Monti come De Gasperi?

Erminio Ottone

Memento Audere Semper
Registrato
22/7/00
Messaggi
47.557
Punti reazioni
3.786
vostri commenti pliz

P.S.: si scrive sia Degasperi che De Gasperi
 
Per carita'. :D
Monti sta a De Gasperi come Benvenuti al sud sta a La dolce vita.:yes:
 
Si certo.. monti è solo un pupo voluto dai poteri forti internazionali, de gasperi è l'italia.
 
DE gasperi ha dato un futuro ai cittadini italiani


Monti darà un futuro ai politici italiani
 
A parte che a De Gasperi si deve il "merito" di averci appestato con 65 anni di DC ma lo perdoniamo perchè non credo potesse immaginare cosa sarebbe divenuta ... a parte che cerchiamo Einaudi o Croce di cui non vi è traccia e non certo un nuovo De Gasperi ...

Anche se il Professore cita spesso il De Gasperi e vorrebbe farlo assurgere, agli occhi dell'opinione pubblica, a suo modello, solo per quanto riguarda l'Europeismo può esservi avvicinato (M.Monti: "L'Europa è la mia vita" ... dell'Italia e del Popolo Italiano gliene fotte sicuramente meno di zero) ... Europeismo che, se nel dopoguerra poteva avere un senso, adesso è diventato il mantra per giustificare fini ben meno nobili volti a salvaguardare il controllo delle attività umane da parte della Plutocrazia Finanziaria ed a favorire il trasferimento di ricchezza dalle tasche del Popolo ai bilanci fallimentari delle Cosche Private di cui codesto personaggio è servitore.

Renderà cmq giustizia la storia. :mad:
 
Monti come De Gasperi? Suvvia non diciamo spropositi!
 
vostri commenti pliz

P.S.: si scrive sia Degasperi che De Gasperi

Erminio lassa perdere, che mio nonno l'ha conosciuto De Gasperi quello mica era un mezzo ometto che svendeva la nazione al primo venuto ........chi vuol capire capisca...........
 
accostamento improbabile, molto.
 
Degasperi (come lo stesso Einaudi peraltro) veniva da famiglia modestissima. Non si piego' mai per tradire le proprie idee e infatti perse il lavoro nel periodo fascista con gravi conseguenza per la propria famiglia.

Non vedo un solo punto in comune con Monti. Banchiere, appartenente alla elite del paese, ha sempre operato in linea alle proprie ambizioni di carriera, evitando ogni scontro e sempre appoggiando il potente di turno, sia la DC, Berlusconi, Prodi o i nostri creditori esteri. Ha lavorato per anni per banche d'affari straniere.
 

Leggete, leggete ... leggano tutti quelli che hanno paura dei Comunisti chi sono gli UltraParaculPanEuropeisti!

Comunisti (sedicenti o solo presunti tali) e FintoParaculLibertisti che difendono tutti la stessa causa ... venduta in modo un po' diverso dalla Disinformazione di Regime controllata dai Nuovi Gerarchi Nazi Bancari Colonialisti.
:wall:

Si partiva forse da un presupposto corretto per allora per arrivare alle più aberranti soluzioni ... altra forma di totalitarismo mascherato ...
Peccato che gli attuali sostenitori ed attuatori di queste criminali teorie, pur applicando alla lettera i metodi antidemocratici, si siano spudoratamente dimenticati il loro fine andando proprio a salvaguardare ciò che si sarebbe inteso debellare ... cioè l'unica comprensibile finalità che tali, cmq deprecabili, sistemi avrebbero dovuto raggiungere. KO! Bannato

E' più colpevole l'ignoranza dei molti che la consapevolezza di taluni individui. KO! Bannato

I Padri fondatori dell'Europa

Il manifesto di Ventotene: “Per un’Europa libera e unita”

Il manifesto di Ventotene è stato concepito e scritto negli anni 1941-1942 durante l’esilio di Altiero Spinelli sull’isola di Ventotene con Ernesto Rossi ed il contributo di Eugenio Colorni. Il saggio, che richiama studi compiuti nel periodo di carcere sugli scritti politici di Kant ed Hegel centrati sull’idea di un governo sopranazionale, è diviso in 4 parti: 1) Crisi della civiltà moderna 2) Compiti del dopoguerra: l’unità europea 3) Compiti del dopoguerra: la riforma della società 4) La situazione rivoluzionaria: vecchie e nuove correnti.

