FIR over 35/100 k che documentazione fornire II

Il dottore Dulcamara

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aspettiamo con pazienza il 23 marzo

Pubblicato il 11/11/2022
N. 14795/2022 REG.PROV.COLL.

N. 11453/2022 REG.RIC.



REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 11453 del 2022, proposto da Enrico Andreotti, rappresentato e difeso dall'avvocato Giovanni Trivellato, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Adriano Casellato in Roma, viale Regina Margherita 290;


contro

Ministero dell'Economia e delle Finanze, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Consap – Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A., non costituita in giudizio;
nei confronti

Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in Liquidazione Coatta Amministrativa, non costituito in giudizio;
per l'annullamento

previa sospensiva:

- del provvedimento di diniego dell'indennizzo del Fondo Indennizzo Risparmiatori richiesto dal ricorrente, provvedimento non noto deliberato dalla Commissione Tecnica, giusta comunicazione Consap S.p.a. del 28/06/2022;

- della nota Consap S.p.a. del 28/06/2022, emessa dall'Unità di Business 3 – Servizi Finanziari, Servizio Fondo Indennizzo Risparmiatori, a firma del Titolare del Servizio, con la quale si comunica al ricorrente che la Commissione Tecnica ha deliberato che, nel caso di specie, non sussistono i requisiti per il riconoscimento dell'indennizzo previsto dalla richiamata normativa;

- di ogni altro atto o provvedimento di Consap S.p.a. della Commissione Tecnica istituita dal MEF ovvero del MEF medesimo, preordinato, presupposto, conseguenziale o comunque connesso a quelli indicati, ivi compresi gli eventuali e non conosciuti atti di gestione dell'integrazione dell'istanza del ricorrente, avvenuta a seguito del “ticket n. 220204_0011” con apposito inoltro via PEC delle richieste integrazioni.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'Economia e delle Finanze;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 ottobre 2022 il dott. Luca Iera e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale.


Premesso che ai fini del decidere il Collegio ritiene necessario acquisire, ai sensi degli artt. 46, comma 2 e 63, comma 1, c.p.a., la documentazione istruttoria posta a fondamento del provvedimento impugnato, nonché una relazione esplicativa dell’iter amministrativo che è stato in concreto seguito nel procedimento de quo;

Dispone che le amministrazioni intimante provvedano a riscontrare il predetto incombente istruttorio, ognuna per quanto di competenza, entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente ordinanza.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) dispone l’incombente istruttorio nei sensi e nei termini indicati in motivazione.

Fissa l’udienza pubblica in data 8 marzo 2023 per la trattazione nel merito della causa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 26 ottobre 2022 con l'intervento dei magistrati:

Francesco Riccio, Presidente

Eleonora Monica, Consigliere

Luca Iera, Referendario, Estensore



L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Luca Iera Francesco Riccio



IL SEGRETARIO
 

Hunt

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Le condanne prima o poi arrivano....

Arezzo, 10 novembre 2022

- Patteggiamento concordato per gli ex vertici di Banca Etruria. L'ex presidente Giuseppe Fornasari e l'ex direttore generale Luca Bronchi hanno chiuso oggi il processo per la bancarotta dell'istituto di credito aretino davanti alla Corte d'appello di Firenze concordando, con il rito del patteggiamento, con la Procura generale una pena di tre anni e quattro mesi di reclusione.

In primo grado, nel processo con rito abbreviato svoltosi davanti al gup del Tribunale di Arezzo, Giampiero Borraccia, arrivato a conclusione nel 2019, gli ex vertici di Banca Etruria erano stati condannati a cinque anni di reclusione per bancarotta fraudolenta. Sempre davanti alla Corte d'appello di Firenze sono in corso le altre due posizioni del procedimento per il fallimento di Banca Etruria: quelle dell'ex vicepresidente Alfredo Berni e del consigliere di amministrazione Rossano Soldini. Berni nel precedente giudizio in abbreviato era stato condannato a due anni per bancarotta fraudolenta; Soldini invece un anno per bancarotta semplice.

