Vivere di rendita, posso (Vol. XIII)?

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OrsoYogi

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Eccoci qui. Buon pomeriggio Signori. :bow:
 
Qua saremo tutti più poveri, ma ci si diverte mooolto di più :p :D
 
Mi iscrivo alla discussione ;)
 
mi accodo anche io ,.....perchè non ce la faccio piu :-)))


a dicembre vado in ecuador , Paese di mia moglie. Io non sono mai stato in 9 anni.
Cosa dite?
rimango?

la nebbia mi ha un attimino nauseato
 
rispondo a chimborazo che diceva:

Scusa per la risposta tardiva, provo a buttar giù 2 numeri:
Ragazzo single, provincia nord italia, si laurea, inizia a lavorare a 25 anni e fino a 30 rimane in casa dei genitori. La macchina gli è stata regalata, una grande punto con meno di 100 mila Km, che si tiene.
Il lavoro non entra subito a regime e cambia qualche lavoro nel corso dei 5 anni, però riesce a mettere da parte 20.000 €, che sono poco più di 300 € al mese e contando che vive ancora a casa dei suoi tutto spesato, mi pare una cifra possibile. A 30 anni apre un mutuo per un appartamento da 50 k, anticipando 10 mila e finanziando i restanti 40 per 15 anni con una rata di 250 € mensili. 10k li tiene come "cuscinetto emergenze", l'arredamento glielo regalano i genitori. Lui a 30 anni ha un lavoro indeterminato da dipendente che paga 20k annui ( circa 1500 € x 13 mensilità).
da questi 20k ne vanno tolti 3 di mutuo e altri 13 di spese per vivere (1000 al mese x 1000 bonus fine anno). Mette da parte quindi 4k annui.
Dopo 15 anni si ritrova con: casa pagata, 70k di accumuli (più tutti gli interessi, arrotondiamo a 75). Facendo finta che gli interessi coprano l'inflazione, questo potrebbe optare per un lavoro part time a 8000 € annuali, prelevare anche solo 2,5k annui di capitali, togliere 2,5k di spese per vivere tramite downshifting e andare avanti avanti fino a 65 anni a lavorare part time. a 65 anni se ne va in pensione (sicuramente bassa, ma lo sarebbe anche quella del rentier che si è ritirato totalmente 10 anni prima suppongo) con un discreto capitale rimasto, eredità dei genitori ancora da incassare e **** proprietà della casa da usare in estrema vecchiaia. Mi pare un piano che funzioni dal punto di vista matematico, pur avendo applicato molte semplificazioni.
Poi certo, se si iniziano a mettere in conto estreme sventure o si inizia a dire roba del tipo "We, ****, ma a 40 anni una bella pippatina di cozza non te la fai scusa?" decade ogni discorso sensato

secondo me, sono conti molto apporssimativi percjè risparmiare 4 mila euro all'anno vuol dire niente auto niente ferie niente cura personale.
sono conti molto al limite, rischi seriamente di non farcela.
 
rispondo a chimborazo che diceva:

Scusa per la risposta tardiva, provo a buttar giù 2 numeri:
Ragazzo single, provincia nord italia, si laurea, inizia a lavorare a 25 anni e fino a 30 rimane in casa dei genitori. La macchina gli è stata regalata, una grande punto con meno di 100 mila Km, che si tiene.
Il lavoro non entra subito a regime e cambia qualche lavoro nel corso dei 5 anni, però riesce a mettere da parte 20.000 €, che sono poco più di 300 € al mese e contando che vive ancora a casa dei suoi tutto spesato, mi pare una cifra possibile. A 30 anni apre un mutuo per un appartamento da 50 k, anticipando 10 mila e finanziando i restanti 40 per 15 anni con una rata di 250 € mensili. 10k li tiene come "cuscinetto emergenze", l'arredamento glielo regalano i genitori. Lui a 30 anni ha un lavoro indeterminato da dipendente che paga 20k annui ( circa 1500 € x 13 mensilità).
da questi 20k ne vanno tolti 3 di mutuo e altri 13 di spese per vivere (1000 al mese x 1000 bonus fine anno). Mette da parte quindi 4k annui.
Dopo 15 anni si ritrova con: casa pagata, 70k di accumuli (più tutti gli interessi, arrotondiamo a 75). Facendo finta che gli interessi coprano l'inflazione, questo potrebbe optare per un lavoro part time a 8000 € annuali, prelevare anche solo 2,5k annui di capitali, togliere 2,5k di spese per vivere tramite downshifting e andare avanti avanti fino a 65 anni a lavorare part time. a 65 anni se ne va in pensione (sicuramente bassa, ma lo sarebbe anche quella del rentier che si è ritirato totalmente 10 anni prima suppongo) con un discreto capitale rimasto, eredità dei genitori ancora da incassare e **** proprietà della casa da usare in estrema vecchiaia. Mi pare un piano che funzioni dal punto di vista matematico, pur avendo applicato molte semplificazioni.
Poi certo, se si iniziano a mettere in conto estreme sventure o si inizia a dire roba del tipo "We, ****, ma a 40 anni una bella pippatina di cozza non te la fai scusa?" decade ogni discorso sensato

secondo me, sono conti molto apporssimativi percjè risparmiare 4 mila euro all'anno vuol dire niente auto niente ferie niente cura personale.
sono conti molto al limite, rischi seriamente di non farcela.

E lo stesso ragazzo riuscirebbe a ritirarsi dal lavoro 10 anni prima?
 
E lo stesso ragazzo riuscirebbe a ritirarsi dal lavoro 10 anni prima?

secondo il tuo esempio, se lavorasse full time fino ai 55 anni e avesse la pensione dopo 10 anni (anche se a legislazione vigente, non credo gliela darebbero a 65, ma un po' dopo), si ritroverebbe a 55 anni con 115/120K di risparmi e casa pagata. A quel punto i punti interrogativi sono 2: il soggetto può veramente abbattere le sue spese fino a 10,5K (col part-time ipotizzavi 8K+2,5K)? Se sì, è matematicamente fattibile (vedi allegato Vedi l'allegato prelievo.xls), ma nella realtà razionalmente no; e qui interviene la seconda domanda, a quanto ammonterà l'eredità? se fosse almeno sui 100K, beh non si finisce a fare la bella vita, ma almeno la cosa potrebbe stare in piedi.
 
Un ingegnere alla mia età, come dice bene Luthien, dovrebbe guadagnare a prescindere almeno 5000 euro al mese... ma già da almeno 15 anni!

:mmmm: non ricordo di aver detto una cosa del genere a dire il vero
sicuramente non A PRESCINDERE :no:
un ingegnere, A QUALSIASI ETA', PUO' (non deve) guadagnare 5k al mese se ne ha creato le condizioni: ovvero si è specializzato, si è reso insostituibile, è uno che si fa un ***** quadro e risolve problemi, e ha avuto le pa**e di andare a cercarsi posti dove per queste qualità, glieli offrono.

per la storia degli straordinari big, evidentemente non sei stato in una cultura aziendale seria. dove i tuoi capi ti insegnano che se li fai, li segni. punto. se non li fai, non li segni. se li segni, e per 2 ore sei stato a ca**eggiare, ti faccio un ***** così.
non SEGNARE straordinari, quando fatti, non è una questione di dedizione al lavoro o abnegazione ma è pura distorsione del controllo delle risorse umane.
è dedizione al lavoro se, al posto di farmi cadere la penna alle 5.30, c'è un problema (o semplicemente un carico di lavoro non gestibile in 8 ore) e dopo le mie 8 ore di lavoro, mi fermo a risolverlo fino alle ore X.
se lo faccio, e non segno straordinari, sto ingannando l'azienda imho oltre ad avere un comportamento scorretto nei confronti degli altri dipendenti.
se l'azienda mi fa pressioni perchè non me li vuole riconoscere, vuole dire che non gli interessa gestire appropriatamente le risorse umane. ne trarrei le dovute conseguenze.
 
