Eni - solo news - n.3

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GAS: NON SI FERMA IL CROLLO, PERDE UN ALTRO 10% IN ATTESA DEL PACCHETTO UE

Da fine settembre prezzo dimezzato: oggi e' a 115 euro per MW (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

- Milano, 18 ott - In attesa delle proposte della Commissione Ue sul gas (price cap dinamico, stoccaggi comuni e riforma della piattaforma Ttf) i prezzi della materia prima continuano a calare e oggi cedono un altro 10%, portandosi ai minimi da meta' giugno. In particolare, ad Amsterdam, il gas quota 115 euro per MW, praticamente il doppio rispetto al 28 settembre, quando e' iniziata la costante discesa delle quotazioni. A influire sulle dinamiche di mercato ci sono anche le temperature elevate che hanno fin qui determinato un autunno oltremodo mite: la speranza e' che il trend prosegua, consentendo ai principali Paesi europei, che oggi hanno gli stoccaggi ormai saturi, di arrivare alla prossima primavera con almeno una parte delle riserve di gas non intaccate.
che
(RADIOCOR) 18-10-22 10:53:46
 

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Energia: Antitrust avvia indagine su societa' energetiche

ROMA (MF-DJ)--L'Antitrust ha inviato una richiesta di informazioni a 25 societa' fornitrici di energia elettrica e gas naturale (A2A Energia, Acea Energia, AGSM ENERGIA, Alleanza Luce & Gas, Alperia, AMGAS, ARGOS, Audax Energia, Axpo Italia, Bluenergy Group, Duferco Energia, Edison Energia, Enegan, Enel Energia, Engie Italia, Eni Plenitude, Enne Energia, Estra Energie, Hera Comm, Illumia, Optima Italia, Repower Italia, Sinergas, Sorgenia, Wekiwi), per acquisire copia di eventuali comunicazioni contra legem mandate ai consumatori, a partire dal 1* maggio 2022, relative alle modifiche unilaterali delle condizioni economiche di fornitura o anche alla rinegoziazione/sostituzione/aggiornamento applicate dopo il 10 agosto 2022. In tal modo l'Autorita' intende verificare se siano state attuate similari condotte non rispettose dei diritti dei consumatori. alu fine MF-DJ NEWS

19/10/2022 08:31
 

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Eni, atteso un terzo trimestre record. Il buyback va avanti
di Luca Carrello

I conti il 28 ottobre. Il consenso degli analisti prevede un ebit adjusted nel terzo trimestre a 4,87 mld di euro e un utile netto adjusted a 3,21 mld, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2021. Debito in calo tra 11,5 e 12,3 mld. Titolo in spolvero | Per Goldman Sachs Eni può arrivare a 18 euro. Dividendi e buy back nel mirino​

Grandi aspettative su Eni. In attesa della pubblicazione della trimestrale il prossimo 28 ottobre, gli analisti prevedono un terzo trimestre da record rispetto al 2021. L'ebit adjusted dovrebbe quasi raddoppiare dai 2,492 miliardi del luglio-settembre 2021 a 4,87 miliardi, secondo la stima del consenso degli analisti raccolto dalla stessa società. Quanto all'utile netto adjusted, le attese per il terzo trimestre sono di 3,21 miliardi, oltre due volte gli 1,431 miliardi del corrispondente periodo 2021. Mentre la produzione petrolifera è attesa a 1,549 milioni di boe/giorno (1,688 milioni di boe/giorno nel terzo trimestre 2021). In attesa il titolo Eni viaggia positivo a Piazza Affari: scambia a quota 11,816 euro per azione (+0,73%).

L'ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha stime più basse del consenso sull'ebit

L'ufficio Studi di Intesa Sanpaolo si distacca dalle previsioni del consenso. Il primo dato, infatti, è atteso a 4,79 miliardi (-1,6% rispetto alla stima del consenso). Il secondo a 3,234 miliardi (+0,7% rispetto alla previsione del consenso). per quanto riguarda i primi nove mesi del 2022, l'utile netto adjusted, sempre secondo Intesa Sanpaolo, dovrebbe raggiungere 10,312 miliardi dai 2,63 miliardi dello stesso periodo del 2021. L'ebit adjusted, invece, dovrebbe attestarsi a 15,822 miliardi, quasi tre volte i 5,858 miliardi del corrispondente periodo 2021. La crescita sarà guidata dal migliore scenario per il prezzo del petrolio (il Brent è in rialzo del 36%), dai margini di raffinazione più elevati e dal rafforzamento del dollaro.

Quanto all'indebitamento netto, dopo un'aliquota fiscale del 40%, gli analisti di Intesa Sanpaolo lo stimano in circa 12,374 miliardi di euro dai 14,747 miliardi dei primi nove mesi del 2021. Sulla cifra influiscono: i 2,3 miliardi di euro di capex; il pagamento del dividendo interim per 0,22 euro; l'investimento nel programma di riacquisto (1,2 miliardi di euro); la sottoscrizione dell'aumento di capitale di Saipem (170 milioni di euro) e il pagamento delle imposte straordinarie (340 milioni di euro). È alla luce di queste stime che Intesa Sanpaolo ha deciso di confermare il rating buy e il target price a 16,6 euro sul titolo Eni.