"Pur essendo convinti dell'onestà e della correttezza dell'operato dei nostri clienti, questi ultimi hanno ritenuto opportuno rinunciare all'appello e concordare con la Procura generale di Firenze la pena di anni 3 e mesi 4 di reclusione, pur di chiudere una vicenda processuale che si è prolungata ormai da troppi anni". Così, in una nota, l'avvocato Antonio D'Avirro e l'avvocato Carlo Baccaredda, difensori di Giuseppe Fornasari e Luca Bronchi.

Il nuovo appuntamento in aula è fissato per il prossimo 24 novembre a Firenze, quando verrà definita dinanzi alla corte d'appello la posizione dell'ex vicepresidente di Banca Etruria, Alfredo Berni, e del consigliere Rossano Soldini. Il primo, nel precedente giudizio in abbreviato, era stato condannato a due anni per bancarotta fraudolenta. Soldini a un anno per bancarotta semplice. Il sostituto procuratore generale ha chiesto la conferma delle condanne, ma a pene leggermente inferiori: un anno e deici mesi per Berni, dieci mesi per Soldini.
 

Il dottore Dulcamara

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Le condanne prima o poi arrivano....

Caro Commilitone

so che ci sono dei rei che bramano espiare la loro pena per essere reinseriti nella società. Io sono felice che questi, ammesse le loro responsabilità, scontino la giusta pena e così rieducati siano pronti per essere reinseriti, con gioia di tutti, nella società.

Ma al tempo stesso ci sono altri che pare non abbiano fatto il loro dovere (una colpa gran più dannosa per la collettività. E' più rimproverabile il gendarme che si gira dall'altra parte o il ladro che ruba?. A Voi cari commilitoni la risposta).

In questo carosello di rei e presunti tali (vige sempre la presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva) alla fine chi paga il biglietto è sempre il popolo! Nel caso il popolo italiano che risparmiando (la gente invece che investire poteva spendere i denari nelle sale termali di Austria e Svizzera e vi avrebbe almeno ricavato una effimera soddisfazione) ha commesso un peccato grave e mortale.

Prima è stato considerato un profittatore ("bieco speculatore": ma la risposta è pronta per gli apriscatole: "vallo a dire a tua sorella!"). E poi uno sprovveduto. Una sorta di povero gonzo sul quale era giusto, anzi doverorso, infierire ("ma scusa, non sapevi che la nave stava per affondare? ed allora se hai comprato obbligazioni subordinate non vai certo tutelato!").

In cuor mio però spero sempre che la giustizia e la equità trionfino e che coloro hanno preso un abbaglio intellettuale si ravvedano.
 

alby$

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Caro Commilitone

so che ci sono dei rei che bramano espiare la loro pena per essere reinseriti nella società. Io sono felice che questi, ammesse le loro responsabilità, scontino la giusta pena e così rieducati siano pronti per essere reinseriti, con gioia di tutti, nella società.

Ma al tempo stesso ci sono altri che pare non abbiano fatto il loro dovere (una colpa gran più dannosa per la collettività. E' più rimproverabile il gendarme che si gira dall'altra parte o il ladro che ruba?. A Voi cari commilitoni la risposta).

In questo carosello di rei e presunti tali (vige sempre la presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva) alla fine chi paga il biglietto è sempre il popolo! Nel caso il popolo italiano che risparmiando (la gente invece che investire poteva spendere i denari nelle sale termali di Austria e Svizzera e vi avrebbe almeno ricavato una effimera soddisfazione) ha commesso un peccato grave e mortale.

Prima è stato considerato un profittatore ("bieco speculatore": ma la risposta è pronta per gli apriscatole: "vallo a dire a tua sorella!"). E poi uno sprovveduto. Una sorta di povero gonzo sul quale era giusto, anzi doverorso, infierire ("ma scusa, non sapevi che la nave stava per affondare? ed allora se hai comprato obbligazioni subordinate non vai certo tutelato!").

In cuor mio però spero sempre che la giustizia e la equità trionfino e che coloro hanno preso un abbaglio intellettuale si ravvedano.

Purtroppo non tutti i processi si faranno 🤬
https://www.askanews.it/cronaca/202...ordio-rischio-prescrizione-pn_20221108_00086/
 

Il dottore Dulcamara

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Triste è il popolo che non conosce la sua storia!