Concordo con Luthien su tutta la linea. Io gli straordinari non li ho avuti pagati per un breve tempo in cui, onestamente, mi sentivo parecchio sfruttata (non essendo direttore di niente e prendendo i famosi 1200€) e dopo averne fatti parecchi per 2 mesi, sono entrata nel mood "far cadere la penna" finchè guarda caso, non hanno iniziato a riconoscermeli. Ora non li ho pagati ma perchè è previsto sul mio contratto e perchè il mio superminimo è adeguato e idoneo a includere quelle (poche) ore extra che faccio (6-8 h al mese)
Dire che è giusto considerarli inclusi e che sia normale lavorare oltre le 8 ore mi sembra assurdo semplicemente perchè lo dice la parola stessa: STRA-ordinario, fuori dall'ordinario, non abituale. Se c'è un problema, si fa straordinario, se non c'è un problema, finisco di scrivere una mail/finire un documento/fissare una riunione e nel giro di 5-10-20 minuti esco. Se c'è sempre un problema dopo le 17, c'è un errata percezione delle priorità.
Concordo anche sul fatto che, se avessi un collega che segna 3h al giorno giusto per arrotondare lo stipendio o, al contrario, non fa valere i suoi diritti di base, mi infastidirebbe molto (e ho visto entrambe le situazioni, soprattutto in piccole aziende).

Rispondo qui anche a MV62.
Gli esempi che conosco io sono nel settore produttivo, nell'ordine:
- resp. di produzione di una ditta metalmeccanica di 50 persone (solo diplomato, anni...47 credo, circa), 2700*14 + macchina aziendale
- supervisore ufficio tecnico (cioè sotto al direttore tecnico ma capo di 5-6 persone) area meccanica-idraulica, 2500*14, anni 36, ing.meccanico, anche qua ditta di 50 persone
- ing.elettronico con sotto 2-3 persone, stipendio idem come sopra, 36 anni. Ex ditta piccola, ora è in un'azienda di 100 persone parte di una holding.
- ing.aerospaziale con sotto 3-4 project manager, settore oil&gas, multinazionale inglese, anche qua 2500*14 + PC/telefono/mensa (33 anni!!)
- ing.aerospaziale con ruolo gestionale in multinazionale americana, 2700*14 + macchina/pc/telefono/mensa (37 anni).
Conosco anche un paio di ragazzi (33-35 anni) che arrivano a queste cifre nelle sedi di Unicredit e Intesa a Milano, ma essendo un settore che non conosco (nel senso che conosco solo loro due e non ci lavoro in prima persona) non vado oltre.

So che non sono assolutamente la norma eh, è solo per dire che è più facile avere livelli "medi" e stipendi "alti" piuttosto che stipendi "medi" e livelli "alti".
 
Concordo con Luthien su tutta la linea. Io gli straordinari non li ho avuti pagati per un breve tempo in cui, onestamente, mi sentivo parecchio sfruttata (non essendo direttore di niente e prendendo i famosi 1200€) e dopo averne fatti parecchi per 2 mesi, sono entrata nel mood "far cadere la penna" finchè guarda caso, non hanno iniziato a riconoscermeli. Ora non li ho pagati ma perchè è previsto sul mio contratto e perchè il mio superminimo è adeguato e idoneo a includere quelle (poche) ore extra che faccio (6-8 h al mese)
Dire che è giusto considerarli inclusi e che sia normale lavorare oltre le 8 ore mi sembra assurdo semplicemente perchè lo dice la parola stessa: STRA-ordinario, fuori dall'ordinario, non abituale. Se c'è un problema, si fa straordinario, se non c'è un problema, finisco di scrivere una mail/finire un documento/fissare una riunione e nel giro di 5-10-20 minuti esco. Se c'è sempre un problema dopo le 17, c'è un errata percezione delle priorità.
Concordo anche sul fatto che, se avessi un collega che segna 3h al giorno giusto per arrotondare lo stipendio o, al contrario, non fa valere i suoi diritti di base, mi infastidirebbe molto (e ho visto entrambe le situazioni, soprattutto in piccole aziende).