Anche per Equita il 2022 sarà migliore del 2021

Su base sequenziale Equita calcola una discesa dal picco raggiunto nel secondo trimestre 2022, ma si aspetta una forte crescita su base annua dei principali indicatori finanziari di Eni. Nel terzo trimestre, l'ebit dovrebbe raggiungere 4,932 miliardi (+98% anno su anno) mentre l'utile netto è atteso a 3,288 miliardi (+130% anno su anno). L'eps è, invece, stimato in aumento del 10%, sempre per via del prezzo del petrolio e del gas, del margine di raffinazione e del dollaro forte. Il flusso di cassa operativo, inoltre, dovrebbe toccare quota 5,044 miliardi (nell'intero 2022 dovrebbe essere di 20 miliari). La posizione finanziaria netta, infine, dovrebbe aggirarsi intorno a 11,554 miliardi. Anche Equita, quindi, ha un rating buy e un target price a 19 euro su Eni.

Prosegue il riacquisto di azioni proprie

Nel frattempo, oggi 19 ottobre Eni ha comunicato di aver acquistato, tra il 10 e il 14 ottobre, 12.652.854 azioni proprie al prezzo medio ponderato di 11,6324 euro per azione. Il controvalore complessivo è di circa 147 milioni di euro. Dall'inizio del programma la multinazionale ha comprato quasi 130 milioni di azioni proprie (pari al 3,66% del capitale sociale), per un importo complessivo di circa 1,5 miliardi di euro. Considerando le azioni proprie già in portafoglio e l'annullamento di 34.106.871 azioni proprie deliberato dall'assemblea, Eni detiene 162.418.581 azioni proprie pari al 4,55% del capitale sociale.

Ultimo aggiornamento: 19/10/2022 14:49
 

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GAS CROLLA SOTTO 100 EURO. NOMISMA: "VERSO RIDUZIONE BOLLETTE"

Si raffreddano con decisione le quotazioni el gas naturale, che addirittura è sceso al di sotto della soglia dei 100 euro per Mwh, sulla scia della strategia europea per calmierare gli aumenti di prezzo annunciata venerdì scorso. Dal price cap flessibile e temporaneo, agli acquisti comuni, senza dimenticare la riduzione dei consumi: il mercato sembrerebbe ora più convinto che l'UE possa farcela anche senza il gas della Russia.

E così le quotazioni del gas al mercato olandese TTF sono cadute a 96,59 euro per mwh, in calo di circa il 15% sui minimi intraday, livelli che on si toccavano da metà giugno.

Commentando il crollo delle quotazioni del gas dotto la soglia dei 100 euro, il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli ha affermato 0che "le bollette smetteranno di aumentare, anzi si prevede una riduzione nei prossimi mesi".

"In Italia, ma anche in Europa, dovremmo fare più sistema per l'estrazione del gas e per produrre energia. Vedere di importare il GNL dal Texas è assurdo - ha sottolineato l'esperto - bisognerebbe chiedere all'Olanda e alla Norvegia di vederci il gas a più basso prezzo, riconsideriamo la Libia che è piena di gas".

E poi Tabarelli ha concluso più realisticamente "stiamo andando verso un razionamento, lo sanno tutti. Possiamo farcela solo se farà caldo ma siamo in inverno".

(TELEBORSA) 24-10-2022 14:06
 

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Gas: il ribasso del metano aiuta il piano Meloni (MF)