Non sono un forcaiolo (gruppo sociale sempre numeroso in Italia, soprattutto quando sulla forca ci finiscono gli altri e non loro o i loro figlioli) e non sono bramoso di vedere marcire in galera quelli che ora sono dal popolo esagitato considerati i rei. Non ci è finito uno che ne ha combinate di tutti i colori (ed ora siede con sua "moglie" in Senato) figuriamoci se ci finiscono i vertici delle popolari (oltre tutto come si può rieducare un over 80 che ha quasi tutta la vita alle spalle e non davanti?).

Interessa però sapere cosa è successo, senza se e senza ma. Per evitare che il male si ripeta. Ed un processo penale può essere un aiuto a fare luce su una particolare fase della storia italiana. Altrimenti siamo sempre lì: dopo un secolo sappiamo poco o nulla dello scandalo della "Banca Romana" e corriamo il rischio di non sapere nulla dello scandalo delle venete, delle banchette centrali e di Mps (tanto per citare gli ultimi casi).

La trasparenza è il miglior disinfettante per ogni Stato! Lo si usi senza esitazioni e senza lesinare!

E lo Stato italiano si assuma le sue responsabilità e tratti tutti i cittadini in modo uguale (e non che lor Signori si inventano i "poveri Cristi" e i torvi speculatori, categoria nella quale siamo finiti senza colpa alcuna)
 

Il dottore Dulcamara

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Ma come si può pretendere la distribuzione integrale del saldo quando non tutte le pratiche sono state liquidate e probabilmente ci sarà una marea di ricorsi? Bravo chi lo sa

https://www.ilfriuli.it/articolo/ec...o-risparmiatori-avanti-con-i-riparti/4/273883

Oggi, Consumatori Attivi, assieme alle altre associazioni dei risparmiatori attive sul tema del risparmio tradito dalle due banche venete e dalle quattro banche dell'Italia centrale, hanno inviato una richiesta al Governo e a tutti i parlamentari di fare presto e mantenere le promesse elettorali.

In particolare, tra le altre cose, è stato chiesto di velocizzare l'iter per giungere all'indennizzo di tutte le 144.245 domande di accesso al Fondo indennizzo risparmiatori presentate (di cui a oggi ancora 4.000 circa risulterebbero in fase di istruttoria).

Oltre a ciò, risulta che la somma stanziata e pari a 1.575 milioni di euro sia stata utilizzata solo in parte, residuando, a oggi, la somma di circa 500 milioni.

“La somma che si trova nel Fondo Indennizzo Risparmiatori e che deriva dai rapporti dormienti, come da sempre promesso dal Governo e da tutte le forze politiche, deve essere ripartita tra i risparmiatori che hanno avuto accesso al Fir. Ciò permetterebbe di aumentare la percentuale di indennizzo dal 30% al 45% circa. Approfittiamo inoltre per mettere in guardia i risparmiatori”, prosegue la nota di Consumatori Attivi. “Ci sono 'pseudo' studio legali o 'pseudo' associazioni che già stanno inviando ai risparmiatori lettere di richiesta del compenso per l'istanza per ottenere l'avanzo. Sappiate che tale richiesta è, a oggi, assolutamente infondata e che con ogni probabilità l'avanzo, se sarà riconosciuto, sarà assegnato automaticamente a mezzo di bonifico diretto sul conto del risparmiatore”.
 

Fra41

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Sui trombati per le date magiche neanche un rigo…. Non meritano neanche un centesimo solo per aver comperato nel giorno sbagliato!
 

Il dottore Dulcamara

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https://www.federconsumatori.it/fir...lvere-le-numerose-criticita-ancora-esistenti/

FIR: Federconsumatori sollecita MEF e Consap a risolvere le numerose criticità ancora esistenti.
Imminente la scadenza dell’operatività della Commissione Tecnica del FIR, che cesserà il 31 dicembre 2022, ma molte posizioni risultano ancora aperte.
HOME » FIR: FEDERCONSUMATORI SOLLECITA MEF E CONSAP A RISOLVERE LE NUMEROSE CRITICITÀ ANCORA ESISTENTI.
Inserito il 16/11/2022 In Banche e Assicurazioni, Comunicati


Federconsumatori in questi anni ha assistito migliaia di cittadini coinvolti nelle vicende di risparmio tradito, aiutandoli a recuperare, almeno in parte, i propri risparmi andati in fumo a causa di condotte scorrette da parte di alcune banche fallite.

