da The intelligent investor

nemo17

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Nella lettera degli azionisti c'è l'elenco delle società di cui detiene più di 600 milioni di $, ed è la più affidabile...
su quello che si trova scritto in giro, sarà anche corretto, ma tieni conto che sugli investimenti che effettua e che gli interessano, ha il permesso della SEC a non rivelare i suoi investimenti per un determinato periodo, per esempio stava parlando di una o due aziende tedesche, ma mi sembra anche non si sappia quali siano,
inoltre molti acquisti risultano suoi ma in verità vengono effettuati da L. Simpsono altri che gestiscono fondi delle controllate e fanno investimenti, soprattutto quelli di minor entità dubito che siano fatti dal "capo".

Su "gurufocus.com", mi sembra puoi trovare sotto Warren Buffett i suoi più recenti investimenti
gioia23

p.s. comunque mi interessa anche il tuo parere sul precedente quiz;), ...

Per quanto riguarda la quotate ok... sono le non quotate che mi interessavano..ad esempio questa Dexter non la conoscevo.
 

gioia23

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Per quanto riguarda la quotate ok... sono le non quotate che mi interessavano..ad esempio questa Dexter non la conoscevo.

la Dexter Shoes è una società che produce scarpe da lavoro acquistata completamente nel 1993, se non sbaglio, non ricordo se fosse quotata, ma sarà tutto scritto nella lettera agli azionisti del 1993 o 1994, dai un'occhiata,
è un esempio calzante delle conseguenze di un'investimento sbagliato, non solo perdi con il tuo investimento, ma contemporaneamente subisci anche un'ulteriore perdita perchè magari un'investimento alternativo ti avrebbe fatto guadagnare....
pertanto spesso rimango "esterrefatto" con quanta facilità ci si accinge a spendere soldi investendo senza aver fatto un'attenta analisi...

Dexter shoes non solo è andata male...ma siccome tutto il resto ha proseguito la corsa...il danno è anche maggiore...
gioia23

p.s. sul sito di berhkshire mi sembra ci sia un'elenco di tutte le società non quotate che fanno parte, spesso anche il link ai siti web, veramente è impressionante il numero di aziende che controlla, inoltre aggiungi che molte di queste, siccome sono entità "indipendenti", possono continuare a crescere acquistando concorrenti più piccoli e questo non viene nemmeno menzionato...

ppss. :D:D allora, secondo te il DJ a che quota sarà nel 2099 ...?:D
 

nemo17

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la Dexter Shoes è una società che produce scarpe da lavoro acquistata completamente nel 1993, se non sbaglio, non ricordo se fosse quotata, ma sarà tutto scritto nella lettera agli azionisti del 1993 o 1994, dai un'occhiata,
è un esempio calzante delle conseguenze di un'investimento sbagliato, non solo perdi con il tuo investimento, ma contemporaneamente subisci anche un'ulteriore perdita perchè magari un'investimento alternativo ti avrebbe fatto guadagnare....
pertanto spesso rimango "esterrefatto" con quanta facilità ci si accinge a spendere soldi investendo senza aver fatto un'attenta analisi...

Dexter shoes non solo è andata male...ma siccome tutto il resto ha proseguito la corsa...il danno è anche maggiore...
gioia23

p.s. sul sito di berhkshire mi sembra ci sia un'elenco di tutte le società non quotate che fanno parte, spesso anche il link ai siti web, veramente è impressionante il numero di aziende che controlla, inoltre aggiungi che molte di queste, siccome sono entità "indipendenti", possono continuare a crescere acquistando concorrenti più piccoli e questo non viene nemmeno menzionato...

ppss. :D:D allora, secondo te il DJ a che quota sarà nel 2099 ...?:D

Azz.. ho fatto di tutto per non rispondere alla domanda ....:D
Non ho ancora letto tutta la lettera di Buffett e non so dove voglia arrivare con questo quesito.... così ti direi che.....non ne ho la più pallida idea ..ma sarà sicuramente superiore al valore odierno.
 

gioia23

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Azz.. ho fatto di tutto per non rispondere alla domanda ....:D
Non ho ancora letto tutta la lettera di Buffett e non so dove voglia arrivare con questo quesito.... così ti direi che.....non ne ho la più pallida idea ..ma sarà sicuramente superiore al valore odierno.

Non è una domanda tranello o altro, e semplicemente capire dove secondo il parere di ognuno di noi e in base alle ns. "esperienze" possa essere il DJ a quella data, ti aggiungo...il quesito va verso la behavioural finance e cognitive sciences e come spesso le ns. percezioni siano lontano dalla realtà...
 