Rispondo qui anche a MV62.
Gli esempi che conosco io sono nel settore produttivo, nell'ordine:
- resp. di produzione di una ditta metalmeccanica di 50 persone (solo diplomato, anni...47 credo, circa), 2700*14 + macchina aziendale
- supervisore ufficio tecnico (cioè sotto al direttore tecnico ma capo di 5-6 persone) area meccanica-idraulica, 2500*14, anni 36, ing.meccanico, anche qua ditta di 50 persone
- ing.elettronico con sotto 2-3 persone, stipendio idem come sopra, 36 anni. Ex ditta piccola, ora è in un'azienda di 100 persone parte di una holding.
- ing.aerospaziale con sotto 3-4 project manager, settore oil&gas, multinazionale inglese, anche qua 2500*14 + PC/telefono/mensa (33 anni!!)
- ing.aerospaziale con ruolo gestionale in multinazionale americana, 2700*14 + macchina/pc/telefono/mensa (37 anni).
Conosco anche un paio di ragazzi (33-35 anni) che arrivano a queste cifre nelle sedi di Unicredit e Intesa a Milano, ma essendo un settore che non conosco (nel senso che conosco solo loro due e non ci lavoro in prima persona) non vado oltre.

So che non sono assolutamente la norma eh, è solo per dire che è più facile avere livelli "medi" e stipendi "alti" piuttosto che stipendi "medi" e livelli "alti".

Parlate sempre del netto, ma, non rende mai bene l'idea, visto che le imposizioni fiscali potrebbero essere differenti da lavoratore a lavoratore in base a carichi di famiglia e/o attività extra. Inoltre, parte del netto, potrebbe derivare da elementi della paga che non hanno alcuna imposizione fiscale. Ne deriva che, generalmente, è sempre meglio parlare di Ral annua per avere un parametro univoco su cui effettuare un confronto.
 
Io non ho "capi", né li ho mai avuti.
Per i miei primi 8 anni di lavoro ero da solo in cantiere a fare e disfare con i subappaltatori.
Poi sono diventato responsabile di commessa e poi venditore con ampissime "libertà" di orario e di autogestione.
Per dire, non ho mai timbrato un cartellino in vita mia, non ho mai mandato un certificato medico per 2 o 3 giorni di malattia, non ho mai chiesto un permesso... me lo sono sempre preso, se necessario e sicuramente avvertendo.
Però voi confondete il lavoro "numerabile" con quello "non numerabile".
Se il vostro compito è quello di (faccio per dire e non offendetevi) mettere 100 timbri al giorno, fatta la 100esima timbratura, il vostro lavoro è finito.
Se il vostro lavoro è "sviluppare il fatturato nel mondo"... è evidente che non può esistere un limite: quando qui sono le 17.30, in un'altra parte del mondo lavorano e tu, soprattutto sei sei uno responsabile e ansioso, non puoi dormire tranquillo pensando che potresti perdere delle opportunità...
Ho un po' forzato gli esempi, ma il senso è quello.
 
No no, figurati, nessuna offesa, ma mi pare evidente che qui né io né Luthien ne la maggior parte di noi svolge un lavoro ripetitivo/meccanico. Ciò detto... Vecchia ma sempre validissima:

"Il lavoro è un processo senza fine. Non può mai essere completato.
L’interesse di un cliente è importante, così anche per la tua famiglia.
Se nella tua vita cadi, né il tuo capo, né il tuo cliente ti aiuteranno a rialzarti; lo faranno la tua famiglia e i tuoi amici.
Vivere non è solo lavoro, ufficio e clienti. C’è di più da vivere. Hai bisogno di tempo per socializzare, divertirti, rilassarti e tenerti in forma. Non lasciare che la vita sia priva di senso.