ROMA (MF-DJ)--Dal 13 giugno non si vedeva un prezzo del gas sulla soglia dei 95 euro. A spingere i prezzi al ribasso contribuiscono i livelli di riempimento degli stoccaggi europei al 93,43% (quasi il 95% per l'Italia) e le temperature piu' miti della media in tutta Europa. Ma basta seguire il grafico con l'andamento del future di novembre al Ttf di Amsterdam, per verificare che anche un altro fattore sta spingendo la discesa fino ai minimi da quattro mesi: l'accordo europeo, per quanto ancora incompleto, sul meccanismo di tetto ai prezzi. il miglior argomento che i Paesi sostenitori della misura, Italia e Francia su tutti, porteranno oggi al tavolo del vertice dei ministri dell'Energia, che vedra' l'esordio del neo-ministro Gilberto Pichetto-Fratin, affiancato dal predecessore, Roberto Cingolani, in veste di advisor del governo Meloni per l'energia. Lo scrive MF-Milano Finanza aggiungendo che la linea, da quanto filtra, sara' proprio questa: bisogna andare avanti per implementare l'accordo perche' i prezzi stanno scendendo per effetto dell'annuncio sul price cap, a riprova che il Ttf e' permeabile alla speculazione. A cascata, la discesa dei prezzi crea una cornice piu' favorevole per gli interventi contro il caro-bollette allo studio del governo Meloni. A presentare le proposte della Commissione sara' la commissaria Ue all'Energia, Kadri Simmons, che riepiloghera' i quattro punti del nuovo pacchetto, battezzato "Emergenza energetica: preparare,acquistare e proteggere insieme l'Ue". Il pacchetto si articola in quattro misure. La prima e' l'aggregazione della domanda dell'Ue per l'acquisto congiunto di gas cosi' da negoziare prezzi migliori e ridurre il rischio che gli Stati membri si superino a vicenda. La seconda prevede di creare un nuovo benchmark di prezzo del Gnl, il gas naturale liquefatto, che sara' sviluppato dall'Acer, l'Agenzia europea per la cooperazione tra i regolatori dell'energia. Ma e' la terza la piu' attesa: arrivare, "entro un breve termine", alla proposta di un meccanismo di correzione del prezzo, stabilendo un limite dinamico nelle transazioni sulla borsa del gas Ttf, e un contenimento temporaneo per prevenire prezzi estremi, evitando i picchi nei mercati dei derivati. La quarta e ultima misura e' l'intervento sulle cosiddette regole di solidarieta' in caso di carenza di energia, con la proposta di creare un meccanismo di allocazione del gas per gli Stati membri e consentire forniture in caso di emergenza. L'altro effetto del calo dei prezzi si vedra' in bolletta. "La vera notizia e' che il prezzo del gas e' sceso sotto la soglia dei 100 euro e quindi le bollette smetteranno di aumentare, anzi si prevede una riduzione nei prossimi mesi", afferma il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli. Da quando? "Da dicembre per il gas, grazie al fatto che ora la bolletta e' diventata mensile, e da gennaio per l'elettricita'", risponde Tabarelli a MF-Milano Finanza. Il presidente di Nomisma resta comunque convinto che l'emergenza non sia finita. "Stiamo andando verso un razionamento, lo sanno tutti. Possiamo farcela solo se fara' caldo ma siamo in inverno", sostiene. E a proposito di tetto ai prezzi, suggerisce un altro approccio: "In Italia, ma anche in Europa, dovremmo fare piu' sistema per l'estrazione del gas e per produrre energia. Vedere di importare il Gnl dal Texas e' assurdo, bisognerebbe chiedere all'Olanda e alla Norvegia di venderci il gas a prezzo piu' basso e riconsiderare la Libia, che e' piena di gas". red fine MF-DJ NEWS

25/10/2022 08:11
 

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Azioni, chi comprare e chi no fra i titoli petroliferi europei
di Giorgia Costa

In uno scenario di rallentamento della domanda di greggio, a causa della recessione, gli specialisti di Société Générale hanno individuato interessanti occasioni di investimento


https://www.milanofinanza.it/news/a...titoli-petroliferi-europei-202210242106171646


Lo stralcio:

3) Eni. Il rating del gruppo guidato da Claudio Descalzi è buy (comprare) con target price 17,5 euro, che implica un total return (performance + rendimento della cedola) del 52,4%. Il dividend yield 2022 e 2023 è 7,3% in entrambi gli esercizi. La performance a sei mesi è -14%.
 

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ENI COMPLETA APPROVVIGIONAMENTO OLIO DI PALMA PER BIORAFFINERIE VENEZIA E GELA

Eni ha concluso l'approvvigionamento di olio di palma impiegato per la produzione di biocarburanti idrogenati nelle bioraffinerie di Venezia e Gela . Nelle scorse settimane sono giunti gli ultimi carichi, in anticipo rispetto all'obiettivo dichiarato di diventare "palm oil free" entro fine 2022.

Le bioraffinerie Eni sono già oggi alimentate per l'85% con materie prime di scarto (waste & residue) derivanti da oli esausti di cucina e grassi animali e con altre biomasse regolamentate dalle normative europee e nazionali.

Dal Kenya a novembre arriverà alla bioraffineria di Gela il primo carico di olio vegetale prodotto nell'agri-hub di Makueni, dove avviene la spremitura di sementi di ricino, di croton e di cotone. Gli agri-feedstock di produzione Eni non sono in competizione con la filiera alimentare, sono coltivati in aree degradate e raccolti da alberi spontanei o risultanti dalla valorizzazione di sottoprodotti agricoli. Agli agri-feedstock del Paese, la cui produzione arriverà a 2.500 tonnellate di olio entro la fine del 2022 e 20.000 tonnellate nel 2023, si aggiunge la raccolta di scarti e residui, tra cui gli oli vegetali esausti, raccolti in Kenya: i primi carichi sono in arrivo in Italia e si prevede ne arrivino fino a 5.000 tonnellate nel 2023.