Extent

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Ok, mi presto a questo "esperimento" psicologico.

Dal mio punto di vista non conta niente dove sarà il Dow o qualsiasi altro indice. La storia ci insegna che una buona fetta della performance delle borse nel lungo termine è data dall'inflazione dei prezzi. Tolta quella rimane un cifra poco entusiasmante come rendimento netto reale annuo. Se poi teniamo conto che l'indice (per come viene costruito) in realtà più che un'indicazione sull'andamento generale delle azioni, è un portafoglio fatto premiando le società che vanno bene ed elimanando quelle che vanno male... e che nel lungo termine sono ben pochi i gestori (attivi e non, ovviamente) che riescono a battere i relativi indici di riferimento...

Quindi potrebbe essere anche a 100.000.000 tra 100 anni, certo, se ci facciamo 50 anni in iperinflazione.

Anzi, considerando gli elementi di cui lo stesso Buffett parla, cioè la pratica delle stock options e la situazione dei piani pensionistici societari, considerando in generale altri fattori di "drenaggio" di utili da parte del sistema finanziario a danno dei piccoli azionisti, infine considerando la performance molto elevata rispetto al passato degli ultimi 30 anni, mi aspetto che per i prossimi decenni l'andamento delle quotazioni sarà molto deludente (sempre al netto dell'inflazione) e penso che ci possiamo aspettare un rendimento reale a lungo termine vicino a quello del secolo scorso solo se verrà riformato il sistema, se continuano così la vedo dura.

In definitiva mi aspetto che il Dow a quella data sia dentro un range compreso tra il valore di oggi e una cifra lunga come un treno merci. E questo non signifca che ipotizzando di averlo comprato oggi sia perdente nel primo caso e vincitore nel secondo.... ammesso che possa campare ancora 100 anni :D

E tu Gioia?
 

locco68

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il passo di cui si discute e' questo?:

Let’s revisit some data I mentioned two years ago: During the
20th Century, the Dow advanced from 66 to 11,497. This gain, though it appears huge, shrinks to 5.3%
when compounded annually. An investor who owned the Dow throughout the century would also have
received generous dividends for much of the period, but only about 2% or so in the final years. It was a
wonderful century.
Think now about this century. For investors to merely match that 5.3% market-value gain, the
Dow – recently below 13,000 – would need to close at about 2,000,000 on December 31, 2099. We are
now eight years into this century, and we have racked up less than 2,000 of the 1,988,000 Dow points the
market needed to travel in this hundred years to equal the 5.3% of the last.
It’s amusing that commentators regularly hyperventilate at the prospect of the Dow crossing an
even number of thousands, such as 14,000 or 15,000. If they keep reacting that way, a 5.3% annual gain
for the century will mean they experience at least 1,986 seizures during the next 92 years. While anything
is possible, does anyone really believe this is the most likely outcome?
Dividends continue to run about 2%. Even if stocks were to average the 5.3% annual appreciation
of the 1900s, the equity portion of plan assets – allowing for expenses of .5% – would produce no more
than 7% or so. And .5% may well understate costs, given the presence of layers of consultants and highpriced
managers (“helpers”).
Naturally, everyone expects to be above average. And those helpers – bless their hearts – will
certainly encourage their clients in this belief. But, as a class, the helper-aided group must be below
average. The reason is simple: 1) Investors, overall, will necessarily earn an average return, minus costs
they incur; 2) Passive and index investors, through their very inactivity, will earn that average minus costs
that are very low; 3) With that group earning average returns, so must the remaining group – the active
investors. But this group will incur high transaction, management, and advisory costs. Therefore, the
active investors will have their returns diminished by a far greater percentage than will their inactive
brethren. That means that the passive group – the “know-nothings” – must win.
I should mention that people who expect to earn 10% annually from equities during this century –
envisioning that 2% of that will come from dividends and 8% from price appreciation – are implicitly
forecasting a level of about 24,000,000 on the Dow by 2100. If your adviser talks to you about doubledigit
returns from equities, explain this math to him – not that it will faze him. Many helpers are apparently
direct descendants of the queen in Alice in Wonderland, who said: “Why, sometimes I’ve believed as many
as six impossible things before breakfast.” Beware the glib helper who fills your head with fantasies while
he fills his pockets with fees.
 

gioia23

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Ok, mi presto a questo "esperimento" psicologico.