Oggi, è imminente la scadenza dell’operatività della Commissione Tecnica dell’apposito Fondo Indennizzo Risparmiatori, il FIR, che cesserà il 31 dicembre 2022, ma molte posizioni risultano ancora aperte.

Sono diverse le ragioni: da errori nella comunicazione dei dati sul reddito e sul patrimonio, al ritardo nell’esame delle domande, ad un indennizzo ritenuto non corretto, al rigetto di alcune istanze senza che sia prevista alcuna possibilità di appello.

Per risolvere e correggere queste criticità Federconsumatori ha scritto al Ministero Economia e Finanze e a Consap chiedendo di istituire un ulteriore livello di valutazione delle istanze rigettate che permetta ai risparmiatori di presentare ricorso, prevedendone l’attività anche oltre il termine del 31/12; di accelerare i lavori della commissione fino al loro completamento; di redistribuire gli eventuali fondi residui a favore dei cittadini danneggiati e solo parzialmente ristorati, come peraltro previsto dalla normativa istitutiva del FIR, la Legge 145/2018.

Per queste ragioni Federconsumatori ha sollecitato anche il nuovo Governo ad un incontro per discutere di queste proposte, al fine di tutelare i diritti dei risparmiatori gravemente colpiti dalle note vicende che hanno interessato le Banche Venete e le Banche del Centro Italia.
 

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https://www.lanazione.it/umbria/cro...per-gelosia-37enne-finisce-nei-guai-1.8293931

Banca Popolare, risarcimenti al palo "Risparmiatori traditi due volte"

I lavori del Fondo indennizzi istituto nel 2018 dal governo vanno a rilento: ancora 4000 richieste inevase. L’avvocato dei consumatori: "Ci sono in cassa 500 milioni non spesi, subito un tavolo al ministero"

Non c’è pace per gli azionisti della Popolare di Vicenza. I risparmiatori che avevano acquistato azioni e obbligazioni perdendo i loro soldi a seguito del crac dell’istituto bancario (lo scorso ottobre Gianni Zonin è stato condannato a 3 anni e 11 mesi) sono ancora in attesa dei ristori.

A seguito dei dissesti finanziari dell’istituto di credito molti risparmiatori videro i capitali che avevano investito in azioni e obbligazioni subordinate azzerarsi: ne seguirono anni difficili, di proteste e di un susseguirsi di cause per vedere riconosciuti i propri diritti. La soluzione è arrivata nel 2018 con l’istituzione del Fondo indennizzo peccato che a quattro anni di distanza ancora non sia finita. Dopo la beffa di essere rimasti invischiati nel default, anche la prospettiva concreta di poter tornare in possesso di almeno una parte dei soldi persi è quanto mai accidentata. A quattro anni di distanza ancora ci sono molti risparmiatori che non sono tornati in possesso dei propri soldi. Una storia lunga e dolorosa ostacolata oggi dalla lentezza della burocrazia che riesce a complicare anche quando le cose sembrano aver trovato la strada giusta. Il Fondo indennizzo risparmiatori destinato a risarcire le famiglie che avevano subito un pregiudizio ingiusto da parte di banche istituito nel 2018 e gestito da Consap, società interamente partecipata dal ministero dell’economia e delle finanze, aveva una dotazione iniziale di 525 milioni euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Peccato che ad oggi ci siano ancora oltre 4000 risparmiatori in attesa del rimborso. Il motivo? La lentezza nell’elaborazione delle richieste unita ad alcuni errori nella compilazione della richieste hanno fatto sì che molti risparmiatori dopo la beffa restassero al palo. Una situazione assurda denunciata dal l’avvocato Letizia Vescovini, specializzata in diritto bancario che segue l’associazione ’Vittime del salva banche’.