Le bioraffinerie Eni producono biocarburanti idrogenati HVO destinati, in purezza o miscelati, alle motorizzazioni diesel, bionafta per la filiera della chimica, biogpl e biojet per il trasporto aereo. L'HVO può essere utilizzato anche puro in tutte le motorizzazioni omologate e consente di abbattere le emissioni di CO2 (calcolate lungo tutto il ciclo di vita) tra il 60 e il 90% rispetto al mix fossile di riferimento.

Eni ha annunciato lo studio per la possibile realizzazione di una terza bioraffineria a Livorno.

(TELEBORSA) 25-10-2022 11:25
 

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Eni: informativa sull’acquisto di azioni proprie nel periodo compreso tra il 17 e il 21 ottobre 2022


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Energia: gas nazionale e' vietato (MF)

ROMA (MF-DJ)--Una selva di ostacoli si para sulla strada del gas autarchico. E il governo Meloni dovra' sbrigarsi a rimuoverla, o almeno a sfoltirla, se davvero vuole arrivare all'obiettivo di raddoppiare la produzione nazionale, portandola a 6 miliardi di metri cubi. L'urgenza di aumentare i volumi di metano domestico come nell'appello pro-trivelle di martedi' alla Camera, la presidente del Consiglio la ribadisce anche nell'aula del Senato. "Servono misure che nel medio-termine liberino l'Italia da una dipendenza energetica inaccettabile, penso all'estrazione di gas naturale, le risorse nazionali vanno utilizzate come chiede l'Europa", ripete Meloni. In poco piu' di 20 anni la produzione nazionale e' passata da una quota del 20% a meno del 4%. L'arrivo imminente del decreto che dara' semaforo verde alle trivellazioni nazionali, con deleghe mirate al Pitesai (il piano che stabilisce in quali aree sono consentite le attivita' di esplorazione e produzione) e' stato quindi accolto con grande entusiasmo da operatori e associazioni di categoria. Ma per essere efficace, scrive MF--Milano Finanza, dovra' avere un raggio d'azione ancora piu' largo: a cominciare proprio dai giacimenti offshore che rientrano nell'elenco individuato dal Gse, il gestore dei servizi energetici incaricato di raccogliere le manifestazioni d'interesse da parte degli operatori intenzionati a produrre di piu' per garantire gas a prezzi calmierati a imprese energivore e pmi. Secondo quanto si legge nei documenti del Gse, infatti, ben 57 dei 60 titoli relativi ai giacimenti offshore in lista sconfinano nelle aree interdette dal Pitesai. Un paradosso che si ripete anche in altri giacimenti e che in casi estremi ha gia' spinto alcuni operatori a rinunciare alle concessioni, piuttosto che accettare di ridimensionare le attivita' in un perimetro ridotto. Lo hanno fatto Totalenergies Ep Italia nei permessi di ricerca Aliano, Teana e Tempa Moliano e Po Valley Operations Pty Ltd per Podere Gallina, entrambi "per mancato interesse alla prosecuzione delle attivita' di ricerca nelle sole aree idonee". Aleanna Resources a Belgioioso e Cadelbosco di sopra dovra' invece accontentarsi di un'area di attivita' dimezzata, mentre a Eni e' stato revocato il permesso di ricerca Bucchianico, in quanto "totalmente ricadente in area non idonea". Per intervenire sul Pitesai, il neo-ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin non parte da zero. Il suo predecessore Roberto Cingolani, ora super consulente del governo per l'energia, ha gia' aperto la strada a una revisione del Pitesai da quando in Italia e' suonato l'allarme gas. Le associazioni di settore si mostrano soddisfatte. Il Roca, che rappresenta i contractor offshore di Ravenna, chiede di riavviare le esplorazioni e realizzare nuove piattaforme, smantellando quelle non piu' attive. "Prendiamo atto con soddisfazione delle parole della premier Giorgia Meloni che ha parlato di una politica energetica che rilanci la produzione nazionale di gas, e vista la situazione di grave emergenza confidiamo di poter vedere presto azioni concrete del Governo", e' il commento del vice presidente, Renzo Righini. "Da tempo chiediamo la ripresa delle estrazioni in Adriatico, nel contesto di un mix energetico che includa eolico, solare, idrogeno. L'import di gas comporta danni per l'ambiente e perdita di valuta". red fine MF-DJ NEWS

27/10/2022 08:26
 

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Consiglio di Amministrazione Eni
27 OTTOBRE 2022 - 7:00 PM CEST

Deliberata la seconda tranche del dividendo 2022: € 0,22 per azione

Roma, 27 ottobre 2022 – Il Consiglio di Amministrazione, presieduto da Lucia Calvosa, nella riunione odierna, ha deliberato di distribuire agli azionisti la seconda delle quattro tranche del dividendo 2022, a valere sulle riserve disponibili1, di € 0,22 (rispetto a un dividendo complessivo annuale pari a € 0,88) per ciascuna azione in circolazione alla data di stacco cedola del 21 novembre 20222, con messa in pagamento il 23 novembre 20223, in linea con quanto anticipato il 18 marzo scorso in occasione del Capital Markets Day e con quanto deliberato dall’Assemblea dell’11 maggio scorso.