Dal mio punto di vista non conta niente dove sarà il Dow o qualsiasi altro indice. La storia ci insegna che una buona fetta della performance delle borse nel lungo termine è data dall'inflazione dei prezzi. Tolta quella rimane un cifra poco entusiasmante come rendimento netto reale annuo. Se poi teniamo conto che l'indice (per come viene costruito) in realtà più che un'indicazione sull'andamento generale delle azioni, è un portafoglio fatto premiando le società che vanno bene ed elimanando quelle che vanno male... e che nel lungo termine sono ben pochi i gestori (attivi e non, ovviamente) che riescono a battere i relativi indici di riferimento...

Quindi potrebbe essere anche a 100.000.000 tra 100 anni, certo, se ci facciamo 50 anni in iperinflazione.

Anzi, considerando gli elementi di cui lo stesso Buffett parla, cioè la pratica delle stock options e la situazione dei piani pensionistici societari, considerando in generale altri fattori di "drenaggio" di utili da parte del sistema finanziario a danno dei piccoli azionisti, infine considerando la performance molto elevata rispetto al passato degli ultimi 30 anni, mi aspetto che per i prossimi decenni l'andamento delle quotazioni sarà molto deludente (sempre al netto dell'inflazione) e penso che ci possiamo aspettare un rendimento reale a lungo termine vicino a quello del secolo scorso solo se verrà riformato il sistema, se continuano così la vedo dura.

In definitiva mi aspetto che il Dow a quella data sia dentro un range compreso tra il valore di oggi e una cifra lunga come un treno merci. E questo non signifca che ipotizzando di averlo comprato oggi sia perdente nel primo caso e vincitore nel secondo.... ammesso che possa campare ancora 100 anni :D

E tu Gioia?
:rolleyes::D A me sembrate dei "cinesi"! :D Possibile che non si possa dare una semplice risposta ad una domanda semplice:D:D senza .....:censored::D

Io, a prima vista, cosi avrei risposto 100.000, che mi sembra già un bel traguardo..., poi quando ho approfondito trovando che al sito hanno ricevuto oltre 1300 risposte al 29 febbraio,
il 31% optava per 100.000 ed
il 11% optava per 100 milioni.

Be visto il numero di risposte, gli "yankees" hanno meno timore a rispondere :D, d'altronde siamo noi quelli che stiamo coi genitori fino a 40 anni:D:D...

comunque... queste sono le crescite necessarie al quesito...

So, to answer Mr. Buffett's question, re: attempting to predict the Dow Jones Index, circa 2099 - coming off a figure of about 12,000 in the year 2008:

5% compound growth: 1 million
6% compound growth: A little under 2.5 million

7% compound growth: About 5.7 million


And, inverting:

To get to 10 million: Roughly a 7.7% assumed growth.
To get to 100 million: Roughly a 10.5% assumed growth.

Una crescita annua media del 5% porterebbe l'indice a 1 milione, e come vedi extent arrivare a 100 milioni non necessiterebbe nè di iperinflazione, nè di una crescita assolutamente utopica, ma è il tipo di crescita di cui spesso si sente parlare ragionevolmente da parte di "esperti", e non cito i vari studi a lungo termine, e spesso condivisi, come quelli di Siegel.

Ora, anche considerando che le dinamiche demografiche, quelle di sviluppo dei paesi meno sviluppati, l'inflazione etc.etc possano anche far apparire riduttivo considerare solo il DJ in questo "esercizio intellettuale", come si spiega il fatto, tra il 31% che avrebbe scelto il DJ a 100.000 ci saranno sicuramente molti che condivideranno il fatto che il mercato sicuramente renderà qualcosa oltre il 5% o più vicino al 10%,
cos'è questa fatale discprepanza? perchè 100000 vorrebbe dire credere ad una crescita del 1 o 2 %, allora che ci stiamo a fare sull'azionario??? e perchè questi numeri sono cosi fuorvianti???
non oso immaginare cosa avrebbero risposto gli "esperti", gestori e coloro che vivono della finanza, spesso indegnamente.
Penso a quelli esperti che negli ultimi anni, e parlo dei fondi pensione etc., ma anche altre forme di accumulo di ricchezza, hanno escogitato forme di risparmio forzoso obbligando questi "poveracci" di operai, impiegati etc. a effettuare scelte sciagurate senza il minimo "background", dove gli si indicava come probabile rivalutazione media circa il 5 o 6% :D:D, e questo senza considerare commissioni e costi (le uniche certezze), e che questi fondi non investono su indici ma contengono anche parti consistenti di reddito fisso, "deridendo" il tfr con un "misero" 2 o 3 %....

