomprimibili (IMU, spese condominiali straordinarie, spese di riparazioni interne all'appartamento).
Un conto è pagare 1.5k annui su x di incassi netti, un altro è pagare 1,5k su x-20%.
Non ho fatto i conti ma magari quel -140euro diventa un -180 euro al mese in meno
 
Tenendo buone le tue cifre non è mica poco 140 euro in meno al mese.
Poi devi considerare che un -20% sulla rata che gli paga l'inquilino diventa maggiore sul netto che gli rimane in tasca.
Il proprietario ha spese fisse incomprimibili (IMU, spese condominiali straordinarie, spese di riparazioni interne all'appartamento).
Un conto è pagare 1.5k annui su x di incassi netti, un altro è pagare 1,5k su x-20%.
Non ho fatto i conti ma magari quel -140euro diventa un -180 euro al mese in meno

Cambia poco. Non vende se incassa 520€ al posto dei 700€ preventivati.
Se uno va gambe all'aria per 180€ in meno al mese, allora ha dei seri problemi di altra natura, altro che casa in semicentro.

E poi qui si parlava di -20% sui valori di vendita.
La mia opinione è che se MIlano fa -20% sui prezzi delle case significa che la crisi colpisce in maniera massiccia la città e più in generale tutta la Lombardia che in un modo o nell'altro gravita su Milano.
Vi lascio immaginare cosa possa succedere nel resto d'Italia.

Rimane una mia opinione, così come quella di chi ritiene che a un -20% dei valori immobiliari a Milano non corrisponderebbe un panorama postatomico nel resto del paese.
Alla fine vedremo chi ha ragione solo fra 2/3 anni
 
Posso farvi una domanda ignorante?

Ma come si correla la variazione di PIL alla variazione dei valori immobiliari?

Se il PIL indica, in un certo modo, la variazione di ricchezza, la teoria vorrebbe che in condizioni normali l'immobiliare rifletta circa questo andamento?

Perché, ma è sicuramente un mio limite di mancata conoscenza, mi sembrano due piani che si incrociano ma non sono così strettamente collegati.
Il prezzo delle case è dato da domanda offerta, per cui la crescita dei prezzi è dovuta sostanzialmente alla grande domanda vs scarsa offerta. Leggo che nel 2019 sono state concluse circa 26k transazioni immobiliari, di cui circa 8k nel centro+semicentro.

L'agenzia delle entrate inoltre indica anche la divisione tra Centro Storico (mura romane) Centro (bastioni o mura spagnole) e Semicentro (circonvalla 90/91). Per i semicentri, le quotazioni medie sono state tra i 3500 e i 4000, ad eccezione del semicentro ovest, immagino molto inflazionato da CityLife.
La variazione indicata, 2018-2019, tra le varie zone è intorno al 3-4%.

Di fronte a questi dati, mi spiegate come trattare la relazione con il PIL?

Quant'è la ricchezza necessaria a sostenere una crescita di prezzi su 26k immobili l'anno? Quanti sono gli arrivi in città di gente che prima o poi acquisterà, rapportati agli immobili disponibili (ovvero non acquistati da chi già risiede a Milano)?

Leggendo i numeri pare che sia sufficiente una quantità relativamente bassa di denaro per sostenere i prezzi. Facendo metri quadri (80 mq?) * 4k * delta prezzo annuo (5%?) * 26k immobili = 400 M circa.
La crescita di PIL Milano mi pare sia stata un 2% scarso annuo, facciamo 1,5%. Pari a (non so il PIL di Milano, facciamo 130 mld) quasi 2 mld di euro. E' possibile che un quinto della ricchezza prodotta finisca nell'immobiliare?
Se considerassimo l'area urbana probabilmente avremmo un rapporto molto minore tra crescita della ricchezza (in linea con Milano) e valori immobiliari (crescità sicuramente più lenta).

Siccome sono ignorante, aspetto critiche :D :D :D

Riparto dal mio post di prima.