"Ad oggi non tutti i risparmiatori che hanno inviato domanda di accesso al fondo hanno effettivamente ottenuto l’indennizzo, fissato in una somma pari al 30% della spesa per l’acquisto delle azioni e al 95% per le obbligazioni subordinate emesse dalle banche, poi andate in liquidazione", spiega Vescovini. "Sono oltre 4000 le richieste ancora in fase di istruttoria. Inoltre la somma stanziata per i risarcimenti è stata utilizzata solo in parte con un avanzo di 500 milioni di euro". Le associazioni dei consumatori fanno appello al governo perché porti a compimento il lavoro iniziato nel 2018 e convochi il più preso possibile un tavolo al ministero per dare risposte ai cittadini traditi. Un doppio tradimento sarebbe davvero troppo.
 

Il dottore Dulcamara

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Dal sempre ottimo V+ (e come al solito il Pat si dimentica di noi)

https://www.vipiu.it/leggi/fir-resi...ti-parlamentari-vipiu-azzerati-banche-venete/

In uno degli ormai innumerevoli viaggi a Roma, prima per “costruire” il FIR, poi per farlo partire e, ora, per farlo utilizzare fino il fondo, il 9 e 10 novembre 2022 Patrizio Miatello, Presidente dell’Associazione Ezzelino III da Onara – Associazione Giustizia Risparmiatori, ha consegnato a mano e personalmente una lettera a tutti i Gruppi Parlamentari di maggioranza e opposizione, a palazzo Chigi per il presidente del consiglio Giorgia Meloni e al Ministero dell’Economia e delle Finanze per il ministro Giancarlo Giorgetti.

L’auspicio non solo di Patrizio Miatello ma di tutti risparmiatori azzerati dal crac delle banche venete, di gran parte delle associazioni a cui molti di loro hanno aderito e dei loro legali (qui una lettera di alcuni di loro, ndr) è riassunto dalla frase del presidente di Ezzelino III da Onara: “Speriamo che in tanti pretendano il riparto delle rimanenze previsto dalla legge entro il 31.12.2022, senza condizioni di altre complicazioni”.

E come non dargli ragione in un momento in cui il nuovo Governo, per esaudire almeno in piccola parte le promesse elettorali, vede come oro il miliardo che vorrebbe recuperare da alcune limitazioni da porre al Reddito di cittadinanza e potrebbe anche mirare a “deviare” dalla destinazione iniziale i 500 milioni residui del Fir dopo le liquidazioni iniziali fino al 30% del costo delle azioni azzerate (fino a un massimo di 100.000 euro) come previsto dalle legge istitutiva del Fondo Indennizzo Risparmiatori?

Questa stessa legge, però, prevede che, in caso di residui (oggi per il FIR ammontano a circa 500 milioni di euro sui 1.575 stanziati, ricordiamolo, senza costi per i contribuenti visto che le risorse provengono dai cosiddetti fondi dormienti), la percentuale di indennizzo salga oltre il 30% fino ad esaurimento delle disponibilità.

Questo è il succo delle lettera di Patrizio Miatello a nome della sua associazione, e non solo, pensiamo, a tutte le Istituzioni politiche nazionali, che, in varie loro componenti, in campagna elettorale, si sono battute perché quei 500 milioni non “scomparissero” per essere destinati ad altri bisogni, di sicuro legittimi, ma meno di chi prova solo a riavere, sia pure in parte, quanto era suo.

Anche noi di ViPiu.it (prima VicenzaPiu.com), che alle battaglie per il FIR pensiamo di aver contribuito nei limiti delle nostre possibilità di informazione e “pressione” ma col massimo del nostro impegno, rilanciamo l’appello dei risparmiatori alle forze politiche ed, in primis, a chi nelle sedi istituzionali romane rappresenta Vicenza, Treviso e il Veneto, ma senza dimenticare che circa il 60% dei soci azzerati di BPVi e Veneto Banca, con responsabilità anche del Sistema, è distribuito su quasi tutto il territorio nazionale.