Crisi della civiltà moderna

Nella prima parte Spinelli fa un accenno ai valori più importanti sui quali la civiltà moderna si basava prima di cadere vittima del totalitarismo. Questi principi erano: la libertà e il principio di autodeterminazione degli stati. Con gli anni però, la nazione non è più stata considerata come un unione storica di uomini liberi che si organizzano per una vita collettiva, ma un’entità sovraumana che doveva pensare solamente alle proprie necessità,vedi lo “spazio vitale”, senza preoccuparsi del danno che poteva creare ad altre nazioni. Nella seconda parte di questo punto Spinelli identifica l’uguale diritto dei cittadini alla formazione di una costituzione che poteva sintetizzare le diverse esigenze economiche e ideologiche di tutte le categorie sociali. Secondo il suo pensiero, i ceti privilegiati erano concordi alla formazione delle dittature, che impedivano ai ceti diseredati la formazione di uno stato democratico, dove ognuno aveva uguali diritti. La nascita inoltre di diversi complessi industriali e bancari, di sindacati e altri gruppi, che tentavano di corrompere il governo per assecondare ogni loro particolare esigenza, aveva portato alla formazione di uno stato totalitario poiché, abolendo il diritto della libertà, non si accettava più l’esistenza di conflitti di interessi. I sindacati erano stati trasformati da organismi di lotta per i diritti dei lavoratori, in organi di sorveglianza poliziesca. Il germe del totalitarismo aveva trovato un prezioso alleato nella Germania nazista che, vincendo la guerra, non avrebbe fatto altro che diffonderlo sempre di più nel mondo. Spinelli sostiene però che anche una situazione di compromesso tra le potenze europee alleate e la Germania avrebbe portato ugualmente alla diffusione del totalitarismo, questa volta causata dagli stati democratici che, per contrastare la Germania, avrebbero finiti per dotarsi dello stesso ordinamento totalitario.

I compiti del dopoguerra- l’unità europea

Nel secondo punto Spinelli dice che la sconfitta della Germania non avrebbe portato automaticamente al riordinamento dell’Europa secondo il nostro ideale di civiltà perché, mentre gli stati nazionali saranno in difficoltà e le masse popolari attenderanno poteri nuovi, i ceti più privilegiati cercheranno di smorzare le ondate di passioni internazionalistiche e si batteranno per ricostituire i vecchi regimi. Il punto sul quale gli stati europei cercheranno di far leva sarà la restaurazione dello stato nazionale, facendo presa sul sentimento popolare più diffuso e offeso dai movimenti recenti: il sentimento patriottico. Il problema più importante da risolvere riguarda l’abolizione definitiva della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani. Tutti si sono accorti che è impossibile mantenere un equilibrio di stati europei indipendenti con la convivenza di una Germania militarista, però non si può neanche dividerla e sopprimerla una volta vinta. Tutti i problemi, come il tracciare dei confini con stati a popolazione mista e la difesa delle minoranze, troverebbero la soluzione nella Federazione Europea. Con la propaganda e con l’azione, occorre gettare fin da ora le fondamenta di un movimento che sappia mobilitare tutte le forze per far sorgere il nuovo organismo che disponga di una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali, che abbia gli organi ed i mezzi sufficienti per far eseguire, nei singoli stati federali, le sue deliberazioni dirette a mantenere un ordine comune.

