Supports/Surfaces

Stefano Perrini

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Salve,sono l'autore della discussione Salvo,Sughi,Sciltian & Co.sono dispiaciuto se la mia innocente domanda,in quanto neofita,abbia scatenato,come dice Lei e offuscato la Sua discussione.Ho dato un occhiata,in qunanto scritta in inglese,alla Sua tesi,poichè colleziono De Maria,e Le ripeto sono dispiaciuto.

Mi permetto di darti del tu. Guarda, sono un neofita anche io del forum. Ci siamo iscritti negli stessi giorni. Non è nulla di personale, nulla di cui tu debba scusarti e nessuna domanda ha offuscato niente. Era una constatazione, da neofita, che nel forum sembra esserci maggior interesse per l’arcinoto piuttosto che provare a parlare di cose meno scontate. Poi magari è un'impressione sbagliata. Scusami se ti sei sentito attaccato personalmente. Non ne avevo alcuna intenzione...
 

Marione_

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@stefano i tuoi interventi sono super!

Problema: dopo anni di polemiche incrociate e spesso pretestuose e di tanto altro…gli utenti che sono rimasti o sono stanchi di intervenire, e soltanto leggono , oppure sono attratti dal nulla… dove è più facile credere di primeggiare… difficile accettino confronti a viso aperto con chi - direbbe un mio amico - “ne sa a pacchi”..

E tu, si vede lontano un chilometro… ne sai a pacchi…

con stima, anche per la tua energia di neofita del Fol!!
 

Stefano Perrini

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@stefano i tuoi interventi sono super!

Problema: dopo anni di polemiche incrociate e spesso pretestuose e di tanto altro…gli utenti che sono rimasti o sono stanchi di intervenire, e soltanto leggono , oppure sono attratti dal nulla… dove è più facile credere di primeggiare… difficile accettino confronti a viso aperto con chi - direbbe un mio amico - “ne sa a pacchi”..

E tu, si vede lontano un chilometro… ne sai a pacchi…

con stima, anche per la tua energia di neofita del Fol!!


Grazie! Troppo buono, Marione!

Io non posso avere la tua memoria storica. È un peccato però che il terreno si sia inaridito.
Io cerco di condividere e mettere a disposizione la mia visione, ciò che mi sembra possa essere utile e quello che credo di sapere, ma poi è nella discussione e nel confronto che si verificano le conoscenze e si aprono nuove prospettive. Ogni tanto mi sembra di fare un esercizio un po’ onanistico. Se però mi dici che qualcuno preferisce solo leggere e non ha più voglia di interloquire, rispetto anche questo. Speriamo che tale voglia torni, perché la materia che trattiamo in questo forum è immensa e c’è bisogno del contributo di tutti.

Scusate l’OT.
 

Marione_

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OK! Hai ragione, su tutta la linea
 

Davy81

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Ottimo 3d Stefano.
Domanda, ci fu uno scambio proficuo tra italiani e francesi che possa aver influenzato le ricerche di qualcuno in quel periodo?Il discorso della tela liberata dal telaio sembra un tema piuttosto ricorrente negli anni '70. Trovandolo inoltre un passaggio piuttosto importante nella storia dell'arte del dopoguerra mi chiedevo chi fu il primo a "lanciare l'idea"... Grazie.
 

Stefano Perrini

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Ottimo 3d Stefano.
Domanda, ci fu uno scambio proficuo tra italiani e francesi che possa aver influenzato le ricerche di qualcuno in quel periodo?Il discorso della tela liberata dal telaio sembra un tema piuttosto ricorrente negli anni '70. Trovandolo inoltre un passaggio piuttosto importante nella storia dell'arte del dopoguerra mi chiedevo chi fu il primo a "lanciare l'idea"... Grazie.

Grazie, Davy81. Mi confermi l’importanza della discussione. Infatti, di primo acchito ti avrei detto di non saper rispondere. Poi, mi hai spinto a riflettere e ricercare, quindi a provare ad imbastire una risposta. Spero che altri possano contribuire a “costruire” migliori approssimazioni alla realtà delle cose.