Il -20% deriverebbe da un calo della domanda (Milano non credo abbia mai eccesso di offerta, gli affitti l'hanno avuto e son calati), mentre non affronto il discorso mutui. Non so farlo :D

Tendo ad avere un'opinione simile a Fabio. Un crollo di quel tipo (il fatto che coincida coi valori di qualche anno fa è relativo secondo me) da "quanto" calo di domanda deve essere trainato?
Questo calo nel centro economico del paese cosa rappresenta? O qualcuno "ruba" il ruolo di Milano in Italia oppure è probabile che il resto sia davvero messo peggio.
 
Per i contratti a canone libero la tassazione è la cedolare secca al 21%.
1000€ lordi sono 790€ netti

Ipotizzando un calo del 15% vuol dire che 850€ lordi diventano circa 670€ netti.

La differenza sarebbe di 120€ mensili (che diventano 158€ ipotizzando un calo del 20%).

Secondo voi questo target vende una casa (che magari ha anche un valore affettivo e che un domani ti può tornare utile per un figlio) per 1500/1800€ annui di mancati introiti?

Vende se ha bisogno di soldi, come è sempre avvenuto nella storia dell'umanità.
Se ha fretta scenderà con il prezzo in tempi più rapidi di quanto avrebbe fatto una anno fa.

Io non ritengo impossibile un calo dei prezzi nell'ordine del 15%, ma se avverrà non sarà questo l'innesco.
Che poi, anche se fosse, chi ci dice che il -15% non possa venire fuori dalla media tra il -2,5 dei tagli belli e il -27,5 dei tagli brutti?
 
Ultima modifica:
Grazie per il suo contributo all'utente ABC, secondo me uno dei più preparati e oggettivi qui dentro sull'andamento del mercato milanese.
In virtù dei tassi bassi, aspetto rammentato SEMPRE dagli AI, le quotazioni di vendita si sono gonfiate (penso sia innegabile). Sul fatto se troppo o il giusto ognuno ha le sue personali convinzioni/speranze.

Se i tassi dovessero salire di un altro 0,5% o di più, allora c'è il rischio che il giocattolino immobiliare si rompa...davvero i ns governanti (o qualcuno sopra di loro) lo permetteranno? Io non credo.
 
Quello che taluni sembrano rimuovere è il recente passato.

Se guardo le richieste su immobiliare.it nell'ultimo quinquennio Milano è passata da un valore medio di 3616 euro/mq ad una di 4765 euro/mq.

Se guardo qualunque cittadina dell'hinterland vedo per esempio sullo stesso periodo:

Cusago da 2500 a 2400 quindi trend stabile
Pero (ci arriva la metro!) da 2000 a 2100
Lainate da 1900 a 1800 (è un pò più fuori, ma neanche tanto)
Cologno Monzese (con metro) da 1900 a 2000
San Giuliano Milanese fermo in un intorno di 2000
Trezzano sul Naviglio fermo anche lui in un intorno di 2000.

Quindi sintetizzando Milano ha fatto +30% circa e il milanese (tolto il capoluogo) sostanzialmente +0% e vi chiedete come sia possibile che il decoupling torni ad essere più moderato? Se Milano tornasse in un range compreso tra 3500 e 4000 (quindi un -20%) non ci sarebbe nulla di anomalo, non serve uno scenario di "cavallette", ma semplice buon senso.
 
Per i contratti a canone libero la tassazione è la cedolare secca al 21%.
1000€ lordi sono 790€ netti

Ipotizzando un calo del 15% vuol dire che 850€ lordi diventano circa 670€ netti.

La differenza sarebbe di 120€ mensili (che diventano 158€ ipotizzando un calo del 20%).

Secondo voi questo target si vende una casa (che magari ha anche un valore affettivo e che un domani ti può tornare utile per un figlio) per 1500/1800€ annui di mancati introiti?

Non credo sia la norma, certo. E non è nemmeno l'unico aspetto che potrebbe incidere.
Altri potrebbero essere: necessità economica (per diminuzione introiti da lavoro), necessità di far fronte a una crescente manutenzione dell'immobile con un calo degli introiti da affitto, sempre maggiore difficoltà a trovare inquilini buoni pagatori (leggasi "polli da spennare")...
 