Ai possessori di ADRs registrati entro il 22 novembre 2022, quotati alla Borsa di New York e rappresentativi ciascuno di due azioni Eni, la seconda tranche di dividendo distribuita sarà di € 0,44 per ADR, pagabile il 7 dicembre20224.

1 - Cedola 40.
2 - Il dividendo, a seconda dei percettori, è soggetto a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o concorre in misura parziale alla formazione del reddito imponibile.
3 - Ai sensi dell’articolo 83-terdecies del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF) la legittimazione al pagamento del dividendo è determinata con riferimento alle evidenze dei conti dell’intermediario di cui all’articolo 83-quater, comma 3 del TUF, al termine della giornata contabile del 22 novembre 2022 (record date).
4 Alla data di pagamento, Citibank, N.A. provvederà al pagamento ai possessori di ADR del dividendo al netto della ritenuta alla fonte a titolo di imposta, come previsto dalla legislazione italiana applicabile a tutti i Depositary Trust Company Participants.
 

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Eni: utile netto adj 9 mesi 10,808 mld (8,178 mld 9 mesi 21) molto meglio di quanto si attendeva il mercato...vedremo le reazioni del titolo
 

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Questo il report di MF sui risultati:


Eni, conti record, nei nove mesi l'utile balza di oltre cinque volte a 13,26 miliardi
di Angela Zoppo

Numeri più alti del consensus, l'utile operativo balza a 5,7 miliardi di euro, +132% anno su anno. Descalzi: rimpiazzato il 50% del gas russo. Ma l'Italia va in rosso per il prelievo sugli extra-profitti. Prossima rata del dividendo il 23 novembre​

I conti di Eni battono il consensus: i numeri al 30 settembre 2022 consegnano un terzo trimestre da record, che porta a 16,8 miliardi di euro il risultato operativo dei nove mesi (+187%) e a 13,26 miliardi di euro l'utile netto, oltre 5 volte quello dell’analogo periodo 2021 (+475%, erano 2,3 miliardi nel 2021). Quasi raddoppiato il flusso di cassa netto, a 12,8 miliardi di euro (+ 83%). La produzione nei 9 mesi è scesa invece a 1,6 milioni di barili al giorno (-3%), perché nel terzo trimestre c’è stato un minor contributo dei giacimenti in Kazakhstan, Nigeria e Norvegia che ha determinato un calo del 7% anno su anno.

I numeri del terzo trimestre

Rispetto a un consensus di 4,9 miliardi di euro, il risultato operativo rettificato del terzo trimestre è stato di 5,77 miliardi di euro (+132% anno su anno), in linea col trimestre precedente, nonostante la flessione del prezzo Brent da 113 a 101 dollari al barile, la contrazione dei margini di raffinazione e altri fattori compensati dalle iniziative di ottimizzazione e riduzioni dei costi in tutte le linee di business. L’'E&P – Exploration & Production, in particolare, ha conseguito un ebit di 4,27 miliardi, in riduzione del 12% rispetto al trimestre precedente, a causa dei minori prezzi di realizzo degli idrocarburi e del deconsolidamento delle attività conferite nella jv Azule Energy con bp.

Forte la crescita del settore Ggp Global gas & Lng portfolio), con un un ebit adjusted di 1,08 miliardi di euro, e del business R&M (Refining & Marketing) e Chimica, che ha visto l'ebit salire a 537 milioni di euro (+189%) nonostante la perdita di 177 milioni di euro della chimica.

Utile netto record ma in Italia pesa il prelievo sugli extra-profitti

Nel terzo trimestre l'utile netto adjusted ha raggiunto i 3,73 miliardi di euro, ben più del doppio rispetto rispetto al terzo trimestre 2021, e oltre i 3,21 miliardi accreditati dal consensus. Il risultato è stato sostenuto dal robusto utile operativo e dai migliori risultati delle partecipazioni valutate all’equity. Il tax rate adjusted, non considerando gli effetti del contributo d’imposta straordinario a carico delle imprese italiane valutato come special item, si è stabilizzato intorno al 40% e riflette un migliore mix geografico degli utili imponibili, in particolare nel settore E&P. Ma, rispetto all'utile netto consolidato di bilancio dei nove mesi 2022 pari a 13,26 miliardi di euro, le attività italiane hanno registrano una perdita netta di circa 1 miliardo che tiene conto principalmente dello stanziamento del contributo straordinario per il settore energia.