Nel 1967 Viallat presenta già tele libere nella vetrina internazionale della quinta biennale di Parigi, quindi anticipa il movimento analitico italiano (anche Griffa libera la tela nel’67, ma ha la sua prima personale nel’68). Il recentemente scomparso americano Sam Gilliam è sicuramente uno dei pionieri e ha realizzato tele libere più o meno negli stessi anni, forse altri artisti come Jules Olitski o del gruppo Gutai lo hanno fatto prima. Non saprei dire chi fu il primo.

Nel 1968 c’è una prima collettiva del gruppo francese in Italia, a Novara, dal titolo “Un paese + l’avanguardia”, alla quale partecipano Dolla, Pagès, Saytour e Viallat. L’anno successivo, al Centro la Comune di Brescia, espongono Pagès e Valensi.

Nel 1973 la 7° Rassegna internazionale d’Arte di Acireale dal titolo “Riflessione sulla pittura” include Cane, Devade e Viallat. Tra gli analitici italiani ci sono Battaglia, Cotani, Gastini, Griffa e Morales.

Nel 1974 La Bertesca di Genova dedica una personale a Noël Dolla.

Il 1975 sembra essere l’anno di massimo contatto. Prima la galleria La Bertesca-Masnata organizza a Düsseldorf la mostra “Analytische Malerei” con i francesi Devade, Dolla e Viallat e gli italiani Battaglia, Cacciola, Cotani, Gastini, Griffa, Morales, Verna e Zappettini. Poi la mostra itinerante del ’75 dal titolo “A proposito della Pittura…” fa il giro di diversi musei olandesi e vede insieme francesi e italiani, in particolare: Cacciola, Cecchini, Dolla, Gastini, Griffa, Guarnieri, Morales, Viallat e Zappettini. L’anno successivo c’è una mostra collettiva sulla pittura europea degli anni ’70 alla Galleria Civica di Modena con Cane, Devade e Dolla.
 

Stefano Perrini

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Leggevo che Griffa dichiara di essere stato ispirato dal cosiddetto “Theater Piece No. 1”, considerato il primo happening, creato nel 1952 da John Cage al Black Mountain College, con la partecipazione di Merce Cunningham e Robert Rauschenberg. Cage aveva fissato al soffitto le tele bianche di Rauschenberg, in modo che restassero sospese sopra gli spettatori.
 

Davy81

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Leggevo che Griffa dichiara di essere stato ispirato dal cosiddetto “Theater Piece No. 1”, considerato il primo happening, creato nel 1952 da John Cage al Black Mountain College, con la partecipazione di Merce Cunningham e Robert Rauschenberg. Cage aveva fissato al soffitto le tele bianche di Rauschenberg, in modo che restassero sospese sopra gli spettatori.

Grazie Stefano, leggevo, con l'intento di dare un piccolo contributo alla discussione, che già nel 1966, per il gruppo BMPT formato da Buren,Mosset,Parmentier,Toroni (altro grande a mio avviso),respingere l'accademia era come respingere la vecchia società:la nuova analisi di tela,telaio,colore e forme veniva quindi già presa in considerazione da questo gruppo. L'obiettivo era dunque riportare la pittura a uno stato adamitico:nuda,libera da orpelli e da timori. In questo percorso gli artisti francesi furono determinanti,forse anche perché già preparati da un analogo processo avviato in letteratura da Barthes e nel cinema da Jean-Luc Godard.
 

Stefano Perrini

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Grazie Stefano, leggevo, con l'intento di dare un piccolo contributo alla discussione, che già nel 1966, per il gruppo BMPT formato da Buren,Mosset,Parmentier,Toroni (altro grande a mio avviso),respingere l'accademia era come respingere la vecchia società:la nuova analisi di tela,telaio,colore e forme veniva quindi già presa in considerazione da questo gruppo. L'obiettivo era dunque riportare la pittura a uno stato adamitico:nuda,libera da orpelli e da timori. In questo percorso gli artisti francesi furono determinanti,forse anche perché già preparati da un analogo processo avviato in letteratura da Barthes e nel cinema da Jean-Luc Godard.

Hai ragione. Il gruppo BMPT è molto importante e meriterebbe una trattazione specifica. Adesso sono un po' preso da altre cose e non ho completo accesso ai miei libri, ma, se non mi anticipa nessuno, mi riprometto prossimamente di aprire un thread dedicato a questi artisti, così ne parliamo più diffusamente...
 