I compiti del dopoguerra – la riforma della società

Nel terzo punto Altiero Spinelli insiste nel sottolineare che per creare un’Europa libera non si devono seguire i metodi suggeriti dai governi di tipo totalitario, bensì dovrà essere fondata sulle idee socialiste. Del socialismo dobbiamo seguire il principio dell’emancipazione delle classi operaie, ma soprattutto il principio secondo il quale il progresso della società non deve essere bloccato, ma deve solo essere controllato e volto al benessere della collettività. Si deve anche abolire la proprietà privata non seguendo una logica troppo ferrea, ma deve essere adattata caso per caso seguendo alcuni punti: 1) nazionalizzare tutte le industrie che potrebbero monopolizzare il commercio; 2) si devono ridistribuire in maniera egualitaria tutti quei beni che, grazie al diritto di successione, sono in mano a pochi privilegiati; 3) le scuole pubbliche dovranno permettere a tutti coloro che ne hanno le capacità di intraprendere gli studi di livello superiore non superando però la domanda del mercato; 4) si deve garantire a ognuno un lavoro che assicuri uno stipendio con cui si possa pagarsi vitto, alloggio e il vestiario. Spinelli non si sofferma molto sugli organi costitutivi dello stato, dice che lo stato deve essere laico, deve rispettare tutte le religioni, ma che la chiesa non deve occuparsi della vita civile della gente. Inoltre i sindacati avranno ampi compiti da svolgere, ma non verrà mai affidata a loro la funzione legislativa.

La situazione rivoluzionaria: vecchie e nuove correnti

In questo ultimo punto Spinelli critica duramente il comunismo e il potere democratico. Per lui se nelle epoche rivoluzionarie arriverà al governo un potere democratico questo fallirà perché nel momento in cui si dovranno prendere delle decisioni difficili i democratici si sentiranno smarriti perché non sostenuti dal popolo.
Se invece salirà al potere il comunismo questo utilizzerà la classe operaia come arma, ma anche questo non resisterà alle forze rivoluzionarie perché troppo abituato all’appoggio dello Stato russo.
Spinelli, concludendo la sua riflessione, dice che il vero movimento rivoluzionario dovrà essere composto da chi ha saputo criticare i vecchi regimi politici e saprà collaborare sia con le forze democratiche che con quelle comuniste. Questa visione dovrà essere fatta propria dai due gruppi sociali più importanti, la classe operaia e gli intellettuali, perché se nel futuro partito rivoluzionario mancasse solo uno delle due classi sarebbe un totale fallimento. Infatti si può vedere la classe operaia come forza del popolo e gli intellettuali come mente. Sarà questo partito che avrà il compito storico di indirizzare le spinte progressiste dell’Europa.
La via da percorrere non è facile ne sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà.
 
Vogliono solo vendervi i VOSTRI imbonitori .... quelli che vi prendono per il c.lo da anni, per salvare una poltrona, sono TUTTI disposti a vendere il loro Paese ed il Popolo Italiano. :wall:
Traditori, becchini, zecche ... che schifo.

SI VERGOGNI CHI LI ASSECONDA. KO! Bannato :mad:
 
De Gasperi non ha portato al tracollo in pochi mesi , non aveva un patrimonio di 18 milioni fatto alla corte delle varie "crazie" fra le quali Goldman Sachs , si è presentato alle elezioni , aveva una scelta di campo e non una ambigua pseudoneutralità che però è tutta a favore dei poteri forti e contro i cittadini comuni
non s'è fottuto il titolo di senatore a vita a spese dei cittadini senza aver mai fatto nulla per cui avere quel titolo
 
Leggete, leggete ... leggano tutti quelli che hanno paura dei Comunisti chi sono gli UltraParaculPanEuropeisti!

Comunisti (sedicenti o solo presunti tali) e FintoParaculLibertisti che difendono tutti la stessa causa ... venduta in modo un po' diverso dalla Disinformazione di Regime controllata dai Nuovi Gerarchi Nazi Bancari Colonialisti.
:wall:

Si partiva forse da un presupposto corretto per allora per arrivare alle più aberranti soluzioni ... altra forma di totalitarismo mascherato ...
Peccato che gli attuali sostenitori ed attuatori di queste criminali teorie, pur applicando alla lettera i metodi antidemocratici, si siano spudoratamente dimenticati il loro fine andando proprio a salvaguardare ciò che si sarebbe inteso debellare ... cioè l'unica comprensibile finalità che tali, cmq deprecabili, sistemi avrebbero dovuto raggiungere. KO! Bannato