Dividendo e buyback

A settembre, con un esborso di 751 milioni di euro, è stata pagata la prima delle 4 rate del dividendo 2022, 0,22 euro per azione. La seconda rata di identico importo sarà pagata il 23 novembre prossimo. Il programma di buy-back va avanti: da fine maggio al 21 ottobre scorsi, il gruppo ha acquistato 142 milioni di azioni al costo di 1.663 milioni di euro, in base al nuovo programma di 2,4 miliardi di euro che dovrebbe concludersi entro fine anno, in anticipo sulla scadenza di aprile 2023.

Descalzi: più forti sui mercati internazionali

"In E&P abbiamo proseguito nella nostra strategia di creazione di veicoli geograficamente focalizzati, driver di crescita e di ritorni, di cui ultimo esempio è Azule, la neocostituita JV con bp per la valorizzazione degli asset angolani", è il commento dell’amministratore delegato, Claudio Descalzi. "Nel terzo trimestre, nonostante la flessione del prezzo del petrolio e la rapida caduta dei margini di raffinazione, abbiamo continuato a generare risultati positivi grazie principalmente alla robusta performance dei nostri business internazionali. Nei nove mesi abbiamo integralmente coperto con l’autofinanziamento gli investimenti e i ritorni di cassa agli azionisti e siamo stati in grado di ridurre il leverage al livello di 0,11, quasi dimezzandolo rispetto alla fine dello scorso anno".

Rimpiazzato il 50% del gas russo

"In un contesto di elevata volatilità e incertezza nei mercati, Eni ha continuato ad assicurare gli approvvigionamenti energetici cruciali per le nostre economie, portando avanti al contempo il percorso di decarbonizzazione. Già dal prossimo inverno", ha assicurato Descalzi, "saremo in grado di rimpiazzare il 50% dei flussi di gas russo facendo leva sul nostro ampio e diversificato portafoglio riserve, sulle partnership di lungo termine con i Paesi produttori e sulla nostra crescente presenza nel business gnl (il gas naturale liquefatto, ndr)”. Descalzi ha ricordato le operazioni di acquisizione degli asset gas di bp in Algeria e della nave di liquefazione Tango Flng per la valorizzazione del progetto gas in Congo.

Plenitude più verde ma frena

Plenitude ha conseguito un ebit adjusted di 16 milioni, in linea con l’andamento stagionale del business e in riduzione rispetto al terzo trimestre 2021 a causa di uno scenario negativo, mentre il business Power ha visto il risultato operativo salire a 156 milioni con un significativo miglioramento "La nostra strategia di decarbonizzazione raggiunge nuovi traguardi fondamentali", ha sottolineato Descalzi. "Entro l’anno la capacità installata di energia rinnovabile di Plenitude sarà raddoppiata superando i 2 GW. Il nostro business di Sustainable Mobility cresce in scala e dimensioni facendo leva su un modello innovativo di integrazione verticale con il nascente agri-business per la fornitura di materie prime sostenibili alle nostre bioraffinerie”. Resta confermato un ebitda atteso 2022 per Plenitude superiore a 600 milioni di euro.

Le stime per fine anno

Per l’intero esercizio 2022, Eni si attende una produzione di idrocarburi a 1,63 milioni di barili al giorno, con uno scenario Brent aggiornato a 100 dollari al barile. Sono stimate circa 750 milioni di boe di nuove risorse esplorative. Il gruppo prevede una variazione di 130 milioni del free cash flow per ogni dollaro di variazione nel prezzo del Brent e circa 700 milioni di euro per ogni variazione di 5 centesimi nel tasso di cambio dollaro-euro rispetto alla nuova assunzione di 1,05. Gli investimenti organici sono confermati a 8,3 miliardi di euro, in linea con la guidance originaria. (riproduzione riservata)

Ultimo aggiornamento: 28/10/2022 09:07
 

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Qualche considerazione sui dati della trimestrale diffusa ieri, di particolare interesse per coloro che sono sul titolo nella veste di investitori (come il sottoscritto).

A distanza di 12 mesi, quelli riportati sui primi 9 mesi del 2022 evidenziano un incremento a dir poco stratosferico, partendo dai ricavi più che raddoppiati.
Ovviamente si tratta di incrementi principalmente dovuti al noto aumento dei costi delle materie prime, ma è l'aspetto economico che lascia sbalorditi. L'aumento dell'utile netto di quasi 5 volte nella sua forma "adjusted" ha stravolto tutte le previsioni sull'ammontare dell'EPS annuale della società per il corrente esercizio che si quantifica, nei miei conteggi e tenendo conto anche delle azioni oggetto del buyback e non ancora annullate, in 4,16 euro delle mie proiezioni per fine anno e in 4,04 euro sui dati reali degli ultimi 12 mesi.
Cosa significa questo? Semplice: la cedola complessiva prevista per il corrente esercizio di 88 cent corrisponde ad un payout di solo il 21,15% sull'EPS ricavato dalle mie proiezioni e del 21,77% su quello degli ultimi 12 mesi. Una vera miseria se si pensa che lo scorso anno è stato del 52,30%.
Potrebbe essere cambiata (la cedola complessiva) in occasione del rendiconto annuale? Mah! La remunerazione degli azionisti, commisurata al costo della media annuale del Brent, potrebbe in parte venirci incontro anche se su questi utili (extra) rimane tuttora sospesa la spada di Damocle del fisco.