Premetto di non essere prevenuto, verso l'una o l'altra scelta, la mi critica è invece che si usono presupposti e argomentazioni fallaci per indirizzare le scelte, spesso consapevolmente, ma spesso (ahime! è anche peggio) inconsapevolmente...!

In un forum finanziario sono e saranno molti quelli che si considerano almeno un pò "esperti", e che non considerano affatto utopico una crescita degli indici sul "long-run" di almeno il 5% annuo...

Nel frattempo è quasi passato un decennio dal duemila, e gli indici non si discostano un gran chè da quanto raggiunto allora, ed in una fase brillante dell'economia mondiale, eravamo intorno a 10.000 allora, siamo intorno a 12.000 o 13.000 adesso, (si certo singoli titoli hanno fatto molto bene però questo mi porterebbe a concludere, a differenza del mainstream, acculturati, iimpara e istruisciti :D e concentra i tuoi investimenti,....) e allora quali conclusioni trarre?

Io non so e se è vero che il futuro incerto, cosa che accetto e non mi crea problemi, quello invece che a me turba un pò (tanto) è il fatto che molti attori economici e finanziari, non sanno tanto bene di non sapere e che le loro certezze e conoscenze sono piuttosto confuse e contradditorie e questo si che porta sicuramente a "sconquassi", decisioni emotive e contradditorie ed altro...,

scusate la lunghezza del 3d, ma ho letto il report di BUffett, e dico a si tutto chiaro come al solito, e poi invece trovi che quello che voleva dire va ben oltre a quanto scritto...(almeno questa è la mia interpretazione)
gioia23
 

gioia23

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20th Century, the Dow advanced from 66 to 11,497. This gain, though it appears huge, shrinks to 5.3%
when compounded annually. An investor who owned the Dow throughout the century would also have
received generous dividends for much of the period, but only about 2% or so in the final years. It was a
wonderful century.
Think now about this century. For investors to merely match that 5.3% market-value gain, the
Dow – recently below 13,000 – would need to close at about 2,000,000 on December 31, 2099. We are
now eight years into this century, and we have racked up less than 2,000 of the 1,988,000 Dow points the
market needed to travel in this hundred years to equal the 5.3% of the last.
It’s amusing that commentators regularly hyperventilate at the prospect of the Dow crossing an
even number of thousands, such as 14,000 or 15,000. If they keep reacting that way, a 5.3% annual gain
for the century will mean they experience at least 1,986 seizures during the next 92 years. While anything
is possible, does anyone really believe this is the most likely outcome?
Dividends continue to run about 2%. Even if stocks were to average the 5.3% annual appreciation
of the 1900s, the equity portion of plan assets – allowing for expenses of .5% – would produce no more
than 7% or so. And .5% may well understate costs, given the presence of layers of consultants and highpriced
managers (“helpers”).
Naturally, everyone expects to be above average. And those helpers – bless their hearts – will
certainly encourage their clients in this belief. But, as a class, the helper-aided group must be below
average. The reason is simple: 1) Investors, overall, will necessarily earn an average return, minus costs
they incur; 2) Passive and index investors, through their very inactivity, will earn that average minus costs
that are very low; 3) With that group earning average returns, so must the remaining group – the active
investors. But this group will incur high transaction, management, and advisory costs. Therefore, the
active investors will have their returns diminished by a far greater percentage than will their inactive
brethren. That means that the passive group – the “know-nothings” – must win.
I should mention that people who expect to earn 10% annually from equities during this century –
envisioning that 2% of that will come from dividends and 8% from price appreciation – are implicitly
forecasting a level of about 24,000,000 on the Dow by 2100. If your adviser talks to you about doubledigit
returns from equities, explain this math to him – not that it will faze him. Many helpers are apparently
direct descendants of the queen in Alice in Wonderland, who said: “Why, sometimes I’ve believed as many
as six impossible things before breakfast.” Beware the glib helper who fills your head with fantasies while
he fills his pockets with fees.

mi riferivo a questo ed esso ovviamente ha descritto molto più meglio :D ed elegantemente il concetto...
copia qui e spero di non incorrere in problemi di copyright, un passo dalla lettera ai suio partners del 1963(!) come vedete il concetto del "compound interest" lo assilla da una vita il titolo è "Joys of compounding"...