Una persona che si ferma fino a tardi in ufifcio non è uno stacanovista. È, invece, uno sciocco che non sa come gestire il lavoro nel tempo dato. È un perdente che non ha una propria vita o vita sociale.
È inefficiente e incompetente nel proprio lavoro.
Non hai studiato duramente e lottato nella vita per diventare una macchina.

Se il tuo capo ti obbliga a lavorare fino a tardi, anch’egli deve essere incapace e con una vita insignificante; pertanto faglielo presente.

Lasciare l’ufficio in orario equivale a:

Efficienza
Buona vita sociale
Qualità della vita familiare

Lasciare l’ufficio tardi equivale a:

Inefficienza e incompetenza
Nessuna vita sociale
Meno tempo per la famiglia"


Onestamente ho sempre pensato che se tutta Europa lavora al massimo 8h al giorno e tutte le aziende "ben strutturate" rispettano queste 8h, chi, sistematicamente, non se le fa bastare, ha problemi di efficienza (ovvero non è migliore degli altri, è solo più lento).
 
Se un giorno arriverò a 1000€ mensili di rendita, farò un reportage e vi farò vedere :p
 
Onestamente ho sempre pensato che se tutta Europa lavora al massimo 8h al giorno e tutte le aziende "ben strutturate" rispettano queste 8h, chi, sistematicamente, non se le fa bastare, ha problemi di efficienza (ovvero non è migliore degli altri, è solo più lento).
o magari deve restare a lavorare perche' gli altri non fanno una mazza...:rolleyes:
 
o magari deve restare a lavorare perche' gli altri non fanno una mazza...:rolleyes:

Quindi siamo l'unico paese al mondo in cui ci sono o persone che non fanno una mazza o geni stacanovisti? Mi sembrerebbe un po' strano... Per carità, ci sarà anche questo caso, ma credo sia l'eccezione, non la regola (anche perché, in una piccola azienda, non è facile non fare nulla visto che hai il boss spesso a pochi metri e il contatto è più stretto)
 
Quindi siamo l'unico paese al mondo in cui ci sono o persone che non fanno una mazza o geni stacanovisti? Mi sembrerebbe un po' strano... Per carità, ci sarà anche questo caso, ma credo sia l'eccezione, non la regola (anche perché, in una piccola azienda, non è facile non fare nulla visto che hai il boss spesso a pochi metri e il contatto è più stretto)

Rosabella... tu immagina che la ditta per la quale lavori fosse la tua e tu, più o meno, l'unica impiegata e pensa di dovere:
uscire per cercare nuovi clienti
andare a visitare quelli acquisiti,
sviluppare le richieste di offerta
studiare applicazioni cucite per il cliente
contattare i fornitori
cercarne di nuovi quando quelli noti non hanno ciò che ti serve
emettere le offerte,
monitorarle
una volta acquisito l'ordine ordinare i materiali
sorvegliare chi deve assemblarli perchè succede sempre che sbaglia
produrre tutta la documentazione e certificazione tecnica di quello che hai fatto
collaudare il prodotto finale
consegnarlo al cliente
sorbettarti le lamentele e tutto il post vendita
gestire i reclami, i resi e le liti inevitabili
andare a fare recupero crediti quando il cliente non paga
pensare a prodotti/fornitori nuovi
cercare nuove opportunità di vendita ovunque
iscriversi a tutti i siti di e-procurement esistenti
monitorare i bandi di gara
rispondere al telefono in continuazione
e perchè no fare anche un po' di pulizia ogni tanto