Biagio.tv

in vacanza
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Bel 3D, che ho letto con piacere! OK!

Come è già stato detto, la maggior parte dei frequentatori del FOL sono lettori piuttosto che "scrittori", quindi non ci si deve sorporendere se un 3D con contributi di qualità non riceva necessariamente molti interventi: sicuramente sarà molto letto!

Parlando terra-terra, diversi tra questi importanti artisti si possono comperare con cifre "contenute" rispetto al loro peso storico-artistico.
 

Stefano Perrini

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Bel 3D, che ho letto con piacere! OK!

Come è già stato detto, la maggior parte dei frequentatori del FOL sono lettori piuttosto che "scrittori", quindi non ci si deve sorporendere se un 3D con contributi di qualità non riceva necessariamente molti interventi: sicuramente sarà molto letto!

Parlando terra-terra, diversi tra questi importanti artisti si possono comperare con cifre "contenute" rispetto al loro peso storico-artistico.

Girava la voce che gli investitori americani fossero stati tenuti lontani da Supports/Surfaces per il fatto che gli artisti del gruppo venivano ampiamente sovvenzionati dalla Stato francese (e.g. cattedre o altri incarichi pubblici). Non so bene come funzioni esattamente in Francia e se l’afflusso di soldi americani sarebbe stato effettivamente ostativo al mantenimento di certi privilegi. Di sicuro, almeno inizialmente, i membri del gruppo ebbero un forte rifiuto ideologico ad aprirsi al mercato internazionale. Fatto sta che per molto tempo sono stati abbastanza relegati al mercato francese o, al massimo, europeo. Le cose sembrano maturate dopo la grande mostra al Museum of Contemporary Art di Detroit (che io non ho visto), di cui allego il link.

Unfurled: Supports/Surfaces 1966-1976.
 

artista ?

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@stefano
bel 3d la tendenza del forum è seguire il mercato, ma nulla vieta di allargare il recinto e parlare di arte a prescindere dalle quotazioni. OK!
 

Stefano Perrini

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Segnalo, magari a chi sta trascorrendo o pianificando una vacanza nella Francia meridionale, questa mostra a due che il comune di Aubais (tra Nîmes e Montpellier) dedica a Claude Viallat e a Patrick Saytour:

Claude VIALLAT et Patrick SAYTOUR.
 

Stefano Perrini

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Mi è capitato di riguardare un vecchio numero speciale della rivista Beaux Arts dedicato al Centre Pompidou. Le due pagine dedicate a “Support-Surface” (senza le esse del modo di scrivere più comune oggi) riportano opere di Dezeuze, Grand, Rouan e Viallat.

Nel testo si legge (traduco dall’inglese):

All’inizio degli anni ’70, il gruppo Support-Surface aprì un importante dibattito teorico che, riferendosi al marxismo e alla psicanalisi, propugnava la necessità di una sistematica decostruzione della pittura. Il pittore “non è un creatore di illusioni, uno che dipinge fantasie o un fabbricante di immagini.” Ce lo dice Claude Viallat. Egli ha un dovere di fare “una completa ricognizione dei diversi elementi dati” in pittura e poi “redistribuirli in altra maniera”. Condannando ogni ricorso alla soggettività, gli artisti del gruppo, nel cercare di mettere in discussione l’atto di fare un quadro, riducono la produzione dell’opera alla sua semplice natura materiale.

Non avevo inserito François Rouan nel primo nucleo di artisti del gruppo. Data la fonte autorevole, rimedio subito…
 

Stefano Perrini

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François Rouan

Classe: 1943

Tipo di ricerca: l’artista, che si è dedicato anche a fotografia e video, è noto per la sperimentazione sull’intreccio (in francese: tressage). Jacques Lacan, che, a quanto pare, ha comprato sue opere, ha scritto il testo di accompagnamento di una sua personale.

Record price: € 130.000 (2012)


Rouan.jpg

Tressage, 1965-66, 239 x 160.5 cm, dal sito del Pompidou
 

Heimat

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Mi complimento con te per questi contributi e confido nella tua permanenza in questo forum. In passato diversi forumisti di spessore, dopo i primi contributi, si sono dileguati a causa di polemiche futili in risposta a qualche loro intervento. Questo forum ha come fine il dibattito sul mercato dell'arte che però, dovrebbe avere come caposaldo la qualità artistica che presuppone conoscenza e studio. Continua così, ti leggerò con molto piacere.
 