I have it from unreliable sources that the cost of the voyage Isabella originally underwrote for Columbus was approximately $30,000. This has been considered at least a moderately successful utilization of venture capital. Without attempting to evaluate the psychic income derived from finding a new hemisphere, it must be pointed out that even had squatter's rights prevailed, the whole deal was not exactly another IBM. Figured very roughly, the $30, 000 invested at 4% compounded annually would have amounted to something like $2,000,000,000 (that's $2 trillion for those of you who are not government statisticians) by 1962 Historical apologists for the Indians of Manhattan may find refuge in similar calculations. Such fanciful geometric progressions illustrate the value of either living a long time, or compounding your money at a decent rate. I have nothing particularly helpful to say on the former point.

The following table indicates the compounded value of $100,000 at 5%, 10% and 15% for 10, 20 and 30 years. It is always startling to see how relatively small differences in rates add up to very significant sums over a period of years. That is why, even though we are shooting for more, we feel that a few percentage points advantage over the Dow is a very worthwhile achievement. It can mean a lot of dollars over a decade or two.

nel 1964 scriveva

Now to the pulse-quickening portion of our essay. Last year, in order to drive home the point on compounding, I took a pot shot at Queen Isabella and her financial advisors. You will remember they were euchre d into such an obviously low-compound situation as the discovery of a new hemisphere.

Since the whole subject of compounding has such a crass ring to it, I will attempt to introduce a little class into this discussion by turning to the art world. Francis I of France paid 4,000 ecus in 1540 for Leonardo de Vinci's Mona Lisa. On the off chance that a few of you have not kept track of the fluctuations of the ecu, 4,000 converted out to about $20,000.

If Francis had kept his feet on the ground and he (and his trustees) had been able to find a 6% after-tax investment, the estate now would be worth something over $1,000,000,000,000,000.00. That's $1 quadrillion or over 3,000 times the present national debt, all from 6% I trust this will end all discussion in our household about any purchase of paintings qualifying as an investment.

However, as I pointed out last year, there are other morals to be drawn here. One is the wisdom of living a long time. The other impressive factor is the swing produced by relatively small changes in the rate of compound.

:bow:
gioia23
 

gioia23

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questa è la parte finale

Our last two excursions into the mythology of financial expertise have revealed that purportedly shrewd investments by Isabella (backing the voyage of Columbus) and Francis I (original purchase of Mona Lisa) bordered on fiscal lunacy. Apologists for these parties have presented an array of sentimental trivia. Through it all, our compounding tables have not been dented by attack.

Nevertheless, one criticism has stung a bit. The charge has been made that this column has acquired a negative tone with only the financial incompetents of history receiving comment. We have been challenged to record on these pages a story of financial perspicacity which will be a bench mark of brilliance down through the ages.

One story stands out. This, of course, is the saga of trading acumen etched into history by the Manhattan Indians when they unloaded their island to that notorious spendthrift, Peter Minuit in 1626. My understanding is that they received $24 net. For this, Minuit received 22.3 square miles which works out to about 621,688,320 square feet. While on the basis of comparable sales, it is difficult to arrive at a precise appraisal, a $20 per square foot estimate seems reasonable giving a current land value for the island of $12,433,766,400 ($12 1/2 billion). To the novice, perhaps this sounds like a decent deal. However, the Indians have only had to achieve a 6 1/2% return (The tribal mutual fund representative would have promised them this) to obtain the last laugh on Minuit. At 6 1 /2%, $24 becomes $42,105,772, 800 ($42 billion) in 338 years, and if they just managed to squeeze out an extra half point to get to 7%, the present value becomes $205 billion.

So much for that.


Se teniamo conto che i numeri riguardano inizio anni 60, allora i conti tornano ancora meno, ....
anche se sono solo esercizi mentali, la conclusione è indubbia, o vivi a lungo o investi bene, meglio ancora entrambi:D:D:D
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To get to 100 million: Roughly a 10.5% assumed growth.

Una crescita annua media del 5% porterebbe l'indice a 1 milione, e come vedi extent arrivare a 100 milioni non necessiterebbe nè di iperinflazione, nè di una crescita assolutamente utopica, ma è il tipo di crescita di cui spesso si sente parlare ragionevolmente da parte di "esperti", e non cito i vari studi a lungo termine, e spesso condivisi, come quelli di Siegel.
...
gioia23


Infatti io gli esperti li critico, e pure Siegel anche se ho inizialmente apprezzato il suo lavoro... insomma te li ricordi i miei ultimi post su Analisi brevi.

Davvero non necessiterebbe di iperinflazione?
Io avevo messo 100 milioni come cifra a casaccio, ma vedi dal grafico sotto cosa significa: ho aggiunto un pezzo ad un grafico che avevo fatto ricostruendo l'indice della borsa inglese dal 1800. Il pezzo aggiunto è una crescita composta del 10.5% annuo, che infatti porta il valore di 3220 di fine 2006 al valore di oltre 34 milioni di fine 2099.