Cambia poco. Non vende se incassa 520€ al posto dei 700€ preventivati.
Se uno va gambe all'aria per 180€ in meno al mese, allora ha dei seri problemi di altra natura, altro che casa in semicentro.

E poi qui si parlava di -20% sui valori di vendita.
La mia opinione è che se MIlano fa -20% sui prezzi delle case significa che la crisi colpisce in maniera massiccia la città e più in generale tutta la Lombardia che in un modo o nell'altro gravita su Milano.
Vi lascio immaginare cosa possa succedere nel resto d'Italia.

Rimane una mia opinione, così come quella di chi ritiene che a un -20% dei valori immobiliari a Milano non corrisponderebbe un panorama postatomico nel resto del paese.
Alla fine vedremo chi ha ragione solo fra 2/3 anni

Tu parti da due assunti sbagliati
- il prezzo delle case a Milano rispecchia l'economia di Milano.
- Milano è la città con maggior crescita in Italia e sarà sempre così
Sono entrambi falaci.

A Milano
- non si produce più ricchezza (o almeno non in rapporto diretto rispetto al delta di valori immobiliari) rispetto al resto di Italia
- non si produce più ricchezza (o almeno non in rapporto diretto rispetto al delta di valori immobiliari) rispetto alla stessa Milano nel 2015

Quello che invece è successo
- c'è stata la riscoperta del turismo, in larga parte legato a convegni, eventi, etc
- c'è stata crisi (o mancata crescita) in tutta Italia, che ha portato capitali ad essere investiti su Milano

Un crollo del 20% a Milano significa crollo del 50% nel resto di Italia? Ovviamente no

Se post-covid (e parliamo almeno di 2022) trasferte, covnegni in presenza etc. rimangono al 50% in meno rispetto al 2019, l'economia legata a questi eventi cala, compresi valori immobiliari, ma questo non significa che in città ci sarebbero banditi, fuorilegge e povertà estrema

Se lo smart working diventa più strutturale, veneti/emiliani/piemontesi/etc potrebbero non pensare più di comprare una seconda casa uso investimento per il figlio che lavora lì.
Ma di gestire le trasferte (1volta/settimana?) con altre soluzioni.
Di nuovo i prezzi immobiliari di Milano possono calare, ma questo non avrebbe impatti sull'economia del resto di Italia

Se le rivalutazioni immobiliari si fermano, magari si ferma anche il circolo per cui una famiglia benestante di Catanzaro con soldi da spendere, compra appartamento in circonvallazione per la figlia. Non ci sno effetti negativi nel PIL di Catanzaro, ma sui valori immobiliari milanesi sì.

Questo singifica che nel breve-medio lo scenario di riduzione dei prezzi è l'unico possibile?
No, ma dipenderà da investimenti nel territorio e capacità di rinnovarsi ed accogliere il tipo di società post pandemia che ci aspetta. Nulla di fantascientifico, eh: ricordiamo che la crescita degli ultimi anni c'è stata per investimenti pubblici (lavori expo, metro, riqualificazione quartieri, etc.) e non perché improvvisamente a Milano hanno trovato pozzi di petrolio o venduti brevetti a Tesla.
Di certo, il motivo di nuova crescita non può essere "Milano è una capitale europea e se non cresce vuol dire che il resto di Italia è diventata come l'Argentina".

L'esempio di altri territori è lampante: prendi il Piemonte; tante aziende alcune anche multinazionali, un'università (polito) al topo nel suo settore, ricchezza diffusa e non c'è di certo il far west in giro ... eppure i prezzi sono in declino da anni.

Poi chiaro che per chi vuole vivere in tale città a lungo termine, questi discorsi si applicano poco.
Ha già scelto quale è il luoo dove vivere, e, ad oggi, un mutuo conviene più di un affitto (quindi senza valutazioni su differenza tra prezzo di acquisto e rivendita futura, perché tale rivendita si considera non ci sarà mai).
 
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