E' più colpevole l'ignoranza dei molti che la consapevolezza di taluni individui. KO! Bannato

I Padri fondatori dell'Europa

Il manifesto di Ventotene: “Per un’Europa libera e unita”

Il manifesto di Ventotene è stato concepito e scritto negli anni 1941-1942 durante l’esilio di Altiero Spinelli sull’isola di Ventotene con Ernesto Rossi ed il contributo di Eugenio Colorni. Il saggio, che richiama studi compiuti nel periodo di carcere sugli scritti politici di Kant ed Hegel centrati sull’idea di un governo sopranazionale, è diviso in 4 parti: 1) Crisi della civiltà moderna 2) Compiti del dopoguerra: l’unità europea 3) Compiti del dopoguerra: la riforma della società 4) La situazione rivoluzionaria: vecchie e nuove correnti.

Crisi della civiltà moderna

Nella prima parte Spinelli fa un accenno ai valori più importanti sui quali la civiltà moderna si basava prima di cadere vittima del totalitarismo. Questi principi erano: la libertà e il principio di autodeterminazione degli stati. Con gli anni però, la nazione non è più stata considerata come un unione storica di uomini liberi che si organizzano per una vita collettiva, ma un’entità sovraumana che doveva pensare solamente alle proprie necessità,vedi lo “spazio vitale”, senza preoccuparsi del danno che poteva creare ad altre nazioni. Nella seconda parte di questo punto Spinelli identifica l’uguale diritto dei cittadini alla formazione di una costituzione che poteva sintetizzare le diverse esigenze economiche e ideologiche di tutte le categorie sociali. Secondo il suo pensiero, i ceti privilegiati erano concordi alla formazione delle dittature, che impedivano ai ceti diseredati la formazione di uno stato democratico, dove ognuno aveva uguali diritti. La nascita inoltre di diversi complessi industriali e bancari, di sindacati e altri gruppi, che tentavano di corrompere il governo per assecondare ogni loro particolare esigenza, aveva portato alla formazione di uno stato totalitario poiché, abolendo il diritto della libertà, non si accettava più l’esistenza di conflitti di interessi. I sindacati erano stati trasformati da organismi di lotta per i diritti dei lavoratori, in organi di sorveglianza poliziesca. Il germe del totalitarismo aveva trovato un prezioso alleato nella Germania nazista che, vincendo la guerra, non avrebbe fatto altro che diffonderlo sempre di più nel mondo. Spinelli sostiene però che anche una situazione di compromesso tra le potenze europee alleate e la Germania avrebbe portato ugualmente alla diffusione del totalitarismo, questa volta causata dagli stati democratici che, per contrastare la Germania, avrebbero finiti per dotarsi dello stesso ordinamento totalitario.

I compiti del dopoguerra- l’unità europea

Nel secondo punto Spinelli dice che la sconfitta della Germania non avrebbe portato automaticamente al riordinamento dell’Europa secondo il nostro ideale di civiltà perché, mentre gli stati nazionali saranno in difficoltà e le masse popolari attenderanno poteri nuovi, i ceti più privilegiati cercheranno di smorzare le ondate di passioni internazionalistiche e si batteranno per ricostituire i vecchi regimi. Il punto sul quale gli stati europei cercheranno di far leva sarà la restaurazione dello stato nazionale, facendo presa sul sentimento popolare più diffuso e offeso dai movimenti recenti: il sentimento patriottico. Il problema più importante da risolvere riguarda l’abolizione definitiva della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani. Tutti si sono accorti che è impossibile mantenere un equilibrio di stati europei indipendenti con la convivenza di una Germania militarista, però non si può neanche dividerla e sopprimerla una volta vinta. Tutti i problemi, come il tracciare dei confini con stati a popolazione mista e la difesa delle minoranze, troverebbero la soluzione nella Federazione Europea. Con la propaganda e con l’azione, occorre gettare fin da ora le fondamenta di un movimento che sappia mobilitare tutte le forze per far sorgere il nuovo organismo che disponga di una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali, che abbia gli organi ed i mezzi sufficienti per far eseguire, nei singoli stati federali, le sue deliberazioni dirette a mantenere un ordine comune.