Ecco... io faccio tutto questo.
Non so cosa faccia tu, ma se alle 5.30 avessi mai finito di fare il "commerciale", dalle 5 e mezza in poi, devo cambiare il cappello e fare il "tecnico", il progettista, il disegnatore, il preventivista, mentre molto spesso capita che, prima di fare il commerciale, mi tocca fare l'installatore (proprio con la tuta e le chiavi inglesi!), il manutentore, il collaudatore...
Considera anche che sono anche l'unico in azienda che parla decentemente l'inglese e dunque mi sciroppo di conseguenza tutti i rapporti commerciali che abbiamo con l'estero tra mail e telefonate.
Siccome quindi, sto sempre a rincorrere quello che lascio dietro... e siccome, quello che lascio dietro in azienda, lo posso fare solo io, ecco che normalmente la segretaria alle 5.30 saluta e se ne va, tanto al telefono non si risponde più e le fatture le può mettere a posto il giorno dopo, il magazziniere la segue a ruota... non sapendo né progettare, né fare offerte, né manutenere qualcosa, un collega regge un'oretta, ma solo perchè è appena stato assunto e gli pare brutto lasciarmi da solo in ufficio, e io rimango a fare quello che non sono riuscito a fare durante il giorno, il giorno prima, quello prima ancora... anche perchè le attività da ufficio, le faccio dopo quelle che devo fare fuori e qualche volta arrivo in ufficio anche dopo le 5.30!
 
Rosabella... tu immagina che la ditta per la quale lavori fosse la tua e tu, più o meno, l'unica impiegata e pensa di dovere:
uscire per cercare nuovi clienti
andare a visitare quelli acquisiti,
sviluppare le richieste di offerta
studiare applicazioni cucite per il cliente
contattare i fornitori
cercarne di nuovi quando quelli noti non hanno ciò che ti serve
emettere le offerte,
monitorarle
una volta acquisito l'ordine ordinare i materiali
sorvegliare chi deve assemblarli perchè succede sempre che sbaglia
produrre tutta la documentazione e certificazione tecnica di quello che hai fatto
collaudare il prodotto finale
consegnarlo al cliente
sorbettarti le lamentele e tutto il post vendita
gestire i reclami, i resi e le liti inevitabili
andare a fare recupero crediti quando il cliente non paga
pensare a prodotti/fornitori nuovi
cercare nuove opportunità di vendita ovunque
iscriversi a tutti i siti di e-procurement esistenti
monitorare i bandi di gara
rispondere al telefono in continuazione
e perchè no fare anche un po' di pulizia ogni tanto

Ecco... io faccio tutto questo.
Non so cosa faccia tu, ma se alle 5.30 avessi mai finito di fare il "commerciale", dalle 5 e mezza in poi, devo cambiare il cappello e fare il "tecnico", il progettista, il disegnatore, il preventivista, mentre molto spesso capita che, prima di fare il commerciale, mi tocca fare l'installatore (proprio con la tuta e le chiavi inglesi!), il manutentore, il collaudatore...
Considera anche che sono anche l'unico in azienda che parla decentemente l'inglese e dunque mi sciroppo di conseguenza tutti i rapporti commerciali che abbiamo con l'estero tra mail e telefonate.
Siccome quindi, sto sempre a rincorrere quello che lascio dietro... e siccome, quello che lascio dietro in azienda, lo posso fare solo io, ecco che normalmente la segretaria alle 5.30 saluta e se ne va, tanto al telefono non si risponde più e le fatture le può mettere a posto il giorno dopo, il magazziniere la segue a ruota... non sapendo né progettare, né fare offerte, né manutenere qualcosa, un collega regge un'oretta, ma solo perchè è appena stato assunto e gli pare brutto lasciarmi da solo in ufficio, e io rimango a fare quello che non sono riuscito a fare durante il giorno, il giorno prima, quello prima ancora... anche perchè le attività da ufficio, le faccio dopo quelle che devo fare fuori e qualche volta arrivo in ufficio anche dopo le 5.30!

Ma come fai a fare tutte queste cose se sei sempre qui su sto forum a scrivere ?? Mi piacerebbe conoscere il tuo titolare e chiedere a lui . :yes:
 
Ma come fai a fare tutte queste cose se sei sempre qui su sto forum a scrivere ?? Mi piacerebbe conoscere il tuo titolare e chiedere a lui . :yes:

Me lo chiedo anch'io, dice che lavora sempre, ma è sempre qua a scrivere...bah sarà come la dea Calì, ha più di due sole braccia!!

PS magari è pagato dal FOL per fare traffico di utenti e prende la stecca sulla pubblicità?!
 
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