Stefano Perrini

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Mi complimento con te per questi contributi e confido nella tua permanenza in questo forum. In passato diversi forumisti di spessore, dopo i primi contributi, si sono dileguati a causa di polemiche futili in risposta a qualche loro intervento. Questo forum ha come fine il dibattito sul mercato dell'arte che però, dovrebbe avere come caposaldo la qualità artistica che presuppone conoscenza e studio. Continua così, ti leggerò con molto piacere.

Grazie mille per le tue belle parole, Heimat.
 

Stefano Perrini

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Poiché non conoscevo François Rouan quasi per niente, mi sono procurato la versione inglese del catalogo pubblicato da Silvana Editoriale in occasione della mostra personale “François Rouan, Tressages 1966 – 2016” che il Musée Fabre di Montpellier, sua città natale, gli ha dedicato nel 2017.

Riguardo ai suoi rapporti con il gruppo Supports/Surfaces: l’artista ha frequentato nel 1958 la stessa scuola superiore di Belle Arti di Montpellier dove hanno studiato Viallat, Bioulès, Dezeuze e Grand; ha preso parte nel 1966 alla collettiva Impact a Céret, che è la mostra con cui convenzionalmente si fa iniziare l’esperienza del gruppo; poi, però, non ha partecipato alle mostre collettive successive e ha seguito un proprio percorso autonomo. Solo nel 1998 è stato inserito con tre lavori nella collettiva “Gli anni di Supports/Surfaces nelle collezioni del Centre Pompidou” allo Jeu de Paume. Nel catalogo realizzato per l’occasione, l’artista ha ribadito la propria posizione: non ha mai fatto parte del gruppo, ma ha frequentato ed è stato amico di numerosi suoi protagonisti, in particolare di Claude Viallat. È stato accostato al gruppo ancora e solo una volta per una collettiva tenutasi in Cina, a Shaanxi, nel 2001.

Si può concludere che l’artista non sia da includere in Supports/Surfaces, benché sia stato a stretto contatto con alcuni suoi rappresentanti e abbia condotto una ricerca che, a partire dal 1966 e per almeno dieci anni, presenta molte affinità con le istanze portate avanti dal gruppo.

È molto interessante anche il percorso artistico di Rouan.

Nel 1966 inizia i tressage, gli intrecci, dapprima utilizzando tempera ad acqua su carta. Gli artisti a cui guarda, dichiaratamente, sono Matisse con i suoi ritagli, il nostro Fontana e il francese di origini ungheresi Simon Hantaï, che, dopo trascorsi surrealisti, nel 1960 si era imposto con la tecnica del pliage. Al 1968 risalgono i tressage realizzati con le tele.
Nel 1971 Rouan ottiene una borsa di studio all’Accademia di Francia, presso Villa Medici, diretta fin dal 1961 da Balthus, e si trasferisce a Roma. Stringe amicizia con Balthus e inizia a frequentare Jacques Lacan, che apprezza le sue opere. Nel 1973 ha la sua prima personale proprio a Villa Medici, dove espone 7 tressage, 14 disegni, alcune incisioni e 8 lavori di una nuova serie, le “Porte”, ispirate e intitolate alle porte di Roma. Durante il suo soggiorno italiano, ma soprattutto tra il 1973 e il 1974, compie numerosi viaggi a Siena e ottiene il permesso di realizzare schizzi in situ degli affreschi di Ambrogio Lorenzetti, che ispireranno l’artista per una serie di nuovi lavori che porterà avanti fino al 1986. Intanto, nel 1974 Rouan ha la prima mostra collettiva a New York presso la galleria del suo nuovo mercante, Pierre Matisse, che gli organizza la prima personale americana due anni dopo.
Nel 1977, lascia definitivamente l’Italia e si ristabilisce in Francia, dove prosegue la sua ricerca, con crescenti riconoscimenti (prima retrospettiva al Pompidou, dal 27 ottobre 1983 al 2 gennaio 1984, con una trentina di tele).