La linea nera è il CPI inglese.

Notare la performance nel 1800 praticamente in assenza di inflazione. Notare che in quel secolo il Regno Unito è ancora una forza dominante nel mondo, ma se non è stata la borsa peggiore, nemmeno è stata la borsa migliore, quella americana andava meglio e ancora meglio andava quella australiana (in termini reali).
Studiando poi l'andamento storico di altre borse vedo che questo è quasi del tutto slegato dal tasso di crescita del paese, popolazione compresa, e pure della grandezza del paese.

Non serve a niente parlare di rendimenti nominali.
Come pure bisogna stare attenti a cosa significa parlare di un indice di borsa, nessuno ci dice che il grafico della borsa americana di questo secolo non finirà per assomigliare a quello inglese del 1800. Dipende da un sacco di cose, ma prima di tutto dall'inflazione.
 

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locco68

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questa è la parte finale

Our last two excursions into the mythology of financial expertise have revealed that purportedly shrewd investments by Isabella (backing the voyage of Columbus) and Francis I (original purchase of Mona Lisa) bordered on fiscal lunacy. Apologists for these parties have presented an array of sentimental trivia. Through it all, our compounding tables have not been dented by attack.

Nevertheless, one criticism has stung a bit. The charge has been made that this column has acquired a negative tone with only the financial incompetents of history receiving comment. We have been challenged to record on these pages a story of financial perspicacity which will be a bench mark of brilliance down through the ages.

One story stands out. This, of course, is the saga of trading acumen etched into history by the Manhattan Indians when they unloaded their island to that notorious spendthrift, Peter Minuit in 1626. My understanding is that they received $24 net. For this, Minuit received 22.3 square miles which works out to about 621,688,320 square feet. While on the basis of comparable sales, it is difficult to arrive at a precise appraisal, a $20 per square foot estimate seems reasonable giving a current land value for the island of $12,433,766,400 ($12 1/2 billion). To the novice, perhaps this sounds like a decent deal. However, the Indians have only had to achieve a 6 1/2% return (The tribal mutual fund representative would have promised them this) to obtain the last laugh on Minuit. At 6 1 /2%, $24 becomes $42,105,772, 800 ($42 billion) in 338 years, and if they just managed to squeeze out an extra half point to get to 7%, the present value becomes $205 billion.

So much for that.


Se teniamo conto che i numeri riguardano inizio anni 60, allora i conti tornano ancora meno, ....
anche se sono solo esercizi mentali, la conclusione è indubbia, o vivi a lungo o investi bene, meglio ancora entrambi:D:D:D
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"The most powerful force in the universe is compound interest”
Albert Einstein quotes (German born American Physicist who developed the special and general theories of relativity. Nobel Prize for Physics in 1921. 1879-1955)OK!
 

gioia23

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questo è un commento, piuttosto esperto, di Tode dal forum di MF su Brkb , sulla vendita di derivati e put effettuata da WB,

gioia23

"GEICO is "just getting started." Gen Re "is now a huge asset" and "by far our largest source of 'home-grown' float." And the "world now turns" to Ajit Jain's National Indemnity for "one-of-a-kind mammoth transactions." These are indeed three remarkable insurance operations.

But it seems to me that Berkshire has quietly created a fourth insurance operation out of thin air that has float generating economics that may put these others to shame.

This new business just got started a few years ago but has already generated premiums of $7.8 billion. It has one employee who works on a part-time basis (maybe 2% of his time), while moonlighting and performing various handyman services for other parts of Berkshire. His total salary for everything he does is $100,000 a year. That would put his salary allocated to this little side operation about $2000 a year. Not a bad expense ratio for an insurer that can produce $7.8 billion of premiums overnight.

Better yet, it produces long tail float but does not have the normal problems one associates with long tail float (judicial inflation, medical inflation, buried suits, etc.). The float seems likely to be cost-free over time. The largest line of business this company writes, in fact, has an excellent chance of producing a combined ratio of ZERO. That's right--100% of the premiums eventually may flow to the bottom line as underwriting profit.

By now you probably have figured out the identity of the insurer I am talking about--Berkshire Weapons of Mass Destruction Assurance Company.