Il direttore

La lettera consegnata a senatori, deputati, presidente del Consiglio e ministro dell’economia

A tutti i gruppi parlamentari

Oggetto: Risparmiatori Vittime delle 11 ex Banche cancellate, riparto rimanenze € 400/500 milioni del FIR Fondo Indennizzo Risparmiatori Legge 30 dicembre 2018 n. 145

Facendo seguito alle innumerevoli mail inviate al MEF e all’ex Governo, portiamo alla Vostra attenzione il bisogno delle oltre 137.000 famiglie dei risparmiatori vittime già accertate con

l’indennizzo iniziale da parte del FlR gestito da CONSAP, famiglie che al 90% avevano ed hanno redditi di molto inferiori ai 35.000 euro annui, privi totalmente di patrimonio mobiliare, di risparmi cancellati dalle banche poste in liquidazione coatta amministrativa dal 2015 al 2017, che stanno attendendo quel riparto delle rimanenze, previsto dalla legge, come la manna dal Cielo per salvarsi…

Purtroppo per queste famiglie a cui erano stati cancellati i risparmi di una vita, la crisi pandemica e la crisi energetica hanno avuto e stanno avendo un peso enorme, che in molti casi è stato ed è insostenibile.

Ritenendo che per gran parte dei risparmiatori vittime accertate ci sia in atto un’emergenza sociale. preghiamo di dare la massima attenzione per sbloccare al più presto il riparto delle rimanenze, attualmente bloccate.

Come è noto, ai sensi della Legge 30 dicembre 20I8 n. 145 è stato istituto un Fondo indennizzo risparmiatori (FIR) al fine di erogare indennizzi a favore dei risparmiatori che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte delle banche e loro controllate aventi sede legale in Italia, poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 dicembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018, in ragione della violazione massiva dagli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza, ai sensi del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998.

La misura dell’indennizzo per gli azionisti è commisurata al 30 percento del costo di acquisto entro il limite massimo complessivo di 100.000,00 euro per ciascun risparmiatore, ovvero del prezzo medio in caso di più acquisti. La percentuale del 30 percento entro tale limite, può essere incrementata qualora in ciascuno degli anni 2019, 2020, 2021 le somme complessivamente erogate per l’indennizzo secondo il piano di riparlo siano inferiori alle previsioni di spesa dell’esercizio finanziario, nel pieno rispetto dei limiti di spesa della dotazione finanziaria FIR e fino al suo esaurimento.

La dotazione finanziaria è di 525 milioni di spesa per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Con legge 30 dicembre 2021 n. 234 l’attività di erogazione del FIR è stata prolungata al 31 dicembre 2022 così come il funzionamento della Commissione istituita per delibera sulla liquidazione degli indennizzi. Le liquidazioni complessive effettuale ammontano a circa un miliardo. Si prospetta un residuo di circa 500 milioni.

A sensi dell’art. 496 della legge 30 dicembre 2018 n. 145 la percentuale del 30% come si è evidenziato può essere incrementata, qualora le somme complessivamente erogate siano inferiori alla previsione di spesa dell’esercizio finanziario.

Ne consegue che va fatta, stante il risparmio di spesa conseguito, una ulteriore ripartizione tra coloro che hanno ottenuto l’indennizzo iniziale. Non può ritenersi che tale ulteriore ripartizione sia nella discrezionalità della P.A. (Pubblica Amministrazione, ndr)

La legge espressamente prevede l’ulteriore ripartizione, né prevede alternative della stessa. Ne consegue che sussiste il diritto dei risparmiatori all’ulteriore riparto, che va definito entro il 31/12/2022. Il potere della Commissione è in realtà un dovere. Non tragga in inganno l’uso del futuro ”potrà”. Si tratta dell’esercizio doveroso di un potere.

Malgrado il chiaro disposto normativo pare che la commissione per procedere al riparto voglia un input da parte del Ministero.

Di conseguenza si invita a sollecitare il Ministero a provvedere nel senso di disporre che si proceda all’incombente, in quanto con l’imminente scadenza del 31/12/2022 della Commissione Tecnica FIR, i tempi per il riparto sono limitati.

Il mancato riparto darebbe luogo a molteplici problemi, molti irreversibili, oltre ad un gigantesco contenzioso.

Rimanendo a Vostra completa disposizione, per eventuali chiarimenti, con l’occasione auguriamo di cuore un buon lavoro per la salvezza dell’Italia.

Cordiali saluti

Padova, lì 9 Novembre 2022

Patrizio Miatello

Presidente associazione Ezzelino III da Onara – Associazione Giustizia Risparmiatori
 

locco68

Il giglio alabardato
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Mauriziol

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Sui trombati per le date magiche neanche un rigo…. Non meritano neanche un centesimo solo per aver comperato nel giorno sbagliato!