Chiudo questa breve memoria con la segnalazione del forte ridimensionamento della PFN, migliorata di oltre 5 mld di euro a distanza di 12 mesi. Questo ha portato la sua incidenza sulla capitalizzazione della società dal 38,38% al 25,77% di oggi.

Sognare non è proibito. :D Buon fine settimana a tutti.
 

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La citata (nel post precedente) spada di Damocle...

Eni: Gattei, presenteremo ricorso contro tassa extraprofitti (Mi.Fi.)

ROMA (MF-DJ)--Altro che sindrome Uniper. Mentre altri gruppi come quello tedesco hanno avuto bisogno di robuste stampelle pubbliche, Eni ha battuto il consensus e consegnato al mercato conti da record per il terzo trimestre, con un utile netto quadruplicato a 5,86 mld di euro (+387% sul terzo trimestre 2021) e un utile operativo di circa 5,8 mld, che e' piu' del doppio di quello registrato da luglio a settembre dello scorso anno. Sul fronte operativo, 7 dei primi 9 mesi del 2022 il gruppo guidato dall'ad Claudio Descalzi li ha passati a recuperare altrove quel gas che non sarebbe piu' arrivato da Mosca, e ora puo' affermare che gia' dall'inverno alle porte sara' in grado di rimpiazzare il 50% delle forniture russe. "I risultati finanziari sono molto buoni e confermano il trend che si era gia' manifestato dall'inizio dell'anno, ma il vero elemento da segnalare e' che in questi 9 mesi abbiamo gestito una dimensione di rischio enorme, trovandoci in uno scenario di mercato del gas completamente rovesciato", spiega il Cfo Francesco Gattei a "MF-Milano Finanza". "Abbiamo fatto fronte a un rischio potenziale che poi da giugno scorso e' diventato reale, e cioe' l'assenza del principale fornitore, nostro e di gran parte d'Europa: Gazprom - prosegue il manager -. Reagire ha significato ripensare l'intera catena delle consegne, col suo carico di contratti di vendita e coperture, strumenti finanziari derivati. Se non l'avessimo fatto, ci saremmo ritrovati impegnati su volumi di gas che non c'erano piu', costretti a coprire ogni giorno il delta tra il prezzo al quale avremmo venduto il gas e le oscillazioni sul Ttf o sul mercato italiano Psv. Le conseguenze sui conti sarebbero state pesanti. E infatti questo e' proprio il meccanismo che ha messo a terra altre utility". Cio' che ha evitato all'Eni di dover affrontare oscillazioni fino a un miliardo di euro al giorno e' stato, secondo Gattei, l'essersi mossi in anticipo di 3 mesi sullo scoppio del conflitto in Ucraina. "La velocita' di reazione e' stata fondamentale. Un rischio prezzo era emerso gia' chiaramente a dicembre. Non potevamo prevedere la guerra, ovviamente. Ma quando e' iniziata, non ci siamo adagiati sull'aver trovato la formula per pagare il gas russo rispettando le sanzioni, piuttosto siamo andati subito a cercare forniture alternative, anticipando il rischio fisico di mancanza del gas russo, che poi si e' verificato". Il gas che gia' da questo inverno sostituira' meta' delle forniture di Gazprom e' soprattutto algerino. "Dall'inverno 2023-24 avremo in piu' il gas naturale liquefatto dal Congo, per il quale nel terzo trimestre e' stata acquistata la nave di liquefazione Tango Flng, e da altri Paesi nei quali siamo produttori", ricorda Gattei. Per favorire i flussi di lng, Eni e' ovviamente pro-incremento della capacita' italiana di rigassificazione. "Avere i rigassificatori a Ravenna e Piombino consentira' di far arrivare il gnl direttamente al Nord, nell'area piu' industrializzata del Paese, evitando i colli di bottiglia che si hanno portando il gas via tubo dal sud", afferma il Cfo. Ma in tema di sicurezza energetica e contrasto ai prezzi, c'e' un altro tema che e' emerso dai conti trimestrali: l'impatto del prelievo sui cosiddetti extra-profitti, che ora il governo Meloni vuole modificare allineandosi al modello Ue. Su Eni, l'impatto e' stato tale da allargare a un miliardo di euro il rosso cronico delle attivita' italiane. Entro fine anno, infatti, il gruppo avra' versato in totale allo Stato un contributo straordinario di 1,4 miliardi di euro, il 40% del quale gia' anticipato. "Non contestiamo le finalita' della misura. Ma certo sarebbe piu' giusto che si chiamasse contributo di solidarieta': avrebbe la stessa efficacia ma con un'accezione positiva", ragiona Gattei, "la premessa e' che Eni non ha realizzato extra-profitti, ma ha gestito un enorme rischio di mercato, riuscendo a dare un contributo enorme alla sicurezza energetica nazionale ed europea, e al Paese in generale. Penso agli stoccaggi, con 2,5 miliardi di metri cubi, ma anche al supporto dato a Saipem con Cdp". Eni e' fra le societa' che hanno fatto ricorso dopo aver rideterminato il calcolo del prelievo a fine agosto. Una prima sentenza sui ricorsi di altri operatori e' attesa a novembre. gug (fine) MF-DJ NEWS