Its largest line of business sells insurance to people who are worried what their stock portfolios will be worth 15 to 20 years from now. They so far have written premium checks that totalled $4.6 billion at the end of 2007. They don't get any protection until the maturity date arrives in 15 or 20 years. On the maturity date, if their portfolio is worth less than it was the day they bought the policy 15 or 20 years ago, we basically agree to restore them to the same portfolio value they had when they bought the policy (as I understand the deal). Meanwhile, we get to invest the $4.6 billion premium for 15 to 20 years.

Now, take note--we did not sell this insurance back in 1999 when the stock market bubble was ready to pop and lots of people "needed" it. We only started selling it recently, after our part-time employee decided that equities were, generally speaking, valued about right. If he is correct on that judgment, what are the odds they will be selling for less in 15 to 20 years than they are today? That is a math problem our guy can do in his head with ease. He's studied the correlation between GDP and market value. He expects that GDP is almost certain to be materially higher in 15 or 20 years, even though he thinks we may be in for a rough patch over the next few years. (Had his insurance buyers insisted on policies that would pay off in two or three years if markets declined, he would have walked away.)

Our guy thinks the odds are heavily in his favor that the world's stock markets will be at least a little higher 15 to 20 years from now. That's all he needs to keep the entire premium. And even if he gets very unlucky on that bet, he figures the money he earns investing the $4.6 billion over 15 to 20 years will almost certainly exceed any shortfall. His mathematical expectation is that we won't have to pay any claims, producing a combined ratio of 0%. That's good.

And if he can earn a return of say 9% on the premium, that would quadruple his $4.6 billion in 16 years.

The other line of business this company writes is insuring high yield bonds. The economics of this business also look pretty interesting. We have collected $3.2 billion in premiums. Unlike the other business, in this one we have paid some claims and expect to pay more. However, we have estimated our losses (payable in 2009 to 2013) at $1.8 billion. We likely are being conservative in our loss reserving, as always. If the loss turns out as expected, the combined ratio for this line would be 56% (1.8/3.2) That's still good. The float is not as long-tail, but still a nice business.

I am surprised this new business is getting such a ho-hum reception on this board and in the media. WEB and CM have done a remarkable job of generating insurance float in the traditional lines, now up to $59 billion. But they have commented that there are limits to the world's supply of insurance float. We already have a large share of the "good float" available. I think it is exciting news that they have figured out a way to generate this new type of low-risk, long-tail insurance float by spotting 94 mispriced bets in the derivatives market.

I ask myself, why aren't other companies doing selling this insurance? As best I can guess, there are two reasons. They aren't willing to accept the lumpy earnings ($1 billion paper losses in a quarter is a conversation stopper in most board rooms). Also, the buyers of these policies probably are very picky about the creditworthiness of their counterparty. When you write a check for $4.6 billion as disaster insurance for your equity portfolio, you want to be certain the seller can perform its promise 20 years from now.

I also ask myself, who are the institutions who are buying these policies, especially the equity index variety? Why are buying what we are selling? I don't have a good answer for this question, but I am happy that WEB is meeting their needs.

Finally, I ask what are the prospects for growing this float this year and the next few years? My guess is the demand for this product is inversely proportional to the need for it. That is, the greater the perception of market volatility, the greater the demand for ways to hedge the risk, even though lower prices then prevailing reduce the odds of a claim being payable in 15 to 20 years. So this may prove to be another reason why a bear market in good news for Berkshire. "
 

nemo17

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Fantastico grazie Gioia... ma mentre leggo mi sorgono dei dubbi dovuti anche all'inglese.
Per quanto riguarda la prima parte...
In pratica Buffett vorrebbe acquistare i bond municipali in sofferenza ?
 

gioia23

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Fantastico grazie Gioia... ma mentre leggo mi sorgono dei dubbi dovuti anche all'inglese.
Per quanto riguarda la prima parte...
In pratica Buffett vorrebbe acquistare i bond municipali in sofferenza ?

Non acquistarli direttamente ma vendere polizze per garantire l'eventuale sofferenza, problema che lui avrebbe voluto prendersi le ciliegine, visto che le municipalities sono la parte meno rischisoa e Ambac e MBIA hanno detto no perchè altrimenti sarebbero rimaste con le ciofeche.
In effetti ha già iniziato a offrire polizze su questi titoli in emissione, e sole le municipalities, cosi facendo gli emittenti possono garantirsi condizioni migliori e visto la serietà di BRKA questo gli permette di essere molto competitivo.
quesot in parole molto semplici anche se la questione e più complessa, una complessità che a molti "esperti" sfugge e pertanto vediamo mispricing di diversi tipo, e come scrivevo ieri, il fatto di non sapere di non sapere fa si che molti attori finanziari fanno scelte errate o sbagliate...poi si da colpa al mercato, alla volatilità, alla recessione, all'incertezza etc.etc. ma il punto è che buffett fa di tutto per far pagare loro l'ingordigia mostrata precedentemente...
in un certo senso e anche se politically incorrect...quando l'avversario è colpito a terra, invece di fermarsi, colpisci ancora più duramente...
perchè se si rialza lui non avrebbe scrupoli...