Cosi mi scrive l'avvocato di Noi che credevamo nella banca popolare di Vicenza:


Purtroppo la sua è la sola posizione di questo tipo che abbiamo ed è complesso istruire una posizione così senza uno specifico mandato, in quanto richiede la valutazione della possibilità di impugnazione della delibera della commissione, o il suo superamento mediante una sentenza del Giudice che accerti la violazione massiva da lei subita.
Francamente è un tema del quale non ho avuto la possibilità di occuparmi, non avendo avuto sufficiente casistica.
 

egimark

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Se può servire, non sei il solo ad aver comprato nel momento sbagliato.
 

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Purtroppo la sua è la sola posizione di questo tipo che abbiamo ed è complesso istruire una posizione così senza uno specifico mandato, in quanto richiede la valutazione della possibilità di impugnazione della delibera della commissione, o il suo superamento mediante una sentenza del Giudice che accerti la violazione massiva da lei subita.
Francamente è un tema del quale non ho avuto la possibilità di occuparmi, non avendo avuto sufficiente casistica.

ma possibile: vedendo che non parla nessuno di noi e questa risposta degli avvocati, sembra proprio che siamo in 4 gatti i trombati del secondo binario che hanno acquistato fuori dai periodi magici e non hanno preso nulla.

non riusciamo a metterci assieme in una trentina per spendere poche centinaia di euro a testa e provare?
 

penta1

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Premetto subito che non conosco a fondo le vicende venete.
Per quanto riguarda chi è dentro il gruppo azionisti Etruria, per quanto mi risulta, l'indennizzo per gli acquisti fuori periodo è arrivato a tutti, con la sola eccezione di un parziale per il quale è stato chiesto alla commissione, anche in considerazione delle pene definitive dei giorni scorsi, una nuova analisi.
Quella pratica era uguale a quelle che hanno ricevuto indennizzo anche per il fuori periodo
E, proprio perchè non si è voluta inserire, nel comunicato indicato da Plus, la richiesta di riapertura e nuova analisi per pratiche secondo binario giudicate, anche in buona fede per carità, in maniera molto probabilmente errata, ecco, per questo il gruppo azionisti Banca Etruria non ha firmato quel documento.
Ma, se il governo lo vorrà, sarà presente anche questa volta in una possibile cabina di regia e, sempre se il governo lo riterrà opportuno, resterà a disposizione per essere audito, ancora una volta, da una prossima e forse possibile commissione d'inchiesta.
 

ScubaFan

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Cosi mi scrive l'avvocato di Noi che credevamo nella banca popolare di Vicenza:


Purtroppo la sua è la sola posizione di questo tipo che abbiamo ed è complesso istruire una posizione così senza uno specifico mandato, in quanto richiede la valutazione della possibilità di impugnazione della delibera della commissione, o il suo superamento mediante una sentenza del Giudice che accerti la violazione massiva da lei subita.
Francamente è un tema del quale non ho avuto la possibilità di occuparmi, non avendo avuto sufficiente casistica.

Questa associazione dovrebbe cambiare avvocato.
Come può difendere i loro interessi se non conosce tutta la vicenda ma solo le parti di cui ha avuto "la possibilità di occuparsi".

Comunque incredibile. In Italia l'investitore pare sia nella quasi totalità dotato di reddito scarso e senza patrimonio immobiliare.
E non parliamo di BTP ma di subordinate.
 
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richiede la valutazione della possibilità di impugnazione della delibera della commissione, o il suo superamento mediante una sentenza del Giudice che accerti la violazione massiva da lei subita. Francamente è un tema del quale non ho avuto la possibilità di occuparmi, non avendo avuto sufficiente casistica.

Purtroppo quello che dice l'avvocato è di una chiarezza incredibile in quanto

a) dice di impugnare la delibera della commissione consap: ma siamo fuori termine;

b) dice di impugnare l'atto di rigetto: e la più parte è ancora in tempo.

La possibilità residua è quella di sperare che qualcuno si accorga di noi. Il parlamento dovrà comunque rimettere mano alla materia: la commissione (specchio fedele peraltro della vecchia maggioranza parlamentare) dovrà essere prorogata per legge ed in quella occasione “noi suoneremo le nostre campane!”
 