I compiti del dopoguerra – la riforma della società

Nel terzo punto Altiero Spinelli insiste nel sottolineare che per creare un’Europa libera non si devono seguire i metodi suggeriti dai governi di tipo totalitario, bensì dovrà essere fondata sulle idee socialiste. Del socialismo dobbiamo seguire il principio dell’emancipazione delle classi operaie, ma soprattutto il principio secondo il quale il progresso della società non deve essere bloccato, ma deve solo essere controllato e volto al benessere della collettività. Si deve anche abolire la proprietà privata non seguendo una logica troppo ferrea, ma deve essere adattata caso per caso seguendo alcuni punti: 1) nazionalizzare tutte le industrie che potrebbero monopolizzare il commercio; 2) si devono ridistribuire in maniera egualitaria tutti quei beni che, grazie al diritto di successione, sono in mano a pochi privilegiati; 3) le scuole pubbliche dovranno permettere a tutti coloro che ne hanno le capacità di intraprendere gli studi di livello superiore non superando però la domanda del mercato; 4) si deve garantire a ognuno un lavoro che assicuri uno stipendio con cui si possa pagarsi vitto, alloggio e il vestiario. Spinelli non si sofferma molto sugli organi costitutivi dello stato, dice che lo stato deve essere laico, deve rispettare tutte le religioni, ma che la chiesa non deve occuparsi della vita civile della gente. Inoltre i sindacati avranno ampi compiti da svolgere, ma non verrà mai affidata a loro la funzione legislativa.

La situazione rivoluzionaria: vecchie e nuove correnti

In questo ultimo punto Spinelli critica duramente il comunismo e il potere democratico. Per lui se nelle epoche rivoluzionarie arriverà al governo un potere democratico questo fallirà perché nel momento in cui si dovranno prendere delle decisioni difficili i democratici si sentiranno smarriti perché non sostenuti dal popolo.
Se invece salirà al potere il comunismo questo utilizzerà la classe operaia come arma, ma anche questo non resisterà alle forze rivoluzionarie perché troppo abituato all’appoggio dello Stato russo.
Spinelli, concludendo la sua riflessione, dice che il vero movimento rivoluzionario dovrà essere composto da chi ha saputo criticare i vecchi regimi politici e saprà collaborare sia con le forze democratiche che con quelle comuniste. Questa visione dovrà essere fatta propria dai due gruppi sociali più importanti, la classe operaia e gli intellettuali, perché se nel futuro partito rivoluzionario mancasse solo uno delle due classi sarebbe un totale fallimento. Infatti si può vedere la classe operaia come forza del popolo e gli intellettuali come mente. Sarà questo partito che avrà il compito storico di indirizzare le spinte progressiste dell’Europa.
La via da percorrere non è facile ne sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà.

Devono leggere tutti ... e riflettere su dove siano rivolte TUTTE, e dico TUTTE, le "riforme" previste da tanto decantati "rigore ed equità"!

Dove???? :mmmm:
 
Più facile che la Merkel sia eletta Miss Milf 2012 in Germania .......
 
vostri commenti pliz

P.S.: si scrive sia Degasperi che De Gasperi

nel principio sono d'accordo al 100%, ma la direi diversamente: Monti è lo statista (non ho detto "il politico" badate bene....sono due cose diverse) più vicino a De Gasperi nella storia della repubblica.
Che sia "come" De Gasperi mi sembra prematuro perché non ne ha ancora avuto il tempo.

farei notare agli scettici che a De Gasperi imputavano di essere succube e di aver svenduto l'italia agli USA, nello stesso modo in cui ora lo dicono di monti con la germania.

Poi certo, De Gasperi aveva come interlocutori Togliatti, Nenni, Di Vittorio, ecc..

Monti deve abbassarsi a trattare con gentucola come Berlusconi, Camusso, Grillo, Di Pietro, Casini, ecc...

...sara mica la stessa cosa, eh!!
 
Indietro