gioia23
 

nemo17

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EMAIL TEXT: Would you please characterize, in general terms, the breakdown of shareholders in BRK-A. Are there a lot of single share owners? What would be the average number of shares owned per shareholder? Does Bill Gates own your shares? Roy Stephenson, Maple Glen, PA


BUFFETT: Oh yeah, Bill Gates owns a lot of shares. As a matter of fact, when he joined--I didn't know how many shares he owned when he joined the board, so I had to put him on the board to find out. So he had to make a filing so I could find out how many shares he owned. And he owned about, as I remember, about $300 million worth, and then he bought another pretty good size chunk of stock. And somebody asked him why he bought it, and he said, well, everybody else on the board had a higher percentage of their net worth in the stock than he did, so he felt like kind of a picker, and he had to do something about it. We have about 400,000 shareholders. We have--I believe we have the lowest turnover of our stock relative to the shares outstanding of any company on the Big Board, which means we have more real investors. We don't want anybody to buy our stock to sell it in a month or six months or something. We really want it to be a holding like buying a farm or buying an apartment house. We want it to be a real investment. So we try, by our policies and by our communications, to attract those people

Che spettacolo. Voglio essere anche io azionista.
 

nemo17

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Altra domandina... ma questi 59 miliardi di dollari equivalgono più o meno alle riserve tecniche di un normale assicurazione ? Sono alimentate dai premi incassati e dai danni non pagati in questi 2 anni di poche catastrofi naturali ? Berkshire li può utilizzare per investimenti o acquisizioni mi pare di capire..ma un minimo di riserva obbligatoria ci dovrebbe essere giusto?
Scusate se dico banalità ma non sempre riesco a tradurre tutto al volo.
 

gioia23

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Altra domandina... ma questi 59 miliardi di dollari equivalgono più o meno alle riserve tecniche di un normale assicurazione ? Sono alimentate dai premi incassati e dai danni non pagati in questi 2 anni di poche catastrofi naturali ? Berkshire li può utilizzare per investimenti o acquisizioni mi pare di capire..ma un minimo di riserva obbligatoria ci dovrebbe essere giusto?
Scusate se dico banalità ma non sempre riesco a tradurre tutto al volo.

Dall'Owner's Manual che si trova sul loro sito quoto

"Besides, Berkshire has access to two low-cost, non-perilous sources of leverage that allow us to safely own far more assets than our equity capital alone would permit: deferred taxes and "float," the funds of others that our insurance business holds because it receives premiums before needing to pay out losses. Both of these funding sources have grown rapidly and now total about $69 billion.

Better yet, this funding to date has often been cost-free. Deferred tax liabilities bear no interest. And as long as we can break even in our insurance underwriting the cost of the float developed from that operation is zero. Neither item, of course, is equity; these are real liabilities. But they are liabilities without covenants or due dates attached to them. In effect, they give us the benefit of debt — an ability to have more assets working for us — but saddle us with none of its drawbacks.

Of course, there is no guarantee that we can obtain our float in the future at no cost. But we feel our chances of attaining that goal are as good as those of anyone in the insurance business. Not only have we reached the goal in the past (despite a number of important mistakes by your Chairman), our 1996 acquisition of GEICO, materially improved our prospects for getting there in the future. "

Permettetemi un commento personale, ...questi concetti espressi sono basilari e lui da sempre aveva capito l'importanza della liquidità e che mezzi formidabili sarebbero le assicurazioni, raccolgono liquidità che è a loro disposizione e verrà si pagata ma chissà quando... e nel frattempo questa liquidità può essere investita al 5% o 10% o 15 %, ...

ovviamente premettendo un management capace e intelligente... capace non solo di amministrare in modo etico e funzionale, ma anche di capire e prezzare giustamente il mercato assicurativo e capirne i pericoli, purtroppo come vediamo anche attualmente, alla fine sono molto pochi quelli che ci riescono, o parafrasando "era un ottimo investimento, finchè ho cercato di incassarlo..."
comunque, per capire bene il mercato assicurativo, rileggersi tutto quanto ha scritto lui nell'arco di questi anni...
gioia23