Il dottore Dulcamara

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Il dottore Dulcamara

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Noi fantasmi...


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Carife, sette anni dopo
Il Movimento Risparmiatori Traditi chiede di inserire nella legge di bilancio la ridistribuzione dell'avanzo Fir

Era il 22 novembre 2015, esattamente sette anni fa, quando una scure si abbassò sulla testa di oltre 30mila tra azionisti e obbligazionisti di Carife. E oggi, assicura Giovanna Mazzoni a nome del Movimento Risparmiatori Traditi, “siamo sempre più sconcertati”.

Mazzoni, una delle pasionarie delle proteste contro il bail in anticipato di quell’anno, ricorda che “non si sa chi ha preso soldi a prestito e non li ha restituiti alla nostra banca, sappiamo che Banca Etruria era decotta, mentre Carife non era in bancarotta, ma “qualcuno” l’ha fatto credere all’Europa”.

La portavoce ricorda la lenta dipartita della banca locale, alla fine comprata per 1 euro nel 2017 da Bper, che “macina profitti senza mai far riferimento a quanto è entrato nel suo patrimonio senza lavorarci”.

“Chi di noi Azzerati ha fatto domanda al Fondo Interbancario Tutela Depositi (circa 3000 persone) e al Fondo Indennizzo Risparmiatori ( 18.000 azionisti e obbligazionisti) ha recuperato qualcosa – ammette Mazzoni -, in un lustro di leggi, promesse in campagna elettorale e silenzio nell’ultima tornata di elezioni politiche: i soliti noti candidati di lungo corso e di corso accelerato si son ben guardarti dal rievocare la pagina vergognosa del sistema politico bancario, dato che “speculatori e babbei” hanno già avuto il contentino, minimo per quelli non a forfait, e devono dimenticare che ci sono altri 500 milioncini da ripartire”.

Il Movimento lo scorso 14 novembre ha scritto al Governo, al Mef “e a tutta la politica” di “fare chiarezza e che venga prevista nella legge di bilancio per il 2023 la ‘doverosa promessa’ della ridistribuzione dell’avanzo Fir agli aventi diritto. Noi non scordiamo, il nostro ritorno in Piazza sarebbe più che giustificato”.

“A questo settimo anniversario – ricorda la risparmiatrice ferrarese – tanti amici di sfilate, di manifestazioni, di proteste e di interviste non ci sono più, consumati dall’età, ma più spesso dallo scoramento per l’offesa subita, somatizzata in malattia. Venerdì 18 è mancato Luca Lolli, un po’ ferrarese, molto argentano e un po’ bolognese, grande regista delle nostre battaglie, animate dal comitato No Salvabanche, che hanno allertato i responsabili dell’incommensurabile danno arrecato alla provincia di Ferrara e oltre”.

“Molti giornalisti che ci hanno accompagnato in questo settennio – conclude Mazzoni – si sono meravigliati a vedere questa folla di truffati anziani, di ogni ceto, diventare un’orda recriminante, un palcoscenico di storie drammatiche che svergognavano chi aveva causato tanto ingiusto e ingiustificabile danno. Luca Lolli ci ha insegnato che il proprio diritto va difeso, con competenza e verità, tutti insieme, anziani e giovani che costruiscono la Storia. Ci uniamo alla sua grande famiglia nel lutto per la perdita del nostro amico Luca”.
 

Il dottore Dulcamara

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Cmq la vedo dura una distribuzione integrale del fondo fir: siamo ancora qui con avvisi di restituzione di polizze dormienti (https://www.consap.it/polizze-dormienti/), vale a dire che non sappiamo ancora bene quante saranno le entrate definitive (non è infatti un fondo rotativo per alleviare le vittime delle truffe agli investimenti).

Per quanto riguarda poi le pratiche non tutte sono definite e molto probabilmente vi saranno strascichi giudiziari (e quindi somme da sborsare in futuro).

Rammento infine a me stesso che chiudere un ente nel nostro Paese è sempre stata una impresa: vi sono enti che sono sopravvissuti al fascismo per decenni (i cd. "enti inutili") e che forse alcuni di essi sono ancora in liquidazione