31/10/2022 08:35
 

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EMERGENZA GAS: LE PRIORITÀ DEL GOVERNO, GERMANIA DICE NO A DEBITO COMUNE

L'Europa è ancora divisa sul piano per gestire l'emergenza energetica e soprattutto sulla possibilità di far ricorso al bilancio europeo per gestire questa nuova emergenza come fatto con la pandemia, mentre in Italia il governo Meloni appena insediatosi sta mettendo a punto le sue priorità, che fanno perno sulla gestione nazionale dell'emergenza.

La Germania torna a dire no all'emissione di debito comune per finanziare la nuova emergenza energetica ed anche all'ipotesi di rientro de debito da negoziare bilateralmente. Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner, in un'intervista rilanciata dal Financial Times, affermando che il vantaggio finanziario che Bruxelles e molti stati speravano di ottenere dal debito comune europeo "non esiste più".

Frattanto, in Italia il nuovo governo Meloni è alle prese con la complicatissima gestione della crisi energetica, con un piano contingente per ammortizzare il peso delle bollette ed un piano di più lungo periodo per garantire all'Italia l'indipendenza energetica.

Il nuovo Ministro della transizione ecologica Gilberto Pichetto ha confermato che si muoverà su solco tracciato dal governo Draghi affiancato dal predecessore Roberto Cingolani nella veste di consulente.

La Premier nel discorso di insediamento ha chiarito i punti principali del suo programma di breve e lungo termine che prevede: proseguire la battaglia in UE per il tetto al prezzo del gas; ottenere il disaccoppiamento fra il prezzo dell'elettricità e del metano; offrire nuovi aiuti a famiglie ed imprese contro il caro bollette, reperendo fondi nelle pieghe del bilancio e dagli extraprofitti delle società energetiche; aumentare il gas prodotto in Italia che ammonta oggi a 3 miliardi di metri cubi contro i 17 miliardi estratti nel 2000; accrescere il ricorso alle rinnovabili compresa la produzione nazionale di componentistica (pannelli solari); valutare il nucleare di nuova generazione.

(TELEBORSA) 31-10-2022 09:24
 

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Comunicato stampa:

Eni: informativa sull’acquisto di azioni proprie nel periodo compreso tra il 24 e il 28 ottobre 2022

Schermata 2022-11-02 alle 16.49.02.jpg
 

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Gas: governo pronto a sbloccare trivelle in Adriatico (stampa)

ROMA (MF-DJ)--Il governo e' pronto a sbloccare le trivelle in Adriatico. Al provvedimento, riporta il "Messaggero", si e' lavorato fino a tarda sera con l'obiettivo di portare il testo gia' nel Consiglio dei ministri di oggi. Ma l'intenzione e' di arrivare con un provvedimento tecnicamente solido e inattaccabile. Anche perche' il decreto potrebbe andare ben oltre quanto gia' annunciato dall'ex ministro Roberto Cingolani. Gilberto Pichetto sarebbe pronto a far ripartire le concessioni, autorizzando nuove trivellazioni tra le 9 e le 12 miglia in Adriatico. A queste si aggiungerebbe una deroga al Pitesai, per consentire la coltivazione per la durata di vita del giacimento, delle concessioni poste nel tratto di mare compreso tra il 45mo parallelo e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume Po, a una distanza dalla costa superiore a 9 miglia e con un potenziale di gas superiore a 150 milioni di metri cubi. Un'operazione che rimetterebbe in gioco complessivamente riserve per 30 miliardi di metri cubi di gas. L'obiettivo e' destinare una buona fetta della produzione nazionale alle imprese in difficolta' a prezzi calmierati. E nel testo del decreto Gas Release lasciato da Cingolani a Pichetto, pronto per essere varato, si parlava di una dote da 6 miliardi di metri cubi da offrire a sconto (a fronte dei 3,3 miliardi prodotti nel del 2021). A fronte del gas ceduto, scrive il "Sole 24 Ore", gli operatori otterrebbero concessioni decennali per esplorazioni nel Sud e nel medio Adriatico. A regime, poi, la produzione dovrebbe raddoppiare fino a 5-6 miliardi di metri cubi annui con i quantitativi da assegnare gestiti attraverso aste del Gse. Un cenno al provvedimento in gestazione e' fatto anche da "Stampa" e "Corriere della Sera". gug (fine) MF-DJ NEWS

04/11/2022 08:33